27 febbraio 2026
RECENSIONE - Il volo del pettirosso - di Eleonor B. Alexander
RECENSIONE - Profumo di Primavera - di Francesca Forlenza
Zoe ha sacrificato la propria felicità per troppo tempo. Una donna che ha scelto di mettere da parte i suoi sogni per seguire il peso delle sue responsabilità, si è costruita una vita che non le appartiene più. Ma un evento drammatico la costringe a entrare nella vita di Edward. Un uomo che sembra tutto ciò che lei ha imparato a temere.
Edward è un imprenditore di successo, uomo dal carisma magnetico e dallo sguardo profondo, ha costruito il proprio impero sull'apparenza, sul controllo, sull’intimidazione. All’esterno è freddo, dispotico, una roccia inaccessibile, ma dentro di sé nasconde una passione travolgente e un’intensità che nessuno ha mai visto. Un uomo che, pur avendo tutto, non ha mai davvero vissuto.
Quando Zoe e Edward si incontrano, la scintilla tra loro è immediata, però nessuno dei due è pronto ad affrontarla. Il loro incontro è un'esplosione di contrasti: odio, passione, attrazione e disprezzo si mescolano in un gioco pericoloso che sembra non avere fine. Eppure, tra le liti, i fraintendimenti e le gelosie, qualcosa cambia. Un legame profondo comincia a formarsi, una connessione che né lui né lei sono disposti a riconoscere. Perché un amore così intenso e feroce potrebbe distruggere tutto ciò che hanno cercato di proteggere.
Tuttavia Zoe nasconde un segreto, uno che potrebbe abbattere la fragile barriera che si sono costruiti, una minaccia capace di annientare anche l'amore che lentamente sta nascendo tra loro.
Tra il desiderio che li travolge e i muri che entrambi hanno eretto per proteggersi, il loro percorso è un cammino di rivelazioni, di tradimenti e di riscatto. Ma la domanda che li tormenta è sempre la stessa: riusciranno ad amarsi abbastanza da superare ciò che li divide? E, soprattutto, riuscirà l'amore a guarire le cicatrici che li segnano?
I risvolti inaspettati della vita mettono sulla stessa strada i due protagonisti di questo romanzo: Edward e Zoe. Zoe deve far fronte, per amore verso la sorella minore Amelia, ad una difficile situazione economica unita ai suoi problemi di salute e si finge escort; Edward, deve trovare una finta fidanzata prima che il padre, gravemente malato, muoia se vuole accedere all’eredità per intero.
La scintilla fra i due si accende subito, sin dal primo incontro, una scintilla fatta di attrazione e disprezzo nello stesso tempo: Zoe odia i ricchi e il loro modo di snobbare ogni cosa, Edward ha pregiudizi verso le prostitute e la tratta con spocchia e disprezzo.
Edward è attratto da Zoe, ma non lo ammette, piuttosto fa valere il suo potere per estorcerle un bacio, perché Zoe gli piace, perché gli tiene testa, lo intriga, ma lo frena la sua condizione di escort; Zoe di contro è attratta da Edward, ma nello stesso tempo tenta di tenersene lontana perché in lui percepisce “qualcosa di abominevole”. I protagonisti sono simili: hanno un carattere forte, sono restii a fare un passo indietro nonostante subiscano l’una il fascino dell’altro, perché troppo colmi dei loro preconcetti, ecco perché a fare da cuscinetto è la figura discreta di Giorgio, uomo di fiducia di Edward: è lui con l’esperienza dei suoi anni, guida i due giovani, con qualche bugia a fin di bene, perché conosce i retroscena di entrambi e, vedendoli affini, vorrebbe per tutti e due un po’ di felicità. Una felicità che sarà possibile nel momento in cui entrambi supereranno i loro pregiudizi e riusciranno a vedersi “senza veli”, così lui scoprirà in lei una purezza verginale e lei in lui un filantropo che nulla condivide con il ricco misantropo che credeva di aver conosciuto.
Il libro, scritto in doppio pov, mostra un linguaggio raffinato in entrambi i protagonisti, forse avrei preferito una variante fra i due perché sebbene Zoe non sia un’ignorante, comunque non appartiene al ceto privilegiato di Edward. È presente anche una parte in cui Zoe si rivolge alla sorella Amelia, in videoregistrazioni, moderna e apprezzabile alternativa all’antico diario.
20 febbraio 2026
RECENSIONE - Lontano da te - di Blue Chastain
Titolo: Lontano da te
Serie: Noblesse oblige, vol. 3 (volumi indipendenti)
Beatriz ha tredici anni quando incontra Angel, la guardia del corpo che suo fratello ha assunto per lei. Biondo, occhi celesti, a cavallo di una moto: c’è da stupirsi se lo prende per il principe azzurro delle fiabe?
Soprattutto quando, in seguito, lui la salva da un mostro.
Angel è il suo primo amore e il suo migliore amico, finché lei commette un errore e il loro rapporto finisce in pezzi dolorosi e imbarazzanti insieme alla sua autostima.
Bentrovate, anime belle. Nuova
recensione per Blue Chastain.
Mi sono innamorata di questa
autrice: è il secondo romanzo che leggo per il blog e, nel periodo di calma, mi
sono premurata di recuperare tutti gli altri suoi lavori.
Ci sono poche autrici che riescono
a toccarmi l’anima e lei lo fa con ogni storia, con ogni donna che presenta e
che diventa guerriera per affrontare ciò a cui la sottopone la vita.
La storia di Beatriz e Angel è in
realtà una favola: quella di un principe che non arriva su un cavallo, ma in
groppa a una moto; quella di una principessa che l’orco cattivo ha distrutto,
trasformando il castello in una prigione dove il suo stesso salvatore la tiene
chiusa.
Lui teme che il mondo continui a
spezzarla; lei è già rotta, ma vuole scappare, volare via da quelle mura che
non la tengono più solo incatenata a un incubo, ma a un amore che non potrà mai
esistere.
La Chastain ha la capacità di farti
vivere la storia: la vedi con gli occhi di una bambina che la vita ha voluto
già donna e attraverso quelli di un uomo che non si sente abbastanza, convinto
che il suo nome sia solo una maschera per coprire la sua vera natura.
La leggi e la senti addosso. Tutti
i sentimenti che si nascondono tra le righe ti scivolano sulla pelle: che sia
odio, rancore, paura o quell’amore mascherato da rifiuto.
Lo vedi attraverso la famiglia, che
diventa un rifugio per chi si perde e fa fatica a ritrovarsi.
Blue è una scrittrice che merita; i
suoi romanzi non sono semplici storie d’amore ma di vita, perché non sempre la
realtà è la favola che tutti noi immaginiamo.
C’è la luce, ma anche l’oscurità, ed è nel
buio che strisciano i mostri capaci di levare il sorriso e trasformare il sonno
in incubo.
Tuttavia, in molte hanno la fortuna
di avere un peluche al loro fianco, uno di quelli che un principe dona per
poterlo stringere a sé quando le voci nella testa portano a ripercorrere
momenti che si vorrebbero cancellare.
Nonostante le quasi quattrocento
pagine, ho finito il libro in una giornata: non riuscivo a staccarmi da Bea,
dal suo lottare per un’indipendenza che ha perduto, né da Angel, un uomo solo
all’apparenza forte e imperscrutabile, che vive di sensi di colpa per non
sentirsi all’altezza della donna che ha visto crescere.
Una trama avvincente, personaggi
costruiti alla perfezione e una prosa che ti incanta per quanto è ben scritta.
Non so quale storia vorrà
raccontare ancora Blue Chastain, ma spero che sia la prossima.
E spero che il lettore si lasci
incantare da un’autrice che forse non siede ancora nell’Olimpo delle “big”, ma
a cui non ha nulla da invidiare, anzi.
Complimenti di cuore, Blue. Le
cinque stelle sono indicative per una favola che ci insegna che i mostri
peggiori, alla fine, non sono quelli che lasciano cicatrici, ma siamo noi.
Siamo solo noi le ombre che
dobbiamo imparare a combattere.
RECENSIONE - Love upside Down- di Deborah Fasola
Titolo:
Love Upside Down
Pubblicato
da: Self Publishing
Jade
Everett
Jade Pope è un ingegnere robotico
della Stone Artificial Intelligence Arts e si occupa “di progettare sistemi innovativi per la casa intelligente”; nel
suo lavoro è geniale e precisa, ma nella vita quotidiana è una giovane donna
fatta di “amori impossibili, inciampi,
inadeguatezze” e dietro un’apparenza rilassata fuori, dentro c’è “uno tsunami pronto ad esplodere”, ecco
perché si definisce una “ragazza
sottosopra” e sottosopra va meglio perché si libera delle sue inibizioni: “sono spaventata da tutto ciò che è dritto
(…) perché io sono profondamente storta”.
Everett Stone è l’altro protagonista:
anche lui ingegnere robotico degno di nota, da anni sogna di prendere le redini
dell’azienda del padre e, quando ci riesce, inizia a “rigare dritto” per
rendere il genitore, di cui ha una profonda stima, fiero di sé. Everett è
controllo, rigore, meticolosità.
Tutto si sconvolge quando il
sottosopra di Jade collide con il mondo dritto di Everett: i due si
fronteggeranno in una sfida fra le loro creazioni nel campo dell’intelligenza
artificiale, e si scopriranno rivali sì, ma anche fortemente attratti e poi
innamorati.
A questo punto non posso non parlare della
figura di Charles Stone, il padre di Everett, che nonostante sia “profondamente cinico nella vita”, è un
uomo esatto e pratico e la sua filosofia è “sposati,
riga dritto, lavora sodo, prendi il posto che ti spetta nel mondo del lavoro,
possibilmente il più alto possibile, fai dei figli, iniziali alla vita che ti
resta e poi vattene via serenamente”, ma tutto questo, dirà a suo figlio,
dovrà avvenire in modo tale da sentirsi “vivo” e sapere chi è ogni qual volta
si guarderà allo specchio.
Originale.
17 febbraio 2026
RECENSIONE - Come un graffio sul Cuore - di Erika Castigliano
TITOLO: Come un graffio sul Cuore
AUTRICE: Erika Castigliano
GENERE: Young Adult (prima parte)– Contemporary (seconda parte)
CATEGORIA: Second chance
TROPE: Forced proximity- Friends to Lovers – Childhood Friends
SETTING: Stati Uniti -> Ohio -> Newport
AUTOCONCLUSIVO: Sì
DISPONIBILE SU: Amazon e KU
EDITORE: Self publishing
FORMATI & PREZZI: Ebook 1,99 – Cartaceo flessibile da definire - Gratis con Kindle Unlimited
Durante l’ultimo anno di liceo, però, il passato torna a bussare. Dixon si ritrova davanti a una scelta: seguire il proprio futuro o proteggere il proprio orgoglio. E al centro di quella decisione c’è Ashling, con il suo cuore fragile e forte allo stesso tempo. Quando si ritrovano, è come se il tempo non fosse mai passato: gli sguardi si riconoscono, le emozioni riaffiorano, e Ashling deve affrontare ciò da cui ha sempre cercato di fuggire. Ma un malinteso, ancora una volta, le spezzerà il cuore.
Gli anni scorrono e, quindici anni dopo, il destino li mette di nuovo uno di fronte all’altra. I fantasmi che entrambi hanno tentato di seppellire tornano a reclamare spazio: ricordi che bruciano, rabbia mai sopita, dolori che credevano di aver superato. Eppure, tra quelle crepe, si insinua anche qualcosa di più profondo: quel tormento dolce e feroce che Dixon prova ogni volta che incrocia gli occhi intensi di Ashling.
Ma Ashling, questa volta, non vuole più cadere nella stessa trappola. Non vuole lasciarsi avvolgere da un sentimento che l’ha consumata e da cui è uscita solo con fatica. Dixon è cambiato, profondamente. Ora deve dimostrarlo. Non al mondo, non a sé stesso, ma all’unica persona che ha sempre avuto il diritto di saperlo: Ashling.
Lo
young adult è sempre un genere che mi ha affascinato.
Mi
ricorda di quando ero ragazza, di quando le storie d’amore erano fatte di baci
mai dati, di sogni a occhi aperti, di verità nascoste, a volte per difendersi e
altre per offendere.
Erika
Castigliano ci porta a conoscere Ashling e Dixon, due ragazzi cresciuti insieme
che si perdono per poi ritrovarsi e perdersi di nuovo, fino a quel finale che
ti tiene un po' col fiato sospeso.
Erika
divide il libro in due parti: è così che attraversiamo la vita di due persone
che hanno affrontato la separazione ognuno a modo suo, cercando una via
d’uscita a quelle situazioni che tante volte diventano insopportabili.
A
fare da contorno alla loro storia una famiglia che può solo assistere inerme al
loro ignorarsi.
Degli
amici, alcuni non si allontanano con gli anni, altri invece hanno contribuito a
una frattura che porta una a perdere la fiducia nel prossimo e l’altro a
cercare nell’acqua una bolla ovattata che lo tiene lontano dai pensieri e dai
ricordi.
Ma
i ricordi rimangono tali, non si cancellano: vengono solo seppelliti da strati
di polvere che il vento della vicinanza riporta a galla.
È
questa la storia di Ashling e Dixon, una storia che è simile a un album di
ricordi: c’è la foto che vuoi strappare, quella di un ballo mancato, dei gesti
atti a offendere, la foto di una ragazzina con l’apparecchio e gli occhiali che
si nascondeva in vestiti oversize perché non si considerava abbastanza.
E
poi c’è la storia di un ragazzo che è sempre stato ammirato. Il bello della
scuola, ma che non ha mai dimenticato l’amica con cui è cresciuto: il primo
amore, che non sempre vuol dire baci e carezze, ma può divenire sguardi e
parole non dette.
Molto
dolce come romanzo, uno di quelli che ti lascia addosso la malinconia per
un’adolescenza che ognuno vive con i suoi dubbi, il cuore che batte e quei
sogni che solo il tempo potrà dire se si avvereranno.
Un
libro che consiglio a chi vuol fare un salto nel passato, davanti a uno
specchio che proietta uno sprazzo di quel futuro che si porta addosso ancora il
profumo della giovinezza.
A
presto
13 febbraio 2026
RECENSIONE - San Valentino con il nemico - di Roberta Damiano
Bentrovate
anime belle,
nuova
recensione adatta, direi, al periodo: San Valentino.
Ci
sono opinioni contrastanti in merito alla festa degli innamorati: c’è chi
l’aspetta e c’è chi invece la vorrebbe evitare; in fondo succede quando hai il
cuore che non batte per nessuno.
Contrasti
che diventano scontri verbali nel caso dei protagonisti di questa nuova storia
firmata da Roberta Damiano.
Amélie
e Gabriel si conoscono da una vita – lei è la migliore amica della sorella di
lui – ma non si sopportano e non si vedono da tanto.
Troppo
per capire che dietro alle battute pungenti che si scagliano addosso, forse,
c’è qualcosa di più.
Ama
i fiori lei, è innamorata dell’amore.
Lui
quel sentimento lo mette nei piatti che prepara.
Ma
la vita è fatta di imprevisti, si sa, e quando al sapore del dolce si mescola
l’odore di qualcosa di sopraffino, beh, sono scintille… in tutti i sensi.
È
stata una novella lunga molto carina, di quelle che inizi e finisci senza
nemmeno accorgertene.
Una storia fatta di sapori e dissapori, ma che
non annoia.
Conosco
la scrittura di Roberta e la sua caratteristica è forse quella dolcezza che poi
è anche un po’ sua: una ragazza che scrive di sogni e li regala a noi lettrici.
Avrei
voluto sapere qualcosa di più del passato dei due, ma solo per rimanere
attaccata un altro po’ alle pagine.
Per
il resto nulla da dire, specie per la capacità che l’autrice ha avuto di
coinvolgere i sensi man mano che si andava avanti nella storia.
Parlo
del gusto, dell’olfatto e della vista, perché mi sembrava di vederla, Amélie,
impegnata a modellare quel materiale che ha fatto da base a un albero pieno di
desideri, foto e cuori.
Sullo
sfondo della città romantica per eccellenza, la Damiano ci regala una chicca
tutta da “assaporare”, di cui consiglio la lettura nella settimana dedicata
all’amore; magari gustandola con un bel cuore di cioccolato e circondati da
fiori che ci ricordano che tale sentimento non è qualcosa che si deve
concentrare in un unico giorno, ma vale la pena di viverlo sempre.
A
presto
10 febbraio 2026
RECENSIONE - King: Conquista il cuore - di Silvia Loreti
Titolo: King – Conquista il cuore
Autrice: Silvia Loreti
Editore: Collana ReLove - PubMe
Genere: Contemporary Romance
Finale: Autonclusivo
Prezzo: Ebook: €3.99
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2026
Ebook disponibile su Amazon e Kindle Unlimited.
Due mondi pronti a collidere. Un segreto dipinto sulla
pelle.
Per Art King,
il servizio civile nella libreria Hollis, a Oxford, è una condanna. Per Hazel
Hollis, Art è solo l’ennesimo ostacolo alla sua libertà. Si odiano a
prima vista, cercandosi con lo sguardo solo per ferirsi. Ogni turno tra gli
scaffali diventa una battaglia: una parola di troppo, un sorriso che non
promette niente di buono, una provocazione lanciata con la precisione di chi
vuole vincere, non piacere. Eppure, quando Hazel ha bisogno di un modello per
il concorso che deciderà il suo futuro, Art compie l’unico gesto che non
avrebbe mai dovuto fare: si spoglia. Non solo dei vestiti, ma delle maschere.
Mentre Hazel lo ritrae come il suo “Re Spezzato”, l’odio si trasforma in una
vulnerabilità che terrorizza entrambi. Perché detestarsi è facile. Il difficile
è capire quando l’odio smette di essere abbastanza. Ma il tradimento è dietro
l’angolo e Art conosce un solo modo per non crollare: tornare intoccabile,
sparire un secondo prima di essere scelto. Hazel, invece, conosce un solo modo
per sopravvivere: non chiedere niente, non sperare, non fidarsi. Eppure c’è una
promessa che continua a tirare, come una corrente sotto la pelle: il lago.
Quello che Hazel evita. Quello che Art ha nominato come se le promesse non
fossero la cosa più pericolosa del mondo. Tra Oxford e i resti di una fiducia
precaria, Art dovrà compiere un ultimo sacrificio: smettere di fuggire e
presentarsi al mondo – e a Hazel – per quello che è veramente. Perché a volte,
per vincere, bisogna avere il coraggio di arrendersi, fino all’ultima parte di sé.
Un retelling moderno e tormentato su uno
dei Re più famosi della storia britannica, un uomo che ha conosciuto il dolore,
il tradimento, e che forse merita un finale diverso. Ma se avere un lieto fine
fosse più complicato del previsto? E se guardarsi dentro, spezzandosi, fino a
non sapersi più riconoscere, fosse il prezzo da pagare per la vera felicità?

Ci
sono autrici che entrano in punta di piedi nel mondo editoriale; temono quasi
di perdersi nel marasma di uscite che ogni giorno intasa i nostri Kindle, senza
rendersi conto di quanto rimangano nel cuore dopo ogni loro lettura.
Silvia
Loreti è fra queste: un potenziale che lei stessa tante volte mette in dubbio.
L’ho
conosciuta con la Toronto Series e da lì non l’ho più mollata.
Il
motivo è semplice: Silvia è genuina nelle sue storie, senza artefatti, senza
paroloni che ti portano a pensare: “e ora che c’entra questo?”.
La
sua autenticità risiede proprio nella semplicità con cui esprime sentimenti e
piccoli sogni fatti di carta e inchiostro.
Ho
letto Rebel e ho sperato che lei continuasse la storia di un Re rimasto senza
corona, ma con un cuore così grande da sacrificare il proprio amore per
lasciarlo nelle mani di un altro.
King
è un retelling, in chiave moderna, della storia di Re Artù.
Io,
fanatica del ciclo arturiano, ho letto l’intero romanzo con interesse e anche
spirito critico.
Non
sono personaggi semplici da gestire, ma Silvia non si è accontentata e ha
creato la storia nella storia, con un Re che trova nella Dama del Lago un
motivo per ricominciare.
Artù
e Nimue: il padrone di Camelot e la detentrice della spada Excalibur.
Ma
qui non esistono regni né armi; qui Camelot è il cuore di Art e la mitica
Excalibur che Nimue dona al Re è solo una metafora.
È
la restituzione di un'identità che Art ha perso.
E
allora non esistono poteri, né inganni, ma solo due cuori che si ritrovano
sullo sfondo di acque limpide.
E
il lago cristallino si tramuta nello specchio di se stessi e dei propri limiti.
Art
e Nimue sono agli antipodi, ma uguali in quelle crepe che altro non sono che le
cicatrici della vita.
Si
conoscono con i litigi, comunicano con parole a volte dettate proprio dalla
rabbia e si consumano con un amore che abbatte le vecchie mura di Camelot per
costruirne altre più solide, più resistenti; perché in fondo l’amore altro non
è che casa, il regno dove due corpi e due anime decidono di dar vita a qualcosa
di nuovo.
Questo
romanzo è la dimostrazione, cara Silvia, che puoi spingerti al di là dei limiti
che ti sei imposta.
Basta
credere in se stessi e in quelle mani tese che non sono poi tanto lontane
dall’immagine che tutti noi abbiamo in mente: la mano pallida della Dama del
Lago che emerge dall’acqua stringendo a sé Excalibur.
Sono
rimasta incantata da come l’autrice ha saputo costruire questa storia pur
mantenendo il senso originale di una leggenda che affascina ancora tanti.
Mi
è capitato, durante la lettura, di avere l’impressione di poterli vedere, i
personaggi.
Art
e la sua ritrosia, Nimue e l’arte che ha nelle mani di cogliere ogni
particolare e di riportarlo poi su carta cogliendo l’anima di chi studia.
A
fare da sfondo ai protagonisti principali quelle figure secondarie che creano i
giusti micro-climax fino a esplodere nel finale dove tutto diventa una scelta.
Brava,
brava Silvia, continua a regalare piccoli sogni a noi lettrici, e continua a
credere nelle tue capacità: in fondo Art ha rimesso in discussione il suo regno
grazie alla sua Nimue, niente vieta a te di fare lo stesso.


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