05 maggio 2023

RECENSIONE: - "I tuoi forse" - di Giulia Chillini

 



Titolo: I tuoi forse

Autrice: Giulia Chillini

Genere: New Adult Romance

Tipologia: Autoconclusivo

Uscita: 6 aprile 2023

Prezzo: promo a 0,99 poi 2,69 euro

Casa Editrice: Blueberry Edizioni

Pagine: 300 circa



Kai Madison Wright, diciotto anni da compiere, sopravvive attraverso le pagine del suo diario e anestetizzando il frastuono che emette la vita con un paio di cuffiette. Nata tra le onde dell’oceano, il suo nome Hawaiano, come le sue origini, significa “Oceano”. Amante dei libri e della letteratura, sogna di diventare una scrittrice e di entrare a Cambridge, l’università dei suoi sogni.
Sono solo gli inizi di giugno quando si diploma alla Los Angeles High School a pieni voti e nella sua testa ha già ben chiaro cosa farà nei successivi due mesi: trascorrere un’indimenticabile estate sotto il sole cocente di Malibù insieme ai suoi due migliori amici Lauryn e Ryan, prima di partire per il college e lasciarsi definitivamente alle spalle la California.
Ma qualcosa mette a repentaglio gli equilibri della sua vita quando Shawn, il suo primo amore e cantante di successo, ripiomba nel suo salotto di casa da un momento all’altro mettendola di fronte a un bivio: partire con lui per il suo tour mondiale. Sette lunghi anni e migliaia di chilometri li hanno tenuti separati, ma ora, il destino ha deciso di far incontrare e ingarbugliare nuovamente le loro strade, oltre che i loro battiti accelerati. Suo fratello Charlie, manager di Shawn, e sua madre la spingono a partire ma cosa sceglierà di fare Kai? Cosa potrebbe significare per il suo cuore stare fianco a fianco con Shawn sapendo che al termine dell’estate lo perderà di nuovo, e forse, per sempre?



Ho amato il titolo, la cover e i protagonisti…un romanzo che mi ha catturato dal primo rigo all’ultimo…tutto è stato coinvolgente e travolgente…

Kai, ragazza con tutta la vita davanti, vive con le sue cuffie e il suo diario, piena di sogni e speranze…

Fino a quando non piomba nel suo salotto dopo anni di distanza Shawn, il suo primo e unico amore, cantante di successo che la vuole al suo fianco per il suo tour mondiale, la pone di fronte ad una scelta: partire con lui, il suo cuore non sa cosa fare perché ha paura di perdere nuovamente il suo tutto.

Cosa deciderà di fare, seguire il destino o continuare a incastrare la sua vita e il suo cuore nei forse?

Ho pianto e riso per queste pagine ma vi spingo a leggerle, sono davvero molto belle, scritte da una penna semplice e leggera ma che arriva al cuore!








Review Tour: - Il Compositore di Sogni Infranti - di Laura Rocca

 



Titolo: Il Compositore di Sogni Infranti 

Autore: Laura Rocca

Editore: Self Publishing  

TROPEHate to Love

Grumpy Vs Sunshine Forced Proximity

Music Romance

Autoconclusivo

Data pubblicazione: 9 aprile 2023

Lunghezza: 451 pagine 

Prezzo: ebook 2,99 € - Copertina Rigida: 20,50 € - Copertina Flessibile: 16,50 €

Ci sono legami che nemmeno una distanza forzata può spezzare.
Sono trascorsi tre anni dall’ultima volta che ho visto Ermes, da quando è partito per studiare in un prestigioso college.
Oggi è più grande, più alto e bello ma ci sono cose che non cambiano mai: la sua arroganza, i suoi silenzi e le sue parole taglienti che rendono la vicinanza insostenibile.
Proprio come quando eravamo piccoli, gioisce nell’essere il mio tormento peggiore e avere la porta di casa davanti alla sua mi rende impossibile evitarlo.
Eppure…
Credevo di aver scordato tutte le sensazioni che mi provocava e che i lividi che mi aveva lasciato sul cuore avessero smesso di pulsare.
Mi sbagliavo.
Per distruggere la realtà che ho costruito in sua assenza, gli basta puntarmi addosso una sola volta quei gelidi occhi di cui non sono mai riuscita a penetrare i misteri.
Sulle sue labbra, il soprannome con cui mi indispettiva da bambini, diventa un tramite per ricordi che ho tentato in tutti i modi di dimenticare.
La penetrante melodia che proviene dal suo violino squarcia la diga delle mie emozioni e, quando tento di scappare, ormai è troppo tardi: sono di nuovo vittima del magnetismo di Ermes.
Sfregando le corde con l’archetto lui suona la mia anima, mi rivela i segreti che il suo sguardo prova a tacere, mi parla con una melodia che arriva al cuore e alla quale non posso sfuggire.
Detesto come mi fa sentire, ma non riesco a tirarmi indietro: litigi e sfide sembrano unirci e ogni giorno diventa più difficile non cedere all’attrazione che mi spinge verso di lui.
Io sono un magnete, lui la calamita, l’enigma che, da sempre, è incastrato nel mio petto come un coccio troppo aguzzo.
Più ci avviciniamo e più l’illusione di riuscire a comprenderlo vince le mie resistenze, ma non posso ignorare la domanda che mi tiene sveglia la notte: riuscirò mai a sfiorarlo senza tagliarmi o, alla fine, infrangerà tutti i miei sogni?

Non tutti i romanzi hanno la capacità di sfiorarti l'anima, non tutte le autrici ti accarezzano il cuore quando sfogli le pagine dei loro libri. La scrittura è una forma d'arte, che ti mette in mano un pennello, per permettere a chi ha questo dono di dipingere su tela i colori delle emozioni e allora, in un cielo grigio compare quel ponte meraviglioso che è l’arcobaleno, uno di quelli capaci di illuminare la vita di chi cammina nelle tenebre. Laura ha questa capacità, quella di dare un tono, un colore alle pagine bianche che va a riempire con la sua scrittura. Lei scrive emozioni, come quelle che scaturisce la musica, uno strumento e fra tutti ha scelto quello che, con le sue quattro corde, ti regala sogni, di quelli che si possono anche infrangere, perché la caratteristica dell'autrice è di trattare quei temi delicati che siamo soliti ignorare, forse presi più da noi stessi, dalla quotidianità, da quelli che per noi sono problemi, ma per chi soffre realmente sono solo piccoli intoppi. Nella sua Amethyst, nel suo Ermes, ha convogliato luce e oscurità, come due pezzi di un frammento di vetro che possono donare dolore o meraviglia quando vengono attraversati della luce. Frammenti di vita che alcuni vedono lontana, altri ci combattono tutti i giorni.
Ermes, il cui nome ricorda quello di una divinità, un demone con il volto di un angelo quello presentato dall'autrice o almeno così sembra, ma tante volte le maschere si indossano per celare un altro tipo di dolore, quello che lacera l'anima, quello che il respiro lo spezza, che imperla la fronte di chi si chiude dietro a un muro fatto di scherno, odio che poi è l'altra faccia dell'amore. Lo stesso che Aimieee distribuisce a tutti, lo stesso che dona a quell'essere etereo che suona le quattro corde del suo violino facendoti sentire l'Inverno addosso. Chi conosce i mostri di Ermes può comprendere nella scrittura di Laura quanto ci sia di vero. Quanto ogni sintomo riconduca a una realtà che alle volte diventa un peso troppo difficile da sopportare. Ormai lo sapete, non seguo uno schema per le recensioni, è inutile parlare di metodi, tecniche, linguaggi, di cui Laura è maestra. È l'anima che l’autrice mette in quello che scrive a far vibrare il cuore, come quando un archetto sfrega sulle corde, come quando un violino acquista un’anima. Nel PoV, non sempre alternato, c’è un mix di emozioni che ti arrivano sottopelle, quel dolore, quella morte, la rinascita in un arcobaleno di colori che variano dal bianco al violetto. Lo stesso che porta negli occhi Amethyst, lo stesso che cerca di allontanare Ermes. Lui così chiuso nei suoi schemi, in quella rabbia che cela con l'odio, in quella paura di essere felice, in quella malattia, che solo chi non conosce non può capire. Ho la fortuna di vivere con un violinista e ciò che genera un accordo, un motivo che dal lento passa all’adagio, fino ad arrivare al tempo noto come prestissimo è qualcosa di indescrivibile. Un polpastrello che si consuma su una corda, a furia di provare, a furia di farlo scorrere su quei fili che diventano musica, che asseconda le emozioni di chi la suona e ne genera altre in chi l'ascolta. Laura ha fatto sentire tutto ciò, non solo una melodia, ma quel qualcosa di fisico del personaggio, Ermes, che io ho amato, perché umano, non costruito su stereotipi, con quella sensibilità propria di chi concentra in uno strumento la sua anima. Sono rimasta senza fiato in alcune parti del libro, fino ad arrivare al gran finale dove questa volta è l'oscurità che sembra prevalere sulla luce. Fino a quell’epilogo, quando il nodo in gola è stato difficile da far scendere. I toni delicati di Laura, li ho avvertiti tutti, quello che lei ha donato ai suoi personaggi è stata tempesta. Il pezzo di anima che ha messo fra le pagine, facendone un dono a chi la legge, indescrivibile. I miei complimenti vanno a un’autrice che scrive come se suonasse uno strumento, con il suo modo di cedere emozioni a chi sa leggerle, a chi sa capirle e a chi va oltre alle semplici parole.
A presto







04 maggio 2023

RECENSIONE: - "The Jackal man" - di Russell C. Connor





THE JACKAL MAN
RUSSELL C. CONNOR
Collana: CATHERINE MONVOSIN
Genere: HORROR
pp. 418
Cartaceo: 18,00 €
Editore: Dark Abyss Edizioni
Data Uscita: 20 APRILE 2023

Non avventurarti lungo la strada buia che porta a Sud. Gli abitanti di Ashville non lo fanno mai. Loro lo sanno. Non commettere questo errore. Ma la Lyles Corporation ha deciso di costruire e vendere case, proprio lì. Il business è cieco, sordo e non riesce nemmeno a captare l'odore del sangue. Perché c'è qualcosa a Sud, lungo la strada buia. Qualcosa di deforme, di crudele. Per questo, in quel paesino del Texas, le luci sono sempre accese. E tu, sicuro di non aver paura della strada buia?


“I bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Non è un fatto scontato, ma è verosimile, in realtà è auspicabile, anche se raro: tutti noi vorremmo avere la forza di superare le nostre paure per il bene della nostra famiglia. La verità è che ci vuole un coraggio da supereroe, perché superare le paure equivale a superare i confini più estremi dell'animo, quindi non tutti potrebbero riuscirci. Molti probabilmente non ci proverebbero nemmeno. Dipende dall'amore, come sempre, che purtroppo non sempre è scontato. Però, anche se io fossi l’essere meno dedito alla famiglia che calpesta questo mondo, non potrei comunque fare a meno di immedesimarmi in un uomo che supera le proprie paure per far fronte ai bisogni della famiglia. Non potrei non pensare che lo farei anche io! Sono ancora l’essere meno dedito alla famiglia del mondo, quindi non è vero, ma non potrei mai ammettere il contrario nemmeno a me stesso, almeno fino alla smentita di un avvenimento reale. La letteratura, però, non ha bisogno di prove reali. Quindi, un immagine come quella in analisi, è come un uragano che ti spalanca la porta di casa, indipendentemente da chi sei, ti risucchia e ti porta dove vuole e ovunque ti porta è reale, anche se fosse il paese delle meraviglie.

The Jackal man è un classico dell’horror fantasy scritto da una penna che riuscirebbe ad esaltare anche la proverbiale lista della spesa.

Ciò che deve accadere si capisce sin dalle prime pagine, allora perché riga dopo riga l’ansia di scoprire cosa succede sale sempre di più incatenando il lettore alle pagine? Forse per la presenza di immagini nelle quali è impossibile non riconoscersi, come quella descritta sopra? O forse per lo spessore dei personaggi; crescono pagina dopo pagina, il lettore impara a conoscerli nei minimi particolari, niente è lasciato all’immaginazione. Il lettore non può, non deve immaginare i caratteri somatici e caratteriali di un personaggio, come non può farlo con una persona che conosce nella realtà. Può immaginare come reagirà in una determinata situazione, ma lo fa in base alla conoscenza che ha dalla persona, non si inventa niente. Così è in The Jackal Man: io so che Jaime farà qualunque cosa sia necessaria, perché “i bisogni della sua famiglia superavano le sue paure”

Il mio personaggio preferito è senza dubbio il trio formato da Chiodo, Zerk e Will. Ho subito iniziato a vederli come un unico personaggio, pur essendo tutti ben definiti come singoli individui. Mi è piaciuta la loro stravaganza di ragazzi, la libertà e la leggerezza con la quale affrontano le sfide del quotidiano.

In ultima analisi, e poi basta perché sto rischiando di scrivere un poema invece di una recensione, ho apprezzato il tema dell’ambiente trattato in quest’opera da un punto di vista inusuale: la natura ci avverte e punisce da sempre per i nostri abusi, scatenando forze contro le quali l’uomo non può nulla, ma alle quali si è ormai adattato. E se decidesse di alzare il tiro? Se la natura, per protestare e difendersi dall'ingrato essere umano, ad un certo punto liberasse della forze sconosciute agli uomini, alle quali sarà impossibile adattarsi?

Ops, ho lasciato una domanda senza risposta: perché, nonostante ciò che deve succedere si capisca sin da subito, il lettore non riesce a staccarsi dalle pagine? Facciamo così, rispondete voi dopo averlo letto.

Un capolavoro al quale dedico tutte le stelle del cielo!