Sulla costa nord-ovest di Fuerteventura, tra l’oceano e distese di terra arida e vulcanica, Oliver vive da solo in una capanna costruita con le proprie mani. Da undici anni osserva il mondo da lontano, convinto che così sia più facile sopravvivere a ciò che ha perduto.
Finché, un giorno, Mercedes non sale fin lassù.
La notizia che porta con sé è sufficiente a incrinare l’equilibrio fragile che Oliver ha costruito attorno alla propria solitudine: Martín ha bisogno di lui.
Nel frattempo, Paula, Bianca e Aniagua attraversano stagioni diverse delle proprie vite. Ogni giovedì tra spiagge nascoste, villaggi sospesi nel vento e sentieri che sembrano non portare da nessuna parte, si concedono una tregua dal resto del mondo. Col tempo, quell’appuntamento diventa il luogo dove confidare paure, custodire segreti e trovare la forza di ricominciare.
Nessuno di loro sa che il ritorno di Martín ha appena iniziato a tirare il filo di una storia che li unisce tutti.
Un romanzo corale sul peso delle scelte, sulle assenze che continuano a vivere dentro di noi e sulla ricerca ostinata di un luogo da chiamare casa.
Perché a volte il vento non porta via il passato. Lo riporta indietro.
Fuerteventura è un’isola arida e selvaggia, il vento la fa da padrone sferzando le rocce vulcaniche e le spiagge lambite dall’oceano, un paradiso per i surfisti.
Il suo spirito selvaggio entra nella pelle di chi ci vive, non importa se ci sei nato o se Fuerteventura ti ha accolto - o raccolto – la natura qui ha il potere di unire le persone.
Aniagua, che è sempre vissuta qui, non sa cosa sia il freddo, non ha mai visto la neve.
Bianca, che convive con un segreto mai confessato, interior designer che lavora soltanto con materiali riciclati, il suo mantra è preservare l’ecosistema e difendere l’identità del territorio.
Oliver, selvatico come la terra che lo ha accolto, chiuso in una solitudine nera dopo un dolore che lo ha annientato.
Paula, sola e vulnerabile, alla ricerca di un balsamo per le sue paure.
A Fuerteventura piove pochissimo.
Eppure, quando l’adolescente Martìn fa ritorno sull’isola in cui è cresciuto alla ricerca del passato, della verità, di una casa, una insolita pioggia colpisce per giorni e giorni l’isola.
Le gocce di pioggia si mischiano alle lacrime e quel passato che ognuno a modo suo aveva accantonato e tenuto in sospeso, non può più essere ignorato.
La paura della verità, la paura di essere rifiutati, la paura che fa chiudere sempre più in sé stessi.
La solitudine infine genera un senso di colpa che grava sul cuore, sull’anima.
Ognuno reagisce come può, come meglio sa fare.
Abbandona, fugge o resta.
Ognuno pensa al proprio dolore, una forma di egoismo che impedisce di vedere e comprendere quello degli altri.
Questo bellissimo romanzo trasmette un messaggio fondamentale: l’importanza dei ricordi.
Per non dimenticare bisogna aprirsi agli altri, ascoltare, parlare, condividere.
Anche le sofferenze.
I ricordi sono la vita, caldi come il sole che, dopo la pioggia, torna a splendere su Fuerteventura.
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