05 maggio 2023

Review Tour: - Il Compositore di Sogni Infranti - di Laura Rocca

 



Titolo: Il Compositore di Sogni Infranti 

Autore: Laura Rocca

Editore: Self Publishing  

TROPEHate to Love

Grumpy Vs Sunshine Forced Proximity

Music Romance

Autoconclusivo

Data pubblicazione: 9 aprile 2023

Lunghezza: 451 pagine 

Prezzo: ebook 2,99 € - Copertina Rigida: 20,50 € - Copertina Flessibile: 16,50 €

Ci sono legami che nemmeno una distanza forzata può spezzare.
Sono trascorsi tre anni dall’ultima volta che ho visto Ermes, da quando è partito per studiare in un prestigioso college.
Oggi è più grande, più alto e bello ma ci sono cose che non cambiano mai: la sua arroganza, i suoi silenzi e le sue parole taglienti che rendono la vicinanza insostenibile.
Proprio come quando eravamo piccoli, gioisce nell’essere il mio tormento peggiore e avere la porta di casa davanti alla sua mi rende impossibile evitarlo.
Eppure…
Credevo di aver scordato tutte le sensazioni che mi provocava e che i lividi che mi aveva lasciato sul cuore avessero smesso di pulsare.
Mi sbagliavo.
Per distruggere la realtà che ho costruito in sua assenza, gli basta puntarmi addosso una sola volta quei gelidi occhi di cui non sono mai riuscita a penetrare i misteri.
Sulle sue labbra, il soprannome con cui mi indispettiva da bambini, diventa un tramite per ricordi che ho tentato in tutti i modi di dimenticare.
La penetrante melodia che proviene dal suo violino squarcia la diga delle mie emozioni e, quando tento di scappare, ormai è troppo tardi: sono di nuovo vittima del magnetismo di Ermes.
Sfregando le corde con l’archetto lui suona la mia anima, mi rivela i segreti che il suo sguardo prova a tacere, mi parla con una melodia che arriva al cuore e alla quale non posso sfuggire.
Detesto come mi fa sentire, ma non riesco a tirarmi indietro: litigi e sfide sembrano unirci e ogni giorno diventa più difficile non cedere all’attrazione che mi spinge verso di lui.
Io sono un magnete, lui la calamita, l’enigma che, da sempre, è incastrato nel mio petto come un coccio troppo aguzzo.
Più ci avviciniamo e più l’illusione di riuscire a comprenderlo vince le mie resistenze, ma non posso ignorare la domanda che mi tiene sveglia la notte: riuscirò mai a sfiorarlo senza tagliarmi o, alla fine, infrangerà tutti i miei sogni?

Non tutti i romanzi hanno la capacità di sfiorarti l'anima, non tutte le autrici ti accarezzano il cuore quando sfogli le pagine dei loro libri. La scrittura è una forma d'arte, che ti mette in mano un pennello, per permettere a chi ha questo dono di dipingere su tela i colori delle emozioni e allora, in un cielo grigio compare quel ponte meraviglioso che è l’arcobaleno, uno di quelli capaci di illuminare la vita di chi cammina nelle tenebre. Laura ha questa capacità, quella di dare un tono, un colore alle pagine bianche che va a riempire con la sua scrittura. Lei scrive emozioni, come quelle che scaturisce la musica, uno strumento e fra tutti ha scelto quello che, con le sue quattro corde, ti regala sogni, di quelli che si possono anche infrangere, perché la caratteristica dell'autrice è di trattare quei temi delicati che siamo soliti ignorare, forse presi più da noi stessi, dalla quotidianità, da quelli che per noi sono problemi, ma per chi soffre realmente sono solo piccoli intoppi. Nella sua Amethyst, nel suo Ermes, ha convogliato luce e oscurità, come due pezzi di un frammento di vetro che possono donare dolore o meraviglia quando vengono attraversati della luce. Frammenti di vita che alcuni vedono lontana, altri ci combattono tutti i giorni.
Ermes, il cui nome ricorda quello di una divinità, un demone con il volto di un angelo quello presentato dall'autrice o almeno così sembra, ma tante volte le maschere si indossano per celare un altro tipo di dolore, quello che lacera l'anima, quello che il respiro lo spezza, che imperla la fronte di chi si chiude dietro a un muro fatto di scherno, odio che poi è l'altra faccia dell'amore. Lo stesso che Aimieee distribuisce a tutti, lo stesso che dona a quell'essere etereo che suona le quattro corde del suo violino facendoti sentire l'Inverno addosso. Chi conosce i mostri di Ermes può comprendere nella scrittura di Laura quanto ci sia di vero. Quanto ogni sintomo riconduca a una realtà che alle volte diventa un peso troppo difficile da sopportare. Ormai lo sapete, non seguo uno schema per le recensioni, è inutile parlare di metodi, tecniche, linguaggi, di cui Laura è maestra. È l'anima che l’autrice mette in quello che scrive a far vibrare il cuore, come quando un archetto sfrega sulle corde, come quando un violino acquista un’anima. Nel PoV, non sempre alternato, c’è un mix di emozioni che ti arrivano sottopelle, quel dolore, quella morte, la rinascita in un arcobaleno di colori che variano dal bianco al violetto. Lo stesso che porta negli occhi Amethyst, lo stesso che cerca di allontanare Ermes. Lui così chiuso nei suoi schemi, in quella rabbia che cela con l'odio, in quella paura di essere felice, in quella malattia, che solo chi non conosce non può capire. Ho la fortuna di vivere con un violinista e ciò che genera un accordo, un motivo che dal lento passa all’adagio, fino ad arrivare al tempo noto come prestissimo è qualcosa di indescrivibile. Un polpastrello che si consuma su una corda, a furia di provare, a furia di farlo scorrere su quei fili che diventano musica, che asseconda le emozioni di chi la suona e ne genera altre in chi l'ascolta. Laura ha fatto sentire tutto ciò, non solo una melodia, ma quel qualcosa di fisico del personaggio, Ermes, che io ho amato, perché umano, non costruito su stereotipi, con quella sensibilità propria di chi concentra in uno strumento la sua anima. Sono rimasta senza fiato in alcune parti del libro, fino ad arrivare al gran finale dove questa volta è l'oscurità che sembra prevalere sulla luce. Fino a quell’epilogo, quando il nodo in gola è stato difficile da far scendere. I toni delicati di Laura, li ho avvertiti tutti, quello che lei ha donato ai suoi personaggi è stata tempesta. Il pezzo di anima che ha messo fra le pagine, facendone un dono a chi la legge, indescrivibile. I miei complimenti vanno a un’autrice che scrive come se suonasse uno strumento, con il suo modo di cedere emozioni a chi sa leggerle, a chi sa capirle e a chi va oltre alle semplici parole.
A presto







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