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05 giugno 2025

RECENSIONE: - Curiosofia: ciò che non ti aspetti sui filosofi e il loro mondo - di Conny Melchiorre







«La filosofia nasce dalla meraviglia e si nutre di domande.»
Car@ pensator@ mi hanno sempre affascinata le parole che Aristotele usa nella sua 
Metafisica per esporre al Mondo la disciplina che insegno.
Il dialogo con il genere umano costantemente arricchisce, come suggeriva un altro grande del Mondo Antico, Socrate.
Cosa cerco di comunicare a lezione? Nessuno può dirti come ragionare e che decisioni prendere. Dobbiamo studiare, indagare, comparare, valutare, nutrire una vivacità intellettuale che deve crescere.
Se capisci di aver sbagliato, correggerti non è una debolezza ma una virtù.
I filosofi sono stati degli esseri umani con le loro vite, i loro problemi, i loro amori, le loro amicizie, i loro disagi economici, con i loro libri pubblicati e invenduti, con il tentativo di difendere se stessi dalle critiche rivoltegli dai Contemporanei. Oh, mica è facile quando tutti ti puntano il dito contro! Oggi come allora.
La filosofia è difficile? Potrebbe ma dipende dall’approccio.
Curiosofia nasce per mostrarti, mi@ car@ pensator@, una dimensione che non ti aspetti, ricca di aneddoti, domande ed esistenze che ti condurranno in una dimensione di cui non potrai più fare a meno ;)

Prof.ssa Conny


Filosofia: dal greco antico “amare la sapienza”

Il grande pregio di questo libro è quello di spiegare il pensiero dei più illustri filosofi della storia, dagli antichi greci ai pensatori moderni, utilizzando un linguaggio fluido e comprensibile, che arriva anche a chi non conosce la materia.

I capitoli, brevi ed esaustivi, lasciano nel lettore una forte curiosità di saperne di più e approfondire le tematiche via via trattate.
Il tutto utilizzando espressioni moderne, attuali, divertenti.

In fondo ciò che era per gli antichi vale ancora oggi, l’uomo non è poi cambiato così tanto.

Il fatto che il libro sia scritto da un’insegnante lo rende ancor più prezioso.
Rincuora pensare ad una professoressa capace di trasmettere la passione per la materia, che dà un valore aggiunto, andando oltre il dovere di docente.
Sono quegli insegnanti capaci di aprire le menti degli studenti, che trasmettono non semplici nozioni bensì un metodo che resterà indelebile, utile in ogni fase della vita.

“Curiosofia” insegna che la filosofia è strettamente legata alla nostra quotidianità.
Non dobbiamo disabituarci al ragionamento e al dibattito, al libero pensiero e, soprattutto, mai essere sazi di conoscenza, fare domande ed essere curiosi.





 

22 dicembre 2021

RECENSIONE: - "I racconti del focolare. Un Natale per grandi e piccini" - di Conny Melchiorre

 









Quando le fragranze di mandarino e d’abete inebriano l’aria e i primi fiocchi di neve volteggiano dal cielo, è ora d’imbastite le tradizioni che conducono al Natale. Ogni famiglia ha le sue. Io tiro fuori dal baule tutti i libri che raccontano le feste, per noi e la nostra bambina. È nata così l’idea di scrivere I racconti del focolare. Un Natale per grandi e piccini.

Questa raccolta ha tre sezioni. Una dedicata ai più piccoli che svela l’origine di alcuni simboli come la Stella di Natale, il Vischio, le Campane, ma racconta anche le vicende di personaggi meno noti come Jack Brina, Hulda la troll, oppure svela delle leggende come quella del Pettirosso o di Barbuska la befana.
Quando i bambini si saranno addormentati, dopo le favole della buona notte, sarà il momento della lettura per i genitori. In questa sezione troverete varie vicende, che come filo conduttore hanno il mondo a Natale.
Infine la terza sezione è dedicata a golose ricette di cui Babbo Natale va ghiotto, e che i suoi amici hanno deciso di condividere con noi, per preparare insieme il vassoio della Vigilia. Santa Claus così potrà fare diversi spuntini, mentre distribuisce i regali.

Ps. Ricordate di mettere una ciotola con delle carote per Rudolf, la renna capo della slitta volante. Ne è ghiotta 🙂



È una raccolta di racconti divisa in due parti: racconti per grandi e racconti per piccini.

Nella raccolta dei racconti per i grandi, regna sovrana la morale; ci sono vividi e nostalgici i ricordi degli anni passati della gioventù; o l’incredulità amara che suscita leggere la lettera di un soldato di trincea che la notte di Natale si scambia gli auguri e gioca a pallone con il nemico contro cui, l’indomani tornerà a sparare…; l’amore e la pietà verso gli animali più sfortunati a causa della cattiveria dell’uomo…

Nella parte dedicata ai più piccoli il tono si fa più lieve e l’attenzione è dedicata a leggende e fiabe di questo periodo dell’anno che porta con sé quel qualcosa di magico e sognante.

C’è sempre, in ogni racconto quel senso dolce-amaro della vita curato con l’amore che tutto può e di cui è ricca l’autrice che porta ancora nel suo cuore, pur essendo ormai adulta, “la sua fiaba” generosamente offerta a chi vuol leggerla.

Alla fine della raccolta sono anche proposte poche pagine con delle ricette di preparazioni natalizie presenti nei racconti.

È una raccolta di racconti dove la penna delicata di Connie Melchiorre ti porta indietro, nel tempo di un Natale, magari proprio uno dei tanti di chi legge, fatto di dolci profumi, di calore fuori e dentro il cuore, di gesti gentili e sentimenti genuini, sinceri…, fatto di “famiglia”, la cui intimità domestica non può ritrovarsi se non intorno al focolare!








16 luglio 2021

RECENSIONE: - "Lettere di Stagione" - di Conny Melchiorre





Come le stagioni s’alternano nel tempo, così i sentimenti brillano o s’adombrano, per quanto ci accade. Oggi come ieri, si scrive a chi si desidera affidare i segreti del proprio animo, facendone il custode delle proprie emozioni.

Questa raccolta di storie, ti renderà partecipe dei timori, delle gioie, dei tremori, delle conquiste, delle sofferenze, degli ideali dei protagonisti. Uno per ogni lettera. Ciascuno con un destino diverso.

Tra la primavera o l’estate, tra l’autunno o l’inverno, sarai traghettato da racconti d’amori maledetti a storie della Grande Guerra; da confidenze di mamme a vicende d'infatuazioni giovanili; da riflessioni sulle perdite a speranze per le conquiste; da storie di rinascita a favole classiche rivisitate, non tralasciando i ricordi di cuccioli domestici.

In Lettere di stagione, sarai il confidente di chi racconta, scoprendo che la chiave di lettura è nella forza dei sentimenti umani. A volte grandiosi, a volte titubanti.

Ti auguro la presenza, nella tua vita, come accade ai protagonisti che incontrerai in questo libro, di una persona speciale, a cui scrivere delle lettere.

Conny


Oggi si “digita”. Si digitano messaggi, e-mail… A chi? Per cosa? A chiunque, per qualunque motivo. Ma avete mai scritto, carta e penna alla mano, una lettera? Qual è la differenza? La differenza sta nel destinatario. E nel mittente! Come? Il mittente? Sì, cambia anche quello: nel cuore! Chi scrive una lettera a qualcuno, mette a nudo il suo cuore, il suo stato d’animo, la sua essenza in ciò che sta scrivendo. Cambia il destinatario: una lettera non la scerivi a un qualsiasi conoscente: la scrivi a chi senti dentro, achi sai che non ferirà mai la tua anima che semplicemente “apre” quella parte di sé più recondita e vulnerabile. Ecco quello che significa “scrivere una lettera”, ed ecco ciò che si coglie leggendo “Lettere di stagione”: compartecipazione d’affetti, a prescindere dalle date e da ciò che si sta condividendo…

Tutto acquista una delicatezza d’altri tempi e una dolcezza nostalgica grazie allo stile soave e garbato di natrare tipico dell’autrice. Nelle sedici lettere, quattro pèer stagione, si sogna, si soffre, si ride, si sorrde, si ricorda… tutto con semplicità!

Ho apprezzato molto il lavoro dell’autrice, unica cosa che vorrei evidenziare è che, nonostante i mittenti delle varie lettere siano diversi e di diverso sesso, non c’è una evidente distinzione di “caratteri”, se così vogliamo definirla: anche quando scrive la lettera un uomo, si scorge forte la voce narrante (davvero molto garbata!) dell’autrice.









 

11 marzo 2021

RECENSIONE: - "Fiori d'Oriente" - di Conny Melchiorre





Flavia deve sostenere l'ultimo esame alla facoltà di Filosofia. Il più temibile di tutti: Storia e cultura del Mediterraneo, con il professor Zeno Martini, bizzarro docente, sul quale corrono voci sbalorditive. Siamo nei primi anni del Duemila a L'Aquila. E' febbraio. E' buio. Fa freddo. Flavia s'incammina di notte per le viuzze storiche della città, perché la sessione inizia alle 6 di mattina. Imprevedibilmente, quello che per la ragazza si prospetta come un incubo, si trasforma nel sogno della vita. Martini le propone di entrare nella sua equipe di ricerca e di partire per la Grecia e la Turchia. Con lei ci sono Federica, Anna, Simona e Angela, studentesse molto diverse tra loro, per indole e aspetto. Le aiuterà Ilkay, la loro guida, insieme alle sue amiche. Ed eccole diventare amiche e Fiori d'Oriente. Bellissimi boccioli di piante diverse, che sbocceranno in donne, durante questo viaggio dei viaggi. Le giovani saranno traghettate in un mondo fascinoso, di spezie orientali, fragranze inusuali, colori sgargianti, danza del ventre, complicità rassicuranti, ricchezza del Gran Bazar, povertà delle campagne. Ognuna di loro cela un segreto. Quale?

Flavia, voce narrante e protagonista, attrae l’interesse del suo professore di storia e cultura del Mediterraneo, Zeno Martini, quando dimostra di conoscere la storia di Scherazade. Ѐ così che le propone di affrontare un viaggio in Grecia e in Turchia insieme ad altre quattro colleghe per una ricerca in cui dovranno studiare gli usi e i costumi del luogo.

Non è un viaggio di ricerca qualunque, Flavia se ne rende subito conto quando, in Grecia, ascolta la lezione di vita di Martini: “non è fondamentale solo la meta che ci siamo prefissati, è soprattutto importante il viaggio che abbiamo intrapreso per arrivarci”. In virtù di ciò, il professore invita le sue allieve a tenere un diario emozionale di questo viaggio. Facendo tesoro di ogni consiglio,

e in linea con il contesto del viaggio, Flavia si rivolgerà nel suo diario a Scherazade, perché proprio dal racconto della sua storia è iniziata questa sua esperienza.

Martini viene trattenuto alla dogana e le ragazze procedono per la Turchia da sole. Il mondo che s’impegnano a conoscere, fatto di profumi e fragranze speziate, di tè alla mela e alla cannella, di danze del ventre, di caffeomanzia le conquista e le avvolge con la sua ospitalità genuina e sorridente; le conduce a rapporti più veri e più sinceri basati sulla complicità; con i suoi gesti rituali comunica loro l’esistenza ancora densa delle cose importanti per l’essere umano; mette alla porta la freneticità e lo stress occidentale, banditi e piacevolmente dimenticati.

L’esperienza del soggiorno in Turchia tinge la vita delle studentesse di nuove aspettative per il futuro perché come dice il poeta turco Nazim Hikmet “i più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti”; dona loro la capacità di aprirsi generosamente all’altro e Flavia questa lezione l’ha fatta sua: “se un nostro caro, un nostro amico, un nostro parente, non chiede aiuto, (…) non significa che non ne abbia bisogno. A volte la mano si deve tendere comunque, per evitare che una persona affondi nella solitudine”. Questo viaggio le ha rese donne consapevoli.

Ho trovato davvero gradevole la figura del professore, vissuto come temibile e terribile all’inizio, seppur stimato per la sua profonda cultura, ma ricco di una sua grande umanità e vulnerabilità che conquista l’affetto delle sue studentesse.

Ho molto apprezzato lo stile dell’autrice: le descrizioni sono leggiadre come lievi tocchi di pennello, ma hanno la capacità di comporre nella mente immagini vivide di quanto narrato, quasi fosse un dipinto, ma scritto. Davvero apprezzabilissimo!


Voto 💜💜💜💜💜