02 aprile 2025

RECENSIONE - Tulipano rosso & Bivonea di Savi Vol. 1 - di Monica Brattoli






Un addio al nubilato in una delle città più dissolute d’Europa, con i suoi panorami da cartolina, le viuzze acciottolate, canali e tulipani e solo serate per ragazze. Amsterdam sembra la meta perfetta… Se non fosse che Carlotta non voleva proprio andarci! È ottobre, fa freddo e soprattutto ha lasciato il suo amato Jacky da Piera. Seduta su una panchina della zona fumatori dell’aeroporto, per ingannare il tempo, si ritrova a fare un bilancio della sua vita: due lavori, un mutuo, zero aspettative, sogni o desideri. Tutto fin quando non le si avvicina un olandese biondo, con quell’accento là, che le chiede se ha da accendere, e da quel momento il suggerimento della sua migliore amica prende vita.

Cedric Cristiano Conti Jager è fuori dallo Schiphol per puro caso: all’ultimo minuto gli hanno cancellato il volo per Berlino; perciò, gli tocca aspettare che qualcuno venga a prenderlo per tornare a casa e cercare una nuova meta per i suoi viaggi aziendali, e nel mentre riattacca con la compagnia aerea scorge un meraviglioso darwin, il suo tulipano preferito nel tripudio di girasoli della smoke-zone. Nonostante abbia appena spento la sigaretta sente il bisogno di riaccenderne un’altra, e di chiedere proprio a lei l’accendino.

La cosa peggiore? Nessuno dei due immaginava di rincontrarsi la sera dopo in un pub.

L’altra cosa peggiore? Nessuno dei due immaginava come si sarebbe conclusa la serata.

L’altra cosa ancor più peggiore? Nessuno dei due immaginava di rincontrarsi mai più.

Eppure, è accaduto per davvero: a distanza di cinque mesi, in un’altra nazione e in una circostanza che prevedeva tutti i vestiti addosso.

Perché non si sanno mai quali e quanti giri faranno due vite, ma se una ti offre dei bulbi, tu piantaci un tulipano.



Carlotta, la protagonista di questo romanzo, è una ragazza che sa cosa vuol dire bastare a se stessa, non ha nessuna intenzione di aver bisogno di qualcuno, non vuole essere dipendente da niente e nessuno e nonostante il suo corpo sia diverso dagli standard della società lo abita con estremo piacere, conosce benissimo il suo valore, ha un cagnolino e delle responsabilità…non le manca nulla direte…fino a quando non incontra Cristiano, una persona che vorrebbe avere il controllo di tutto, per non essere più deluso, punta tutto sul lavoro…

Si può controllare l’amore?
Si possono controllare le emozioni?

No, assolutamente…queste pagine ne sono la dimostrazione…nasce tra i due un legame che non si aspettano, fuori dal loro controllo. Un legame genuino e vero che per una romantica come me è qualcosa che porta lacrime e sorrisi, porta speranza e la voglia di non arrendersi perché il destino è sempre pronto a mischiare le carte e trasformare la vita!




 

RECENSIONE - Forbidden beats- di Patrizia Ines Roggero

 



Titolo: Forbidden beats

Autrice: Patrizia Ines Roggero

Pagine: 321 

Uscita: 20 febbraio 2025
Un music romance dove i battiti proibiti del cuore si intrecciano al ritmo del K-Pop.

Kim Ethan Johoon, ribelle star dei DREAMX, infiamma i palchi di tutto il mondo.

 Coreano cresciuto  in Australia, è un mix esplosivo di carisma e impulsività, spesso in contrasto con le rigide regole  imposte agli idol.

Chloe Anderson, è una fotografa arrivata a Seoul per lavorare con l’agenzia della band, senza  immaginare che lo sguardo magnetico di Ethan cambierà il suo destino.

La scintilla è immediata, ma le relazioni tra idol e staff sono proibite. 

Tra incontri segreti, notti di  passione, inganni e scandali, Ethan e Chloe lotteranno per il loro amore o si arrenderanno a un  mondo che non ammette eccezioni?

Un fenomeno in grande espansione quello degli idol Koreani.
Ragazzi fatti di porcellana, belli e inarrivabili.

Si muovono sui palchi come se ci fossero nati.

Determinati, inarrestabili in quelle ore di prove che precedono un concerto.

Ma quando si spengono le luci rimangono dei semplici ragazzi, forse un po' vittima della società e di quelle regole che li vogliono schiavi di un contratto.

Questa è la storia di Kim Ethan Johoon e Chloe Anderson due ragazzi che aprono uno spiraglio su quel mondo che, alle volte, fa molto discutere.

È la prima volta che leggo la Roggero e mi sento di farle i miei complimenti.

Ines ha saputo riportare una realtà che, benché geograficamente sia lontana, è conosciuta benissimo tramite i social, attraverso internet, l’occhio del mondo.

Questo ci ha fatto scoprire chi realmente siano questi idol che si trovano a doversi stampare un sorriso in faccia, sempre e comunque.

Sono rimasta estasiata dal modo delicato che ha avuto Ines di descrivere i momenti, non solo di passioni fra due ragazzi che si sono riconosciuti subito come anime affini, ma anche le parti buie dello spettacolo.

Un amore che non può essere vissuto alla luce del sole, un contratto che non prevede relazioni con i membri dello staff e, nel mezzo, le fans che non ci mettono molto a far decadere un idolo.

La parte brutta, quella in grado di spezzare un ragazzo, di decretare la fine della sua carriera, accompagnata da una corona di fiori che ne indica la sua morte nel mondo della musica.

Bravissima Ines, mai volgare in quelle scene spicy che sono state messe al posto giusto.

Si vede che c’è un grande lavoro di ricerca dietro.

Un testo “raccontato” che non vede solo i protagonisti principali come elementi di spicco; Forbidden beats è una storia fatta di altre storie, vite vissute da chi vorrebbe libertà nell’amore, perché a vent’anni ti fai trascinare dalla passione, oltre che dalla musica che diventa un mezzo per esprimere i propri sentimenti.

Sentimenti che vengono intrappolati, immortalati da uno scatto, da una fotografia.

Ma anche lì, la luce che riverbera negli occhi di chi canta cambia nel momento in cui il suo sguardo si posa su chi ama.

Emozionante e commovente, un romanzo che merita di essere letto soprattutto dalle nuove generazioni, affascinate da questi ragazzi e accecate dall’illusione che, una vita sotto i riflettori è una bella vita, non sono consapevoli del marcio che molte volte si annida dietro a quelle agenzie che li ingaggiano.

Un libro pieno di significati, primo fra tutti: ci è stata donata la libertà di amare e nessuno ha il diritto di negarci questo.

Le cinque stelle sono meritatissime per un romanzo e un’autrice che vale la pensa di leggere.

A presto








01 aprile 2025

RECENSIONE - Kintsugi. Nuova bellezza - di Lorena Marcelli

 




Kintsugi: l'arte giapponese di ricostruire gli oggetti usando l'oro per saldare i cocci, creando nuova bellezza. Perdono: l'oro capace di rimettere insieme i cocci di un'amicizia o di un amore, restituendo felicità. di Lorena Marcelli Per ogni cicatrice c'è un rimedio. Massimo lo ha imparato a dodici anni, quando suo nonno gli ha trasmesso l'antica arte giapponese del kintsugi, l'arte di creare nuova bellezza da porcellane ridotte in cocci. Da subito intuisce che il kintsugi è anche la metafora di un modo di pensare la vita, l'unico per mezzo del quale anche le cicatrici più profonde possono essere curate; anche i dolori più grandi possono portare a una rinascita, a una “nuova bellezza”. La comprensione, però, per lui e per Martina, Maia e Maria arriverà col passare degli anni. Amici dall'infanzia e cresciuti nella cittadina di Roseto degli Abruzzi, nel corso del loro viaggio verso l'età adulta impareranno che la vita non è mai semplice, così come non lo sono i rapporti di amicizia e d'amore. Ciascuno di loro troverà la sua strada, e qualche volta la smarrirà, ma quello che conta è il profondo rapporto che unisce soprattutto Massimo, Maia e Martina, i tre moschettieri, l'oro che rimetterà insieme i cocci della loro amicizia, facendone nuova bellezza.

Kintsugi è un romanzo “vero”, perché nelle vicende dei protagonisti, nel loro modo di essere, di relazionarsi e di pensare, inserisce sentimenti non sempre necessariamente positivi. Massimo, Martina, Maia e Maria sono sì amici, ma il loro legame non è privo di scossoni, né di alti e bassi. Nel corso del libro, che abbraccia 25 anni della loro vita, li vediamo crescere, scontrarsi, amarsi, ferirsi, separarsi e ricongiungersi diverse volte perché è vero che sono uniti, ma sono anche molto diversi l’uno dall’altro e le esperienze di vita li danneggeranno per poi rifoggiarli in modo differente, probabilmente più bello. Sì perché l’arte del kintsugi, della quale è detentore Aki, il nonno di Massimo, non è applicabile solo ai vasi rotti che possono essere rimessi insieme con una lacca arricchita da polvere d’oro, ma è una filosofia di vita che va bene anche per l’uomo in generale: l’uomo, rovinato, messo alla prova dall’esistenza, si crepa, si spezza, ma ha la forza di rimettere insieme i cocci e rinascere, e non importa se si vedranno cicatrici profonde, perché per l’arte del kintsugi esse non sono altro che una nuova bellezza: “nella vita si deve cercare il modo di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di crescere attraverso le proprie esperienza dolorose, di valorizzarle, esibirle, e convincersi che sono proprio queste cose che rendono ogni persona unica, preziosa”.

È una lettura solo in apparenza semplice: nella linearità si svela profondità e saggezza, è un romanzo ricco, intriso di tematiche forti come la maternità (nelle diverse sfaccettature: desiderata, non cercata, accettata); l’anoressia; la gelosia; l’invidia, poderosa nonostante l’amicizia; il tradimento amaro dell’amore e della fiducia…

Il percorso verso la guarigione è lungo e doloroso e non privo di ferite e, ovviamente, delle relative, dignitose, cicatrici.