Genere: Noir
Editore: Officina Milena
Pagine: 188
Prezzo: e-book 2,99 cartaceo flessibile 14,25
La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas. I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell'ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia. Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni. Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.
Leggere
questo romanzo è stato un viaggio emozionate nella Sardegna degli
anni cinquanta, tra legami familiari, il duro lavoro in campagna,
speranze, sogni, rimorsi e grande coraggio.
È
un libro dal sapore antico e la scrittura evocativa ha suscitato in
me tante emozioni.
Ho
provato tenerezza per la protagonista, Gabriella Ruinas, ragazzina
tredicenne chiamata a diventare donna troppo presto, e sulle cui
esili spalle grava il compito di liberare la sua famiglia da una
terribile maledizione.
Sarà
vero? Si tratta di dicerie? Oppure la gente del paese tace la verità?
È
la notte del trentuno ottobre quando il padre di Gabriella muore
cadendo dalle scale.
Mama
Lucia sa cosa significa.
Si
tratta di una data maledetta, che riporta gli uomini Riunas sulla
terra sotto forma di entità malvagie per torturare i cari ancora in
vita e farli impazzire.
Mamma
Lucia mente sulla data del decesso per nascondere al paese la triste
verità: lei e Gabriella sono maledette, e per le due donne inizia un
calvario fatto di silenzio, paura e preghiere inascoltate.
I
segni nefasti non tardano ad arrivare, insieme agli incubi ricorrenti
di Gabriella, sogni premonitori che le permettono di mettere insieme
i tasselli della terribile verità.
Grande
è la sensazione di abbandono e smarrimento, tuttavia la
determinazione della piccola/grande Gabriella non conosce ostacoli.
Lei possiede un carattere forte perché l’amato papà l’ha
incoraggiata a esprimere le sue idee, trattandola da adulta.
Così
Gabriella diventa la donna di casa. Spetta a lei rassicurare mamma
Lucia, sofferente nel corpo e nello spirito, e il cugino Umberto, del
quale è perdutamente innamorata.
Nel
frattempo proseguono inarrestabili le indagini per scoprire l’origine
della maledizione, tra maghe in grado di riconoscere le fatture,
sacerdoti che nascondono informazioni importanti, e morti misteriose.
Ma
questo non è solo un noir appassionante, c’è molto di più.
Ho
apprezzato la delicatezza del sentimento che nasce tra lei e Umberto,
si tratta di un amore forte e pulito, dove un bacio sfiorato assume
un significato profondo; e ho adorato le tenere descrizioni della
vita di tutti i giorni: la gioia che può dare un cucciolo, la
felicità per le piccole cose, e la dolcezza di una nonna che ti
aspetta sulla soglia e ti serve il caffè nel servizio buono.
Con
grande abilità l’autrice racconta anche i momenti più drammatici:
lo smarrimento di fronte a un lutto difficile da elaborare, gli
spaventosi fantasmi/cadaveri portatori di messaggi, la stoltezza di
un ragazzo crudele, e la rabbia accecante di colui che scaglia la
maledizione.
Tante emozioni,
quindi: la nostalgia per il passato, l’amore per i cari che non ci
sono più, e il legame profondo con la natura, andato forse un po’
perduto.
Non
aggiungo altro.
Questo
è un romanzo che tocca le corde dell’anima, una storia capace di
commuovere e fare riflettere il lettore. È un libro scritto col
cuore, che lascia un segno profondo.