16 luglio 2026

RECENSIONE - HAVEN – Tempeste infrante - di Tiziana Lia




Titolo: HAVEN – Tempeste infrante (terzo volume autoconclusivo della serie)

Serie: 4FOUR

Autrice: Tiziana Lia

Genere: romance contemporaneo

Sottogenere: Small town romance

Tropes: Grumpy vs Sunshine, Emotional Healing, Broken hero, Starting Over

Data pubblicazione: 15 luglio 2026 su Amazon

Formati disponibili: ebook, cartaceo (con impaginazione adatta anche ai dislessici)

e su Kindle Unlimited


Nota: scritto in terza persona, narratore interno, con pov alternati



Noah Silvestri non è uno che punta il dito, se non contro se stesso e ciò che ormai non può più cambiare.

Dopo aver lasciato Milano, si rifugia a Brambleshore, un villaggio inglese affacciato sul mare, convinto di non avere più nulla da perdere. Taciturno, schivo e segnato dal proprio passato, desidera soltanto lasciarsi alle spalle il caos del mondo.

Annie Thompson, psicologa brillante e dalla battuta pronta, dopo mesi difficili, si rifugia nel Seabreeze cafè, nei dolci che prepara ogni mattina e in quel borgo che lentamente sta rifiorendo.

L’ultima cosa che si aspetta è incrociare di continuo in un tipo che la destabilizza con un solo sguardo.

Testardi e orgogliosi, scontrarsi è inevitabile: lei è determinata a scoprire chi si nasconde dietro l’uomo che combatte ogni giorno per dimostrare chi è davvero, lui sa che l’attrazione esplosa tra loro non potrà mai portare a nulla.

Ma Brambleshore sembra avere un modo tutto suo di agire, costringendoli a fare i conti con quanto entrambi in realtà sfuggono.

Permettersi di sognare, però, non è per tutti, soprattutto sotto il peso di un giudizio capace di mandare in frantumi ogni certezza.

Perché alcune tempeste travolgono ogni cosa, e soltanto chi trova il coraggio di attraversarle può capire dove sentirsi finalmente al sicuro.


Haven –tempeste infrante è il terzo volume autoconclusivo della quadrilogia 4four di Tiziana Lia.

Nell’immaginario villaggio inglese di Brambleshore affacciato sul mare, giunge Annie Thompson, affermata psicologa, ma in crisi, per aiutare la sua ex tata che l’ha cresciuta come una figlia e che ora sta poco bene. Annie è anche in crisi: nonostante sia una psicologa in gamba, inizia ad avere dubbi sulla sua strada professionale. È necessaria per lei una battuta d’arresto in una confort zone e questa è Brambleshore con la sua gente, il suo calore e la sua voglia di rinascere da un periodo oscuro causato da una cattiva gestione politica in passato. Partita per restare pochi giorni, Annie decide di rimanere più a lungo.

A Brambleshore si è trasferito, ormai da sette mesi, anche Noah, il protagonista maschile e terzo elemento dei 4Four, i quattro punti cardinali, “quello meno aperto, il guerriero ferito, oscuro come l’Ovest”. Anche per Noah, Brambleshore è un “haven”, un rifugio e, nonostante sia un uomo schivo, non si risparmia per nessuno e si adopera per il villaggio integrandosi perfettamente con gli abitanti che lo considerano uno di loro. Eppure, nonostante si doni agli altri con generosità, Noah è ombroso, ha ferite dentro e fuori il corpo che nessuno conosce, perché lui stesso le protegge e le scherma. È un uomo complicato, forte, provato dalla vita più e più volte: un’infanzia difficile e infelice, sventure e guai senza sosta che sembrano volerlo spezzare, avversità che tentano di togliergli, dopo le cose materiali, anche ciò a cui lui tiene di più: la dignità. È vero, Noah ha commesso diversi errori nel passato (chi non ne fa?) che, a causa di un’eredità neanche cercata e voluta, i cattivi della storia vogliono ritorcergli contro… ma lui non ci sta: la sua dignità e il suo onore non si toccano!

Bello questo gigante dalla battuta schietta e intelligente che riesce a mettere Annie continuamente di fronte ai suoi pregiudizi in modo severo, diretto, forse nella speranza che lei riesca ad abbatterli per accettare gli errori inconfessabili di lui; stupende le sue indecisioni e le lotte fra cuore e ragione quando si tratta di Annie, fantastica confusione stretta in due frasi: “Certo che no. Certo che sì”, che dicono tutto e che espongono quello che sembra un uomo granitico in tutta la sua vulnerabilità, perché Noah è sì un lottatore, forte e tenace, ma lo è diventato perché non ha avuto scelta, e quello che custodisce dentro è un cuore grande che ne fa un uomo protettivo e solido.

Devo dire che dinnanzi a un protagonista maschile così di spessore, la protagonista femminile non può non essere alla stessa altezza. Anche Annie ha una personalità complessa: con lei siamo davanti a una donna con una professione avviata, ma che sembra aver perso la bussola e cercare “la strada giusta”; che era sicura di molte cose come di avere una mente aperta e moderna, ma si ritrova a fare i conti con se stessa e con pregiudizi che non sospettava di avere; che nonostante sia adulta non ha ancora risolto un rapporto conflittuale con i genitori di cui teme giudizi e decisioni… eppure è sempre lei che quando Noah crolla sotto i colpi del destino lo spinge a contrattaccare, a non lasciarsi sopraffare perché finalmente ha tolto il velo del pregiudizio ed è andata “oltre”.

Due personaggi già formati, ma comunque in crescita e maturazione ulteriore nel corso del romanzo, questi di Annie e Noah che non si può non amare.

Un pensiero a parte vorrei dedicare a un altro tipo di amore, quello visto in un’altra fascia d’età, quella di Millie Tim ormai anziani, un amore fatto di rimpianti, di senso del tempo perduto e irrecuperabile, di saggezza nel voler impiegare in modo differente e consapevole il tempo rimasto a loro disposizione. Un amore maturo, nato diversi anni prima e fatto di privazioni, ciononostante bello, puro, “vero”.

Anche in questo terzo volume l’autrice ci avvolge con una narrazione a tutto tondo e con vicende che ammaliano e trascinano con flusso continuo mettendo in evidenza anche la circostante vita che si snoda nel villaggio con i suoi personaggi secondari, ma mai banali e sempre finalizzati alla trama. Un ottimo lavoro, davvero!







 

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