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27 settembre 2021

RECENSIONE: - "La ragazza che sognava l'Africa" - di Stefania Chiappalupi

 



Titolo: La ragazza che sognava l’Africa
Autore: Stefania Chiappalupi
Casa editrice: Milena in Love
Pagine: 248
Genere: Romance
Data di uscita ebook: 07/06/2021
Data di uscita cartaceo: 14/06/2021





A una settimana dalle nozze la vita di Margherita, promettente avvocato di Roma, è sconvolta da un evento drammatico: il fidanzato muore in un incidente stradale. La donna non riesce ad andare avanti e decide di lasciare tutto per partire come volontaria in Uganda, realizzando il sogno di sempre. Durante un'escursione a Kampala incontra Giorgio, giovane dottore di Medici Senza Frontiere, che le fa scoprire l'Africa. Margherita si innamora di questa terra e vorrebbe farla diventare la sua casa, ma una notizia inaspettata riavvolge il nastro della vita e rischia di allontanarla dal posto che custodisce nel cuore.




Ci sono luoghi che sono un balsamo per l'anima, paesaggi e profumi che scaldano il cuore e ti danno la forza per rinascere perché cambiano il punto di vista sulla vita. Quando tocchi il fondo puoi solo rinascere e questo è quello che fa Margherita, lottando con i sensi di colpa accetta di amare e di essere amata.

La scrittura dell'autrice mi ha trascinato nelle atmosfere africane, ne ho percepito i suoni, i colori e gli odori. Ho percepito il dolore di Margherita e la sua lotta interiore, ho amato molto sua madre che ha messo la felicità della figlia al primo posto come ogni madre. Avrei voluto al fianco un uomo forte, maturo e rassicurante come Giorgio.

Mi avrebbe fatto piacere sapere qualcosa di più della nuova vita di Margherita.

Un'idea per il seguito?





10 febbraio 2021

RECENSIONE: - "L'Ultima Luna" - di Patrizia Poli






 Titolo: L’ultima luna

Autrice: Patrizia Poli
Genere: Romance
Uscita: 1 febbraio 2021
Editore: Milena in Love




Africa, primi anni Ottanta. Mary Connelly condivide lo stesso pazzo amore per la savana di suo padre Jeff, ricco industriale inglese trasferitosi in Kenya. Lei è cresciuta lì, con quelle albe trasparenti e quei tramonti infuocati, con quella terra rossa e quei cieli mai veramente sgombri di nuvole. Non c’è posto al mondo che Mary e suo padre amino come la riserva del Masai Mara, non hanno bisogno di nient’altro per essere felici.

Ma la madre, l’angloindiana Violet, che ama follemente il marito ma non si è mai sentita legata alla figlia, sogna l’Inghilterra e non si rassegna a quella vita. Riesce almeno a vincere su un punto: la famiglia ha bisogno della medicina inglese. Così, a Casa Connelly arriva il dottor Morgan Lawson, giovane, inquieto, subito catturato dall’atmosfera esotica, dal fascino di una terra che non è come la si vede in cartolina ma, quando ti afferra, non ti lascia più.

Mary è infastidita, non ama ciò che è inglese, non vuole estranei in casa sua. Entrambi alla ricerca di se stessi e del senso della vita, si scrutano, si girano intorno guardinghi, si cercano pur senza ammetterlo. Del resto, quando la scintilla scocca, non c’è nulla da fare




Il romanzo di cui vi parlo oggi ci porta in Africa nei primi anni 80, nella vita della famiglia Connelly, una famiglia ricca,inglese, trasferitasi in Kenya per volere del signor Jeff, la moglie Violet soffre da sempre la sua vita in Africa, non è felice, vorrebbe tornare in Inghilterra e non ama affatto sua figlia Mary, che ha ereditato lo stesso amore viscerale per la terra africana, del padre. Mary non ha bisogno di nulla per essere felice, la sua felicità è il Masai Mara. La madre riesce a convincere il padre di aver bisogno di un dottore inglese al loro servizio ed è così che un bel giorno approda a casa Connelly il dottor Morgan Lawson. Mary non accetta inizialmente questa presenza, lei odia tutto ciò che è inglese, forse per far dispetto a quella madre che non merita di essere chiamata così. La ragazza però fa gli onori di casa e porta il dottor Lawson a visitare i villaggi e far conoscere la realtà di questa terra che non riesci a non amare. È durante una di queste passeggiate che il loro rapporto cambia, grazie ad un evento che sconvolge i pensieri di Mary e mette davanti alla realtà, Morgan. I due si scoprono innamorati ma Morgan decide di sotterrare i propri sentimenti per paura di trovarsi in trappola in una famiglia facoltosa, così per colpa dell'orgoglio, una mattina lascia casa Connelly senza dare nessuna spiegazione a Mary che si lascia andare ad una vita triste e depressa. Non avendo il coraggio di affrontare Morgan e la verità che potrebbe rivelarle, decide di sposare colui che le è sempre stato addosso, per la gioia della madre, ma Mary non è mai stata felice. Il suo più grande amore sarebbe stato solo uno. Alla morte del padre Jeff, finalmente prende coraggio ed abbandona tutto e tutti e corre a cercare Morgan che nel frattempo si è messo a disposizione della gente dei villaggi perché è stato tanti anni prima che

[... Nella polvere, nel sudore e nel sangue, nel bimbo nero che per sua mano era venuto al mondo : lì aveva incontrato l'Africa…]

Si ritrovano Mary e Morgan, si dichiarano finalmente l'amore viscerale che per anni li ha tenuti 'vivi' ma tormentati, ma le loro scelte future metteranno a dura prova la loro vita.


Un romanzo letto tutto d'un fiato, scritto magistralmente, senza nessuna pecca a mio avviso. L'Africa che fa da sfondo poi rende tutto più suggestivo e le descrizioni dei villaggi, dei paesaggi ti danno la percezione di essere lì, proprio nel Masai Mara♥️





Voto 💜💜💜💜💜





14 gennaio 2021

RECENSIONE: - "Una giornata storta" - di Eleonora Ippolito




Titolo: Una giornata storta
Autore: Eleonora Ippolito
Data di pubblicazione:30/11/2020
Genere: Chick-lit, narrativa femminile
Pagine: 298 
Editore:Officina Milena
In vendita in eBook e cartaceo
ma è presente anche sugli altri store
Prezzo eBook € 3,99 Prezzo cartaceo €14,25


La trentenne Michela tende a intimorire il prossimo con il suo look dark, il carattere deciso e la tendenza a dire sempre quello che pensa, ma il suo modo di fare è un meccanismo di difesa. Da anni si porta dietro un segreto che le crea disagio e, qualche volta, la fa sprofondare nell’ansia. Preferirebbe farsi tagliare la lingua piuttosto che ammetterlo, ma il senso di abbandono la accompagna da fin troppo tempo, ormai. Sotto il suo essere scontrosa e aggressiva, pronta ad azzannare chiunque intralci il suo cammino, si nasconde una fragilità che non è disposta a riconoscere. Intraprenderà, però, un percorso di rinascita e accettazione grazie a una giornata storta. Ma sì, avete capito di che genere? Una di quelle dove nulla va come dovrebbe, dove si affrontano bufere senza ombrello e dove ci si scontra con le persone sbagliate. Ma poi, sono davvero sbagliate? E, se sono sbagliate, come mai Luca la attrae così tanto? Coinquilini fuori dal comune, uomini impossibili da comprendere, apparenze che crollano, scontri e riappacificazioni: ecco gli ingredienti di questa commedia romantica, ironica e frizzante.


Ampiamente descrittiva (ma non stucchevole) è una storia piacevole e scorrevole da leggere. mi è piaciuta perché in superficie mantiene i toni freschi tipici dei ventenni/trentenni pieni d’aspettative in un futuro ancora tutto da scrivere, ma un po’ più in profondità si scorgono quegli stessi personaggi consapevoli di quanto le esperienze fatte fino a quel momento li abbiano segnati profondamente.

La protagonista di “Una giornata storta” è Michela, una giovane donna ferita da quello che sembrava essere l’amore della sua vita. La delusione d’amore l’ha fatta arrivare alla conclusione che per non soffrire più si può vivere benissimo anche senza amore. Ma il destino dispone diversamente mettendo nel suo cammino Luca, un giovane scrittore. Potrebbe sembrare una storia d’amore qualunque, ma entrambi i personaggi hanno le anime segnate profondamente da un’esperienza di un amore sbagliato che non fa loro assaporare appieno questi nuovi sentimenti. Ma, c’è un ma! Non tutte le storie sono uguali, non è detto che debba andare per forza bene, ma nemmeno il contrario! Non è un buon motivo per tirarsi indietro a ciò che offre la vita: questo èp quello che sottolineano gli amici-coinquilini di Michela, Rosa e Bartolo, e anche l’amico di Luca, Riccardo.

Le figure degli amici le ho trovate fondamentali: ognuno a modo suo è un deus ex machina della storia d’amore complicata dei due giovani: sono loro che li spingono l’una verso l’altro. sono amici “solidi”, presenti e ben caratterizzati.

Nei temi trattati dall’autrice ho scorto un certo dualismo: l’amore è bello ma contemporaneamente brutto; anche l’amicizia risponde a questo canone per cui c’è sì l’amicizia vera, ma anche quella che ti pugnala alle spalle.

La domanda sembra essere: è possibile fidarsi ancora? La risposta non è semplice e pervade tutto il libro intessuto sì di risate e battute esilaranti “anti-maschio”, ma anche di pianti e struggimenti tipici delle giovani donne della vita reale: voglia di maternità e consapevolezza che l’orologio biologico va a prescindere da te; invidie e gelosie nel caotico mondo del lavoro…

Val la pena di combattere una continua “giornata storta”? Come dice la stessa Michela: “Sì, perché qualche volta (…) le giornate storte possono segnare la fine di qualcosa e l’inizio di un’altra. Un nuovo capitolo, una nuova pagina. Una nuova storia da vivere. A dispetto delle tempeste e di tutte le altre giornate difficili a venire. A dispetto di tutte quelle giornate storte che partono male e continuano malissimo”.





18 dicembre 2020

RECENSIONE: - "Ànimas" - di Federica Cabras




Genere: Noir

Editore: Officina Milena
Pagine: 188
Prezzo: e-book 2,99 cartaceo flessibile 14,25


La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas. I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell'ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia. Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni. Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.




Leggere questo romanzo è stato un viaggio emozionate nella Sardegna degli anni cinquanta, tra legami familiari, il duro lavoro in campagna, speranze, sogni, rimorsi e grande coraggio.

È un libro dal sapore antico e la scrittura evocativa ha suscitato in me tante emozioni.

Ho provato tenerezza per la protagonista, Gabriella Ruinas, ragazzina tredicenne chiamata a diventare donna troppo presto, e sulle cui esili spalle grava il compito di liberare la sua famiglia da una terribile maledizione.

Sarà vero? Si tratta di dicerie? Oppure la gente del paese tace la verità?

È la notte del trentuno ottobre quando il padre di Gabriella muore cadendo dalle scale.

Mama Lucia sa cosa significa.

Si tratta di una data maledetta, che riporta gli uomini Riunas sulla terra sotto forma di entità malvagie per torturare i cari ancora in vita e farli impazzire.

Mamma Lucia mente sulla data del decesso per nascondere al paese la triste verità: lei e Gabriella sono maledette, e per le due donne inizia un calvario fatto di silenzio, paura e preghiere inascoltate.

I segni nefasti non tardano ad arrivare, insieme agli incubi ricorrenti di Gabriella, sogni premonitori che le permettono di mettere insieme i tasselli della terribile verità.

Grande è la sensazione di abbandono e smarrimento, tuttavia la determinazione della piccola/grande Gabriella non conosce ostacoli. Lei possiede un carattere forte perché l’amato papà l’ha incoraggiata a esprimere le sue idee, trattandola da adulta.

Così Gabriella diventa la donna di casa. Spetta a lei rassicurare mamma Lucia, sofferente nel corpo e nello spirito, e il cugino Umberto, del quale è perdutamente innamorata.

Nel frattempo proseguono inarrestabili le indagini per scoprire l’origine della maledizione, tra maghe in grado di riconoscere le fatture, sacerdoti che nascondono informazioni importanti, e morti misteriose.

Ma questo non è solo un noir appassionante, c’è molto di più.

Ho apprezzato la delicatezza del sentimento che nasce tra lei e Umberto, si tratta di un amore forte e pulito, dove un bacio sfiorato assume un significato profondo; e ho adorato le tenere descrizioni della vita di tutti i giorni: la gioia che può dare un cucciolo, la felicità per le piccole cose, e la dolcezza di una nonna che ti aspetta sulla soglia e ti serve il caffè nel servizio buono.

Con grande abilità l’autrice racconta anche i momenti più drammatici: lo smarrimento di fronte a un lutto difficile da elaborare, gli spaventosi fantasmi/cadaveri portatori di messaggi, la stoltezza di un ragazzo crudele, e la rabbia accecante di colui che scaglia la maledizione.

Tante emozioni, quindi: la nostalgia per il passato, l’amore per i cari che non ci sono più, e il legame profondo con la natura, andato forse un po’ perduto.

Non aggiungo altro.

Questo è un romanzo che tocca le corde dell’anima, una storia capace di commuovere e fare riflettere il lettore. È un libro scritto col cuore, che lascia un segno profondo.





29 novembre 2020

SEGNALAZIONE: - "Ànimas" - di Federica Cabras




Genere: Noir
Editore: Officina Milena
Pagine: 188
Prezzo: e-book 2,99 cartaceo flessibile 14,25





La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas. I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell'ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia. Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni. Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.