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24 ottobre 2023

Recensione:- DOMAIN - di Giusy Viro

 





TITOLO: Domain

AUTRICE : Giusy Viro

EDITORE: Self Publishing

GENERE: BILIONAIRE ROMANCE/ SUSPENSE ROMANCE ( AUTOCONCLUSIVO)

PREZZO: ebook € 2,99

NUMERO PAGINE: 289 circa

RELEASE: 23 ottobre 2023


James e Maggie.
Due mondi opposti.
Affascinate e cinico affarista senza scrupoli, lui.  Limpida sincera e schietta, lei.
Entrambi si ritroveranno a dover accettare una convivenza forzata. La poltrona presidenziale della propria azienda, lui.
Salvare il ranch di famiglia, lei.
Ma sarà solo un accordo di interessi?
E se la passione dovesse scoppiare all'improvviso, cogliendoli impreparati?
E se una serie di misteriosi eventi dovesse mettere a rischio la vita di uno dei due, gettando l'ombra del dubbio?
Tra intrighi, passione, giochi di potere e lusso sfrenato, pagina dopo pagina arriveremo alla resa dei conti e a una verità sconvolgente.
Amore o odio?
Perdono o vendetta?

Primo volume della serie Winchester. Iniziamo a conoscere quei protagonisti, che abbiamo solo intravisto nel prologo uscito mesi addietro. 

Giusy Viro fa da madrina alla partenza di questa nuova avventura e ci presenta il maggiore della famiglia, James. 

James con i suoi occhi limpidi, con il suo cinismo, con quell’arroganza che contraddistingue chi si vuole sentire padrone del mondo. James è una scelta. Una moglie o la presidenza della Winchester . E sarebbe facile per uno che le donne le usa solo per bisogni fisiologici, semplice per chi ha il suo nome, la sua faccia, ma fra tutte sceglie lei… Maggie O’Nell. Una donna così distante dal mondo di apparenze a cui James è abituato. Genuina, come la terra che cura, perché Maggie non ha paura di sporcarsi le mani, di curare ciò che non sempre da frutti ed è per quella terra che accetta un contratto, la firma su un pezzo di carta che cambierà la sua vita. Baci rubati, corpi che si sfiorano, si fondono, mani che si intrecciano e quel sentimento, che non era previsto, inizia a sbocciare; come una pianta che annaffi giorno dopo giorno, che curi perché da essa potrà fiorire una rosa o potrà… appassire… i dubbi, la mancanza di fiducia, il rancore, quelle parole non dette che alimentano una tempesta che tutto travolge… che tutto distrugge. A fare da contorno a questa storia, iniziata come un matrimonio di convenienza, quella suspence che rimette in discussione tutto. Quegli incidenti che sono atti a colpire non solo la persona, ma anche il cuore di chi li vive. Un romanzo dove il potere si mischia all’amore, dove il dovere si confonde con un sentimento che non si vuole accettare. L’amore rende deboli, dice qualcuno, ma diventa la cura a un animo arido che pensa solo a accrescere le sue ricchezze, perché i soldi non sono la felicità. Il cuore non si compra, lo si dona, con il dubbio e la paura che, chi lo riceve, lo possa accartocciare, come si fa con un pezzo di carta. Il doppio PoV scandisce il tempo di quel rapporto, nato per mettere una toppa a due situazioni diverse. I sentimenti dell’uno e dell’altra si confondono su note di canzoni che portano a ricordi lontani, perché quando si perde tutto sono i ricordi a tenerci vivi… fino all’epilogo… fino a quella musica suonata dalle mani che si ritrovano con niente, quando potrebbero avere tutto. James e Maggie sono l’esempio di quell’amore che, non si può comprare, ma accettare, custodire e curare, nonostante molti dolori distruggano, ma le anime gemelle sono fatte per incastrarsi e quei frammenti possono ricostruirsi, basta guardarsi e respirarsi. Creando dal singolo una coppia. Lo sapete, ormai, non amo basare la recensione su tecnicismi o tutto ciò che non mi compete, amo cogliere l’essenza del romanzo e quell’insegnamento che a molti sfugge. Domain = Dominio letteralmente tradotto… un significato che in questo libro assume diverse sfumature, perché puoi essere padrone del mondo, ma rimani un’anima sola se manca ciò che James e Maggie hanno capito incontrandosi e amandosi.  

A presto 








26 giugno 2023

Review Party:- Revival - L' amore che rinasce - di Giusy Viro




 Titolo: Revival – L'amore che rinasce

Autrice: Giusy Viro

Genere: Office Romance - Contemporary Romance

Tipologia: Autoconclusivo

Uscita: 22 giugno 2023

Prezzo: 2,69 euro

Casa Editrice: Blueberry Edizioni

Pagine: 200 circa


 

Amanda non ha più niente. Lo scandalo montato ad arte ai danni di Edward Spencer le ha quasi distrutto una luminosa carriera come giornalista e l’ha portata a troncare ogni rapporto con Martina, la figlia della sua defunta sorella maggiore. Già! Perché Martina è stata la scelta di Edward. Non le resta, così, che provare a cambiare vita, mettere più distanza possibile da quell'amore che ancora la divora. Amanda sa che è questo ciò che deve fare. L'occasione si presenta quando le viene proposto un incarico in un prestigioso magazine femminile di Johannesburg: una nuova vita, un nuovo lavoro, un ambiente stimolante dove riscoprirà il valore dell'amicizia e... della passione grazie a Samjir Stanford, l'affascinante editore anglo-egiziano che farà di tutto per farla capitolare.

Ma se una collaborazione per una nuova rubrica complicasse ulteriormente le cose? Se uno chef di fama internazionale, bello come un dio greco, sconvolgesse ulteriormente i piani della giovane donna?

Tra Samjir, dall'indubbio fascino, e Mike, con la sua irriverente bellezza, Amanda sceglierà di restare ancorata al ricordo di Edward? Un finale inaspettato, con una scelta difficile, insegnerà ad Amanda il vero significato dell’amore: mettere l’altro davanti ai propri interessi anche quando non si è certi di riuscirci.

A quasi un anno di distanza dall'uscita Foreign Officer: la sua legge, torna Giusy Viro con il secondo romanzo Revival, della True love Series. E non delude la Viro con quella protagonista che è stata odiata un po’ da tutte noi, nel primo volume. Amanda si è lasciata dietro uno scandalo, una vita andata in fumo, un cuore ridotto a brandelli per quello che considerava il grande amore della sua vita. Si rimette in gioco, lontano dalla sua Italia, lì dove può ricrearsi un futuro, concentrandosi su un nuovo lavoro e le figure maschili non sono contemplate, perché lei ha dato tutto per amore arrivando a rimanere sola, giudicata e odiata. Ma si sa il destino si fa beffa di ognuno di noi e anche se la strada cerchi in qualche modo di cambiarla ciò che è scritto non può essere ignorato. E il cuore, quello che Amanda credeva non battesse più, si ritrova diviso fra due uomini diversi come il giorno e la notte, belli come il sole e la luna. Samjir e Mike, due modi di porsi diversi che generano confusione nella mente di una donna che si era ripromessa che non avrebbe più ceduto all'amore, perché l'amore distrugge e i frammenti che si lascia dietro sono difficili da rimettere insieme. Sullo sfondo della bella Johannesburg, fra presente e il passato che ritorna si intrecciano le storie di nuovi e vecchi protagonisti, con una donna che ama nascondersi dietro una maschera che la rende ciò che non è agli occhi degli altri, perché è più facile attaccare che essere attaccati, perché siamo abituati a mostrare ciò che gli altri vogliono, in fondo, e allora si teme sempre che la vera essenza del nostro essere venga solo intravista, per non crollare per non lasciarsi andare. Una storia volta alla ricerca di una seconda possibilità. Amanda forte anche nelle sue insicurezze, un personaggio che alla fine di questo romanzo ti insegna che per amore qualcosa da parte la devi pur mettere. Un triangolo amoroso che ti porta arrivato a un certo punto del romanzo, a non sapere chi tu avresti scelto nella situazione di Amanda, il bel Samjir o Mike che di certo la vita tranquilla alla protagonista non la rende e mi è piaciuto , tanto, anche quell'accenno a ciò che può aspettarci nel terzo libro della serie, ma è stata soprattutto Amanda che, e non lo nascondo, ho odiato nel primo romanzo è rivalutato e amato nel secondo perché la vera forza di qualcuno la si vede nei momenti in cui il mondo crolla, quando ci si ritrova da soli e allora o decidi di farti inghiottire dal dolore o reagisci , rimboccandoti le mani e sollevando il viso e sorridendo a quel futuro che sai per certo di poterti costruire con le tue mani.

A presto 






08 luglio 2022

REVIEW PARTY: - Foreign Officer, la sua legge- di Giusy Viro

 




Titolo: Foreign Officer, la sua legge

Autore: Giusy Viro

Genere: Romance Contemporaneo

Editore: Blueberry Edizioni

Data di pubblicazione: 8 luglio 2022

Autoconclusivo: Si

Lunghezza: 240 pagine circa

Formato: Ebook promo a € 0,99 poi a € 2,69 




Martina De Luca è una ragazza semplice, come tante, col sogno nel cassetto di diventare medico chirurgo. Iscritta all'Università Cattolica di Roma, è orfana di entrambi i genitori fin dalla più tenera età e vive con la nonna e la zia. Soffoca quel vuoto che si porta dentro da una vita con lo studio, immergendovisi completamente, e passando il suo tempo libero con Paola, la sua migliore amica.

Edward Robert Spencer, trentasette anni, è un diplomatico inglese, tornato a Roma dopo ben quindici anni dall'ultima volta. Ha un compito molto delicato da svolgere per conto del Foreign Office britannico ma tornare nella Capitale, per lui, non è semplice. Nonostante il suo fascino, il suo sex appeal, e le tante storielle alle spalle, non è mai riuscito a dimenticare colei che era stata capace di rubargli il cuore. L'unica donna che era riuscito ad amare davvero.

Martina ed Edward non hanno davvero niente in comune: lei una giovane studentessa universitaria, lui un diplomatico in carriera. Eppure, uno scontro fortuito davanti alla Fontana di Trevi fa incrociare i loro sguardi e qualcosa sembra cambiare immediatamente. Perché uno di quei brividi che non si dimenticano, attraversa entrambi. Possibile che ci sia un filo sottile, tessuto abilmente dal destino, che già li unisce? Cosa si nasconde nel passato di Edward? Ma soprattutto, quest'ultimo, sarà capace di chiudere i conti col passato e tornare finalmente ad amare?



Ciao a tutte anime belle, vi parlo oggi del romanzo di Giusy Viro, che ho letteralmente divorato.  Sono rimasta incastrata fra le parole del suo libro sin dalla prima pagina. “Foreign Officer, la sua legge" ha visto la sua luce due anni e mezzo fa, è un restyling che Giusy ha sapientemente affidato alla CE Blueberry Edizioni. Una moderna favola d’amore che vede come protagonista Martina e Edward, un bellissimo diplomatico Inglese. Il fato li ha fatti incontrare o forse meglio dire scontrare, davanti a uno dei monumenti storici più conosciuti al mondo: La fontana di Trevi, fra le cui acque calme, all’ombra di quelle statue che il tempo ha solo reso più magiche, a una semplice monetina si affida un desiderio, un sogno…A quel desiderio sta pensando Martina, a quei ricordi che la vedono come protagonista insieme al suo papà da tempo diventato un angelo e forse, chissà, è proprio lui che mette sul suo cammino lo splendido uomo, simile a un principe, che investe con la sua bici. È mortificata Martina e incantata da quegli occhi grigio- azzurri che la guardano con rimprovero. Edward di suo è inizialmente infastidito da quella ragazza che si prostra in mille scuse, ma non si tira indietro quando si rende conto della sua mano ferita e, senza capire il reale motivo delle sue azioni, se la trascina praticamente dietro, in un albergo di lusso dove risiede con la sua squadra. Lui un diplomatico inglese, si prende cura di quella mano cosi piccola fra le sue e rimane folgorato, incastrato nelle sue iridi, quando lei si toglie gli occhiali. Tuttavia è un uomo di trentasette anni e lei appena una ragazza. Fa per andarsene, ma Martina non vuole che quel piccolo sogno che sta vivendo finisca troppo presto. Un invito, con il pretesto di scusarsi per quanto accaduto, a cui Edward non riesce a dire di no. Una strana cena, che non vede come portate principali piatti prelibati, ma la succulenta porchetta di Ariccia, sullo sfondo della città eterna che in sella a una moto, assume toni magici di notte, illuminata dalle mille luci che la rendono un luogo incantato… ma a fine serata la verità su quella minuta ragazza, che ha già in parte conquistato il bel Edward, si abbatte su di lui come un fulmine a ciel sereno. Eppure non riesce a stare lontano da quei capelli che hanno le sfumature del fuoco, da quegli occhi che lo hanno catapultato in una favola… quella stessa favola che nascosta fra le sue pagine, prevede anche una strega cattiva o almeno questo è quello che racconta un’altra storia che si è persa fra le righe del tempo.

Mi fermo qui, so che molti hanno già letto la prima edizione di questo libro, ma per chi ancora non lo ha fatto, non mi sembra corretto rovinare la sorpresa. Se dovessi paragonare Giusy a una figura del passato sarebbe perfetta nel ruolo di Cantastorie. I suoi libri, vengono narrati con la voce del cuore. Tutto l’amore che Giusy mette nei suoi romance, esplode in una miriade di colori che si abbracciano, si fondono con i sentimenti dei protagonisti. Un romance a cui non manca nulla. Il senso dell’humor, ridevo sola al primo pseudo appuntamento di Edward e Martina, ero lì con loro, a cogliere l’imbarazzo della ragazza davanti alle battute e al ficcanasare di quelli che lei chiama zii. Mi sono emozionata man mano che i sentimenti di Edward crescevano per la sua piccola. Ho viaggiato fra le più belle e romantiche città d’Italia. Passeggiato di notte a Roma, la città eterna. Ho partecipato a una serata di gala fra le calle di Venezia. Ho ammirato le trasparenti acque dell’isola di Capri, dalla Lady Ginevra. Il tutto condito da un linguaggio fluido, senza il minimo errore o refuso. Mi sono innamorata non solo dei personaggi principali, ma anche di quelli secondari. Di Liza, di George, di Paola, di quel gran pezzo di figliolo del fratello di Edward, Andrew. Della strega che non si sa effettivamente se sia tale, fino ad arrivare a quell’angelo inaspettato che mi ha suscitato una grande tenerezza. Il PoV alternato, esteso poi ad alcuni di questi personaggi secondari, ha completato la scena di questo meraviglioso spettacolo… Ecco, il libro di Giusy è stato un gran bello spettacolo e, quando il sipario è calato su quell’ultimo capitolo (che apre uno spiraglio su quello che sarà) e sull’epilogo, non mi è rimasto altro che alzarmi e applaudire per la meravigliosa storia a cui mi sono trovata ad assistere.  Giusy si conferma una grande maestra da prendere come esempio, soprattutto per le nuove leve nel campo dell’editoria. Una di quelle che fa trecento cose, ha mille idee e non si ferma… mai. Le 5 piume sono simboliche per questo romance, per un’autrice come Giusy Viro, che ha la capacità, quando chiudi i suoi libri, di portarti a pensare: “Sai cosa, lo rileggo da capo “

 A presto 

Vi lasciamo il calendario delle altre tappe







17 giugno 2022

LA RUBRICA DELLE EMOZIONE - INTERVISTA SPECIALE ALLE AUTRICI DELLA "J. H. Medical SERIES"

 



Emozioni imperfette è lieta di presentarvi un’intervista, del tutto diversa rispetto alle precedenti.

Flavia ed Io, ci siamo cimentate in qualcosa al di sopra le righe questa volta. Abbiamo pensato che per una serie che sta avendo una risonanza così alta nel web, ci voglia qualcosa di speciale. Abbiamo pensato che, trattandosi di 5 autrici, non sarebbe stata la stessa cosa mandare un foglio word come tutte le altre volte. Volevamo stupirci e stupirvi e soprattutto volevamo guardare con occhi i volti di chi ultimamente sta facendo battere i cuori di molte lettrici.

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere le 5 autrici del Johns Hopkins Medical series in una video intervista che ci ha concesso, anche se attraverso una telecamera, di sentirci un po' come in passato, quando un giornalista incontrava un’autrice e, credetemi, le sensazioni che ne sono venute fuori sono state molto forti. Guardare negli occhi chi ci ha fatto, e chi ci farà, vivere emozioni che ci hanno coinvolto tanto, è stato meraviglioso. Ho contattato personalmente Giusy, dopo tanto averne parlato con Flavia, indecise su questa nuova avventura. Ricordo ancora le nostre chiacchierate: “Proviamoci” “E se non accettano “ “Oddio che emozione”. E già perché è stata una grande emozione quando Giusy ha risposto: “Ho sentito le socie. Giovedì alle 17 su Facebook”. Come prima di un esame, ci siamo trovate, Io e Flavia, a parlare di preparativi, domande da fare, avevamo un’ansia che non ricordavamo da tempo. Giovedì è arrivato, alle 16 e 20 eravamo entrambe davanti al pc, che ci divideva con le autrici, per paura che qualcosa andasse storto, nel frattempo l’ansia aumentava, la gola si seccava e il battito accelerava. Non siamo esagerate, sfido chiunque a trovarsi davanti alle autrici del momento e non provare una di queste emozioni, mi chiedo come facevano i giornalisti un tempo, o prendevano rilassanti o non avevano emozioni perché credetemi, care amiche lettrici, sembravamo due scolare in attesa dell’esito dell’esame. Alle 16 e 52 Giusy è entrata nella stanza Facebook, appositamente creata per l’intervista. Il tempo di un ultimo messaggio con Flavia e con il cuore in gola ci siamo trovate davanti:

Chiara Cipolla, Giusy Viro, Sarah Rivera, Cara Valli e Raffaella Franceschini che ci sorridevano dall’altra parte emozionate come noi.

Il ghiaccio si è sciolto nell’immediato davanti a cinque donne che ci hanno messo completamente a nostro agio. È stato bellissimo leggere l’emozione nei loro occhi quando parlavano delle loro creature. Dolcissime nelle risposte, coinvolgenti nel raccontare come tutto è nato. Quando si diventa scrittrici per amore lo si vede eccome, traspare tutto dagli occhi, dalle labbra che si increspano ripercorrendo le tappe della nascita dei loro protagonisti, lo sguardo si perde nel tempo e noi ci siamo incantate a guardarle e ad ascoltarle. Le madri dei medici dell’ospedale ormai più conosciuto di Baltimora, hanno risposto alle nostre domande. C’è chi si chiederà perché abbiamo scelto proprio questo momento. Il motivo è semplice: abbiamo deciso di fare questa intervista ora perché siamo quasi all’epilogo di una serie che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, ed è per questo che abbiamo voluto, in qualche modo aumentare, l’ansia delle lettrici che si chiedono già cosa ci riserveranno Gabriel e Maxwell cercando di rispondere a quelle domande che ciascuno di noi si è fatto leggendo dei nostri magnifici medici.

A voi anime belle la nostra intervista con le creatrici del "Johns Hopkins Medical Series".










Com’è nata l’idea della JH Hospital Series? E soprattutto da chi è partita?


È stata Giusy a rispondere a questa prima domanda. Ed è incredibile come cinque menti, lontani chilometri, si siano trovate d’accordo su tutto

Giusy: L’idea è nata da Sarah, una sera. All’inizio si è parlato di un’antologia, di racconti. La mattina ci siamo sentite con Chiara (che Giusy chiama affettuosamente socia) su messenger e ci siamo dette ma se facciamo dei romanzi? La socia ha risposto:

Ma se facciamo anche un Medical? Ci siamo consultate con le altre che hanno dato tutte l’ok. Alla sera era deciso tutto.




Ognuna di voi, ha raccontato le vicende dei nostri cari dottori e ovviamente non ci dimentichiamo del nostro Black. La domanda che vi andiamo a fare è un po’ particolare, oltre al vostro personaggio, che in qualche modo porta qualcosa di voi dentro, con quale altri personaggi della serie vi sentite più affini?


In un muto accordo, e da qui si capisce il legame che unisce fra loro le cinque autrici, da questo momento è sempre stata Chiara a parlare per prima.

Chiara: Diciamo che come genere di scrittura mi sono sentita più affine a Giusy, scrivendo romanzi classici, con grandi sentimenti e emozioni. Essendo le prime due ci siamo sentite molto soprattutto visto il legame di amicizia tra Brad e Noah .

Giusy: Io mi sento affine a tutti i personaggi. Con Noah siamo il Sandra e Raimondo letterari. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Sarah, avendolo messo in un determinato punto della mia storia. Il personaggio a cui mi sono sentita più legate è Maxwell, perché ha seguito Abigail in un determinato percorso della storia, era l’ombra di Abigail, anche Emanuel è stato importante, ma era quello che volevo perché se fai un gruppo devi spingere verso le colleghe che vengono dopo.

Sarah: È stato bello scrivere di tutti, insieme, mi sono sentita tanto con Raffaella, essendo la terza ero un po' il punto di congiunzione. Abbiamo deciso di creare questa bella amicizia fra Maxwell e Emanuel.

Cara: Nessuno, ho inserito di più Noah e Maxwell perché erano già presenti al policlinico. Black ha interagito più con loro.

Raffaella. Per me è stata relativamente facile perché avendoli letti tutte e quattro mi ero già fatta un’idea però dall’altro lato è stata una grossa responsabilità, perché facendo la chiusura con il mio libro devo fare onore a ciò che abbiamo fatto prima. Ho dato il giusto spazio a tutti e quattro i personaggi, li ho inseriti in situazioni precise. Di tutti e quattro ho capito il loro carattere.




Fra i personaggi femminili dei diversi romance della serie in quale vi rivedete di più?


Chiara: Come Maud ho una famiglia abbastanza presente, devo dire che da ragazza avrei voluto fare l’insegnante di matematica. Quindi mi ci rivedo in Maud

Giusy: Io con Abigail non ho molto in comune, è stato uno dei miei personaggi femminile che è stato interamente costruito, perché io quando ho un problema tendo più a cercare un contatto che chiudermi. Mi sento più affine a Maud e anche a Allison.

Sarah: Il mio personaggio ha molti lati di me, volevo renderla realistica anche nelle situazioni che ha vissuto. Empatizzo bene con i personaggi femminili e anche come mamma mi ci sono ritrovata molto.

Cara: Ogni autrice ci mette in pezzo di sé nel suo personaggio, mi sento più affine con Gabriel come carattere, anche per il rapporto che ha con il padre nel quale mi ci sono ritrovata mettendoci un pezzettino di cuore, ma anche Soraya al suo bel carattere perché cerca di contrastare quest’uomo forte. Mi sono divertita tanto a scrivere di questi due.

Raffaella: Anche io come Cara empatizzo con i protagonisti maschili. Maxwell mi ha travolta, la trama è venuta fuori in una notte e mi ha coinvolta tanto. Allison tuttavia è riuscita a conquistarmi anche se è venuta fuori piano piano all’inizio. In lei mi rivedo, soprattutto per la sua professione che è stato sempre il mio sogno nel cassetto, ma anche per il suo carattere cosi solare, ottimista, ma sempre con la voglia di credere nei sogni. Tuttavia mi sono rivista anche nelle altre. Con Maud per via della mia professione, di Abigail mi ha travolto la sua forza e anche perché come me si chiude a riccio molte volte. Di Soraya ho ammirato la sua tenacia e il voler tener testa a Back

E la storia di Lea invece, mi è arrivata nello stomaco per tutto il mix di emozioni che mi ha regalato.




Nella scelta dei personaggi vi siete ispirati a qualcuno?


Chiara: Per la prima volta devo dire che sono andata di fantasia, nessun modello. L’unica cosa che ho pensato quando abbiamo iniziato a parlare di Medical è stato che volevo un medico diverso. Ho voluto fare qualcosa di diverso ed è venuto fuori questo personaggio combattuto con una doppia anima bianca e nera ecco, in questo mi ci sono rivista in Noah, da buon gemelli, è sempre un po' diviso a metà, solo in questo. Per il resto è stato costruito intorno al presta volto quando l'ho trovato e poi mi sono riguardata tutta la serie di E.R e li mi sono ispirata molto.

Giusy: Io invece mi sono ispirata al mio oculista, nella realtà Brad esiste sul serio a Lione dove sono stata operata alla vista quando avevo 1 anno. Per la prima volta ho parlato di me, e io compaio anche nel libro. Sono Marianna, quando Brad la visita Lione quello è il mio caso clinico. Ho voluto dare un messaggio di speranza per chi vive queste situazioni. Se può aiutare chi soffre di vista, chi ha avuto questi problemi, i libri servono anche a questo.

Sarah: La mia è una storia di fantasia, una trama che aveva in mente con lei che era il capo di Emanuel. Una volta trovato il presto volto l’ho costruito intorno.

Cara: I personaggi sono inventati, non sono ispirati a nessuno, ma alcune situazioni sono reali, anche perché devi avere fatti concreti per parlare di determinate cose. Per Gabriel, anche io ho trovato il presto volto prima di iniziare la storia e da li è nato tutto.

Raffaella: Anche la mia storia e i personaggi sono inventati, l’unica cosa è, che il mio sogno nel cassetto era quello di fare la psicologa, quindi quando mi è stata data la possibilità per me il medico doveva essere lo psichiatra. Avendo poi fatto studi di questo tipo mi sentivo preparata. Come Giusy il mio intento è dare un messaggio di speranza, perché le malattie mentali sono un mondo molto a parte, non è una cosa semplice, sono invalidanti, anche gli stessi disturbi d’ansia, che vengono affrontati nel romanzo, riguardano l’anima. È quindi volevo lasciare la speranza a chi vive situazioni del genere.




Stiamo facendo, insieme al vostro medical romance, un tour dell’ospedale più antico di Baltimora. Da dove nasce la scelta di dare, ai vostri protagonisti, una specializzazione specifica in campo medico piuttosto che in un altro?


Chiara: Non lo so, credo che sia stato lui a scegliere me. Non so perché è arrivato, quando scrivi alle volte il personaggio di una storia prende il comando. Non ho un motivo preciso.

Giusy: Per una cosa personale e anche funzionale, perché era un campo che conoscevo, per non imbarcarmi in cose che non conoscevo.

Sarah: Anche per me, mi è venuto in mente cosi. Ho fatto degli studi, ho visto che il JH era al primo posto da 28 anni nella neurochirurgia e quindi c’era questo reparto d'eccellenza con 31 divisioni, sono andata a vederle tutte. Una di queste è specializzata sulla malattia di Chiari, io avevo visto un documentario su una ragazza che era affetta da questa sindrome, la cosa mi aveva colpito tanto. Ho visto che li c’è proprio un dipartimento che si occupa di questa malattia, non so se il documentario mi ha influenzato, ma la storia mi ha colpito tanto, ho chiesto collaborazione a un neurochirurgo e mi ha convalidato ogni pezzo onde evitare di dire sciocchezze.

Cara: Non mi sentivo in grado di scrivere di medicina, ecco perché la scelta del manager anche perché il mondo della medicina è lontana. Non volevo imbarcarmi in qualcosa che non sarei riuscita a gestire. Lavorando sempre negli uffici mi è venuto semplice parlane. Dato che si parlava di un ospedale in America, li si parla di una realtà diversa è un azienda, quindi ci stava bene l’idea di un capo che fosse odiato da tutti allora ho proposto, preferirei fare la storia nell'amministrazione.

Raffaella: Io ho attinto ai manuali a casa che avevo, quando studiavo all’università, e poi ho contattato una psicologa, per capire come funziona una clinica psichiatrica per non evitare errori. Quando ho fatto descrizione di momenti di visite, per esempio, ho dovuto fare attenzione anche ai piccoli dettagli, anche a livello emotivo c’è molto coinvolgimento quindi è difficile mantenere il giusto equilibrio. Trattandosi di tematiche pesanti ho cercato di mantenere la leggerezza del romance.




Il dettaglio nella terminologia medica scientifica è un elemento che ha fatto ancora di più apprezzare i vostri romanzi. So che avete avuto un supporto da professionisti del campo, com’è stato rapportavi con loro?


Chiara: Non ho avuto alcun pediatra. In tutti i romanzi il prima capitolo per me è un trauma, lo scrivo e riscrivo 8 mila volte questo l’ho preso in mano 50 mila volte, ogni riga comprendeva competenze mediche, c’era da conoscere la struttura com’era fatta, c’era da sapere come funziona la scuola in America. Quindi piantine di Baltimora, mappa del JH, le terminologie, le patologie. Ho chiesto aiuto ad un parente che abita li. I primi capitoli sono stati pesanti. Ho chiesto al mio ex medico, che è anche chirurgo e pediatra, per le terminologie tecniche. Mi piacciono i particolari, quando scrivo un romanzo mi piace essere realista, metterli in un ospedale è stato veramente difficile.

Giusy: La difficoltà del Medical è stata nel documentarmi. Comunque descrivere un intervento per intero compreso il pre e post operatorio, non è semplice. I dubbi sono stati tanti, ho avuto paura anche di impressionare qualcuno, non è facile parlare di interventi chirurgici. Il mio professionista è stato bravo, era il mio dottore che parlava non io. Era un suo intervento che era stato fatto a Catania, lui mi ha seguito tanto nella stesura delle parti che comprendevano gli interventi.

Sarah: Mi ha aiutato un neurochirurgo, mi ha supportata, avevo visto dei filmati, ma lui mi ha aiutato molto anche nei particolari. Anche il medico curante mi è stato di supporto quando ho parlato della patologia del figlio di Lea.

Cara: C’è sempre una terminologia, ma per me è stato più facile lavorando sempre negli uffici.

Raffaella: Come dicevo prima oltre ai manuali che avevo a casa mi è stata di supporto una psicologa, è stato necessario anche per una conferma dei termini usati. Tutto questo mi ha aiutato anche a creare alcune sfumature di Maxwell, a strutturare il personaggio, in ambito psicologico e psichiatrico c’è molto coinvolgimento dei medici, mi interessava mantenere l’equilibrio fra l’uomo risoluto e l’aspetto emotivo e la psicologa mi ha supportato onde evitare errori. E poi mi è stata di supporto anche una conferma sui termini.



Riuscite ad anticiparci quali sono i vostri progetti futuri? In un prossimo futuro, possiamo sperare in una nuova collaborazione fra di voi?


Chiara: Ho dovuto fermarmi perché stavo scrivendo una trilogia, ora sto scrivendo il terzo volume, preferisco farli uscire a distanza ravvicinata. Quindi spero ottobre novembre di iniziare a pubblicare il primo. Ho un sogno nel cassetto, scrivere un romanzo storico, la storia ce l’ho già in mente ma devo trovare il coraggio di buttarmi. Per la collaborazione, già in passato ho avuto modo di fare collaborazioni, mi sono divertita molto si imparando tante cose. È una cosa che mi piace molto, mettermi in gioco collaborando con altri. Quindi si, volentieri, dovesse presentarsi l’opportunità, si. Nelle collaborazioni si cresce, si impara tanto una delle altre. È stato un bel cammino fatto di alti e bassi, c’è tanto lavoro, una responsabilità.

Giusy: Tanti progetti. Anche io ho dovuto stoppare alcuni lavori per la serie. Inizio 2023 uscirà Velvet, c’è lo storico che aspetta da 12 anni (la donna di picche), ci sarà uno spin off di Reveal e c’è anche una collaborazione con altre autrici per una nuova serie di cui state vedendo le anteprime in questi giorni. Oltre che la riedizione di un mio primissimo romanzo, i primi di luglio, che pubblicherò con la Blueberry  Edizioni, con contenuti inediti.

Sarah: Stavo rieditando un romanzo quando ho iniziato il Medical, un romanzo già pubblicato, che ho ritirato, uscirà in autunno e ho deciso di fare anche due romanzi, legati a questo, su due personaggi che hanno attirato particolarmente l’attenzione.

Cara: Io devo scrivere l’ultimo volume de “Il tuo nome”, dedicato a Demiyen, probabilmente saranno due. E poi su consiglio di Giusy probabilmente tornerò sul mio primo romanzo parlerò di Steven, la sua storia, ci sono le mie lettrici che premono molto su questi personaggi.

Raffaella: Anche io ho messo da parte un romance che stavo scrivendo, il quarto spin off di quelli precedenti. Lo pubblicherò l’anno prossimo, anche perché la mia uscita è a luglio, poi ci sarà un romanzo di narrativa, una storia vera, sono stata contattata da una ragazza a cui è piaciuto il mio modo di scrivere che ha avuto un’esperienza di affido familiare diurno. Lei mi ha chiesto di scriverlo, ha scritto per cinque anni dei diari dove ha annotato tutto e mi ha affidato una parte della sua vita. È una grande sfida perché nella narrativa cambia anche la scrittura. Infine sto aspettando che scada il contratto con il mio primo romance con la ce, per ripubblicarlo perché penso di non aver avuta giustizia, essendo stato pubblicato solo in ebook.




La JH Medical Series si può davvero dire che è sulla bocca e soprattutto negli occhi di molte lettrici italiane. Come state vivendo la cosa? Mancano due libri al termine della serie sta conquistando tutti. Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi protagonisti?


Chiara: Io ero già inizialmente molto ottimista, anche perché fino ad ora non si era visto un progetto così. La famosa notte in cui Sarah aveva proposto di fare un’antologia, in cui abbiamo aderito noi cinque da una grande cerchia, io nella notte avevo pensato a un romance familiare, poi è venuta fuori l’idea della Medical. Ovviamente, il bacino di lettori è aumentata anche la loro portata perché si sono riunite quelle di tutte noi. Io sono stata ottimista, sempre. 5 storie diverse in qualche modo legate fra di loro, un gran marketing, non avevo dubbi circa il risultato. Non mi aspettavo tuttavia questo successo.

Giusy: Non mi aspettavo un successo simile, nonostante pubblichi da 12 anni mi sono ritrovata in qualcosa di inaspettato e più grande di me, speravo che la storia piacesse, non è tanto per vendere ma per fare capire che la disabilità non ci rende diversi, ma speciali, un arricchimento per ognuno di noi. Una rivincita sulla mia storia, ecco il perché della figura di Marianna. Ero agitatissima, perché soprattutto sulla cecità ancora non ci sono molti studi. Addirittura il Medical ha trascinato gli altri miei libri. È tutto nuovo per me. Sono contenta soprattutto perché ho trovato un gruppo che mi ha sostenuta, le mie colleghe sono state le mie rocce.

Sarah: Sono nuova del campo, sono da due anni in questo mondo e per me è stata un’occasione fantastica, aver avuto la fortuna di partecipare a questo progetto. Essendo il terzo libro il mio era un po' l’anello di congiunzione con gli altri e quindi li l’ansia aumenta perché è una grande responsabilità.

Cara: Come andrà non lo so, spero bene come quello delle altre. Non mi aspettavo tutto questo. Commenti, like,tutto inaspettato, mi sono sentita coccolata. Per ora non mi sento diversa, ancora non ci credo, non ho realizzato, per ora è tutto mio, dal 20 vedremo. Vediamo come andrà. Dopo il 20 vi saprò dire.

Raffaella: Per me questa avventura è stata piena di emozioni, avere una scadenza mi ha fatto accelerare i tempi e sono cresciuta molto anche come scrittura. Ora come ora, ansia, tanta. Ringrazio di cuore le ragazze per avermi dato fiducia e per avermi fatto vivere tutto questo. Approfitto di questa intervista per ringraziare le mie colleghe di cuore, credo molto nell’unione delle donne e questo è stata una conferma. Sto vivendo con molta ansia l’uscita del mio libro, avendo comunque 4 colossi davanti a me, ma anche con tantissime emozioni positive soprattutto per il rapporto con le ragazze. In merito a Maxwell, lui è tante cose, con Emanuel è più intimo, si fa vedere in modo diverso. Con gli altri è più riservato ha un rapporto più professionale, per certi versi mi ricorda Gabriel perché è severo e autoritario, ma ha anche dei lati nascosti. Con Emanuel viene fuori un Maxwell diverso, toglie la maschera solo con chi dice lui.




Se dovesse descrivere con un aggettivo il vostro personaggio quale sarebbe?

Chiara: Riassumere tutto in una parola è difficile: posso dire solitario. Non capito dalla famiglia dagli amici, capito un po' da Brad perché hanno convissuto in una struttura di cui non abbiamo parlato che li ha fatti rinascere. Si direi solitario, perché quando è solo riesce a essere sé stesso.

Giusy: Tormentato, come lo avete definito voi blogger si fa carico di sensi di colpe e di responsabilità che non sono sue.

Sarah: La prima cosa che è trapelata dalla figura di Emanuel è stata l’ambizione questo ha sviato un po' la cosa in realtà, si rivela dolce. Si direi dolce.

Cara: Gabriel in una parola sola pretenzioso.

Raffaella: Maxwell è complesso perché è tante cose, lo porta ad assumere tante maschere ha diverse sfumature. Quindi lo riassumo con questo aggettivo: complesso.




Bene, siamo giunti al termine di questa intervista che richiama un po’ i vecchi tempi, quando si incontrava l’autrice di persona. Noi l’abbiamo fatto tramite uno schermo e vi siamo veramente grate. Questa idea è nata soprattutto perché ci tenevamo a farla come gruppo, perché ognuna di voi avesse ugual spazio rispetto all’altra. Una delle cose che abbiamo apprezzato e il supporto e il rispetto che vi accomuna una con le atre. Un’ultima domanda e vi lasciamo libere. Cosa volete dire alle vostre lettrici?

Chiara: Grazie perché non mi aspettavo tanto successo, sono contenta che sia piaciuta l’idea. Mi piacerebbe che le lettrici capissero che è stato piacevole e bello collaborare con altre colleghe,  mettersi in gioco tra di noi, perché siamo unite nello scrivere storie che fanno bene a chi le legge. Una bella esperienza.

Giusy: Grazie perché non mi aspettavo nulla di tutto questo, alle mie lettrici che mi seguono sempre, per quello che mi stanno regalando. Ringrazio il gruppo che mi hanno supportato che mi hanno coccolato quando ne avevo bisogno, non sono colleghe, ma amiche per tutto quello che mi hanno dato, grazie perché mi hanno fatto crescere anche come persona.

Sarah: Un grazie sentito per tutto, dalle lettrici, alle mie colleghe, mi sono sentita coccolata. Per i messaggi delle lettrici, per tutto. Speriamo di trasmettere tante emozioni, di regalare un momento bello.

Cara: Io dico solo, spero di non deludervi.

Raffaella: Anche io come Cara spero di non deludere. L’ansia è tanta. Quando scriviamo facciamo il mestiere dove siamo più soli in assoluto, ma nello stesso tempo questo arriva a più persone. L’obbiettivo di tutte noi è arrivare al lettore soprattutto a livello emotivo. Ringrazio davvero tutte le lettrici e le mie colleghe. Con questa esperienza sono aumentate le mie lettrici grazie anche alle mie colleghe, se questo mi rende felice mi mette anche molta ansia, perché spero di non deluderle. Spero di arrivare a tutti.




È terminata cosi l’intervista con quelle che non sono solo 5 autrici, ma soprattutto 5 grandi donne di un’umiltà unica da cui prendere solo esempio. È stato bellissimo sapere che, il loro primo pensiero è di arrivare al cuore dei propri lettori, condividendo, come nel caso di Giusy, un po' della propria vita. 5 donne, ognuna con un proprio carattere, con un modo di vedere le cose, ma che si sono unite e hanno creato qualcosa che tutte voi state apprezzando. Da prendere come esempio, perché quando lo si vuole la collaborazione fra donne può esistere.

Ringraziamo di cuore Chiara, la cui simpatia unica ci ha dato un piccolo sprazzo del suo Noah.

A Giusy, dal profondo grazie. È stata l’Autrice che di più ha toccato le corde del nostro animo, il motivo, nobile, che l’ha spinta a parlare del suo passato per essere di conforto a chi vive questo stato di cose, è un motivo più che valido per apprezzarla oltre che come scrittrice anche come persona.

Grazie a Sarah, fiera e fine, esattamente come la sua Lea. Con un sorriso bello e contagioso. È impressionante come leggendo un libro ritrovi, tratti dei personaggi descritti nel tuo interlocutore.

All’emozione che traspariva dagli occhi di Cara, grazie anche per quella. Da qui capisci come un’autrice possa tenere a ciò che crea. La sua umiltà, ci ha colpite. 

E infine a Raffaella, bella e dolcissima, emozionatissima per il suo Maxwell e generosa nel voler aiutare chi vive le situazioni di cui parlerà nell’ultimo libro che concluderà la serie.

Di cuore grazie a tutte voi che ci avete regalato qualcosa in più, qualcosa con cui arricchire il nostro bagaglio. Ecco cos’è un gruppo, non dare solo come singolo ma pensare anche per le colleghe che vengono dopo.

"I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami"

In questo gruppo i ponti che collegano le autrici che vengono da tutte le parti d’Italia è ben visibile, cosi come lo è il legame saldo che le ha unite le una alle altre.

A presto Flavia e Nicky