16 maggio 2023

RECENSIONE: - "Un movente per morire" - di Michela Gecele

 



"Un movente per morire"
di Michela Gecele
Editore: Golem Edizioni
In libreria dal 25/11/2022
Collana: Ombre
Euro €16,00

Vincenzo Allasia, appena arrivato da Torino, viene trovato ucciso in una via di Catania. Il primo a recarsi sul posto è il commissario Raciti, che si trova davanti a un morto e a un rompicapo a prima vista insolubile. Per capire, il commissario va a Torino, dove, grazie all’aiuto di un collega, comincia a ricostruire la vita della vittima, a conoscere Vincenzo e a percepire che quella morte ha qualcosa di stonato. A Torino, Raciti ritrova anche persone e luoghi noti, lui che è un abitudinario e ama la ripetitività, la logica, il controllo. Ma ben presto il commissario si trova coinvolto in una storia che oscilla fra realtà virtuale e fattuale, e solo le sue mosse, studiate, azzardate o recitate, a volte al limite della legalità, gli consentiranno di sciogliere il bandolo della matassa e chiarire l’esatta sequenza degli avvenimenti.


I libri fanno impazzire?”

Certi libri, non tutti, non proprio impazzire, ma mentre li leggi ti spiazzano, ti confondono, danno tensione!”


Fra citazioni letterarie e richiami a libri gialli (che magistralmente non vengono spoilerati) il Commissario Aldo Raciti racconta in prima persona l’indagine e gli sviluppi di un caso di omicidio.

Un caso difficile da districare per i molti dubbi, a partire dal perché Vincenzo Allasia, quarantenne torinese si sia recato a Catania dove è stato assassinato la sera stessa del suo arrivo. 

Nonostante l’omicidio sia avvenuto a Catania, Raciti capisce che le indagini devono per forza partire da Torino e qui scopre che Allasia era una persona irreprensibile, buona, apparentemente senza scheletri nell’armadio. Per risolvere il caso e svelare il piano architettato da una mente fredda e pragmatica, Raciti dovrà analizzare con logica i fatti e, soprattutto, dovrà superare le reticenze e le remore di ex fidanzate, amici e colleghi di Allasia che, con prudenza tutta sabauda, sono restii a divulgare confidenze e pettegolezzi di sorta.

Un giallo molto ben strutturato, vincente la narrazione in prima persona che rende simpatico ed accattivante il personaggio di Raciti. Ne esce una personalità poliedrica, un investigatore lucido e razionale, filosofo e caffeinomane (ogni giorno beve un numero smodato di caffè e cappuccini). Molto sicurò di sé e dotato di una autostima altissima che gli permette di superare ogni esame di coscienza, autocritico quanto basta, si perdona senza meno …. insomma, se la canta e se la suona come vuole.








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