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09 dicembre 2025

RECENSIONE - SEXY CHRISTMAS – Innamorarsi a Natale - di Angelica Romanin

 




Titolo: SEXY CHRISTMAS – Innamorarsi a Natale
Autore: Angelica Romanin
Editore: Self Publishing
Genere: Christmas Romance

Data Pubblicazione: 4 novembre 2025
Pagine: 253

Autoconclusivo 

Il sesso porta solo guai! Questo è il mantra di Jeanette. E lei, dal sesso, vorrebbe starne proprio alla larga. Ma è dura quando sei la figlia del proprietario di un locale di burlesque e ti ritrovi a fare la cameriera sexy durante una festa di addio al celibato. Ed è ancora più dura quando l’organizzatore della festa è un certo Alexander Stone, un gigante biondo dalla bellezza scandalosa, con una fastidiosa attitudine al comando. Se poi, in preda all’imbarazzo, finisci per cadergli in grembo ricoprendolo di cheescake ai mirtilli, il problema è doppio!
Tra loro è antipatia a prima vista. Jeanette, caschetto castano e testa tra le nuvole non ha nulla a che fare con il severo e intransigente Stone. Ma il fato è un burlone, e sembra proprio che si diverta a metterlo continuamente sulla sua strada.
Cosa potrà salvarla dal disastro?
Forse solo la magia del Natale.
Bufere di neve, omini pan di zenzero e cioccolata alla cannella sembrano la ricetta giusta per risollevarle il morale, e poi un bizzarro calendario dell’avvento. Ventiquattro pacchettini numerati che un misterioso sconosciuto le ha lasciato davanti a casa, con la promessa di avverare tutti i suoi sogni.

Ci sono romanzi come Sexy Christmas, che riescono a far convivere sensualità, dolcezza e una credibilità che non ha bisogno di effetti speciali.
Angelica Romanin costruisce una storia che funziona perché non forza la mano, non spinge mai oltre il necessario.

Fa muovere i suoi personaggi in un equilibrio delicato tra ironia, desiderio e quel tipo di insicurezze che ti rendono umano senza trasformarti in una macchietta.

La protagonista è una ragazza che vive il Natale con quella miscela di rassegnazione e difesa che conosciamo fin troppo bene: decorazioni ovunque, promesse non mantenute, e la solita sensazione che dicembre ti metta davanti a uno specchio che non sempre vuoi guardare.
Angelica le dà voce con un tono fresco, contemporaneo, autentico.

Nei suoi pensieri c’è ironia, ma c’è anche una fragilità che non viene mai spettacolarizzata.

È una delle cose che apprezzo di più dell’autrice: sa tratteggiare insicurezze senza trasformarle in melodramma.

E poi arriva lui, il protagonista maschile che non rientra nel cliché del “bellone salvavita”, ma porta sulle spalle i suoi difetti e una carica emotiva che lo rende più reale di tanti altri personaggi del genere.
La loro alchimia è costruita con cura: non esplode subito, non ti investe con il classico “colpo di fulmine natalizio”, ma cresce in una progressione naturale fatta di battute, scontri, tensioni sottili.

 È un gioco di sguardi e di resistenze, di frasi dette a metà, di passi avanti e indietro.

Romanin ha un dono particolare nel calibrare i momenti più sensuali.
Non c’è mai volgarità gratuita, ma una fisicità autentica, raccontata con uno stile diretto, pulito, che non scivola nello stereotipo erotico da quattro soldi.

La sensualità nasce dall’emozione, non dalla posa.

Ed è proprio questo a rendere il romanzo “sexy” nel senso più elegante del termine.

L’impianto narrativo è solido: dialoghi credibili, situazioni che non sembrano troppe “costruite per far ridere o eccitare”, ma momenti che ti portano a conoscere davvero i due protagonisti.
Le scene romantiche sono dosate con intelligenza, evitando il rischio di soffocare la storia nella glassa di Natale o, all’opposto, nella ricerca ossessiva del piccante.

 L’autrice gioca di equilibrio, e le riesce bene.

L’ambientazione natalizia, poi, è più di una cornice.
È un personaggio silenzioso: le luci che brillano, i colori caldi che ti fanno venire voglia di fuggire o di restare, i momenti di solitudine che dicembre amplifica e i piccoli gesti che diventano enormi proprio perché avvengono in un periodo in cui tutto diventa più grande.
Lo stile dell’autrice è fluido, moderno, l’ironia è leggera, e c’è quel sottotesto emotivo che ti accompagna pagina dopo pagina senza che tu te ne accorga.

 Si vede una mano sicura, una consapevolezza della voce narrativa che non tutte le autrici hanno, soprattutto quando si muovono su un terreno che unisce romance e sensualità.

Sexy Christmas è una lettura che coinvolge perché ti offre una storia che profuma di verità.
Una storia di due persone che si incontrano nel momento in cui non lo stavano cercando, che si attraggono prima con la testa, poi con il cuore, e infine con quel calore che non ha bisogno di fuochi d'artificio.

Una di quelle letture che chiudi con un sorriso e con la sensazione che, sotto l’albero, a volte le scintille arrivano da dove meno te le aspetti.

A presto






06 marzo 2025

Recensione :- Italians do it better - di Angelica Romanin

 




Titolo: Italians do it better

Autore: Angelica Romanin

Editore: self publishing

Genere: Commedia romantica - 
Chick-lit

Trope: age gap, forbidden, opposite attract, fake identity

Prezzo ebook: €2,99

Prezzo cartaceo: ancora da quantificare

Pagine: 285

Autoconclusivo

"Perdonatemi padre perché ho peccato". Sono queste le prime parole che Camille rivolge a don Raffaele nell'ombra di un piccolo confessionale di campagna.
Sembrerebbe l'inizio di un rituale ordinario e del tutto prevedibile, peccato che, in questa storia, di normale non ci sia proprio nulla.

Tanto per cominciare, Camille è una giovane novizia con la brutta abitudine di lasciarsi distrarre da bicipiti ben sviluppati e addominali scolpiti: una debolezza del tutto inappropriata per un'aspirante suora. Raffaele, poi, non è affatto un prete, e la chiesa... beh, quella è semplicemente il set di un film. Un film a luci rosse, per la precisione, di cui Raffaele è l'attore principale. Esatto: un attore hard con tutti gli… attributi.

Ma Camille non lo sa, e quando vede quella bella chiesetta, illuminata dal sole di giugno, pensa che sia il perfetto rifugio per scrollarsi di dosso l'ennesimo, fastidioso pensiero impuro. Non immagina affatto che in quel confessionale sieda un tizio che tutto ha in mente fuorché dispensare preghiere e caste assoluzioni. E nemmeno immagina che le sue timide confessioni abbiano il potere di risvegliare in Raffaele istinti sacrileghi del tutto inopportuni.

E se questo fosse solo l’inizio?
Tra maliziosi equivoci e una pericolosa attrazione che cresce di giorno in giorno, la vera domanda è: chi farà cadere in tentazione chi?


Ritorno ad Angelica Romanin, alle risate garantite, all’attimo di respiro dopo una giornata dura.

Tuttavia, questa volta, almeno io, non l’ho trovato solo una commedia romantica.

Una serie di equivoci porterà una giovane e ingenua novizia - Camille - a scambiare un attore hard, Raffaele, per un prete.

Lui che porta il nome di quell'arcangelo che cura i mali fisici e spirituali, ma forse la cura non va a senso unico, forse è lo scambio reciproco di quella luce che fa chiarezza in mezzo alle ombre.

Non dico altro per non incorrere nello spoiler e perché dalla trama non si evince tutto ciò che Angelica ci ha messo dentro.

Si va oltre le risate signore, che sono comunque state tante, ma si tocca quella parte profonda di una ragazza che non hai mai avuto quell’amore che, teoricamente, dovrebbe essere un diritto.

La sua solitudine, il senso del dovere, quel non voler deludere per forza chi ci mette al mondo, la caricano di un peso che la porta verso un'unica strada: Dio.

Diciamocelo chiaramente è a lui che rivolgiamo gli occhi nei momenti di disperazione, chiediamo aiuto quando il resto del mondo è sordo.

Ma, come diceva il detto, le vie del Signore sono infinite ed è così che, quando lui vuole, fa scontrare due mondi che possono risultare come il diavolo e l’acqua santa.

Mi sono divertita è tanto, soprattutto con i pensieri di Raffaelle, con le sue elucubrazioni mentali.

Il senso di protezione verso quella bambolina che,

smarrita, cerca la sua strada è stato di una tenerezza palpabile, così come quel suo strano modo di chiedere scusa.

Il rispetto dell’altro si vede soprattutto quando è accompagnato dal silenzio, quando per amore si lascia libertà.

Un romanzo che si legge un niente, che porta a un sorriso, ma anche alla commozione quando la leggera suspense che lo accompagna si scioglie.

Mi complimento con Angelica, per la capacità che ha di regalare sorrisi, ma anche per la particolarità di celare nella sua scrittura messaggi importanti.

A presto

 







02 luglio 2024

RECENSIONE: - "Giochiamo al dottore?" - di Angelica Romanin

 




Titolo: Giochiamo al dottore?
Autore: Angelica Romanin
Editore: Independently published
Genere: Commedia romantica
Trope: Hate to love - Forced proximity
eBook Prezzo di lancio: € 0,99 poi € 2,99
Cartaceo prezzo: 12,99
Pagine 313
Data pubblicazione: 06/05/2024
Autoconclusivo
La vita di Olivia si riassume in due parole: Ansia & Spritz, il profilo Instagram che gestisce con la sua coinquilina. 
Trentenne newyorkese con evidenti problemi di socializzazione, Olivia si dibatte tra la sua feroce ipocondria e la farmacia in cui lavora. 
Tra uno Xanax e un mojito, sembra filare tutto liscio, almeno fino a quando non compare lui: sorriso spavaldo e sguardo da canaglia. Il suo nuovo vicino di casa è un metro e novanta di arroganza e testosterone; casa sua è un via vai di femmine, via una sotto un’altra, ma ciò che davvero fa imbestialire Olivia è quella sua totale mancanza di rispetto per le più basilari norme igieniche. Quel tizio tiene in appartamento una gallina, ci rendiamo conto? 
Fanatico praticante di sport estremi, Christopher si guadagna da vivere facendo l’influencer. Impulsivo e sprezzante del pericolo, affronta la vita di petto, prendendosi tutto ciò che vuole senza pensare alle conseguenze. E quella vicina nevrotica, che non perde occasione per lamentarsi di ogni cosa, è per lui una vera spina nel fianco. 
Tra riunioni condominiali all’ultimo sangue e velenose battute sui social, è chiaro che i due non hanno nulla in comune, se non una forte antipatia reciproca. 
Eppure, complice un battibecco su Instagram che diventa virale, si ritrovano imbarcati per un viaggio in Alaska. Premio finale: 500.000 dollari. Per contratto dovranno imparare a cooperare, loro due, soli, nella natura selvaggia. 
Cosa potrà mai andare storto?

Prima di iniziare questa recensione mi sento di darvi un consiglio: Non leggete il suddetto romanzo con qualsiasi forma di liquido o solido nella vostra bocca. Rischiate il soffocamento.
Ebbene sì, anime belle, mi sono trovata a sputare l'acqua che stavo bevendo e, la protagonista di questo romanzo, la cara Olivia avrebbe iniziato a sterilizzare anche l’aria, indossando guanti e mascherina.
Angelica Romanin ritorna in una veste nuova rispetto al precedente romanzo e, credetemi, vale la pena leggere Giochiamo al dottore?
Ma da dove inizio… Ah sì ecco:

C'era una volta,  una gallina che si credeva un gallo, che di continuo disturbava il sonno della Principessa riccio che, con tanta grazia, ha pensato bene di lasciare un biglietto al proprietario, un tale principe Orso, dell'innocuo volatile.

Galeotto fu quel foglietto passato sotto la porta, perché inconsapevolmente la dolce principessa ha dato il via a una guerra a colpi di… tutto.
Ma non finisce qui.

 Il nostro principe (che ha il cognome di noto serial killer), è talmente conosciuto che ha deciso si scatenare i suoi cari sudditi (o follower) contro la principessa.

Lei orgogliosa, anche se ipocondriaca, non manca di una lingua affilata come una spada e allora, inizino le danze a colpi di botta e risposta sui social.
Risultato: il divertimento assicurato.
Fra viaggi in terre non proprio ospitali ma bellissime, gatti che si credono sindaci, falsi malanni, sbronze da Xanax e baci rubati, il principe e la principessa vi trascineranno in una storia che la sottoscritta ha letto in una notte, con grande disappunto del povero consorte che è stato disturbato nel sonno.

Ma ogni favola ha la sua morale e sta noi lettori carpirla fra le risate che i due protagonisti scateneranno.
I limiti, molte volte, sono imposti solo dalla nostra testa.

Niente ci vieta di essere come l'altro, sta tutto lì, in quei neuroni che ci bloccano, che impongono: tu non ce la puoi fare.

La vita è strana perché poi basta un input per mettere da parte tutto.
Esattamente com'è successo alla signorina Murphy e al signor Bundy, uno l'opposto dell'altra.

 Il giorno e la notte, gli antipodi che insieme collidono, fanno scintille, ma che creano equilibrio, perché alla fine i poli opposti si attraggono e uno compensa l'altro.
Angelica è stata spettacolare in questo romanzo che consiglio.

Un libro ha la capacità di farti staccare il cervello che impone quegli stupidi limiti, che si arrovella in pensieri e problemi che vediamo insormontabili.

Per esperienza ho imparato a sorridere anche nei momenti più bui, e lì ho trovato l’illuminazione: la vita, spesso e volentieri, siamo noi a complicarcela quando, magari, abbiamo la soluzione ai nostri problemi a un palmo dal naso. Ci serve una spinta, come lo è stato Christopher per Olivia o il contrario.

Perché il riccio punge solo per difendersi, e l'orso attacca l'uomo per marcare il territorio, ma sé lasciati liberi diventano innocui.

La libertà è una cosa che non riguarda solo le azioni, ma anche e soprattutto i pensieri.

Le convenzioni, i pregiudizi, le abbattiamo solo se vogliamo.
Chris e Livy ci insegnano ad assaporare la vita sotto diversi punti di vista, in uno scambio di battute che diviene una partita di Ping-pong che ti diverte e affascina insieme.

Un libro di cui senti la mancanza dei suoi protagonisti una volta chiuso e ridi ancora per un po', anche quando arrivi alla parola epilogo, ripensando a quante ne hanno combinate a come ti hanno tenuto compagnia.

Un romanzo è un amico e, non volendo, diventa quella chiave per aprire una porta che ti allontana da tutto e tutti.

Tu sei lì con loro, poi se vuoi impersonare un animale, uno sciamano o l’amica che si ingozza sul divano, be' sta sempre a noi la scelta.
Complimenti Angelica, il grazie è d'obbligo per avermi regalato la spensieratezza che, tante volte, si cerca dopo una brutta giornata.

A presto





28 novembre 2023

Recensione:- Déjà-vu: Una im-perfetta storia d’amore - di Angelica Romanin

 



Titolo: Déjà-vu: Una im-perfetta storia d’amore 

Autore: Angelica Romanin 

Genere: Contemporary romance (Trope: hate to love, second chance)

Editore: Self Publishing

Data pubblicazione: 21 ottobre 2023

Autoconclusivo 

Numero pagine: 252 circa

Formato: Ebook € 0,99 – Cartaceo: Copertina flessibile € 12,00

Elysia è nata a Itaca, in una notte di tempesta. Ama il profumo della pioggia, guardare le stelle, e sogna il grande amore. Quell’amore che dicono esista solo nelle favole, ma al quale si ostina a credere perché, dopotutto, ha solo quindici anni e tutta una vita davanti per dimostrare che si sbagliano.

Malik, vent’anni, non sa se l’amore esiste; per capirlo deve prima ritrovare se stesso.
Per questo è partito per Itaca, per stare solo, riflettere e decidere che fare della propria vita.
Non aveva calcolato di incontrare sulla sua strada una sfacciata adolescente in vena di romanticherie. Così come non immaginava che quel bacio, dato più che altro per togliersela di torno, l’avrebbe legato profondamente a lei.
“Ritornerai da me, mio Ulisse?” Una stupida domanda fatta da un’ingenua ragazzina. Eppure, l’anno seguente eccolo di nuovo là, su quella spiaggia a sperare d’incontrarla.

Sembra l’inizio di una bella favola, ma sarà davvero così?
Purtroppo non spetta a loro l’ultima parola: sulla grande scacchiera dell’universo è il destino che muove le pedine. E proprio come in una lunga partita a scacchi, le vite di Malik e Elysia si divideranno, per incrociarsi, di nuovo, dopo quattordici anni. Ma che accade quando scopri che il tuo amore più grande è diventato anche il tuo peggior nemico?


Certi amori tornano solo per ferire.

Certi amori sono impossibili da dimenticare.

Certi amori sono destinati a compiersi, nonostante tutto.

 Credo che le tre frasi sopra, siano abbastanza esaustive su ciò che può contenere un romanzo che nulla a che vedere con la classica storia d'amore. Se dovessi definire il nuovo libro della Romanin con una parola userei: infinito.

Come quel simbolo che non ha interruzioni, diventa una linea che si unisce in punto dove tutto converge, inizio e fine per poi ripartire in una storia che chiede seconde possibilità.

Non parto mai dall'epilogo in una recensione, ma questo è degno di una nota di merito perchè è su quella parte che si comprende la vera essenza del romanzo.

Elysia, Malik e lo splendido paesaggio di Itaca. Lì dove il mito e la leggenda sono impresse su ogni roccia o granello di sabbia, lì dove Ulisse ha regnato con la sua amata Penelope. Lui che lasciò Itaca, per scoprire il mondo per poi ritornare, affrontando mille e mille ostacoli...

Ulisse e Penelope, un po’ come Elysa e Malike e quel Déjà-vu...

Déjà-vu, quello strano fenomeno psichico che ti dà la sensazione di aver visto un’immagine o vissuto un avvenimento; io lo riconduco a quel senso estremo che possiede ogni essere umano che lo rende per un attimo veggente, o forse è un semplice messaggio che il cuore manda al cervello quando vuole avvisarlo che, chi farà parte della tua vita, sta per arrivare.

Intensa la Romanin in questa storia, magnifica nelle descrizioni di quei sentimenti che oscillano dall'odio all'amore, alla depressione, alla felicità. Un disegno destinato a compiersi, perchè io non credo nel destino ma in quel pezzo di carta che ci viene consegnato alla nascita insieme a una matita e una gomma, atta a cancellare o modificare una linea che può avvicinare o allontanare due persone. La crescita dei due personaggi è stata evidente, da adolescenti le ritroviamo adulti, maturi, con le loro cicatrici e insicurezze che derivano proprio da un amore che sembra mettersi in pausa nel tempo, per poi riprendere velocemente a ogni incontro, che sia dopo cinque, dieci anni. Tutto torna... anche il battito di un cuore che sembra non funzionare più, lontano da lui o da lei...

È la prima volta che leggo qualcosa di questa portata. L' autrice ha dimostrato un ingegno nella creazione della storia che non è da tutti. Ha ripercorso quel mito a cui sono legata profondamente, e che ho celebrato io stessa in un mio romanzo. Il filo rosso che lega due persone oltre il tempo, oltre lo stesso spazio, perchè le anime gemelle sono sempre destinate a incontrarsi e a rincontrarsi, a incastrarsi per formare quell'unico essere da cui derivano, e non importa il tempo che impiegheranno in questa ricerca. Il momento arriverà chiudendo un cerchio che si piega nelle forme dell'infinito. Amo scrivere più recensioni che romanzi, ormai è un dato di fatto, e vorrei davvero che al lettore arrivasse ciò che ha lasciato a me questo libro. Ho dovuto prendere un bel respiro quando ho chiuso il Kindle, mettere in ordine le idee perchè la Romanin nel suo scritto è stata come la tempesta che tanto ama Elysa. Lei è il suo Malike, mi lasciano un sorriso e una lacrima, ma anche la soddisfazione per aver letto qualcosa di unico, per come è strutturato e per la storia che racconta, non ha precedenti. Spero solo che chi lo legga capisca cosa c'è al di là di un amore, che non è lascia e prendi, ma solo un incontrarsi e amarsi in qualsiasi momento.

A presto

 






30 maggio 2023

Recensione:- Fairy Bluebell - di Angelica Romanin

 




Titolo: Fairy Bluebell 

Autore: Angelica Romanin

Serie: Stones & Flowers Collection – vol. 5

Editore: Self Publishing

Genere: Hate to love- Forced proximity -Chick-lit

Autoconclusivo: sì

Data pubblicazione: 15.05. 2023

Lunghezza: 282 pagine

Due gemelli
Uno scambio d'identità
E Candy si ritrova sposata... col fratello sbagliato!
Non il solare e docile Martin, bensì il tenebroso e passionale Matthew.
Non si sopportano ma si attraggono inevitabilmente
Può l'antipatia trasformarsi in amore?



L'uomo che riuscirà a domare Candy Stone deve ancora nascere.
Sommelier tutto pepe dello Stones & Flowers restaurant, Candy evita i maschi alfa come la peste. Ed è per questo che quando Martin White le propone di sposarlo, non ha dubbi: è lui l'uomo perfetto per una donna testarda e volitiva come lei.

Docile e romantico, Martin è l'esatto opposto del fratello gemello Matthew. Se il primo è il cucciolone di Lilli e il Vagabondo, il secondo è, senza ombra di dubbio, il lupo di Cappuccetto Rosso.
E Candy ha poche certezze nella vita, ma una è che non sposerebbe mai e poi mai un lupo! A meno che…

A meno che Martin non restasse bloccato a Las Vegas proprio il giorno delle nozze! In più, in compagnia della sua ex!
Impensabile confessare la verità, Candy non glielo perdonerebbe mai. Molto meglio farsi sostituire dal fratello gemello, dopotutto, da ragazzini, si scambiavano continuamente…

E così all'altare si presenta Matthew. E quando il fratello perde anche il volo successivo, è di nuovo lui a dover trascorrere la luna di miele con Candy.
Guardare ma non toccare: questo è imperativo! Ma è difficile fingersi agnello quando si è un lupo. Tanto più che Candy inizia a sospettare qualcosa
…

Once upon a time...

La inizio così la recensione dell'ultimo romanzo della famiglia Stone, con quella frase che ricorda una favola, che vede come protagonista una fatina dai capelli che portano i riflessi del sole e magnifici occhi verdi…

Attenzione però, perché in questo romanzo niente è come sembra a partire da Candy, sommelier dello Stones & Flowers restaurant, una fanciulla delicata e fragile…all’apparenza. Lei il suo ha il suo bel caratterino e soprattutto odia i maschi alfa, quelli che vogliono il comando, quelli che… io sono Tarzan e tu Jane, ecco perché preferisce i “cuccioli”, quelli tutti carini e coccolosi, ma si sa, non sempre il principe azzurro arriva su un cavallo bianco a maggior ragione se tutto è tranne che azzurro, anzi la parola esatta è scorbutico, cavernicolo, insomma un lupo. E così che la bella fata si ritrova all’altare con quello che all’apparenza è il principe che ha deciso di sposare andando contro tutto e tutti, non sa ancora che, in realtà, lo splendido uomo che arriva incerto e timoroso è il lupo travestito d’agnello. Matthew, povera anima, di certo non poteva immaginare di dover porre rimedio all’ennesimo danno del suo caro gemello Martin. Così simili loro, almeno nelle fattezze fisiche, ma uno è l’opposto dell’altro, due facce della stessa medaglia con la quale Candy si troverà a fare testa o croce. La vera natura di una persona, viene sempre a galla e presto il lupo si rivelerà per quello che è portando la protagonista a pensare che l’uomo che ha deciso di sposare sia affetto da una grave forma di schizofrenia.  In tutto ciò, la bella fatina, ha un esercito

di elfi a proteggerla perché quando la verità verrà a galla e Candy starà per crollare, i fratelli Stone arriveranno in massa a consolare la loro sorellina e magari immaginare una morte lenta e dolorosa per chi ha oscurato il sorriso solare della fata. Un’avventura che ti trascina, in compagnia di Candy e del fratello ehm sbagliato? dall’America all’Italia.

Lì fra le campagne Toscane dove non è strano fare l'incontro con una creatura fatata, lì davanti al pozzo delle fate ad esprimere un desiderio e fare strani riti. Lì dove a fare da contorno ai protagonisti arriva il giullare di corte ( io ho amato Cecco ) e una nonnina che il paese lo fa tremare nonostante l'età, perché lei non è indifesa come quella di Cappuccetto Rosso. La conosciamo meglio nonna Leda in questo volume, e credetemi vi ritroverete a pensare “anche io la voglio una nonna così!” una che usa le scarpe come un arma verso "il cattivo ragazzo".

Più conosco questa famiglia e più la amo, perché ogni loro membro si porta dietro qualcosa che riconosci come tuo (io ho un’intera collezione di fatine!). Che siano debolezze, coraggio o semplicemente voglia di non abbassare mai la testa ti ritrovi in ognuno di loro.

Una famiglia che tu senti sulla pelle per come arriva direttamente al cuore, per quei fratelli che mettono tutto da parte quando uno di loro ha bisogno, per quei valori, che ormai trovi davvero di rado, e tu li assapori tutti come quando siedi al tavolo di un ristorante e gusti l’intero pranzo o cena dall’antipasto alla frutta.  La regola per la famiglia Stone è sempre e solo una.  Quando uno di loro è sul punto di cadere, ci sono le mani forti dei suoi fratelli a sostenerlo, una sensazione questa che ritrovi fra le varie autrici di questa serie, che si sostengono fra di loro esattamente come ogni fratello Stone fa con l’altro.

Un romanzo bello, divertente letto praticamente in una giornata, scritto in prima persona con un PoV non sempre alternato dove ridi tanto fra i pensieri contorti del protagonista e quelli di una fata docile solo all'apparenza. Perché Candy è un uragano, d'altronde la genetica non sbaglia mai eh, vedi le donne della famiglia Stone.

 Una storia d'amore, che diventa un po' un combattimento fra una fata e un lupo, in un’atmosfera inebriante per i profumi dei vini e i loro sapori sapientemente descritti e inevitabilmente ne vieni coinvolta a 360°.

In attesa dell’ultimo fratello Stone, desta curiosità Damian con quel alone di mistero che lo circonda, non posso che dare cinque meritatissime piume a un romanzo che è più simile a una favola con i suoi personaggi, che vuoi per dei funghi  che fanno vedere gli gnomi a chi non ci crede, vuoi perché circondati dal verde delle campagne toscane qualcosa di magico se lo sono portato dietro.

A presto