25 giugno 2024

RECENSIONE: - "CERCAMI" - di Margherita Gagliardi Tonin






Laura non ha mai creduto nell'esistenza dei fantasmi.
Perlomeno, non da che ne ha memoria.
Un trauma ha cancellato ogni ricordo dei suoi primi dieci anni di vita.
Con l'alibi di indagare sulla leggenda di un fantasma che aleggia attorno a un'antica giostra di cavalli,
Laura si imbarca in una ricerca della verità che la porterà indietro nella sua città natale.
Ma quali segreti si nascondono nel passato e nella mente di Laura?
Cosa è successo realmente quella sera di sedici anni prima?
E in che modo Laura è legata a quella giostra e a quella bambina misteriosamente scomparsa?

Con la tensione che sale e le rivelazioni scioccanti che emergono, Laura si trova ad affrontare i fantasmi del suo passato e ad affrontare una verità devastante che potrebbe sconvolgere tutto ciò che credeva di sapere.
Preparati a immergerti in un giro di vite pieno di suspense, colpi di scena e un mistero intricato che ti terrà incollato alle pagine fino all'ultima parola.



Oggi vi parlo del romanzo “Cercami”, primo libro scritto da Margherita Gagliardi Tonin. 

La storia ruota attorno a Laura, un trauma ha cancellato i ricordi dei suoi primi dieci anni di vita. Decisa a indagare sulla leggenda di un fantasma che aleggia attorno a un’antica giostra di cavalli, Laura si imbarca in una ricerca della verità che la porterà indietro nella sua città natale. Allo stesso tempo cerca di scoprire di più sul suo turbamento e la causa della sua perdita di memoria.

Nel corso della storia, emergono rivelazioni scioccanti e Laura si trova ad affrontare i fantasmi del suo passato. Un susseguirsi di eventi a cui ho assistito non capendo quale fosse la realtà e quale l'immaginazione di una mente traumatizzata.

Solo grazie alla sua tenacia Laura finalmente scoprirà molte cose della sua infanzia che ha dimenticato. Non sarà facile, il pericolo è in agguato come chi vuole tenere tutto a tacere. La sua vita sarà in bilico, come la sua mente.

Bravissima la Gagliardi a spargere indizi in ogni capitolo, tasselli di un complicato puzzle che formeranno una realtà che la mente umana farà fatica ad elaborare.

Una scrittura pulita e scorrevole, quella dell'autrice, che ha reso la lettura piacevole e sempre sul filo della tensione e del mistero. Ho divorato il libro con poco, perché ogni pagina chiamava l'altra e senza rendermene conto sono arrivata all'epilogo, dove quella nebbia fitta di bugie si è diradata mostrando finalmente ogni verità.

Verità per Sara e verità per Laura.

Alla Prossima!









REVIEW PARTY:- UNA LADY IN AFFITTO”- di Thina Sulas







TITOLO: UNA LADY IN AFFITTO - Un regency retelling di “Pretty Woman”

AUTRICE: Thina Sulas

GENERE: Regency Romance

POV: Doppio, alternato (prima persona)

SERIE: Sì

AUTOCONCLUSIVO: Sì

DISPONIBILE SU: Amazon

EDITORE: Self Publishing

FORMATI & PREZZI: cover flessibile 13.50; cover rigida 17.50; Ebook 2.99 (Disponibile

 anche su Kindle Unlimited)

 

Londra 1813

 

Per il Visconte Edward Lewis trovare moglie non è mai stata un’urgenza.


 Amante a tempo pieno – meglio se di donne che non rivedrà più – al ruolo di aspirante marito ha sempre preferito gli affari.


Certo, perseguire tale intento sarebbe più facile se non fosse l’unico erede di un antico casato. Soprattutto, se non avesse una madre…


La melodrammatica Lady Catherine ha in mente per lui una scintillante Stagione a Londra, nonostante Edward sembri più avvezzo alle fughe, che ai balli.


Il furto maldestro di una carrozza, poi il sequestro involontario di una prostituta, Vivian, e i piani del visconte saranno tutti da rivedere.


Dopo una notte da cliente per ripagarla dell’errore, il fato si rivelerà per entrambi un’occasione: cinque giorni insieme a Mayfair, al costo di tre sterline, per convincere il Ton londinese che Vivian sarà la futura Viscontessa di Ashby.


Facile come bere una limonata, si direbbe, o ardente come un fuoco che divampa?


Al lettore, l’ardua sentenza.


Torna Thina Sulas con un altro regency che non è solo un tuffo nel passato, ma anche il Retelling di uno dei film che ha fatto la storia del cinema; Pretty Woman.

Sono sempre un po’ titubante quando si parla di questo genere, forse perché mi  aspetto qualcosa di originale, nonostante si parli di una rivisitazione di qualcosa già di noto.

Thina non solo ha ragionato al contrario, portando nel passato una storia contemporanea, ma è riuscita ad emozionarmi come quando rivedo questo film (forse lo avrò fatto 100 volte).

 Vivian e Edward rivivono nel 1800, in una Londra con ancora più pregiudizi (su questo punto ci sarebbe da aprire una discussione a parte, la modernità non si è molto evoluta in termini di preconcetti verso una persona, un popolo o un lavoro).

Lei è una prostituta e lui un Visconte.

Una serie di equivoci, fra latro molto divertenti, li portano a incontrarsi.

Un patto di cinque giorni, questo il tempo necessario per conoscersi e cambiarsi, a vicenda.

La storia di Pretty Woman la conosciamo tutti, ma la versione ecco "antichizzata" vale la pena davvero leggerla.

Per tutto il contorno, per quel sentimento che pian piano apre gli occhi di un uomo abituato a determinati stili di vita, e cambia una donna che finalmente inizia a rivalutarsi, a vedersi per quello che é.

Sul finale mi sono davvero commossa, e non lo avrei mai detto, ma questa versione di Pretty Woman mi è piaciuta.

Come mi è piaciuto quel Pov che cambiava i loro nomi: da Vivian a Lady Vivian, a Vivian Ward (cosa che è successa anche con il PoV di Edward).

Un piccolo dettaglio, ma importante perché seguiva la crescita dei personaggi nel romanzo che li ha portati a ritrovare sé stessi in primis come uomo e donna, e poi come due membri di una società che puntava a giudicare e discriminare.

Ma Edward per primo ha detto basta, seguendo il cuore e rincorrendo la principessa nel suo castello.

Vivian ha sfidato le convenzioni, dimostrandosi più Lady di quelle tutte pizzi e merletti.

La semplicità vince sempre e viene apprezzata, si può indossare uno straccio e risultare regina, così come ci si può imbellettare, ma essere sempre volgare.

Brava Thina, i suoi romanzi sono tutti belli, ma questo beh, questo rientra fra i miei preferiti.

Le cinque piume sono strameritate per la genialità nella trasposizione di un celebre film che è diventata una fiaba.

A presto







RECENSIONE: - "HEROES" - di Battista Tarantini

 



Titolo: Heroes
Autrice: Battista Tarantini
Data di uscita: 17 giugno 2024
Genere: contemporary romance - slow burn
Standalone

La vita ha giocato un brutto scherzo a Grace. Proprio mentre stava iniziando gli studi di medicina, il suo cuore ha ceduto e ha dovuto subire un trapianto di cuore. L’organoche ora batte nel suo petto è sano, ma completamente estraneo a lei. Non sapendo più chi è, si trasferisce in Australia, ospite della zia, per cercare di ritrovarsi e dare una nuova direzione alla sua vita. Quando arriva nel bush australiano, la sua auto si rompe e Z, il meccanico locale, le viene in soccorso. Lui ripara auto e conduce una vita solitaria, accontentandosi della compagnia del suo cane. Grace si rende presto conto che Z non è quello che sembra. Ne è affascinata, irrimediabilmente attratta. Come lei, anche lui ha scelto il rosso deserto australiano, gli spazi infiniti e la sua durezza, per reinventarsi. Nel cuore della vastità australiana, riusciranno Z e Grace a dimenticare il loro passato? La vastità del deserto permetterà loro di ritrovarsi?

Dopo il trapianto di cuore, Grace si definisce “una ragazza persa”: ha smarrito le sue sicurezze e ha abbandonato gli studi di medicina. Nel mondo protetto della sua casa inglese, fra gli affetti familiari troppo colmi di riguardi e inquietudini per la sua salute, lei, che ha invece bisogno di “trovare le istruzioni” per la sua nuova esistenza, ci sta stretta: sente il bisogno fisico e mentale di prendere le distanze da tutto per conoscersi e riconoscersi. Sì, perché Grace si sente estranea a se stessa a causa di quel cuore non suo che le batte dentro e che lei spera “tenga duro”: la paura di quei battiti che non conosce ancora bene la porta a contarli in modo maniacale. Imprigionata al di fuori del mondo, decide di cercare di riprendere in mano la sua vita e raggiunge la zia Jenna a Leigh Creek, in Australia.

E’ qui che conosce Z, il meccanico, che la soccorre quando la macchina rimane in panne. Z è un ragazzo schivo, misterioso e bellissimo, “dalla bellezza virile e tragica” che ha in comune con lei la passione per i fumetti della Marvel; percepisce subito l’esigenza di Grace di “essere chi vuole”, e lui l’asseconda vedendo in lei Tempesta, al contrario di Grace che si percepisce come L’Invisibile. Grace impara ad apprezzare questo giovane uomo così sicuro di sé, forte come Superman, ma “schiacciato in continuazione” da un segreto, che custodisce gelosamente nel cuore e che gli impedisce di andare avanti come Batman. Infatuarsi di un supereroe è facile. Andare oltre il velo e scoprire la parte più vulnerabile, quella umana, quella vera e fragile e amarla diviene un’impresa titanica.

Le figure dei supereroi hanno tanta parte in questo libro (titolo incluso): essi sono continuamente citati dai due protagonisti che li prendono come modelli, senza tuttavia riuscirci pienamente; in loro c’è, più che altro, una ricerca di identità, definitiva e adulta, che ancora non hanno raggiunto perché ancorati entrambi al loro doloroso passato. Solo nel momento in cui sapranno affrontare le loro difficoltà, cresceranno abbandonando un’identità “anonima” e “mascherata” dei supereroi e assumendo la propria vera identità: quella di Grace e di Z.

I protagonisti sono amabilissimi, ma anche i personaggi che fanno da contorno, gli abitanti di Leigh Creek, sono costruiti ad hoc e costituiscono quella perfetta cornice per gli avvenimenti che si succedono di volta in volta nel libro.