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04 luglio 2025

RECENSIONE - Omicidio in versi - di Kate Carlisle




 

OMICIDIO IN VERSI di Kate Carlisle

Genere: Mystery

Collana: Narrativa

Marchio: Leggereditore

Prezzo: 14,90€ Pagine: 240

Uscita: 21 Marzo 2025



Brooklyn Wainwright è un chirurgo esperto. Certo, i suoi pazienti possono puzzare di muffa e avere il dorso in cuoio, ma nessun libro malmesso morirà tra le sue mani scrupolose. Non si può dire lo stesso di Abraham Karastovsky, suo amico ed ex datore di lavoro. Alla vigilia di una festa per il restauro di un libro, Brooklyn trova il suo mentore disteso in una pozza di sangue. Con un ultimo respiro Abraham le lascia un messaggio criptico, “Ricorda il diavolo”, e le consegna, affinché la custodisca, una copia inestimabile – e presumibilmente maledetta – del Faust di Goethe. Quando Derek Stone, l’agente di sicurezza fastidiosamente attraente e dall’accento rigorosamente british ma privo di senso dell’umorismo, la sorprende inginocchiata accanto al corpo della vittima, Brooklyn si ritrova di colpo sospettata di omicidio e furto. Toccherà a lei ricostruire il puzzle di indizi lasciati dal suo mentore, trovare il colpevole e scagionarsi una volta per tutte. Un’intrigante storia di amicizia, segreti e misteri da risolvere, dove una restauratrice divenuta detective deve dimostrare la propria innocenza.




Oggi vi parlo di "Omicidio in versi", il primo volume della serie dedicata a Brooklyn Wainwright, restauratrice di libri rari, dalla penna di Kate Carlisle. Se, come me, siete amanti del mistero, del fascino delle vecchie librerie e dei dettagli artigianali, questo romanzo cozy mystery è una vera delizia.

La trama si snoda attorno ad un omicidio che coinvolge e sconvolge la tranquilla vita di Brooklyn. Il delitto non solo la catapulta al centro delle indagini, ma la costringe anche a mettere in gioco le sue abilità uniche nel trattare volumi antichi per svelare indizi nascosti tra le pagine e le legature. Carlisle è bravissima a integrare la professione della protagonista nella risoluzione del mistero, rendendo il mondo della restaurazione di libri non solo uno sfondo suggestivo, ma un vero e proprio motore della narrazione.

Brooklyn Wainwright è una protagonista che si fa subito amare. È intelligente, determinata e possiede una passione autentica per il suo lavoro, una passione che trasmette al lettore. Le sue osservazioni e le sue conoscenze sul mondo dei libri d'epoca sono affascinanti e aggiungono un tocco di originalità al genere. I personaggi secondari, dalla sua eccentrica e amorevole famiglia ai potenziali sospettati, sono ben delineati e contribuiscono a creare un'atmosfera calda e accogliente, tipica dei cozy mystery.

Lo stile di scrittura di Carlisle è scorrevole e coinvolgente, rendendo la lettura piacevole e senza interruzioni. Il ritmo è ben cadenzato, con il giusto equilibrio tra suspense, indagini e momenti di vita quotidiana. Anche se la suspense non è mai eccessiva, le svolte della trama sono sufficienti a tenere il lettore incollato alle pagine, desideroso di scoprire chi sia il colpevole.

 Un'esperienza di lettura rilassante ma al contempo stimolante, senza scene troppo crude o violente, ma con un'intelligenza e un'arguzia che lo rendono estremamente godibile. La passione dell'autrice per i libri antichi e la loro conservazione traspare da ogni pagina, aggiungendo un livello di interesse e fascino alla narrazione.

 Se cercate un mistero ben congegnato, con una protagonista memorabile e un'ambientazione che profuma di carta antica e inchiostro, non potete perdervi questo romanzo. È l'inizio promettente di una serie che promette di deliziare tutti gli appassionati di gialli leggeri.

Buona Lettura!









28 marzo 2024

RECENSIONE: - "I Know what saw - So cosa ho visto" - di Imran Mahmood

 






Xander Shute, un tempo ricco banchiere e ora senzatetto per le strade di Londra, si ripara, per la notte, in un vuoto appartamento a Mayfair. Quando sente i proprietari rientrare, corre a nascondersi. Intrappolato nel suo nascondiglio, assiste alla discussione della coppia, diventando anche il testimone di un feroce omicidio. Ma chi è la donna che è stata assassinata? La stessa donna che secondo la polizia non poteva assolutamente trovarsi lì? E com’è possibile che l’uomo che ha visto insieme lei la stia facendo franca? Mentre Xander cerca delle risposte, la sua memoria viene messa alla prova, costringendolo ad affrontare un passato doloroso sepolto da tempo. Quanto è disposto a rischiare per scoprire la brutale verità?





Oggi vi parlo di “I Know what saw - So cosa ho visto”: Un Thriller Psicologico che sfida la realtà.

Imran Mahmood, con il suo romanzo, ci porta nelle profondità della mente umana, dove la memoria e la realtà si intrecciano in un intricato labirinto. Il protagonista, Xander Shute, ci guida attraverso le strade di Londra con la sua prospettiva unica di ex banchiere ora senzatetto. La sua vita già scossa dalla morte del fratello, si complica ulteriormente quando, rifugiandosi in un appartamento vuoto a Mayfair, diventa testimone involontario di un omicidio che sfida ogni logica.

Mahmood costruisce un thriller psicologico che mette in discussione la percezione della verità. Con una narrazione fluente che si snoda tra presente e passato, l’autore ci fa dubitare di ciò che crediamo di sapere o di aver capito, portandoci a riflettere sulla fragilità della mente e sul peso dei ricordi sepolti. Infatti Xander ad un certo punto non sa cosa veramente ha visto, cosa veramente è successo, sarà tutto nella sua mente, oppure...

Il romanzo è un viaggio emozionante che non solo intrattiene, ma invita anche a una profonda introspezione, quindi non tutto sarà come sembra, è stato talmente coinvolgente che mi ha tenuta incollata alle pagine per il solo desiderio di sapere il finale. Con alcuni colpi di scena al momento giusto che aumentano l'adrenalina e lo stupore. Bello, da togliere il sonno, il tipo di thriller che sa stuzzicare la mia mente, in grado di mettere in moto le mie sinapsi per creare scenari vividi, dove niente è scontato o banale.