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20 novembre 2023

Recensione:- CONTROL - di Chiara Cipolla

 





Titolo: CONTROL

Autore: Chiara Cipolla

Serie: Winchester, volume 2, autoconclusivo

Editore: Self Publishing

Pagine: 298

Prezzo ebook: 0.99€ (primi 3 giorni in promo) poi 2.99€ 

Prezzo cartaceo: 10€


Tessa è la più piccola dei fratelli Winchester.

21 anni, estroversa, trandy, una laurea in psicologia e un segreto che nasconde a tutti.

Basterebbe guardarla, soffermarsi un attimo per notarlo, eppure nessuno riesce a leggerle negli occhi il costante bisogno di controllo che la consuma.

Solo Chris la vede.

Chris è uno dei mandriani di suo padre, è affascinante e selvaggio, soprattutto quando gareggia su un toro imbizzarrito, ma sa anche essere gentile come un uomo d'altri tempi.

Tessa e Chris sono senza dubbio molto diversi, come il giorno e la notte, ma chi fra loro è la luce e chi l'oscurità?

Può l'amore vincere le tante differenze?

Ma, soprattutto, è in grado di placare i pensieri, di vincerli o rischierà solo di amplificarli?


Ritorna Chiara Cipolla, è lei la protagonista del secondo volume della serie Winchester e, secondo il mio umile parere, lo fa in una veste tutta nuova. Control è diverso dai precedenti romanzi dell’autrice; siamo abituate a vederla scrivere di “cattivi ragazzi” qui incontriamo lui… Chris.

Chris e il senso della famiglia, l’amore per la terra e per quel lavoro che lo rende non solo un cowboy affascinante… Chris e la sua dolcezza, quel suo vedere oltre una ragazzina all’apparenza viziata, ma che nasconde un mondo dentro. Tessa, la più piccola della famiglia, la snob o almeno così viene additata, quella che non sa decidere del suo futuro, che si crogiola sui soldi di una famiglia che presta ben poca attenzione se non all’apparenza…. Tessa e Chris due mondi agli antipodi, ma che probabilmente si riconoscono proprio per questo. L’uno compensa l’altra…l’uno guarda l’altra e non solo con gli occhi… e poi le paure, pensieri, tormenti descritti così bene che hai l’impressione di sentirteli addosso. Frasi misurate, atte a suscitare emozioni che è difficile trovare in altri scritti, perché quando le mani si muovono sulla tastiera non sempre vengono governate dal cuore. Qui la Cipolla mette tutto, cuore e pancia che lasciano un brivido e gli occhi lucidi, perché tu la vedi quella ragazzina che indossa una maschera atta a nascondere la sua vera anima e, fra tutti, lui la vede…

Un romanzo che tocca diverse tematiche, che non sa di finto, perché Chiara quei valori li ha scritti provandoli. La famiglia, due diverse fazioni, umiltà e ricchezza, semplicità e potere di quello che può creare e distruggere, perché i soldi possono comprare tutto… eccetto la felicità… eccetto l’amore. Pensare a Chris mentre scrivo la recensione, mi porta sempre a sorridere. Lui è quel principe azzurro che tutti vorrebbero incontrare, che non compra l’affetto con i soldi, ma solo con il suo cuore.

Il romanzo procede con PoV alternato, che non è solo un’espressione dei sentimenti dei due ragazzi, ma ci da la possibilità di capire come vivono due persone che sono cresciuti in ambienti completamente differenti. Da un lato una famiglia più che attenta, quella dove una mamma prepara il pranzo domenicale che rievoca inevitabilmente anche i ricordi di chi lo legge. Una famiglia dove un genitore ti capisce alla prima occhiata, dove ti aspetta, magari in vestaglia, finché non rientri. Dall’altra… quasi l’indifferenza, eccetto per quei fratelli che si chiudono attorno a una sorella che ha bisogno, ma non chiede aiuto.

Di proposito non accenno alla trama, così ricca di descrizioni e particolari che lascio scoprire al lettore. 

È stato emozionante leggere Chiara in questo libro dove le parti, all’apparenza, sembrano invertite, ma in realtà nascondono solo l’animo di una ragazza che vive i suoi tormenti, da sola. Se penso a quelle frasi in cui Tessa parla a sé stessa, a quella mente aggrovigliata in qualcosa che non riesce a gestire, ho ancora la pelle d’oca. Tutte siamo in grado di scrivere romanzo, poche lasciano un’impronta così forte da portartela dietro anche a libro chiuso, e ti chiedi: Forse non vado oltre quando guardo qualcuno…. Il senso del libro è questo: mai fermarsi all’apparenza, ma guardare l’essenza di chi ci circonda. Esattamente come ha fatto Chris, andando oltre la maschera, tendendo una mano e regalando un pezzo di cuore…

Complimenti a Chiara, per aver reso Control unico nel suo genere. 

Le cinque piume sono solo un’etichetta per un romanzo che ne vale molto di più.

A presto








04 marzo 2023

Review Party: La resa - Unlovable series. Vol. 3- di Chiara Cipolla

 






Titolo: La resa - Unlovable series. Vol. 3

Autore: Chiara Cipolla

Genere: Spicy romance

Editore: Self

Prezzo ebook: 2.99€

Prezzo cartaceo: 9.99€



Tutto sembra ostacolare la felicità e l’unione fra Olivia e Sebastian, anche loro stessi. Ma dove Olivia sa tirare fuori la tigre che è il lei, Sebastian saprà dimostrare una invincibile forza di volontà.

Quando però le avversità li faranno tremare e li colpiranno alle fondamenta, il loro amore sarà in grado di uscirne illeso?

Lei sarà capace di perdonare? Lui riuscirà a mettere da parte i suoi preconcetti? Insieme sapranno costruire qualcosa di nuovo e di importante?

Questa è la resa dei conti ma anche la resa dei sentimenti.


E siamo arrivate al volume conclusivo della UNLOVABLE SERIES, torna la bella Olivia accompagnata da Mr. Stark che ormai si è evoluto strakgranpezzodignocco e se il primo libro ha visto il punto di vista raccontato da Liv e il secondo è stata esclusiva di Seb nel terzo e ultimo romanzo, il PoV alternato fra i protagonisti lo rende reale, quasi a toccare con mano le vicende dei due che a lasciarvi con il fiato sospeso non ci impiegheranno molto. La loro è sempre stata una guerra, fatta di labbra che si incontrano, di corpi che si uniscono, di caratteri forti. La dolce Liv quando sfodera gli artigli non lascia molta possibilità di replica a Seb che ormai conscio dei propri sentimenti, non prova più a combatterli, ma cerca di capirli, ed è strano per uno come lui ritrovarsi geloso, in apprensione o incantato dalle movenze di una ragazzina che ha abbattuto quei muri di cui si era circondato negli anni. Ma l’amore come la vita non è una strada in discesa. La resa non è solo Liv e Seb, si scoprono tutte quelle carte rimaste coperte nei primi due volumi, e se questi mi avevano affascinato, il terzo mi ha letteralmente conquistato, perché i sentimenti vengono messi a nudo, perché ti trovi a capire finalmente cosa gira nella mente di un uomo come Seb davanti all’amore e il PoV di cui vi parlavo, amplifica tutto ciò rendendo un suono unico quel sentimento che fa battere il cuore dei due. Ho sempre amato i personaggi di Chiara, quell’ironia che puoi avvertire in ogni sua pagina che il romanzo non te lo fa per nulla pesare, ma divorare, perché lei è esattamente come i suoi protagonisti che, anche nelle situazioni più disperate, si trovano a sorridere. Davvero non si può dire di più perché si rischierebbe lo spoiler e non può essere nemmeno contemplata una cosa simile perché si perderebbe la magia con la quale si affronta La resa. In una delle tante interviste Chiara ha detto: “Seb, nasce in un momento di rabbia”, ma quella rabbia lei l’ha convertita in amore, risate, e alla fine, anche se più e più volte vorresti averlo davanti Seb solo per prenderlo a pugni, ti ritrovi ad amarlo e a dire “E ora?”

L’ho detto anche nelle precedenti recensioni, un altro personaggio che mi ha conquistato ed è stato Patrick, il migliore amico di Sebastian, quello che l’avvocato  lo fa in primis con lui, che la verità gliela sbatte in faccia sempre con il sorriso , ma lo fa, e lui come Finn, come le famiglie dei protagonisti completano il quadro che mette la parola fine a questa serie che sta conquistando le lettrici e non solo per lo Spicy che si può trovare fra le sue pagine , un romanzo non è fatto solo di quello, ma soprattutto per il sentimento che si sente in ogni sua parole,  e le cinque piume sono davvero indicative per un libro che ne vale molte, molte di più. Complimenti all’autrice che ha saputo, anche in questo caso, dar vita a un connubio perfetto di amore, suspense e ironia, un mix che vi lascerà con un lungo sospiro, nell’epilogo di questa “rocambolesca storia d’amore”.

 A presto





12 gennaio 2023

Review Party: - La caduta - UNLOVABLE SERIES #2 - di Chiara Cipolla





Titolo: La caduta - UNLOVABLE SERIES #2

 Autore: Chiara Cipolla

 Genere: Spicy Romance

Editore: Self Publishing

 Data di pubblicazione: 9 gennaio 2023

 Autoconclusivo: Si

Serie: Si – Unlovable Series #2

 

 

Olivia è partita per il suo viaggio di lavoro in Europa mentre Sebastian rimane a New York e deve fare i conti con la decisione drastica che ha preso e che sta costando dolore e sofferenza ad entrambi.

Tuttavia, un uomo abituato da sempre ad essere solo e a combattere contro qualsiasi avversità dovrebbe riuscire facilmente a ritrovare il proprio equilibrio.

Un conto però è vivere, uno invece è sopravvivere. E forse solo cadendo in basso, precipitando in un luogo privo di sentimenti è possibile alzare la testa e vedere la luce.

Quando si sperimenta la perfezione, la felicità, l’amore, perché rinunciarvi? Perché non riprendersi ciò che si vuole? Perché non mettersi in gioco e provare a camminare su un sentiero impervio se la promessa finale è lei: la sua donna rara e preziosa?

A questo punto, però, Olivia sarà disposta a fidarsi ancora di chi non sa amare?

*ATTENZIONE*

La UNLOVABLE SERIES si compone di 3 volumi indivisibili:

1. Il ricatto

2. La caduta

3. La resa (in uscita il 27/02)


Se dovessi descrivere con un nome il secondo volume di UNLOVABLE direi subito wisky. Una frase pronunciata da Mr. Starkpezzodifigo mi ha fatto riflettere tanto

“Il whisky va assaporato, non ingurgitato in un colpo solo"

Ecco credo che in questa piccola citazione sia racchiuso l’intero senso de “La caduta”. In commercio se ne trovano tanti di liquidi ambrati, ma quelli preziosi di cui ne viene prodotto un numero limitato sono pochi. Sebastian sta vivendo sulla pelle quella scelta dettata dalla paura, che ha preso, la sua casa è senza anima ora che due occhi zaffiro non lo guardano come se fosse il tesoro più prezioso. Liv è uscita dalla sua vita esattamente come lui aveva chiesto, ma il buco al centro del petto che ha lasciato non si placa e quel senso di libertà a cui anelava non è cosi piacevole come credeva. Rifugiarsi in altre donne a poco serve se a tormentarlo sono i ricordi di quella risata cristallina, il suo viso, il suo corpo o tutto il vuoto che lei si è lasciata dietro. E la rivuole nella sua vita, lui che non ha mai pregato nessuno che ha sempre calcolato tutto perché Stark non sa cosa sia esattamente l’amore, ma lei è ciò che il cuore chiama. Tuttavia, il gran pezzo di figo ha dimenticato forse che Olivia non è un agnellino e niente basta per far riaffiorare la tigre che gli artigli li tira fuori come se niente fosse quando si sente minacciata, e la minaccia arriva proprio da lui che ha distrutto il suo giovane cuore. E allora Sebastian lo fa, torna ad essere la spina nel fianco della bella Olivia e mette da parte quelle paure che lo hanno reso un uomo freddo e cinico agli occhi degli altri, ma non ha quelli di Liv che ha avuto sempre la capacità di leggergli dentro. Tuttavia, il lasso di tempo che li ha visti separati, si porta dietro gli innumerevoli errori che Seb ha compiuto e quando il passato torna la caduta è inevitabile, perché si può essere l’uomo più bello ricco e affascinante dell’universo, ma senza l’amore a evitare la caduta, il fondo lo si tocca e allora non rimane che tentare di raccogliere i pezzi del tuo cuore e di quello che hai distrutto… ma Liv ha imparato che l’unico modo per difendersi da Seb e….

E mi fermo. Lascio a voi il proseguo della lettura di questo romanzo che vede come PoV assoluto quello di Sebastian, e li ti perdi un po' , perché in fondo si è abituati a vedere i sentimenti da entrambi i punti di vista e quando invece leggi un romanzo dove a parlare è esclusivamente un uomo un po' di perdi, soprattutto se il protagonista è uno come Mr. TuttodunpezzoStark. Chiara ha questa dote, da un’anima ai suoi personaggi maschili, lo ha fatto in tutti i romanzi e in questo è ancora più evidente, loro hanno una voce, un volto e quell’ironia che riflette un po' l’autrice. Nulla da dire sul linguaggio scorrevole, ricco di battute che non ti fa imprecare solo verso Sebastian, ma te lo fa amare per il suo sarcasmo e le labbra inevitabilmente te le fa tirare verso l’alto e sul finale poi….  Non sai da che parte schierarti perché in fondo quel visino d’angelo (attenzione però ci fermiamo al visino) alla fine ti entra sottopelle e allora le cinque piume diventano solo un modo per quantificare un libro che vale tanto, troppo di più perché il marchio di Chiara ormai lo riconosci e inevitabilmente inizi ad amare i suoi personaggi ritrovandoti a pensarli come amici. In attesa dell’ultimo volume della serie che preannuncia amore e tempesta rinnovo i complimenti all’autrice e al suo Starkconquistacuori.

A presto










07 novembre 2022

Review Party: - "Il Ricatto – Unlovable Series #1" - di Chiara Cipolla





Titolo: Il Ricatto – Unlovable Series #1 

Autore: Chiara Cipolla

Genere: Spicy Romance

Editore: Self Publishing

Data di pubblicazione: 7 ottobre 2022

Autoconclusivo: Si

Serie: Si – Unlovable Series #1  

Lunghezza:  262 pagine

Formato: Ebook  €


 Olivia Barnes è la giovanissima figlia di un uomo d'affari di New York. Ad una festa in onore del padre incontra l'affascinante Sebastian Stark, bello e pericoloso come la notte.

Fra i due l'attrazione è subito palpabile e un singolo bacio è in grado di incendiare entrambi ma, quando lui capisce che dietro al provocante abito da sera e al carattere tenace di una tigre si nasconde una ragazzina, è costretto a scappare.

Quando si rivedono anni dopo Sebastian è intenzionato a riprendere da dove si era interrotto, lei però è già fidanzata.

Sarà capace Olivia di resistere alle provocazioni di un uomo abituato a ottenere sempre ciò che vuole?

E Sebastian riuscirà nel suo intento di sedurre la donna che brama, quando ciò che offre non è amore?

La UNLOVABLE SERIES si compone di 3 volumi indivisibili:

1. Il ricatto (in uscita il 7/11)

2. La caduta (in uscita il 9/01)

3. La resa (in uscita il 27/02)


“Tu sarai mia, Olivia, con le buone o…

con le cattive.”

 Sebastian Stark il cacciatore, quando punta una preda la mette all’angolo e quell’incontro che ha lasciato la sua fame a metà, perché la sua “vittima “era ancora una minorenne, diventa un tarlo e allora la citazione sopra acquista un significato definito… e il ricatto diventa l’unica strada per averla, ma Olivia non è una bambola da manipolare, la sua forza , la sua personalità mandano in tilt il bel Sebastian che tuttavia all’amore non vuole cedere. Per lui Liv è un trofeo vinto anche se non sportivamente e Olivia odia e ama il suo carnefice e il suo cuore, che ha iniziato a battere per chi l’ha chiusa in una gabbia dorata. Peccato non capire cosa giri nella testa di Stark e allora l’agnello sacrificale diventa tigre e… mi fermo, perché “Il ricatto” non è un libro da leggere su una recensione, ma da divorare passo per passo, pagina per pagina, perché l’autrice è maestra a farti amare e odiare nel contempo i suoi personaggi maschili e su quel Continua… tu chiudi il Kindle e sbuffi perché devi capire quale sarà la prossima mossa da entrambe le parti in una guerra fatta di litigi, di corpi che si uniscono, di parole non dette, con quella amica (che diventi un po' tu che leggi), Zen, che minaccia un uomo, Mr. Starkpezzodifigo, il doppio di lei. Il sorriso non ti abbandona fra le pagine del libro, perché l’ironia è un marchio di fabbrica dell’autrice. Il PoV è esclusivamente quello della protagonista femminile che racconta il suo primo incontro con Sebastian, il suo lavoro, la sua famiglia e quel sentimento che piano a piano mette radici nel cuore di Liv, perché l’amore non chiede mai il permesso.  Un linguaggio pulito dove ogni pagina chiama la successiva, alla ricerca di un cedimento di Sebastian che sembra avvenire, ma tutto rimane in quella bolla che poi scoppia e li eccoti a dirne di tutti i colori. Coinvolgente in ogni sua sfumatura, ti sembra di vedere un film per quanto reali sono i protagonisti. Il Ricatto diventa un altro libro che si annovera fra i miei preferiti e le 5 piume le supera di gran lunga, perché nella vita ci vuole un sorriso e Chiara Cipolla, con i suoi personaggi, riesce sempre a donartene uno (oltre all’insana voglia di strozzare il personaggio maschile)

A presto 



17 giugno 2022

LA RUBRICA DELLE EMOZIONE - INTERVISTA SPECIALE ALLE AUTRICI DELLA "J. H. Medical SERIES"

 



Emozioni imperfette è lieta di presentarvi un’intervista, del tutto diversa rispetto alle precedenti.

Flavia ed Io, ci siamo cimentate in qualcosa al di sopra le righe questa volta. Abbiamo pensato che per una serie che sta avendo una risonanza così alta nel web, ci voglia qualcosa di speciale. Abbiamo pensato che, trattandosi di 5 autrici, non sarebbe stata la stessa cosa mandare un foglio word come tutte le altre volte. Volevamo stupirci e stupirvi e soprattutto volevamo guardare con occhi i volti di chi ultimamente sta facendo battere i cuori di molte lettrici.

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere le 5 autrici del Johns Hopkins Medical series in una video intervista che ci ha concesso, anche se attraverso una telecamera, di sentirci un po' come in passato, quando un giornalista incontrava un’autrice e, credetemi, le sensazioni che ne sono venute fuori sono state molto forti. Guardare negli occhi chi ci ha fatto, e chi ci farà, vivere emozioni che ci hanno coinvolto tanto, è stato meraviglioso. Ho contattato personalmente Giusy, dopo tanto averne parlato con Flavia, indecise su questa nuova avventura. Ricordo ancora le nostre chiacchierate: “Proviamoci” “E se non accettano “ “Oddio che emozione”. E già perché è stata una grande emozione quando Giusy ha risposto: “Ho sentito le socie. Giovedì alle 17 su Facebook”. Come prima di un esame, ci siamo trovate, Io e Flavia, a parlare di preparativi, domande da fare, avevamo un’ansia che non ricordavamo da tempo. Giovedì è arrivato, alle 16 e 20 eravamo entrambe davanti al pc, che ci divideva con le autrici, per paura che qualcosa andasse storto, nel frattempo l’ansia aumentava, la gola si seccava e il battito accelerava. Non siamo esagerate, sfido chiunque a trovarsi davanti alle autrici del momento e non provare una di queste emozioni, mi chiedo come facevano i giornalisti un tempo, o prendevano rilassanti o non avevano emozioni perché credetemi, care amiche lettrici, sembravamo due scolare in attesa dell’esito dell’esame. Alle 16 e 52 Giusy è entrata nella stanza Facebook, appositamente creata per l’intervista. Il tempo di un ultimo messaggio con Flavia e con il cuore in gola ci siamo trovate davanti:

Chiara Cipolla, Giusy Viro, Sarah Rivera, Cara Valli e Raffaella Franceschini che ci sorridevano dall’altra parte emozionate come noi.

Il ghiaccio si è sciolto nell’immediato davanti a cinque donne che ci hanno messo completamente a nostro agio. È stato bellissimo leggere l’emozione nei loro occhi quando parlavano delle loro creature. Dolcissime nelle risposte, coinvolgenti nel raccontare come tutto è nato. Quando si diventa scrittrici per amore lo si vede eccome, traspare tutto dagli occhi, dalle labbra che si increspano ripercorrendo le tappe della nascita dei loro protagonisti, lo sguardo si perde nel tempo e noi ci siamo incantate a guardarle e ad ascoltarle. Le madri dei medici dell’ospedale ormai più conosciuto di Baltimora, hanno risposto alle nostre domande. C’è chi si chiederà perché abbiamo scelto proprio questo momento. Il motivo è semplice: abbiamo deciso di fare questa intervista ora perché siamo quasi all’epilogo di una serie che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, ed è per questo che abbiamo voluto, in qualche modo aumentare, l’ansia delle lettrici che si chiedono già cosa ci riserveranno Gabriel e Maxwell cercando di rispondere a quelle domande che ciascuno di noi si è fatto leggendo dei nostri magnifici medici.

A voi anime belle la nostra intervista con le creatrici del "Johns Hopkins Medical Series".










Com’è nata l’idea della JH Hospital Series? E soprattutto da chi è partita?


È stata Giusy a rispondere a questa prima domanda. Ed è incredibile come cinque menti, lontani chilometri, si siano trovate d’accordo su tutto

Giusy: L’idea è nata da Sarah, una sera. All’inizio si è parlato di un’antologia, di racconti. La mattina ci siamo sentite con Chiara (che Giusy chiama affettuosamente socia) su messenger e ci siamo dette ma se facciamo dei romanzi? La socia ha risposto:

Ma se facciamo anche un Medical? Ci siamo consultate con le altre che hanno dato tutte l’ok. Alla sera era deciso tutto.




Ognuna di voi, ha raccontato le vicende dei nostri cari dottori e ovviamente non ci dimentichiamo del nostro Black. La domanda che vi andiamo a fare è un po’ particolare, oltre al vostro personaggio, che in qualche modo porta qualcosa di voi dentro, con quale altri personaggi della serie vi sentite più affini?


In un muto accordo, e da qui si capisce il legame che unisce fra loro le cinque autrici, da questo momento è sempre stata Chiara a parlare per prima.

Chiara: Diciamo che come genere di scrittura mi sono sentita più affine a Giusy, scrivendo romanzi classici, con grandi sentimenti e emozioni. Essendo le prime due ci siamo sentite molto soprattutto visto il legame di amicizia tra Brad e Noah .

Giusy: Io mi sento affine a tutti i personaggi. Con Noah siamo il Sandra e Raimondo letterari. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Sarah, avendolo messo in un determinato punto della mia storia. Il personaggio a cui mi sono sentita più legate è Maxwell, perché ha seguito Abigail in un determinato percorso della storia, era l’ombra di Abigail, anche Emanuel è stato importante, ma era quello che volevo perché se fai un gruppo devi spingere verso le colleghe che vengono dopo.

Sarah: È stato bello scrivere di tutti, insieme, mi sono sentita tanto con Raffaella, essendo la terza ero un po' il punto di congiunzione. Abbiamo deciso di creare questa bella amicizia fra Maxwell e Emanuel.

Cara: Nessuno, ho inserito di più Noah e Maxwell perché erano già presenti al policlinico. Black ha interagito più con loro.

Raffaella. Per me è stata relativamente facile perché avendoli letti tutte e quattro mi ero già fatta un’idea però dall’altro lato è stata una grossa responsabilità, perché facendo la chiusura con il mio libro devo fare onore a ciò che abbiamo fatto prima. Ho dato il giusto spazio a tutti e quattro i personaggi, li ho inseriti in situazioni precise. Di tutti e quattro ho capito il loro carattere.




Fra i personaggi femminili dei diversi romance della serie in quale vi rivedete di più?


Chiara: Come Maud ho una famiglia abbastanza presente, devo dire che da ragazza avrei voluto fare l’insegnante di matematica. Quindi mi ci rivedo in Maud

Giusy: Io con Abigail non ho molto in comune, è stato uno dei miei personaggi femminile che è stato interamente costruito, perché io quando ho un problema tendo più a cercare un contatto che chiudermi. Mi sento più affine a Maud e anche a Allison.

Sarah: Il mio personaggio ha molti lati di me, volevo renderla realistica anche nelle situazioni che ha vissuto. Empatizzo bene con i personaggi femminili e anche come mamma mi ci sono ritrovata molto.

Cara: Ogni autrice ci mette in pezzo di sé nel suo personaggio, mi sento più affine con Gabriel come carattere, anche per il rapporto che ha con il padre nel quale mi ci sono ritrovata mettendoci un pezzettino di cuore, ma anche Soraya al suo bel carattere perché cerca di contrastare quest’uomo forte. Mi sono divertita tanto a scrivere di questi due.

Raffaella: Anche io come Cara empatizzo con i protagonisti maschili. Maxwell mi ha travolta, la trama è venuta fuori in una notte e mi ha coinvolta tanto. Allison tuttavia è riuscita a conquistarmi anche se è venuta fuori piano piano all’inizio. In lei mi rivedo, soprattutto per la sua professione che è stato sempre il mio sogno nel cassetto, ma anche per il suo carattere cosi solare, ottimista, ma sempre con la voglia di credere nei sogni. Tuttavia mi sono rivista anche nelle altre. Con Maud per via della mia professione, di Abigail mi ha travolto la sua forza e anche perché come me si chiude a riccio molte volte. Di Soraya ho ammirato la sua tenacia e il voler tener testa a Back

E la storia di Lea invece, mi è arrivata nello stomaco per tutto il mix di emozioni che mi ha regalato.




Nella scelta dei personaggi vi siete ispirati a qualcuno?


Chiara: Per la prima volta devo dire che sono andata di fantasia, nessun modello. L’unica cosa che ho pensato quando abbiamo iniziato a parlare di Medical è stato che volevo un medico diverso. Ho voluto fare qualcosa di diverso ed è venuto fuori questo personaggio combattuto con una doppia anima bianca e nera ecco, in questo mi ci sono rivista in Noah, da buon gemelli, è sempre un po' diviso a metà, solo in questo. Per il resto è stato costruito intorno al presta volto quando l'ho trovato e poi mi sono riguardata tutta la serie di E.R e li mi sono ispirata molto.

Giusy: Io invece mi sono ispirata al mio oculista, nella realtà Brad esiste sul serio a Lione dove sono stata operata alla vista quando avevo 1 anno. Per la prima volta ho parlato di me, e io compaio anche nel libro. Sono Marianna, quando Brad la visita Lione quello è il mio caso clinico. Ho voluto dare un messaggio di speranza per chi vive queste situazioni. Se può aiutare chi soffre di vista, chi ha avuto questi problemi, i libri servono anche a questo.

Sarah: La mia è una storia di fantasia, una trama che aveva in mente con lei che era il capo di Emanuel. Una volta trovato il presto volto l’ho costruito intorno.

Cara: I personaggi sono inventati, non sono ispirati a nessuno, ma alcune situazioni sono reali, anche perché devi avere fatti concreti per parlare di determinate cose. Per Gabriel, anche io ho trovato il presto volto prima di iniziare la storia e da li è nato tutto.

Raffaella: Anche la mia storia e i personaggi sono inventati, l’unica cosa è, che il mio sogno nel cassetto era quello di fare la psicologa, quindi quando mi è stata data la possibilità per me il medico doveva essere lo psichiatra. Avendo poi fatto studi di questo tipo mi sentivo preparata. Come Giusy il mio intento è dare un messaggio di speranza, perché le malattie mentali sono un mondo molto a parte, non è una cosa semplice, sono invalidanti, anche gli stessi disturbi d’ansia, che vengono affrontati nel romanzo, riguardano l’anima. È quindi volevo lasciare la speranza a chi vive situazioni del genere.




Stiamo facendo, insieme al vostro medical romance, un tour dell’ospedale più antico di Baltimora. Da dove nasce la scelta di dare, ai vostri protagonisti, una specializzazione specifica in campo medico piuttosto che in un altro?


Chiara: Non lo so, credo che sia stato lui a scegliere me. Non so perché è arrivato, quando scrivi alle volte il personaggio di una storia prende il comando. Non ho un motivo preciso.

Giusy: Per una cosa personale e anche funzionale, perché era un campo che conoscevo, per non imbarcarmi in cose che non conoscevo.

Sarah: Anche per me, mi è venuto in mente cosi. Ho fatto degli studi, ho visto che il JH era al primo posto da 28 anni nella neurochirurgia e quindi c’era questo reparto d'eccellenza con 31 divisioni, sono andata a vederle tutte. Una di queste è specializzata sulla malattia di Chiari, io avevo visto un documentario su una ragazza che era affetta da questa sindrome, la cosa mi aveva colpito tanto. Ho visto che li c’è proprio un dipartimento che si occupa di questa malattia, non so se il documentario mi ha influenzato, ma la storia mi ha colpito tanto, ho chiesto collaborazione a un neurochirurgo e mi ha convalidato ogni pezzo onde evitare di dire sciocchezze.

Cara: Non mi sentivo in grado di scrivere di medicina, ecco perché la scelta del manager anche perché il mondo della medicina è lontana. Non volevo imbarcarmi in qualcosa che non sarei riuscita a gestire. Lavorando sempre negli uffici mi è venuto semplice parlane. Dato che si parlava di un ospedale in America, li si parla di una realtà diversa è un azienda, quindi ci stava bene l’idea di un capo che fosse odiato da tutti allora ho proposto, preferirei fare la storia nell'amministrazione.

Raffaella: Io ho attinto ai manuali a casa che avevo, quando studiavo all’università, e poi ho contattato una psicologa, per capire come funziona una clinica psichiatrica per non evitare errori. Quando ho fatto descrizione di momenti di visite, per esempio, ho dovuto fare attenzione anche ai piccoli dettagli, anche a livello emotivo c’è molto coinvolgimento quindi è difficile mantenere il giusto equilibrio. Trattandosi di tematiche pesanti ho cercato di mantenere la leggerezza del romance.




Il dettaglio nella terminologia medica scientifica è un elemento che ha fatto ancora di più apprezzare i vostri romanzi. So che avete avuto un supporto da professionisti del campo, com’è stato rapportavi con loro?


Chiara: Non ho avuto alcun pediatra. In tutti i romanzi il prima capitolo per me è un trauma, lo scrivo e riscrivo 8 mila volte questo l’ho preso in mano 50 mila volte, ogni riga comprendeva competenze mediche, c’era da conoscere la struttura com’era fatta, c’era da sapere come funziona la scuola in America. Quindi piantine di Baltimora, mappa del JH, le terminologie, le patologie. Ho chiesto aiuto ad un parente che abita li. I primi capitoli sono stati pesanti. Ho chiesto al mio ex medico, che è anche chirurgo e pediatra, per le terminologie tecniche. Mi piacciono i particolari, quando scrivo un romanzo mi piace essere realista, metterli in un ospedale è stato veramente difficile.

Giusy: La difficoltà del Medical è stata nel documentarmi. Comunque descrivere un intervento per intero compreso il pre e post operatorio, non è semplice. I dubbi sono stati tanti, ho avuto paura anche di impressionare qualcuno, non è facile parlare di interventi chirurgici. Il mio professionista è stato bravo, era il mio dottore che parlava non io. Era un suo intervento che era stato fatto a Catania, lui mi ha seguito tanto nella stesura delle parti che comprendevano gli interventi.

Sarah: Mi ha aiutato un neurochirurgo, mi ha supportata, avevo visto dei filmati, ma lui mi ha aiutato molto anche nei particolari. Anche il medico curante mi è stato di supporto quando ho parlato della patologia del figlio di Lea.

Cara: C’è sempre una terminologia, ma per me è stato più facile lavorando sempre negli uffici.

Raffaella: Come dicevo prima oltre ai manuali che avevo a casa mi è stata di supporto una psicologa, è stato necessario anche per una conferma dei termini usati. Tutto questo mi ha aiutato anche a creare alcune sfumature di Maxwell, a strutturare il personaggio, in ambito psicologico e psichiatrico c’è molto coinvolgimento dei medici, mi interessava mantenere l’equilibrio fra l’uomo risoluto e l’aspetto emotivo e la psicologa mi ha supportato onde evitare errori. E poi mi è stata di supporto anche una conferma sui termini.



Riuscite ad anticiparci quali sono i vostri progetti futuri? In un prossimo futuro, possiamo sperare in una nuova collaborazione fra di voi?


Chiara: Ho dovuto fermarmi perché stavo scrivendo una trilogia, ora sto scrivendo il terzo volume, preferisco farli uscire a distanza ravvicinata. Quindi spero ottobre novembre di iniziare a pubblicare il primo. Ho un sogno nel cassetto, scrivere un romanzo storico, la storia ce l’ho già in mente ma devo trovare il coraggio di buttarmi. Per la collaborazione, già in passato ho avuto modo di fare collaborazioni, mi sono divertita molto si imparando tante cose. È una cosa che mi piace molto, mettermi in gioco collaborando con altri. Quindi si, volentieri, dovesse presentarsi l’opportunità, si. Nelle collaborazioni si cresce, si impara tanto una delle altre. È stato un bel cammino fatto di alti e bassi, c’è tanto lavoro, una responsabilità.

Giusy: Tanti progetti. Anche io ho dovuto stoppare alcuni lavori per la serie. Inizio 2023 uscirà Velvet, c’è lo storico che aspetta da 12 anni (la donna di picche), ci sarà uno spin off di Reveal e c’è anche una collaborazione con altre autrici per una nuova serie di cui state vedendo le anteprime in questi giorni. Oltre che la riedizione di un mio primissimo romanzo, i primi di luglio, che pubblicherò con la Blueberry  Edizioni, con contenuti inediti.

Sarah: Stavo rieditando un romanzo quando ho iniziato il Medical, un romanzo già pubblicato, che ho ritirato, uscirà in autunno e ho deciso di fare anche due romanzi, legati a questo, su due personaggi che hanno attirato particolarmente l’attenzione.

Cara: Io devo scrivere l’ultimo volume de “Il tuo nome”, dedicato a Demiyen, probabilmente saranno due. E poi su consiglio di Giusy probabilmente tornerò sul mio primo romanzo parlerò di Steven, la sua storia, ci sono le mie lettrici che premono molto su questi personaggi.

Raffaella: Anche io ho messo da parte un romance che stavo scrivendo, il quarto spin off di quelli precedenti. Lo pubblicherò l’anno prossimo, anche perché la mia uscita è a luglio, poi ci sarà un romanzo di narrativa, una storia vera, sono stata contattata da una ragazza a cui è piaciuto il mio modo di scrivere che ha avuto un’esperienza di affido familiare diurno. Lei mi ha chiesto di scriverlo, ha scritto per cinque anni dei diari dove ha annotato tutto e mi ha affidato una parte della sua vita. È una grande sfida perché nella narrativa cambia anche la scrittura. Infine sto aspettando che scada il contratto con il mio primo romance con la ce, per ripubblicarlo perché penso di non aver avuta giustizia, essendo stato pubblicato solo in ebook.




La JH Medical Series si può davvero dire che è sulla bocca e soprattutto negli occhi di molte lettrici italiane. Come state vivendo la cosa? Mancano due libri al termine della serie sta conquistando tutti. Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi protagonisti?


Chiara: Io ero già inizialmente molto ottimista, anche perché fino ad ora non si era visto un progetto così. La famosa notte in cui Sarah aveva proposto di fare un’antologia, in cui abbiamo aderito noi cinque da una grande cerchia, io nella notte avevo pensato a un romance familiare, poi è venuta fuori l’idea della Medical. Ovviamente, il bacino di lettori è aumentata anche la loro portata perché si sono riunite quelle di tutte noi. Io sono stata ottimista, sempre. 5 storie diverse in qualche modo legate fra di loro, un gran marketing, non avevo dubbi circa il risultato. Non mi aspettavo tuttavia questo successo.

Giusy: Non mi aspettavo un successo simile, nonostante pubblichi da 12 anni mi sono ritrovata in qualcosa di inaspettato e più grande di me, speravo che la storia piacesse, non è tanto per vendere ma per fare capire che la disabilità non ci rende diversi, ma speciali, un arricchimento per ognuno di noi. Una rivincita sulla mia storia, ecco il perché della figura di Marianna. Ero agitatissima, perché soprattutto sulla cecità ancora non ci sono molti studi. Addirittura il Medical ha trascinato gli altri miei libri. È tutto nuovo per me. Sono contenta soprattutto perché ho trovato un gruppo che mi ha sostenuta, le mie colleghe sono state le mie rocce.

Sarah: Sono nuova del campo, sono da due anni in questo mondo e per me è stata un’occasione fantastica, aver avuto la fortuna di partecipare a questo progetto. Essendo il terzo libro il mio era un po' l’anello di congiunzione con gli altri e quindi li l’ansia aumenta perché è una grande responsabilità.

Cara: Come andrà non lo so, spero bene come quello delle altre. Non mi aspettavo tutto questo. Commenti, like,tutto inaspettato, mi sono sentita coccolata. Per ora non mi sento diversa, ancora non ci credo, non ho realizzato, per ora è tutto mio, dal 20 vedremo. Vediamo come andrà. Dopo il 20 vi saprò dire.

Raffaella: Per me questa avventura è stata piena di emozioni, avere una scadenza mi ha fatto accelerare i tempi e sono cresciuta molto anche come scrittura. Ora come ora, ansia, tanta. Ringrazio di cuore le ragazze per avermi dato fiducia e per avermi fatto vivere tutto questo. Approfitto di questa intervista per ringraziare le mie colleghe di cuore, credo molto nell’unione delle donne e questo è stata una conferma. Sto vivendo con molta ansia l’uscita del mio libro, avendo comunque 4 colossi davanti a me, ma anche con tantissime emozioni positive soprattutto per il rapporto con le ragazze. In merito a Maxwell, lui è tante cose, con Emanuel è più intimo, si fa vedere in modo diverso. Con gli altri è più riservato ha un rapporto più professionale, per certi versi mi ricorda Gabriel perché è severo e autoritario, ma ha anche dei lati nascosti. Con Emanuel viene fuori un Maxwell diverso, toglie la maschera solo con chi dice lui.




Se dovesse descrivere con un aggettivo il vostro personaggio quale sarebbe?

Chiara: Riassumere tutto in una parola è difficile: posso dire solitario. Non capito dalla famiglia dagli amici, capito un po' da Brad perché hanno convissuto in una struttura di cui non abbiamo parlato che li ha fatti rinascere. Si direi solitario, perché quando è solo riesce a essere sé stesso.

Giusy: Tormentato, come lo avete definito voi blogger si fa carico di sensi di colpe e di responsabilità che non sono sue.

Sarah: La prima cosa che è trapelata dalla figura di Emanuel è stata l’ambizione questo ha sviato un po' la cosa in realtà, si rivela dolce. Si direi dolce.

Cara: Gabriel in una parola sola pretenzioso.

Raffaella: Maxwell è complesso perché è tante cose, lo porta ad assumere tante maschere ha diverse sfumature. Quindi lo riassumo con questo aggettivo: complesso.




Bene, siamo giunti al termine di questa intervista che richiama un po’ i vecchi tempi, quando si incontrava l’autrice di persona. Noi l’abbiamo fatto tramite uno schermo e vi siamo veramente grate. Questa idea è nata soprattutto perché ci tenevamo a farla come gruppo, perché ognuna di voi avesse ugual spazio rispetto all’altra. Una delle cose che abbiamo apprezzato e il supporto e il rispetto che vi accomuna una con le atre. Un’ultima domanda e vi lasciamo libere. Cosa volete dire alle vostre lettrici?

Chiara: Grazie perché non mi aspettavo tanto successo, sono contenta che sia piaciuta l’idea. Mi piacerebbe che le lettrici capissero che è stato piacevole e bello collaborare con altre colleghe,  mettersi in gioco tra di noi, perché siamo unite nello scrivere storie che fanno bene a chi le legge. Una bella esperienza.

Giusy: Grazie perché non mi aspettavo nulla di tutto questo, alle mie lettrici che mi seguono sempre, per quello che mi stanno regalando. Ringrazio il gruppo che mi hanno supportato che mi hanno coccolato quando ne avevo bisogno, non sono colleghe, ma amiche per tutto quello che mi hanno dato, grazie perché mi hanno fatto crescere anche come persona.

Sarah: Un grazie sentito per tutto, dalle lettrici, alle mie colleghe, mi sono sentita coccolata. Per i messaggi delle lettrici, per tutto. Speriamo di trasmettere tante emozioni, di regalare un momento bello.

Cara: Io dico solo, spero di non deludervi.

Raffaella: Anche io come Cara spero di non deludere. L’ansia è tanta. Quando scriviamo facciamo il mestiere dove siamo più soli in assoluto, ma nello stesso tempo questo arriva a più persone. L’obbiettivo di tutte noi è arrivare al lettore soprattutto a livello emotivo. Ringrazio davvero tutte le lettrici e le mie colleghe. Con questa esperienza sono aumentate le mie lettrici grazie anche alle mie colleghe, se questo mi rende felice mi mette anche molta ansia, perché spero di non deluderle. Spero di arrivare a tutti.




È terminata cosi l’intervista con quelle che non sono solo 5 autrici, ma soprattutto 5 grandi donne di un’umiltà unica da cui prendere solo esempio. È stato bellissimo sapere che, il loro primo pensiero è di arrivare al cuore dei propri lettori, condividendo, come nel caso di Giusy, un po' della propria vita. 5 donne, ognuna con un proprio carattere, con un modo di vedere le cose, ma che si sono unite e hanno creato qualcosa che tutte voi state apprezzando. Da prendere come esempio, perché quando lo si vuole la collaborazione fra donne può esistere.

Ringraziamo di cuore Chiara, la cui simpatia unica ci ha dato un piccolo sprazzo del suo Noah.

A Giusy, dal profondo grazie. È stata l’Autrice che di più ha toccato le corde del nostro animo, il motivo, nobile, che l’ha spinta a parlare del suo passato per essere di conforto a chi vive questo stato di cose, è un motivo più che valido per apprezzarla oltre che come scrittrice anche come persona.

Grazie a Sarah, fiera e fine, esattamente come la sua Lea. Con un sorriso bello e contagioso. È impressionante come leggendo un libro ritrovi, tratti dei personaggi descritti nel tuo interlocutore.

All’emozione che traspariva dagli occhi di Cara, grazie anche per quella. Da qui capisci come un’autrice possa tenere a ciò che crea. La sua umiltà, ci ha colpite. 

E infine a Raffaella, bella e dolcissima, emozionatissima per il suo Maxwell e generosa nel voler aiutare chi vive le situazioni di cui parlerà nell’ultimo libro che concluderà la serie.

Di cuore grazie a tutte voi che ci avete regalato qualcosa in più, qualcosa con cui arricchire il nostro bagaglio. Ecco cos’è un gruppo, non dare solo come singolo ma pensare anche per le colleghe che vengono dopo.

"I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami"

In questo gruppo i ponti che collegano le autrici che vengono da tutte le parti d’Italia è ben visibile, cosi come lo è il legame saldo che le ha unite le una alle altre.

A presto Flavia e Nicky