A Porto d’Argento, Gareth, il re stregone, controlla i morti, una principessa maledetta si risveglia e il magnanimo principe Julian si ritrova coinvolto in un intricato triangolo amoroso, in cui si intrecciano amore, potere e forze sovrannaturali. “La principessa del malavagio” reinterpreta le fiabe classiche, sfumando i confini tra bene e male.
Riuscirà Theodora a superare il suo passato tormentato, la magia nera e i suoi problemi di salute mentale in una sinfonia oscura con il comandante in capo dei non morti?
Bentrovate,
anime belle!
Oggi
vi parlo di un romanzo ad ambientazione fantasy, opera dell’autrice Abby
McCormick, che arriva a noi grazie al lavoro di traduzione di Isabella Nanni.
Devo
essere sincera: la prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la
cover.
Toni
grigi in cui spiccano due elementi: il rosso delle rose e il viso di una donna
che, quasi con timore, guarda il lettore.
Mi
sembrava di osservare una di quelle principesse Disney che vedevo da bambina,
ma ad attirarmi realmente è stato il suo sguardo.
Uno
sguardo carico di un’emozione che ho poi ritrovato tra le pagine del romanzo.
Il
testo narra la storia di una principessa che si risveglia dopo tanto tempo,
circondata solo dal pallido ricordo di quella che era la sua vita e di quell’amore
che non riconosce più nell’uomo che ormai è divenuto padrone e signore delle
arti oscure.
Theodora,
o Daisy, si ritrova ad affrontare qualcosa che potrebbe esistere solo negli
incubi, circondata da morti che obbediscono a colui che un tempo chiamava
amore.
È
stata una storia interessante, una sorta di rivisitazione in chiave horror-dark
di un mix di favole che abbiamo sempre conosciuto come qualcosa di romantico
dalle tonalità rosa.
Qui,
invece, fra le righe del romanzo si intravede quella sfumatura quasi gotica e
nera, dove l’unica nota di colore è il rosso del sangue, che porta con sé
dolore e vendetta.
Una
trama in cui gli amici diventano nemici e viceversa, dove si avverte quella
costante scia di soprannaturale che va dal risveglio di Daisy fino al finale,
il quale lascia uno dei coprotagonisti proiettato in una probabile nuova
avventura.
La
Nanni ci ha permesso di conoscere un’autrice che mi ha colpita, specialmente
per la sua biografia che racconta tanto di sé.
Non
ci resta che attendere il secondo volume.
A
presto!





