24 settembre 2023

RECENSIONE: - "Và dove ti porta il cuore" - di Susanna Tamaro

 






Un incidente, un ricovero, una vita che all’improvviso si fa più breve: quanti giorni restano a Olga, sola in casa con il cane Buck e i ricordi? Abbastanza, pensa, per condensare quei ricordi in una lettera, da lasciare alla nipote impegnata in un viaggio americano. Queste pagine sono un diario, una confessione, un flusso di coscienza in cui Olga racconta, finalmente, una verità che ha al centro un’ammissione terribile: «Da quando sono nata ho detto una sola bugia. Con essa ho distrutto tre vite». Riga dopo riga si dipana la sua storia segnata da conflitti e disillusioni: genitori duri e distanti, il matrimonio con un uomo anaffettivo, la guerra, gli scontri con la figlia Ilaria e la tragedia della sua morte prematura. Ma anche le gioie e le passioni, un grande amore clandestino e il legame più forte di tutti, quello con la nipote, la bambina a cui ha fatto da madre e che adesso sta cercando di ritrovare, da lontano, nella giovane donna che si è allontanata da lei. «Sei felice? È questo più di ogni altra cosa che mi sta a cuore» le scrive Olga, e in questa domanda accorata c’è il nucleo pulsante della maternità. Nel riversare sulla pagina eventi e sentimenti di tutta la sua esistenza, Olga supera le sue durezze e le sue fragilità, le ribellioni subite e le menzogne raccontate per proteggere chi amava, e passa il testimone di una vita: una grande, catartica verità, un addio e una rosa. Mostrando come la potenza delle parole e dei gesti più semplici possa interrompere le catene con cui il destino ci imprigiona attraverso le generazioni, e renderci liberi.




Olga spinta dalla sua paura di non rivedere più la nipote, decide di scriverle una lettera. Prende un quaderno e incomincia a scrivere, frasi, pensieri, tutti quei sentimenti rimasti celati per anni. Se voliamo una sorta di diario-confessione, di accorata richiesta di perdono, la voglia di lasciar per iscritto tutti quei sentimenti sinceri e profondi che non è riuscita mai a dire alle persone care e specialmente a quella nipote che le ricorda tanto Ilaria, la sua figlia morta troppo presto, a cui si è dovuta sostituire come mamma nella vita della nipote. Una nonna-mamma, che non vive di rimpianti ma di dolore profondo, che si sente colpevole di alcune scelte che l'hanno portata a rimanere da "sola". Ma merita veramente di morire sola?

Letto per un readalong, e di questo sono grata per essere stata scelta, perché ho avuto la possibilità di leggere il libro, molti anni fa ho visto il film, ma devo dire che il libro è tutta un'altra cosa, le emozioni che ho provato leggendo sono state molteplici e mi sono rimaste nell'anima.

Con la sua scrittura coinvolgente e dinamica l'autrice Tamaro, mi ha conquistato, mi ha commosso, mi ha fatto sorridere, ma più di tutto mi ha fatto pensare a quella nonna che tanto mi manca e che mi ha insegnato molto, a modo suo, un'altra mentalità, un'altra generazione che mi ha lasciato nella mente tanti aneddoti, modi di dire, e ricordi. Avrei tanto voluto, anche io, ricevere una lettera da tenere sul cuore e rileggere ogni volta che mi sento sola.

Cosa altro posso dire, magari molti di voi hanno già letto il libro, ma per chi non lo ha fatto, dovrebbe farci un pensierino, sono convinta che quelle frasi, quelle pagine scritte dalla Tamaro dando voce ad Olga, sapranno conquistare anche voi.






23 settembre 2023

Recensione:- L’ultima Black Sky – Il prigioniero del tempo- di : Antonella Chiego



Titolo: L’ultima Black Sky – Il prigioniero del tempo

Autrice: Antonella Chiego

Editore:  Independently published

Genere: Fantasy

Lunghezza: 198 pagine

Formato: Copertina flessibile € 17,68

Data di pubblicazione: 12 giugno 2023

Autoconclusivo: si

James cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita, apparentemente alla deriva dopo la presunta morte di Jennifer.
Vilèm, Dio del caos e figlio di due grandi Dèi Egizi, ha in pugno la ragazza e la sua esistenza.
Libuse dovrà fare i conti con il ritorno sulla terra e con il suo passato che ritorna prepotente.
Sullo sfondo della città di Praga e di Torino, si combatterà una battaglia all’ultimo sangue per la sopravvivenza.
Vilèm cercherà di giocarsi tutte le carte a disposizione, anche quella di evocare Lilith per farsi aiutare dalle orde infernali.
Nulla è scontato e tutto verrà messo nuovamente in discussione.

“Parlano di un filo rosso che tiene legate le persone, e quel filo, accada quel che accada, non si staccherà mai.”

Credo che non ci sia frase più bella per iniziare questa recensione. 

In essa è racchiuso tutto il senso del romanzo. Un romanzo che riprende da quel vuoto che solo l’assenza di una persona cara può lasciare. 

Non parlerò della trama, il libro merita di essere letto e vissuto capitolo dopo capitolo, in quella che appare come una ricerca disperata di un amore, di un’amica. Lo scopo di una recensione è quella di incuriosire il lettore, ma per ciò che trasmette il libro, per quelle emozioni che può suscitare.

Io mi sono trovata catapultata nel mondo della Chiego.

 In quella realtà costellata dal mito, dalla luce e oscurità che si sposano in un connubio perfetto. Niente è irrilevante, tutti i personaggi hanno uno spessore tale da renderli palpabili. In alcuni tratti la poesia anima le pagine, perché Antonella non scrive solo romanzi. È accurata, precisa in ogni particolare. Ti accompagna in un viaggio fra Praga e Torino non trascurando nulla. 

A fare da cornice a tutto quei sentimenti che viaggiano fra amore e amicizia. Nelle ultime pagine mi sono commossa, per quei ricordi che vengono riportati alla memoria allo scopo di ritrovare ciò che si era perso. 

Studiato nei minimi particolari non ti lascia un attimo di tregua in un linguaggio fluido, mai pesante, correlato di pensieri e sentimenti che sono propri del protagonista. Perché è James che racconta, la sua tristezza è così vivida che la senti sulla pelle. 

L’angoscia di chi ha perso e vive nel dubbio di ritrovare la sua metà. 

Tuttavia… tuttavia la bravura dell’autrice risiede in questo. Coinvolgere il lettore a tal punto che nessun personaggio alla fine diventa secondario. Non il Dio, non quelle figure mitologiche, non quel Cam che io ho adorato, tutto è amalgamato alla perfezione, fino all’epilogo che apre le porte su una nuova storia. 

Non posso che fare i complimenti ad Antonella in attesa del terzo capitolo, e le cinque piume sono stra meritate per un’autrice che ha la capacità di fondente naturale e soprannaturale utilizzando come collante un unico sentimento: l’amore

A presto 







21 settembre 2023

RECENSIONE: - "Sulla bocca della gente" - di Maria D'Ariis

 



Titolo: Sulla bocca della gente

Autore: Maria D’Ariis

Editore: Brè Edizioni

Genere: romance, romanzo d’amore

Pagine: 309

In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU

In carta a 16€ nelle principali librerie online e fisiche

In vendita dal 18 giugno 23



Finire “Sulla bocca della gente” è facile per chi abita in provincia. Resistere diventa un obbligo, in un ambiente in cui la sostanza soccombe all’apparenza. Sono le suggestioni da cui prende vita questo romanzo che esplora con ironia le dinamiche della provincia italiana. Nel cuore dei pettegolezzi si scoprono Miriam e Linda, madre e figlia che si ritrovano sole dopo la separazione dal padre della ragazza, avvenuta quando era ancora una bambina. Proprio per questo Linda è una sognatrice, alla ricerca di un amore che possa colmare il vuoto lasciato da un papà assente. Miriam, in compenso, è una donna determinata, segnata da un’esistenza difficile, ma che nel campo sentimentale tende ad arrendersi alla prima difficoltà. Entrambe cercano l’appagamento rifugiandosi nel lavoro: Linda come impiegata in una concessionaria di auto di lusso e Miriam nei suoi saloni di bellezza. Sfide quotidiane in un ambiente snob, dove l’etichetta trionfa sul contenuto. Mentre Miriam incontra Gianluca, un politico separato da una moglie complicata, Linda si lascia coinvolgere in un amore impossibile per Jacopo. I contesti sociali e le complicazioni familiari rendono la loro storia una moderna caricatura di Romeo e Giulietta, condita tuttavia dalla speranza di una commedia romantica, perché “d’amore non si muore più”. La suggestiva cornice di Udine e dei paesaggi incantevoli del Friuli diventa lo sfondo di questa storia che trascina il lettore in un vortice di situazioni esilaranti, equivoci, battibecchi, intrighi e colpi di scena, percorrendo un viaggio di riflessioni sulle priorità nella vita, sul conflitto generazionale e sul vero significato dell’amore. Nel panorama di personaggi indimenticabili di “Storie di piccola città”, come l’enigmatico Ivan, soprannominato “Satana”, che si rivelerà un prezioso alleato, fino a Giacomo, il buffo quanto affascinante avvocato rubacuori, e con l’entrata in scena di Augusto, disposto a tutto pur di accaparrarsi il potere, “Sulla bocca della gente” si muove con una trama stuzzicante e un finale inaspettato. Ridere, sognare e innamorarsi: questi sono i pilastri della vita di Miriam e Linda, in una storia che lascia concludere che l’amore trionfa sempre.

Sulla bocca della gente è un romanzo corale: le protagoniste sono due, Miriam e Linda, rispettivamente madre e figlia, ma fa da co-protagonista tutta la gente del paese di provincia in cui le due donne abitano, con i suoi commenti, pettegolezzi, cattiverie e quant’altro che hanno un peso determinante sulla vita e i comportamenti delle due donne. Miriam è una donna forte, che dopo il divorzio dal volubile marito Giacomo, conosciutissimo avvocato udinese, ha tirati fuori le unghie e ha cresciuto da sola Linda mentre si affermava come parrucchiera, aprendo nel tempo diversi saloni di lusso; Linda è una giovane donna sulla quale pesa l’assenza di un padre e di una famiglia “normale” e che distrae la sua inquietudine con le uscite con gli amici e un lavoro che non la gratifica.

Ma anche Miriam, all’età di cinquant’anni, nonostante si sia affermata professionalmente, è insoddisfatta: le manca l’amore di un uomo, la condivisione alla pari con una ipotetica metà, “l’abbraccio della buonanotte prima di addormentarmi”. Non è così semplice: incontra Gianluca, di cui si innamora, ma si scopre a vivere la storia con diffidenza, su ogni cosa va con i piedi di piombo, perché nella maturità l’amore è vissuto in modo più ponderato, meno impetuoso nonostante la passione dentro sia ancora palpitante… e poi c’è “la bocca della gente” con cui fare i conti…

Anche Linda è innamorata, ma la situazione non è facile neanche per lei: è un amore che potrebbe generare scalpore, colossali chiacchiere sia per un contesto sociale differente che per implicazioni familiari e... ciò in un paese di provincia non è proprio il top: così si forza a reprimerlo dentro di sé, fuggendolo, ma nello stesso tempo ricercandolo, perché “cos’è meglio? Soffocare le proprie emozioni e vivere una vita di rimpianti o riuscire a ogni costo ad arrivare alla fine dei propri giorni con un unico e solo compagno di vita?”

La svolta avviene per puro caso e grazie un insospettato personaggio che apre gli occhi alla giovane donna invitandola a lottare con astuzia e a prendersi ciò che vuole, infischiandosene di ciò che la gente pensa e dice perché “una rinuncia è una condanna all’infelicità”.

I personaggi sono davvero tanti e tutti con una personalità ben precisa che con chiacchiere, malignità e cicalecci sostengono la trama e controllano le azioni delle due donne, generando situazioni e dialoghi, nonché equivoci, davvero spassosi e colpi di scena che vanno, ovviamente, a segno!

L’ambientazione è quella del friulano, ma ciò che traspare più di ogni altra cosa attraverso le descrizioni è l’amore dell’autrice verso le sue radici, la sua terra, non solo attraverso le descrizioni, ma soprattutto le parole dei suoi personaggi, di Miriam nel particolare: “sono friulana (…). Io sono fiera della mia terra, terra di lavoratori, di gente che reagisce, di gente che non si vergogna del lavoro e di sporcarsi le mani. (…) Il mio orgoglio è ciò che i miei conterranei mi hanno insegnato”.

Molto ben scritto.