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06 ottobre 2026

REVIEW TOUR - Gocce d’argento- di Alessandra Cicerano

 



Titolo: Gocce d’argento

Autore: Alessandra Cicerano

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Historical romance

Trope: Friends to Lovers, Second Chance, Broken Hero, Touch her and die, Forbidden Love

Pov: terza persona focalizzata

Prezzo ebook: € 3,49  Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 30/09

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: sì

Raoul ha combattuto per anni come mercenario con il nome di Lupo, imparando a soffocare ogni sentimento prima che diventasse una debolezza e a dimenticare Ponteripa, la sua casa, e il ragazzo che era un tempo.

Adelisa ha consacrato la sua vita alla medicina e ai segreti antichi delle erbe. Ma in un'epoca dominata dall'ignoranza, la cura è una colpa e la conoscenza viene chiamata stregoneria.

Quando un'epidemia mortale inizia a dilagare i destini di Raoul e Adelisa si scontrano.

Lei diventa il bersaglio della superstizione e della caccia alle streghe e il Lupo comprende che non sta lottando solo per salvarle la vita, ma anche per preservare l'unica parte di sé che la guerra non è riuscita a uccidere.


Bentrovate, anime belle!

Oggi si torna al romanzo storico con la nuova opera di Alessandra Cicerano, edita da O.D.E. Edizioni.

Avevo già apprezzato lo stile di questa autrice nel suo libro d’esordio, Rubino Rosso Sangue, ma con Gocce d’argento le emozioni sono state così intense che l’ho divorato in una sola notte.

La Cicerano ha un modo di scrivere che coinvolge tutti i sensi.

Il suo non è un semplice romanzo storico: è ricerca, cura dei personaggi e dei dialoghi. 

Le fonti sono verificate e precise, ben lontane da informazioni buttate lì a caso; c’è un’attenzione meticolosa ai dettagli, che vanno dai costumi alle abitudini di un tempo lontano.

E, in mezzo a tutto questo, batte il cuore di un sentimento tra due persone che gli anni non hanno scalfito.

C’è la rabbia, il rancore per le parole non dette, e poi c’è quell’amore profondo che porta una persona a rinunciare all’altra pur di non distruggerla.

I protagonisti, Raoul e Adelisa, sono un incastro imperfetto in un’epoca che pretendeva la perfezione.

E proprio su di lei, Adelisa, mi voglio soffermare.

L’autrice ha saputo tessere una trama che mette perfettamente in evidenza come le donne del tempo dovessero, purtroppo, combattere contro l’ignoranza.

All’epoca, infatti, una femmina che usava la testa veniva etichettata come strega, e non vista semplicemente come una donna capace di curare attraverso lo studio.

Una medichessa… non sentivo questo termine da quando frequentavo l’università. 

E, questo dettaglio, mi ha fatto capire, pagina dopo pagina, quanta ricerca approfondita ci sia dietro alla narrazione.

L’autrice non ha inserito nozioni storiche senza dare una spiegazione, e questo mi è piaciuto moltissimo.

La sua penna, per nulla pesante, guida il lettore a comprendere ogni dinamica, persino la scelta della protagonista di utilizzare una pianta curativa al posto di un’altra.

Quella di Gocce d’argento è una storia affascinante.

Passa decisamente in secondo piano il fatto che Ponteripa sia una licenza poetica e non esista nella realtà, perché il lettore, tra quelle mura, ci entra davvero insieme ad Adelisa, ci ritorna con Raoul e varca quelle porte accanto a tutti i personaggi secondari che fanno da perfetta cornice ai protagonisti.

Ho apprezzato molto, infine, Il taccuino delle erbe di Lisa, che attenzione non è frutto di fantasia, ma è anch’esso il risultato di uno studio accurato.

Non mi resta che consigliarvi caldamente questo romanzo.

Ringrazio l’autrice per questa meraviglia che ha creato e la casa editrice O.D.E., perché ancora una volta si dimostra una delle poche realtà serie presenti sul mercato.

 Anche in questo va fatta una distinzione, imparatelo signore: c’è chi tratta i libri come semplici numeri, e poi ci sono Barbara e Anna, che invece si prendono cura di ogni scritto come se fosse un tesoro prezioso.

Alla prossima!










17 settembre 2026

RECENSIONE - Dahlia. Il vivaio delle assassine - di Laura Fiamenghi

 



Titolo: Dahlia – Il Vivaio delle Assassine

Autore: Laura Fiamenghi

Editore: DeAgostini

Genere: romance dalle tinte cupe, spy academy, revenge plot, forbidden love, spicy

Autoconclusivo: SI

Data uscita: 9 giugno

Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è... il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo... e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui... Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo... Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Bentrovate, anime belle!

Nuova recensione per Laura Fiamenghi, che ci porta nella spietata realtà del Vivaio.

Sei lettere che, in genere, richiamano un posto fatto di profumi e di colori, ma che si tingono di grigio e di odori sgradevoli quando i fiori si trasformano in veleno, e le grate, nate per proteggere un luogo in cui crescere, diventano una prigione per chi lo abita.

Il Vivaio è il punto d’inizio di questa storia e, tra “fiori” che altro non sono se non agenti spietate e bellissime, c’è lei: Dahlia, la Rifiorentissima, l’agente più preziosa.

Dahlia è legata a un passato che ha scelto di non dimenticare, rifiutando un farmaco che rende più simili ad automi che a esseri pensanti.

Finge; finge di non provare emozioni o dolore, di aver rimosso chi l’ha portata in quel luogo dove si addestrano soldati speciali, e preferisce soffocare i suoi urli contro un cuscino.

Cammina a testa alta e mente agli altri, perché la vendetta è un motore capace di rendere la coscienza ferrea e la volontà d’acciaio.

Ma il destino sa come divertirsi.

Quella stessa missione che l’avrebbe consacrata come la Rifiorentissima diventa il teatro di un bacio che Dahlia conserva nei momenti in cui sta per cedere, lo stesso bacio che si trasforma in uno schiaffo in pieno viso quando si ritrova davanti agli occhi di ghiaccio di Rune.

Rune, un nome che richiama quasi il fantasy, ha una bellezza glaciale come il suo sguardo.

È un maniaco del controllo che dal brutto tenta di creare il bello, e per lui sarebbe tutto più facile se si limitasse ad attenersi ai piani.

In fondo, lui programma ogni minima cosa eccetto lei: l’incognita, la variabile che non era prevista.

Rune e Dahlia sono agli antipodi, eppure è proprio sulla linea di confine che si crea un punto d’incontro, anche uno solo, capace di ridisegnare la vita di due persone.

Il romanzo della Fiamenghi è stato... inaspettato.

La partenza potrebbe sembrare un po’ lenta, ma attenzione, dico “un po’” perché ogni singola parola, ogni movimento o gesto ha un suo preciso perché.

Non mancano i colpi di scena, né gli amici che diventano quella famiglia che non ci viene data alla nascita, ma che si chiude a corolla quando arriva il momento del bisogno.

Ed è proprio in quei passaggi che ho avvertito di più la penna di Laura, come se il suo fosse un tributo a chi non le ha mai voltato le spalle, a chi c’è stato anche nei momenti bui.

Intrighi, segreti, rivelazioni e suspense sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso la storia di Dahlia una bellissima avventura.

Non manca l’ironia che si scorge in tutti i libri di Laura, un modo perfetto per spezzare la tensione senza però creare discontinuità nella lettura.

Lo spicy c’è, senza dubbio, ma non è mai qualcosa di “sporco”: è un atto inizialmente dettato dalla chimica tra i due, che poi diviene un gesto di liberazione e di venerazione verso un corpo che porta cicatrici fisiche, ma anche dell’anima. Perché il male subito, che arrivi da estranei o meno, si tramuta in ferite che non possono essere curate se non con l’amore.

Ed è proprio lì, tra quelle di quel sentimento, che rimani bloccata a guardare loro, Rune e Dahlia.

A guardare lui che, per quanto freddo possa sembrare, si prende cura di lei persino durante quegli incubi che le intrappolano la coscienza.

Mi ha fatto sorridere Rune con quei suoi rimproveri verso le parolacce; in quel momento ho pensato: “Dio, con me perderebbe la battaglia!”.

O forse no, perché a un uomo come lui è davvero difficile negare qualcosa.

Direi che è stato un viaggio stupendo, uno di quelli che ti lascia addosso la curiosità per le prossime avventure e per i personaggi che, sono sciura, sapranno regalarci altre grandi emozioni.

Complimenti a Laura!

Le cinque stelle sono meritatissime per questo romanzo, e un bel un po’ di più vanno a Rune… leggere per credere, amiche!

A presto!











17 giugno 2026

REVIEW TOUR - Il diciottesimo desiderio - Laura Cacco

 



Titolo: Il diciottesimo desiderio

Autore: Laura Cacco

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Young adult

Trope: Forced proximity; forbidden love; childhood bestfriend’s; love triangle; slowburn; fated mates

Pov: prima persona

Prezzo ebook: € 3,49

Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 03/06

Pagine: 350 circa

Autoconclusivo: sì


 

Astra Davis è pronta per esprimere il suo diciottesimo desiderio: conquistare il cuore di Timothy Baston, recitare con lui nello spettacolo teatrale e accompagnarlo al ballo di fine anno.

Ma quando tutto sembra andare bene, ecco che dal passato torna lui, Jonas O’Neil, e Astra è costretta ad affrontarlo.

 

Complici una vicinanza forzata e un’invidiosa Mallory Jones, Astra dovrà fare una scelta: e se la persona che vuole davvero non fosse quella che crede di desiderare?

Estratto:

 Quello che desideri non sempre è ciò che vuoi davvero.


Bentrovate anime belle,

nuova recensione per la O.D.E. Edizioni che, questa volta, ci trasporta in uno Young Adult a mio dire alla portata un po’ di tutti.

Incontriamo Astra, conosciamo quella tradizione che la porta a esprimere desideri mentre spegne le candeline che segnano l’incedere del tempo.

Ma a diciotto anni cosa si può desiderare se non l’amore, un amore che Astra guarda da tempo da lontano?

Il bello della scuola, lo sportivo Timothy, si accorge di lei solo quando viene inscenato lo spettacolo di Romeo e Giulietta.

Ah, Shakespeare quanti miracoli fa! Fra prove, scenografie e vecchi amici che ritornano, la nostra Astra si ritrova al centro di un triangolo amoroso che la manda in confusione.

Da un lato Timothy, dall’altro quello che era il suo migliore amico un tempo: Jonas.

Un angelo silenzioso, che la guarda e la protegge da lontano.

Fra i corridoi della scuola, in mezzo a dinamiche che abbiamo conosciuto un po’ tutte durante la nostra giovinezza, mi sono trovata fianco a fianco con questa ragazza.

Con le sue paure, le incertezze, i dubbi che pian piano si dissipano, come la nebbia che avvolge i ricordi di un’infanzia e di un amico che ha odiato perché credeva che l’avesse abbandonata.

Lo stile dell’autrice, Laura Cacco, è fresco, dinamico, non ti fa annoiare perché descrive con esattezza gli stati d’animo di adolescenti un po’ cresciuti, ma che in fondo non conoscono ancora il peso dell’amore e tutta la sofferenza che viene da un cuore che a volte si sente rifiutato o non capito.

Avrei voluto sapere un po’ di più del passato di Astra e Jonas, ecco, questo sì mi è mancato: più flashback per capire quando e come c’è stato il loro allontanamento, ma non posso negare che la lettura prende, e anche tanto.

Sarà che ormai di Young Adult non se ne vedono così carini, forse perché siamo abituate a leggere di uomini maturi, ma quegli uomini sono stati ragazzi come quelli presenti in questa storia.

Ed è bello vedere la nascita di un sentimento puro, non privo di malizie, sì, ma sempre limitate.

Non ho subito la mancanza dello spicy, mi sono goduta ogni pagina; è stato un po’ come sfogliare il diario dei ricordi, rivedendomi alla stessa età con le medesime paturnie sentimentali.

Complimenti alla CE per la cura del romanzo e all’autrice che è stata di una delicatezza unica.

A presto









20 febbraio 2026

RECENSIONE - Lontano da te - di Blue Chastain




Titolo: Lontano da te

Serie: Noblesse oblige, vol. 3 (volumi indipendenti)

 Autore: Blue Chastain

 Editore: self-published

 Genere: contemporary romance

 Data di pubblicazione: 19 febbraio 2026

 Prezzo: 2,99 e-book, 12,99 cartaceo

 Pagine cartaceo: 361

 Social gap, age gap, forbidden love, forced proximity, friend sto lovers, second chance, emoziona scars, spicy


Beatriz ha tredici anni quando incontra Angel, la guardia del corpo che suo fratello ha assunto per lei. Biondo, occhi celesti, a cavallo di una moto: c’è da stupirsi se lo prende per il principe azzurro delle fiabe? 

Soprattutto quando, in seguito, lui la salva da un mostro.

Angel è il suo primo amore e il suo migliore amico, finché lei commette un errore e il loro rapporto finisce in pezzi dolorosi e imbarazzanti insieme alla sua autostima.

 È per ricostruirsi che a diciotto anni lascia il castello spagnolo dove ha sempre vissuto e vola in un altro continente, il più lontano possibile da lui, dove può mettersi alla prova e scoprire davvero se stessa.

 E quella che scopre è una donna determinata e capace, che non ha più paura di prendersi ciò che vuole.

 Angel adorava quella ragazzina minuta che aveva battezzato ‘uccellino’, fino a quando lei ha preteso di crescere.

 Allora ha dovuto tenerla a distanza e gli è costato ogni giorno di più, ma è stata infine Beatriz ad allontanarsi davvero, andando a Miami.

 Doveva stare via un anno ma ne passano quattro, e quando torna non è più una ragazzina ma una bellissima ventitreenne.

 Lui però ha undici anni in più e Beatriz resta una delle persone che deve proteggere, nonché la sorella minore del suo capo e per giunta di rango nobiliare, per cui deve soffocare i pensieri inopportuni.

 Ma se quei pensieri non fossero recenti?

 Se anche anni prima fosse stato lontano da lei solo perché non poteva esserle abbastanza vicino?

Bentrovate, anime belle. Nuova recensione per Blue Chastain.

Mi sono innamorata di questa autrice: è il secondo romanzo che leggo per il blog e, nel periodo di calma, mi sono premurata di recuperare tutti gli altri suoi lavori.

Ci sono poche autrici che riescono a toccarmi l’anima e lei lo fa con ogni storia, con ogni donna che presenta e che diventa guerriera per affrontare ciò a cui la sottopone la vita.

La storia di Beatriz e Angel è in realtà una favola: quella di un principe che non arriva su un cavallo, ma in groppa a una moto; quella di una principessa che l’orco cattivo ha distrutto, trasformando il castello in una prigione dove il suo stesso salvatore la tiene chiusa.

Lui teme che il mondo continui a spezzarla; lei è già rotta, ma vuole scappare, volare via da quelle mura che non la tengono più solo incatenata a un incubo, ma a un amore che non potrà mai esistere.

La Chastain ha la capacità di farti vivere la storia: la vedi con gli occhi di una bambina che la vita ha voluto già donna e attraverso quelli di un uomo che non si sente abbastanza, convinto che il suo nome sia solo una maschera per coprire la sua vera natura.

La leggi e la senti addosso. Tutti i sentimenti che si nascondono tra le righe ti scivolano sulla pelle: che sia odio, rancore, paura o quell’amore mascherato da rifiuto.

Lo vedi attraverso la famiglia, che diventa un rifugio per chi si perde e fa fatica a ritrovarsi.

Blue è una scrittrice che merita; i suoi romanzi non sono semplici storie d’amore ma di vita, perché non sempre la realtà è la favola che tutti noi immaginiamo.

 C’è la luce, ma anche l’oscurità, ed è nel buio che strisciano i mostri capaci di levare il sorriso e trasformare il sonno in incubo.

Tuttavia, in molte hanno la fortuna di avere un peluche al loro fianco, uno di quelli che un principe dona per poterlo stringere a sé quando le voci nella testa portano a ripercorrere momenti che si vorrebbero cancellare.

Nonostante le quasi quattrocento pagine, ho finito il libro in una giornata: non riuscivo a staccarmi da Bea, dal suo lottare per un’indipendenza che ha perduto, né da Angel, un uomo solo all’apparenza forte e imperscrutabile, che vive di sensi di colpa per non sentirsi all’altezza della donna che ha visto crescere.

Una trama avvincente, personaggi costruiti alla perfezione e una prosa che ti incanta per quanto è ben scritta.

Non so quale storia vorrà raccontare ancora Blue Chastain, ma spero che sia la prossima.

E spero che il lettore si lasci incantare da un’autrice che forse non siede ancora nell’Olimpo delle “big”, ma a cui non ha nulla da invidiare, anzi.

Complimenti di cuore, Blue. Le cinque stelle sono indicative per una favola che ci insegna che i mostri peggiori, alla fine, non sono quelli che lasciano cicatrici, ma siamo noi.

Siamo solo noi le ombre che dobbiamo imparare a combattere.






 

02 dicembre 2025

RECENSIONE - La sposa di Nebbia e d'argento - di Priska Nicoly

 




Titolo: La Sposa di Nebbia e d'Argento
Autrice: Priska Nicoly
Uscita: 30/10/2025
Genere: Romance storico
Trope: Forbidden Romance, Hate to Love, Mystery, Who Did This To You

Scozia, 1774
Mairead Lovett non ha mai sognato un matrimonio, e di certo non con Randall Day, l’uomo che aveva chiesto la mano della sua sorella maggiore. Ma quando quest'ultima muore improvvisamente alla vigilia delle nozze, il destino costringe Mairead a indossare il suo abito, a prendere il suo posto e a legarsi a uno sconosciuto dal sorriso ambiguo e dalle intenzioni oscure.
Tra le ombre del maniero di Grimstone, un bicchiere di whiskey di rose, un misterioso guardiacaccia con una cicatrice e un antico segreto di famiglia si intrecciano in una trama di inganni, maledizioni e tradimenti.
La croce d’argento che Mairead porta al collo non è solo un ricordo della madre, ma la chiave di un’eredità avvolta nella leggenda: il tesoro perduto dei MacDonald, custodito dalla nebbia e destinato a chi avrà il coraggio di affrontarne il mistero.
Tra Scozia e Inghilterra, in un’epoca in cui le donne non hanno diritto di scelta, Mairead dovrà imparare a combattere per difendere se stessa, l’onore della sua famiglia e l’amore che non aveva mai creduto di meritare.
Un romanzo gotico e romantico, dove la nebbia cela la verità e l’argento scintilla come promessa e condanna.

 


Ho sempre annoverato Priska fra le mie autrici preferite, lei ha questa capacità: i suoi romanzi non raccontano una storia ma costruiscono un mondo dove tu entri di fianco ai protagonisti.

Nella Sposa di Nebbia e d’Argento l’autrice parla di una Scozia, quella del 1744, che emerge a volte limpida, altre romantica ma allo stesso tempo violenta.

Un luogo dove promesse, folklore, paure e passioni si intrecciano come rampicanti su un vecchio maniero.

La dimensione storica in cui si muovono i protagonisti diventa palpabile: sei qui e al contempo in quelle lande desolate dove avverti l’odore di legno bagnato, percorri corridoi silenziosi e vedi candele che tremano di paura e speranza allo stesso tempo.

Lei coinvolge così tanto il lettore che ti ritrovi a impiegare i cinque sensi per seguire una vicenda che diventa sempre più incalzante.

Alcuni passaggi risultano così intensi, quasi dolorosi, da avvertirli sulla pelle.

 Nicoly non cade mai nella retorica, riesce a rendere credibili i tormenti interiori di Mairead: la sua rabbia, la sua paura, ma anche quella scintilla di ribellione che si accende piano, come una fiamma in un camino sommesso.

L’autrice lavora con una sensibilità rara, con una professionalità impeccabile, scolpendo un mondo dove realtà e finzione si intrecciano in una vicenda che ti porta ad avere quasi il fiatone sul finale.

C’è grazia, ma anche una malinconia sottile che accompagna ogni pagina.

 Al centro ritroviamo una protagonista modellata con cura, non l’eroina, ma una giovane donna segnata dal dubbio, dall’attesa, da ciò che il mondo le ha chiesto troppo presto.

 E quel coraggio di cui ha bisogno lei se lo prende, lo alimenta giorno dopo giorno, imparando a non piegare la testa ma a sollevarla davanti al suo carnefice.

È proprio questa sua fragilità a renderla potente: la sua forza non deriva dalla sicurezza, ma dalla capacità di camminare nella nebbia senza sapere dove conduce il passo successivo.

 Il personaggio maschile, Killar Locke, che le fa da contraltare, ha la complessità giusta per non cadere nei cliché del genere: ombroso quanto basta, tormentato dove serve, ma mai caricaturale.

Tra i due si forma un legame che non esplode nell’immediato, ma cresce come un incendio silenzioso che inizia ad ardere dal centro e si diffonde piano, obbligandoli a guardarsi oltre i ruoli imposti, oltre le maschere che indossano, oltre ciò che credevano di meritare.

 Non mi stanco mai di leggere Priska, di incantarmi in quel suo ruolo di tessitrice che intreccia trame dove non sai quando racconta fatti reali mischiandoli a personaggi inventati.

Lei non scrive, lei ti porta dentro la storia.

Ti insegna a conoscere i suoi personaggi, ad amarli non perché belli e invincibili ma proprio per la loro umanità.

 Anche il folklore che attraversa la storia dà una profondità che affascina senza appesantire.

Tutto ha una coerenza, tutto è incastrato.

Il ritmo della narrazione è fluido ma non affrettato: Priska si prende il tempo per far maturare ogni emozione.

E funziona sempre.

 L’arco evolutivo della protagonista diventa il cuore pulsante dell’opera e, quando arrivi all’ultima pagina, hai quella sensazione particolare di aver attraversato un sentiero insieme a lei, di averla vista cambiare, scegliere, rinascere, perdersi nella nebbia e ritrovarsi.

Priska non indora la pillola con vicende romantiche che filano lisce come l’olio: la realtà dell’epoca non era una favola con il principe che sposava la principessa. 

Molte volte, dietro le fattezze reali, si nascondevano orchi.

E allora non esisteva più la storia d’amore felice, ma un palcoscenico dove il regista privava della libertà la donna, trattandola come merce di scambio.

 La sposa di Nebbia e d’Argento è un romanzo che colpisce perché reale.

È una vicenda che resta, che lascia una sorta di dolce eco dopo la chiusura del libro e ogni volta che io arrivo all’ultima pagina accade la stessa cosa: mi chiedo quando uscirà il prossimo.

Perché Priska è anche questa: capace di toccare corde sottili che molti romanzi romantici nemmeno sfiorano.




13 novembre 2025

RECENSIONE - Attimi di un'altra vita, Broken Promises - di Monika Venusia




Titolo: Attimi di un’altra vita, broken promises
Autrice: Monika Venusia
Genere: erotic romance, spicy romance, Love Triangle, Forbidden love, Hidden Identity, Law Enforcement, Urban mistery

Tipologia: 
Il romanzo può essere letto in modo autonomo come “autoconclusivo”, ma è consigliata la lettura anche di Attimi di un’altra vita.




Il cuore di Angela Brown continua a essere diviso tra due uomini: non riesce a decidere se restare nella sua comoda routine col marito oppure rivoluzionare le sue abitudini e mettersi con Mauro.
In tutto questo, il figlio Andrea ha il suo peso poichè è cresciuto insieme al marito ma è figlio biologico di Mauro.
Cosa deciderà di fare Angela? Sceglierà di seguire la razionalità o l'istinto?
La vita al fianco di Mauro comporterebbe anche dei rischi, lei lo sa bene; ormai da tempo è infiltrato in una famiglia mafiosa per continuare le sue indagini e tentare di far venire, finalmente, alla luce, la verità su un caso spinoso...
Tra scene di passione irrefrenabile, di vita quotidiana e di azione, Angela sarà capace di trovare la strada per la felicità?

 In questo romanzo rincontriamo Angela, sempre indecisa e divisa tra due uomini, (marito e Mauro) come l’avevamo lasciata nel primo volume.

Mauro è la rappresentazione del proibito, suo marito la normalità…

Queste sono pagine piene di pathos, sentimenti altalenanti, segreti e tanti colpi di scena, grazie all’indagine in corso che porta Mauro per il suo lavoro spesso lontano da casa, e ciò crea suspense e si avverte il desiderio di stare insieme nonostante tutto…

È un romance che riesce a tenerti con il fiato sospeso, che suscita davvero curiosità, e vuoi arrivare alla fine delle pagine per riuscire a scoprire quale sia la verità.

Conosco la penna e sono sempre felice di rileggerla, per la sua innata capacità di coinvolgere il lettore, certo queste pagine hanno davvero tanti ingredienti sul fuoco da “gestire “ma è fatto con maestria!

Vi lascio con un quesito, secondo voi nella vita è giusto seguire la strada del cuore o la strada della razionalità?

Io, non rispondo altrimenti svelerei la scelta della nostra Angela, perciò se volete saperlo leggete questo romanzo, perché merita veramente!







 

12 giugno 2025

RECENSIONE - Our Secret Kiss - di Carmen Bruni


 

Titolo: Our Secret Kiss
Autrice: Carmen Bruni
Data di pubblicazione: 15 aprile
Pagine: 350 circa
Prezzo e-book: €2,69 Prezzo cartaceo: €12,99
Tropes: brother’s best friend, forbidden love, spicy, small town, slow burn, emotional scars.


Angel Preston ha diciotto anni e un futuro ancora tutto da scrivere. Sa solo che le piace disegnare e che il suo cuore ha scelto la persona sbagliata: Rude Fiddler, il migliore amico di suo fratello. Lui che è sempre stato lì, parte della sua vita da quando era bambina, troppo grande, inarrivabile, vietato. Eppure, ogni volta che i loro sguardi si incrociano, ogni volta che la sfiora, Angel dimentica ogni buon proposito.

Rude Fiddler ha ventiquattro anni ed è il ragazzo più sexy e ambito di Pearl, la piccola cittadina in cui si è trasferito da adolescente insieme alla madre. È un prodigio dei motori, il cui talento potrebbe portarlo lontano, se solo lui fosse disposto a inseguire quel sogno. Ma Rude non è tipo da piani a lungo termine, e di certo non è tipo da relazioni. Lui prende, si diverte, e non si lascia coinvolgere. Mai. Tranne quando si tratta di lei: Angel, l’unica che gli fa ribollire il sangue nelle vene e anche l’unica che non potrà mai avere.

 





Io le chiamo il mio angolo sicuro.
È il posto speciale che, alcune autrici, hanno nel mio cuore.
In genere sono quelle che seguo da ancor prima di diventare blogger.
Le loro storie hanno la capacità di portarti a sognare, a vivere un romanzo e tutte le emozioni annesse. Carmen Bruni rientra fra queste.
Ho letto tutti i suoi libri e, finalmente, posso avere il piacere di recensirla sul blog e dare risalto a una storia che è meravigliosa.
Credo che non ci siano big ed esordienti, ma solo quelle della vecchia scuola e cioè le autrici che sanno ancora emozionarti.
Quando senti le sensazioni dei protagonisti addosso, le vivi con i loro occhi, provi dolore e felicità che passa nei loro cuori, allora sì che hai trovato il tuo angolo sicuro.
Our Secret Kiss racchiude tutto questo.

Non è la solita vicenda che vede coinvolto il migliore amico del fratello, no, c’è molto di più.
Ci sono le cicatrici che Angel e Rude si portano dietro, l’amore genuino che cresce nel tempo.
Gli occhi che devono abituarsi nel vedere crescere la sorellina intoccabile del migliore amico.
Sono sguardi che si capiscono senza parlare e cuori che si impongono di non battere.
E' una notte che si aspetta e si sogna da una vita.
È quell’addio silenzioso che si porta dietro una lacrima.
Sono emozioni che seguono l’andamento delle pagine, e tu vuoi arrivare all’epilogo di una storia che non è scontata.
Un testo meraviglioso, fatto di dialoghi che diventano battaglie, ironia di quella che ti regala un sorriso.

È la storia di una ragazzina che sapeva già da piccola a chi donare la chiave del suo cuore: a quel principe azzurro che tenta di starle lontano, ma che abbandona la ragione rifugiandosi in un abbraccio che sa di ritorno a casa.

Ormai sapete che le mie non sono le classiche recensione, non sono un giudice pronto a puntare il dito su una virgola o un accento mancante, sono una lettrice e, come tale, mi piace far passare ciò che mi lascia un romanzo.

Spero di esserci riuscita per un’autrice che vale sempre molto di più del limite imposto alle recensioni.

A presto