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07 giugno 2024

Review Party:- O.D.I.S - Sfumature di verità: Il tuo nome (Volume 6) - di Cara Valli

 



Titolo: ODIS − Sfumature di verità
Serie: Il tuo nome
Volume: 6°
Autrice: Cara Valli
Genere: Contemporany / suspense romance
TROPE: Second chance - Fake identity - Many points of view - Spicy
Pagine: 240
Prezzo: 1.99 euro ebook – 7,99 euro cartaceo
Kindle Unlimited: SI
Afghanistan 2016
L'arrivo di un ammiraglio e di una squadra di mercenari chiamata Eco Nero cambia la vita di quattro Navy Seals: il capitano Evans e i suoi uomini, indagando su alcune operazioni dubbie, subiscono una rappresaglia inimmaginabile che li costringe a disertare.
Roma, sette anni dopo
Con una nuova identità fondano l’Odis, una società di sicurezza privata, e vivono una nuova esistenza in cui il delicato equilibrio tra mezze verità e amore sincero è sempre in bilico.
Tutto sarà nuovamente stravolto quando l’Eco Nero sbarcherà a Roma, inducendoli ad abbandonare tutto e tutti per affrontarli senza mettere a rischio l’incolumità delle donne di cui sono follemente innamorati.
Fughe precipitose, rapimenti imprevedibili, minacce insostenibili, manipolazioni inaccettabili, menzogne impronunciabili, addii strazianti e momenti passionali si avvicenderanno nelle loro vite come un tifone capace di abbattere qualsiasi barriera, lasciando dietro di sé solo distruzione, ma...

Gran Finale della squadra O.D.I.S.

Torna Cara Valli la regina dell’eros, e lo fa portandosi dietro un romanzo che definirei Sublime.

Il sipario cala su una serie che ha fatto molto parlare di sé; gli attori di questo meraviglioso finale affrontano quel passato che rimane come cicatrice aperta nei loro cuori, cuori che appartengono a donne altrettanti forti.

Le compagne di una vita che ha molti scheletri nell’armadio.

Tutto si rivela, viene alla luce, sette anni di tormenti tornano a galla e lo scossone arriva a stravolgere la realtà di quei giovani che con fatica si sono creati una parvenza di presente.

Williams, Johnson, Brown, Smith e quell’inferno da cui non sono mai realmente usciti, perché la guerra marchia l’anima prima che la pelle, lacera il cuore e offusca la mente che ritorna indietro a quando le loro vite sono cambiate.

Adrenalina e passione mescolate in un connubio perfetto che più di una volta mi ha lasciato con il fiato sospeso, anche se le emozioni più grandi sono arrivate quando quegli stessi uomini si mettono a nudo con le loro donne, e prima della scena spicy c’è l’amore, un sentimento che tu senti, forte intenso per come lo ha descritto Cara.

Cara e la sua eleganza, il saper dosare ogni cosa, carezze, baci e quelle unioni che non sono solo fisiche, ma in primis sono cuore.

Ed è indubbio che la Valli sia imbattibile in questo, nonostante sia un erotico, non c’è traccia, ecco, di forzatura o di qualsiasi tipo di volgarità.

Ne ho letti e ne leggo romanzi, ma non tutti hanno la capacità di trascinarti in quel momento che è la fusione di due persone che soprattutto si amano.

Non è un atto è sentimento, quello che ci descrive Cara.

Lei che è madre di questi ragazzi, pagina dopo pagina, volume dopo volume, li ha curati esattamente come se fossero figli suoi.

Così dovrebbe essere per un’autrice, e tu lo senti quel trasporto, quell’emozione che è stata prima di Cara, mentre scriveva.

Non è facile mettere la parola fine su una serie che ti accompagna negli anni.

Lei lo ha fatto con maestria, in un multi-PoV che ha la voce dei ragazzi che conosciamo e abbiamo amato.

La famiglia non è solo quella che ci viene data alla nascita, ma è fatta anche di quelle persone che la vita, quasi casualmente, ci mette a fianco.

Legami non di sangue, ma che, molte volte, diventano ancora più potenti.

E lì, nelle difficoltà, uno diventa la spalla dell’altro, la forza dell’altro.

Io ho il mio preferito: il caro Maggiore Ferri.  

Forgiato dalla vita, divenuto acciaio per ciò a cui il passato lo ha sottoposto.

Lui e Dem che tenderanno sempre una mano alla squadra, alla famiglia.

Suspence, amore, intrighi e verità svelate mettono un punto alla serie O.D.I.S che merita le cinque piume a pieno, con la speranza che la nostra Cara ci regali presto un altro meraviglioso spettacolo a cui assistere.

A presto 








21 novembre 2023

Recensione:- Il mio principe è un Acquario- di Cara Valli

 




Titolo: Il mio principe è un Acquario

Serie: Zodiac Love Series

Genere: Legal Romance / Contemporany Romance

Pagine: 240

Prezzo: 0,99 euro ebook – 8,00 euro cartaceo

Kindle Unlimited: SI



Geniale, deciso e sempre un passo avanti, questo è l’uomo dell’Acquario.
Fabian
: "Mi è stato affidato il patrocinio di un nuovo caso nel momento sbagliato, con l’ordine di perseguire una truffatrice con le sembianze di un angelo. Dovrei essere in grado di resistere al fascino di quella donna, ma sembra esserci una forza magnetica che cerchi costantemente di condurmi a lei."
Alice: "Mi hanno rubato l’identità e ora sono diventata un bersaglio per la polizia, ma soprattutto sono finita nel mirino di un procuratore intransigente e bellissimo. Un principe del foro che dovrei odiare, ma che mi seduce come se la ragione fosse sopraffatta dalla legge d’attrazione dello zodiaco."
Alice e Fabian s’incontrano per la prima volta in un’aula del tribunale di New York e non riescono a togliersi gli occhi di dosso, ma l’attrazione che provano l’uno per l’altra deve essere ignorata e tenuta sotto controllo, perché la posta in gioco è alta e i due si trovano sui fronti opposti della legge.
Ma sarà davvero così?
Alice è veramente la truffatrice che l’accusano d’essere?
Fabian è realmente l’uomo severo e insensibile che sembra?
Misteri da svelare, colpe da accertare, crimini da giudicare e desideri da soddisfare… tutto questo e molto altro vi aspetta nel terzo volume della Zodiac Love Series.


Non è semplice, leggendo un libro, avvertire in ogni parola, frase o periodo la corrente elettrica che passa fra due personaggi. Difficile sentire l'ansia che precede una battuta, una scaramuccia o un bacio, prima di arrivare a quell'atto che non diventa solo l'unione di due corpi, ma anche di due cuori che iniziano a provare l'uno qualcosa verso l'altra.

Ogni qual volta che leggo Cara Valli capita questo. In ogni pagina dei suoi romanzi, senti quasi lo sfrigolio di due anime che poi collidono. La storia di Fabian e Alice racchiude un piccolo mondo. Vicende che partono da un incontro che diventa scontro fra due persone che sono agli antipodi. Lui il principe del Foro, lei una donna che cerca di ricostruirsi una nuova vita lontana dalle ingiustizie a cui ha dovuto assistere. Scappa per proteggersi e finire in qualcosa di più grosso, che la porta inevitabilmente ad affrontare un altro pericolo, dovuto a un cuore che non obbedisce, a un corpo che viene attirato come una calamita verso di lui...Fabian.

Fabian, l'ennesimo protagonista della Valli così ben riuscito da vederlo se si chiudono gli occhi, nelle movenze eleganti, nello sguardo ferino, in quella apparente freddezza, nel distacco davanti a quelli che lui deve proteggere. Il titolo del romanzo: Il mio principe è un Acquario, mette in risalto un’altra caratteristica che Cara ha saputo ben descrivere e fondere al carattere del personaggio. L'astrologia, che se ben interpretata sa cogliere i pregi e i difetti di un segno zodiacale che, nel caso dell'acquario, non è fra i più semplici con cui trattare. Rigidi, calcolatori, analitici, dominanti, liberi, con quei concetti precostruiti che li ingabbiano all'interno di regole da cui raramente si distaccano. Ma l'acquario e anche colui che non si gira dall'altra parte quando qualcuno chiede il suo aiuto. Questo fa Fabian, nonostante la diffidenza iniziale, nonostante la ragazza che risponde a tono come nessun’altra donna ha fatto. Cara ha donato un’anima ai suoi protagonisti, così palpabile da sentirla. Ho iniziato il libro ed è stata una corsa per finirlo. Scorrevole, senza intoppi di nessun genere, senza dinamiche assurde che rendono la lettura pesante. È stato un susseguirsi di azioni, ben calcolate e strutturate che conduce a quell'epilogo dove le porte si aprono su un nuovo personaggio, su una nuova storia che spero di leggere presto. L’eleganza dell’autrice nelle scene spicy e ormai un marchio di fabbrica, nessuna volgarità fra due corpi che si fondono in uno e, credetemi, amiche lettrici, leggendo molti romanzi do per certo questa cosa. Fabian, come a suo tempo Gabriel, è uno di quei protagonisti che non puoi non amare, certo non facili da sopportare, ma risultano affascinanti, irresistibili tanto dai personaggi femminili dei romanzi, quanto da noi lettrici. In attesa del sequel, le cinque piume sono stra meritatissime per la Valli per un romanzo che consiglio di leggere.

A presto 






25 maggio 2023

Recensione: - Il mio nome: Demiyen - di Cara Valli

 




Titolo: Il MIO nome - Demiyen
Serie: Il tuo nome #5
Genere: Mafia Romance / Contemporary Romance

Pagine: 220
Prezzo: 1.99 euro ebook – 6,99 euro cartaceo
Kindle Unlimited: SI

Demiyen è un ex boss della mafia russa con una vendetta da compiere, un uomo pieno di segreti. Un pericolo da liquidare per la Fratellanza, ma una risorsa da proteggere per la task force che vuole smantellarla.
Il mio nome è Demiyen e sono l’ultimo degli Aristov.
Da quando ho scoperto chi era mio nonno, la mia esistenza ha subito una brusca svolta: da uno dei tanti orfani dell’istituto siberiano in cui sono stato abbandonato, sono diventato un trofeo da ostentare per farsi strada nella malavita e il fatto che non volessi far parte di quel mondo non ha avuto importanza, sono stato costretto a diventare un mostro e ora tutti ne stanno pagando il prezzo, me compreso.
Mi chiamo Layla e da quando Dem è entrato nella mia vita, niente è più lo stesso.
Il mio percorso professionale era chiaro e ben definito, finché non ho iniziato a fare ricerche per un articolo su alcune ragazze scomparse. Quell'inchiesta mi ha messo sulla strada dell’Odis e del loro seducente e pericoloso informatore, mandando in frantumi tutte le mie certezze.

Capitolo conclusivo della serie “Il mio nome”

A fare da protagonista Demiyen, ex boss della mafia russa.

Lui che non ha mai conosciuto l’amore, anche quando era l’età a chiamarlo, anche quando a cercarlo era un bambino che ha dovuto combattere con tutto sé stesso per sopravvivere in un orfanotrofio, dove a comandare era il più forte. Lui è quella nobiltà d’animo, che tende a nascondere, capace di prendersi un pallottola per un amico da difendere. Dem, con i suoi occhi freddi come il ghiaccio eterno della siberia, con quella strafottenza, con i suoi tatuaggi che marchiano la pelle a memoria di ciò che è stato. Da evitare, si potrebbe pensare, ma non per Layla che vede oltre la corazza che lui sapientemente si è costruito addosso.

Una vendetta da compiere, una squadra quella dell’ODIS, con cui convivere, una libertà apparente che alla fine li rende prigionieri di un sentimento difficile da esprimere per uno come Dem, trasparente per Layla, così chiara in quelle emozioni che le attraversano gli occhi. Cara è maestra dello spicy, ed è vero, nelle scene da lei scritte non si scende mai nella volgarità. La passione, l’amore fra due persone così diverse, l’avverti sulla pelle. Il sentimento che li lega si sente in ogni pagina, in ogni parola anche se mascherata dall’indifferenza. Dem l’ho amato, freddo all’apparenza, ma con un mondo nell’anima, di quelle che si portano cicatrici che nemmeno il tempo può cancellare, con un cognome, il suo, ingombrante che lo rende facile bersaglio di chi cerca il potere in cambio della vita di innocenti. La sua personalità è arrivata diritta dove doveva, così come la guerra che ha combattuto Layla contro sé stessa, contro quel cuore che batte a ogni sguardo, a ogni gesto, a ogni parola che suona d’offesa ma nasconde solo la paura che ha un uomo di amare. Un testo pulito, lineare, in POV, che non è solo dei protagonisti, ma anche degli altri membri della squadra che nonostante gli orrori, nonostante l’ironia, sono ormai una famiglia. Cara l’ho letta in passato e la cosa che mi colpisce, di questa autrice, è la flessibilità nel passare da un genere all’altro, padrona di linguaggi che si adattano ai diversi romanzi che ha scritto. Le cinque stelle sono meritatissime per una storia che tratta temi delicati, realtà difficili da comprendere, ma facilmente immaginabili per come sono state descritte dall’autrice.

A presto








30 novembre 2022

Recensione: - " Overseer: Attrazione Proibita"- di Cara Valli





Titolo: Overseer: Attrazione Proibita (Bookchain)

Autrice: Cara Valli

Genere: Erotic Romance - Meta Romance - Suspence Romance

Editore: Pubme - Collana Bookchain

Data pubblicazione: 18 novembre 2022

Autoconclusivo: si

Lunghezza: 223 pagine

Formato: Ebook €0.99

 

Mi chiamo Lucas, e all’apparenza potrei sembrare il classico milionario freddo e intransigente, eppure da quando ho incontrato lei ho perso il controllo delle mie emozioni. Quella rossa mi ha attratto dal momento in cui è entrata nella stanza e, per quanto sia affollata, lei risplende come una fiamma nella notte buia.

Non dovrei lasciare che mi distragga, non ora, non qui…

Sono a questa serata per uno scopo preciso e non posso permettermi disattenzioni di alcun tipo. Ma Dora incarna la tentazione e i miei occhi continuano a indugiare sul suo corpo come se fossi vittima di un incantesimo oscuro, "oscuro" come il luogo in cui ci troviamo.

Sono Dora, una giovane sentinella della Deep, sono al Blanquilla per cercare un fuggitivo e l’incontro con Lucas non era previsto. All'inizio pensavo che l'attrazione per lui fosse un capriccio, dovrei occuparmi dell’indagine, eppure non riesco a togliergli gli occhi di dosso, ma soprattutto non riesco a dimenticare la tempesta di sensazioni scatenata dal tocco della sua pelle sulla mia.

L'incontro giusto al momento sbagliato, un gioco pericoloso, due persone molto diverse, questi sono gli ingredienti di una miscela esplosiva che darà il via a una catena di eventi imprevedibili.

Dora e Lucas sono gli opposti irresistibilmente attratti dal fascino del proibito.

Leggere Cara Valli, in questa nuova veste è stato per me un grande piacere.

Non è facile unire la realtà che noi conosciamo con quella virtuale, ancora troppo lontana dalle nostre menti. Cara ha legato entrambe le cose, aggiungendo suspance, romance e erotismo che non è mai volgare. La Deep, anche se una realtà che sfugge a tutti gli schemi e le morali, rimane un luogo in cui le insidie si nascondono dietro l'angolo. Lucas è lì per un motivo ben preciso, con il suo alter ego che poco si discosta dalla sua vera natura, ed è lì che il suo Avatar incontra una rossa da cui non riesce a distogliere lo sguardo, Dora. Lei sentinella della Deep si ritrova Blanquilla per cercare un fuggitivo... Il destino mette sulla sua strada Lucas che tuttavia inizialmente è irrintracciabile, ma le donne si sa, ne sanno una più del diavolo, e Dora, figlia di un Generale non conosce la parola fallimento...Lo trova e fra loro e passione al primo incontro…

Non serve parlare ancora della trama. Il mondo della Deep è da leggere, perché entrare nel suo meccanico con una sinossi genererebbe solo confusione. Tuttavia, la Valli non è stata solo in gamba ad unire due mondi cosi simili, ma diversi al contempo. I protagonisti, che non sono solo Lucas e Dora, si intrecciano dando vita ai loro pensieri mediante un PoV che coinvolge anche gli altri attori di questo film che va dal romance al suspance. Ho amato tanto Jennifer, collega e amica di Dora. Quel suo essere un po' Wicca, si è sentito tutto, cosi come ho avvertito chiaramente le sensazioni, la tensione, l’ansia, l'urgenza di risolvere una questione, amplificato nella VR. Tutto molto pulito, come il linguaggio, sempre elegante e senza alcuna traccia di refuso. Ho conosciuto Cara con il suo bel Gabriel, che rimane uno dei miei personaggi preferiti di sempre, ma Lucas, con quel suo senso di protezione, con quell'alone di mistero con il suo essere dolce e distante allo stesso tempo mi ha conquistata. Dora poi, è l'emblema della donna che non teme l'ignoto, ma lo affronta a viso aperto. Le 5 piume sono meritatissime per questo nuovo romanzo della Valli, lontano da ciò che ha già scritto, ma sempre e comunque coinvolgente.

A presto

 




30 giugno 2022

REVIEW PARTY: - "REVENGE" - di Cara Valli

 



Titolo: Revenge

Autrice: Cara Valli

Genere: Medical Romance

Data di pubblicazione: 20 giugno 2022

Serie: Johns Hopkins Medical Series #4

Autoconclusivo: Sì

Lunghezza: 218 pagine

Formato: Ebook € 2,99 – Cartaceo € 9.99


Gabriel sa ciò che vuole.

La sua carriera è in ascesa e una proposta de da una grande azienda ne è la conferma, ma lui rifiuterà per andare al Johns Hopkins. Per Gabriel questa è un occasione irrinunciabile, ma perché?

Perché proprio il Johns Hopkins cambierà i suoi piani? Che cosa lo lega all’ospedale più prestigioso d’America?

Soraya è brillante, dinamica e ambiziosa. Vuole arrivare in alto e sa di possedere le capacità, ma a un passo dal realizzare il proprio sogno, arriverà Gabriel Black e spezzerà le sue aspettative di successo. Tra i due ci saranno ostilità, scintille e passione. Gabriel sa chi è Soraya, ma lei ignora chi sia in realtà quell’uomo dal nome angelico ma dal fascino oscuro come il peccato. Che cosa accadrà quando i segreti, gli intrighi e le bugie che intossicano la dirigenza del Johns Hopkins verranno a galla? Gabriel e Soraya saranno sempre gli stessi o il prezzo da pagare li schiaccerà entrambi, allontanandoli per sempre?

 



Ciao a tutte care amiche lettrici,

ed eccoci a recensire il quarto volume della J. H. Medical Series: Revenge. In quante abbiamo atteso con ansia di conoscere il famoso "Gran Bastardo": Gabriel Black? In quante ci siamo chieste cosa ci avrebbe raccontato questo personaggio che, ammettiamolo, ci ha incuriosite dall’inizio? Ho letto Revenge in quattro ore, perché Gabriel è quel personaggio che ha attirato la mia attenzione dal primo volume della serie, da quando il nostro Noah (ormai i personaggi della serie appartengono un po' a tutte noi) con molto garbo lo ha mandato a quel paese. Gabriel Black, angelo sul volto e demone nel cuore. Lui che accetta il ruolo di Direttore Strategico al J.H., nonostante la sua carriera in ascesa, lui che diventa il terrore dei dipendenti. Chi entra nel suo ufficio o ne esce piangendo o in procinto di un infarto. Gabriel Black, l’uomo tutto di un pezzo che ha rimandato la sua corsa al successo per un motivo ben preciso, di certo non per agevolare un grande ospedale che sta attraversando un momento buio. Black ha preso il posto di Soraya Wright.

Soraya, anche chiamata Sissi, di una bellezza disarmante ma con una mente fine quanto quella di chi le ha soffiato il posto perché considerato un gradino in più, grazie alla fama che lo precede. Lei che non abbassa la testa davanti a quello che tutti temono, che non ci mette due volte a mandarlo a quel paese quando le offre il posto di assistente personale, anche se ne rimane incantata, anche se quelle labbra la richiamano come il canto di una sirena.

Fra loro sono scintille, se Black attacca, Soraya risponde, schermaglie che nascondono un’attrazione palpabile fra i due. Lui sa chi è Soraya, ma lei ignora chi sia davvero Black. Dovranno trovarsi a lavorare gomito a gomito per salvare il J.H, da cosa lo lascio scoprire a voi. Il quarto capitolo si copre di una veste nuova, intrighi, misteri e un piccolo giallo fanno da sfondo a un romanzo che ho letteralmente divorato. Gli amici appaiono come nemici e viceversa, in questo libro, e sarà compito dei due scoprire di chi fidarsi e invece di chi tenere alla larga. Non si può resistere a un romanzo dove il protagonista suscita un mix di emozioni non definite e non solo per l’aspetto fisico, ma, soprattutto, per quella parte nascosta che Black riveste con un’armatura che la vita gli ha fatto indossare. Tuttavia se ho amato Black ho adorato Soraya, una donna (passatemi il termine) con gli attributi, i suoi occhi non si abbassano davanti a un rimprovero, c’è il fuoco dentro, disposta a tutto pur di difendere ciò che ha costruito negli anni. Se dovessi descrivere i due direi che sono fuoco, che li consuma, li brucia da dentro e, non solo per la passione descritta ad arte da Cara. Loro vanno oltre a quella solo fisica, sono due fiamme che danzano in un ballo che li porta sempre a scontrarsi. Uno non molla, l’altra non cede.

I personaggi di contorno, poi, arricchiscono il libro che non vi farà annoiare un solo istante. Rincontriamo il nostro caro Noah e li preparatevi, per ogni parola che pronuncerà il pediatra più famoso di Baltimora, sarà un sorriso a far capolino sul vostro viso. Incontreremo Maxwell, anche se di sfuggita, il suo lato carismatico vi farà incantare. Ho avuto la sensazione che Black sia un concentrato dei protagonisti dei libri precedenti mantenendo anche qualcosa di quello successivo. La capacità di Cara nel descrivere ogni singola emozione che attanaglia il cuore dei protagonisti è stata magistrale. Il suo libro è pulito da refusi e errori, tutto rigorosamente in PoV alternato, e credetemi è stato bello e divertente sapere cosa potesse passare in testa all’uomo più odiato e temuto del J.H. L’epilogo poi… mi ha portato a vedere le cose sotto un altro punto di vista, il dolore, l’odio, la vendetta, rendono ciechi quegli uomini che hanno fatto di questi principi il loro stile di vita.  

Complimenti a Cara, per lo splendido lavoro fatto, per aver finalmente sfamato la mia curiosità su un personaggio che per quanto all’apparenza odioso, mi aveva affascinato dall’inizio. Perché non sempre al dolore si reagisce con le lacrime. In attesa dell’ultimo volume della serie, che sto aspettando con altrettanta ansia, non posso che dare 5 piume al Revenge di Cara Valli, è solo perché 5 è il limite concesso. I volumi del Johns Hopkins Medical Series meritano tutti almeno il triplo del giudizio iniziale

A presto




 

 

17 giugno 2022

LA RUBRICA DELLE EMOZIONE - INTERVISTA SPECIALE ALLE AUTRICI DELLA "J. H. Medical SERIES"

 



Emozioni imperfette è lieta di presentarvi un’intervista, del tutto diversa rispetto alle precedenti.

Flavia ed Io, ci siamo cimentate in qualcosa al di sopra le righe questa volta. Abbiamo pensato che per una serie che sta avendo una risonanza così alta nel web, ci voglia qualcosa di speciale. Abbiamo pensato che, trattandosi di 5 autrici, non sarebbe stata la stessa cosa mandare un foglio word come tutte le altre volte. Volevamo stupirci e stupirvi e soprattutto volevamo guardare con occhi i volti di chi ultimamente sta facendo battere i cuori di molte lettrici.

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere le 5 autrici del Johns Hopkins Medical series in una video intervista che ci ha concesso, anche se attraverso una telecamera, di sentirci un po' come in passato, quando un giornalista incontrava un’autrice e, credetemi, le sensazioni che ne sono venute fuori sono state molto forti. Guardare negli occhi chi ci ha fatto, e chi ci farà, vivere emozioni che ci hanno coinvolto tanto, è stato meraviglioso. Ho contattato personalmente Giusy, dopo tanto averne parlato con Flavia, indecise su questa nuova avventura. Ricordo ancora le nostre chiacchierate: “Proviamoci” “E se non accettano “ “Oddio che emozione”. E già perché è stata una grande emozione quando Giusy ha risposto: “Ho sentito le socie. Giovedì alle 17 su Facebook”. Come prima di un esame, ci siamo trovate, Io e Flavia, a parlare di preparativi, domande da fare, avevamo un’ansia che non ricordavamo da tempo. Giovedì è arrivato, alle 16 e 20 eravamo entrambe davanti al pc, che ci divideva con le autrici, per paura che qualcosa andasse storto, nel frattempo l’ansia aumentava, la gola si seccava e il battito accelerava. Non siamo esagerate, sfido chiunque a trovarsi davanti alle autrici del momento e non provare una di queste emozioni, mi chiedo come facevano i giornalisti un tempo, o prendevano rilassanti o non avevano emozioni perché credetemi, care amiche lettrici, sembravamo due scolare in attesa dell’esito dell’esame. Alle 16 e 52 Giusy è entrata nella stanza Facebook, appositamente creata per l’intervista. Il tempo di un ultimo messaggio con Flavia e con il cuore in gola ci siamo trovate davanti:

Chiara Cipolla, Giusy Viro, Sarah Rivera, Cara Valli e Raffaella Franceschini che ci sorridevano dall’altra parte emozionate come noi.

Il ghiaccio si è sciolto nell’immediato davanti a cinque donne che ci hanno messo completamente a nostro agio. È stato bellissimo leggere l’emozione nei loro occhi quando parlavano delle loro creature. Dolcissime nelle risposte, coinvolgenti nel raccontare come tutto è nato. Quando si diventa scrittrici per amore lo si vede eccome, traspare tutto dagli occhi, dalle labbra che si increspano ripercorrendo le tappe della nascita dei loro protagonisti, lo sguardo si perde nel tempo e noi ci siamo incantate a guardarle e ad ascoltarle. Le madri dei medici dell’ospedale ormai più conosciuto di Baltimora, hanno risposto alle nostre domande. C’è chi si chiederà perché abbiamo scelto proprio questo momento. Il motivo è semplice: abbiamo deciso di fare questa intervista ora perché siamo quasi all’epilogo di una serie che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, ed è per questo che abbiamo voluto, in qualche modo aumentare, l’ansia delle lettrici che si chiedono già cosa ci riserveranno Gabriel e Maxwell cercando di rispondere a quelle domande che ciascuno di noi si è fatto leggendo dei nostri magnifici medici.

A voi anime belle la nostra intervista con le creatrici del "Johns Hopkins Medical Series".










Com’è nata l’idea della JH Hospital Series? E soprattutto da chi è partita?


È stata Giusy a rispondere a questa prima domanda. Ed è incredibile come cinque menti, lontani chilometri, si siano trovate d’accordo su tutto

Giusy: L’idea è nata da Sarah, una sera. All’inizio si è parlato di un’antologia, di racconti. La mattina ci siamo sentite con Chiara (che Giusy chiama affettuosamente socia) su messenger e ci siamo dette ma se facciamo dei romanzi? La socia ha risposto:

Ma se facciamo anche un Medical? Ci siamo consultate con le altre che hanno dato tutte l’ok. Alla sera era deciso tutto.




Ognuna di voi, ha raccontato le vicende dei nostri cari dottori e ovviamente non ci dimentichiamo del nostro Black. La domanda che vi andiamo a fare è un po’ particolare, oltre al vostro personaggio, che in qualche modo porta qualcosa di voi dentro, con quale altri personaggi della serie vi sentite più affini?


In un muto accordo, e da qui si capisce il legame che unisce fra loro le cinque autrici, da questo momento è sempre stata Chiara a parlare per prima.

Chiara: Diciamo che come genere di scrittura mi sono sentita più affine a Giusy, scrivendo romanzi classici, con grandi sentimenti e emozioni. Essendo le prime due ci siamo sentite molto soprattutto visto il legame di amicizia tra Brad e Noah .

Giusy: Io mi sento affine a tutti i personaggi. Con Noah siamo il Sandra e Raimondo letterari. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Sarah, avendolo messo in un determinato punto della mia storia. Il personaggio a cui mi sono sentita più legate è Maxwell, perché ha seguito Abigail in un determinato percorso della storia, era l’ombra di Abigail, anche Emanuel è stato importante, ma era quello che volevo perché se fai un gruppo devi spingere verso le colleghe che vengono dopo.

Sarah: È stato bello scrivere di tutti, insieme, mi sono sentita tanto con Raffaella, essendo la terza ero un po' il punto di congiunzione. Abbiamo deciso di creare questa bella amicizia fra Maxwell e Emanuel.

Cara: Nessuno, ho inserito di più Noah e Maxwell perché erano già presenti al policlinico. Black ha interagito più con loro.

Raffaella. Per me è stata relativamente facile perché avendoli letti tutte e quattro mi ero già fatta un’idea però dall’altro lato è stata una grossa responsabilità, perché facendo la chiusura con il mio libro devo fare onore a ciò che abbiamo fatto prima. Ho dato il giusto spazio a tutti e quattro i personaggi, li ho inseriti in situazioni precise. Di tutti e quattro ho capito il loro carattere.




Fra i personaggi femminili dei diversi romance della serie in quale vi rivedete di più?


Chiara: Come Maud ho una famiglia abbastanza presente, devo dire che da ragazza avrei voluto fare l’insegnante di matematica. Quindi mi ci rivedo in Maud

Giusy: Io con Abigail non ho molto in comune, è stato uno dei miei personaggi femminile che è stato interamente costruito, perché io quando ho un problema tendo più a cercare un contatto che chiudermi. Mi sento più affine a Maud e anche a Allison.

Sarah: Il mio personaggio ha molti lati di me, volevo renderla realistica anche nelle situazioni che ha vissuto. Empatizzo bene con i personaggi femminili e anche come mamma mi ci sono ritrovata molto.

Cara: Ogni autrice ci mette in pezzo di sé nel suo personaggio, mi sento più affine con Gabriel come carattere, anche per il rapporto che ha con il padre nel quale mi ci sono ritrovata mettendoci un pezzettino di cuore, ma anche Soraya al suo bel carattere perché cerca di contrastare quest’uomo forte. Mi sono divertita tanto a scrivere di questi due.

Raffaella: Anche io come Cara empatizzo con i protagonisti maschili. Maxwell mi ha travolta, la trama è venuta fuori in una notte e mi ha coinvolta tanto. Allison tuttavia è riuscita a conquistarmi anche se è venuta fuori piano piano all’inizio. In lei mi rivedo, soprattutto per la sua professione che è stato sempre il mio sogno nel cassetto, ma anche per il suo carattere cosi solare, ottimista, ma sempre con la voglia di credere nei sogni. Tuttavia mi sono rivista anche nelle altre. Con Maud per via della mia professione, di Abigail mi ha travolto la sua forza e anche perché come me si chiude a riccio molte volte. Di Soraya ho ammirato la sua tenacia e il voler tener testa a Back

E la storia di Lea invece, mi è arrivata nello stomaco per tutto il mix di emozioni che mi ha regalato.




Nella scelta dei personaggi vi siete ispirati a qualcuno?


Chiara: Per la prima volta devo dire che sono andata di fantasia, nessun modello. L’unica cosa che ho pensato quando abbiamo iniziato a parlare di Medical è stato che volevo un medico diverso. Ho voluto fare qualcosa di diverso ed è venuto fuori questo personaggio combattuto con una doppia anima bianca e nera ecco, in questo mi ci sono rivista in Noah, da buon gemelli, è sempre un po' diviso a metà, solo in questo. Per il resto è stato costruito intorno al presta volto quando l'ho trovato e poi mi sono riguardata tutta la serie di E.R e li mi sono ispirata molto.

Giusy: Io invece mi sono ispirata al mio oculista, nella realtà Brad esiste sul serio a Lione dove sono stata operata alla vista quando avevo 1 anno. Per la prima volta ho parlato di me, e io compaio anche nel libro. Sono Marianna, quando Brad la visita Lione quello è il mio caso clinico. Ho voluto dare un messaggio di speranza per chi vive queste situazioni. Se può aiutare chi soffre di vista, chi ha avuto questi problemi, i libri servono anche a questo.

Sarah: La mia è una storia di fantasia, una trama che aveva in mente con lei che era il capo di Emanuel. Una volta trovato il presto volto l’ho costruito intorno.

Cara: I personaggi sono inventati, non sono ispirati a nessuno, ma alcune situazioni sono reali, anche perché devi avere fatti concreti per parlare di determinate cose. Per Gabriel, anche io ho trovato il presto volto prima di iniziare la storia e da li è nato tutto.

Raffaella: Anche la mia storia e i personaggi sono inventati, l’unica cosa è, che il mio sogno nel cassetto era quello di fare la psicologa, quindi quando mi è stata data la possibilità per me il medico doveva essere lo psichiatra. Avendo poi fatto studi di questo tipo mi sentivo preparata. Come Giusy il mio intento è dare un messaggio di speranza, perché le malattie mentali sono un mondo molto a parte, non è una cosa semplice, sono invalidanti, anche gli stessi disturbi d’ansia, che vengono affrontati nel romanzo, riguardano l’anima. È quindi volevo lasciare la speranza a chi vive situazioni del genere.




Stiamo facendo, insieme al vostro medical romance, un tour dell’ospedale più antico di Baltimora. Da dove nasce la scelta di dare, ai vostri protagonisti, una specializzazione specifica in campo medico piuttosto che in un altro?


Chiara: Non lo so, credo che sia stato lui a scegliere me. Non so perché è arrivato, quando scrivi alle volte il personaggio di una storia prende il comando. Non ho un motivo preciso.

Giusy: Per una cosa personale e anche funzionale, perché era un campo che conoscevo, per non imbarcarmi in cose che non conoscevo.

Sarah: Anche per me, mi è venuto in mente cosi. Ho fatto degli studi, ho visto che il JH era al primo posto da 28 anni nella neurochirurgia e quindi c’era questo reparto d'eccellenza con 31 divisioni, sono andata a vederle tutte. Una di queste è specializzata sulla malattia di Chiari, io avevo visto un documentario su una ragazza che era affetta da questa sindrome, la cosa mi aveva colpito tanto. Ho visto che li c’è proprio un dipartimento che si occupa di questa malattia, non so se il documentario mi ha influenzato, ma la storia mi ha colpito tanto, ho chiesto collaborazione a un neurochirurgo e mi ha convalidato ogni pezzo onde evitare di dire sciocchezze.

Cara: Non mi sentivo in grado di scrivere di medicina, ecco perché la scelta del manager anche perché il mondo della medicina è lontana. Non volevo imbarcarmi in qualcosa che non sarei riuscita a gestire. Lavorando sempre negli uffici mi è venuto semplice parlane. Dato che si parlava di un ospedale in America, li si parla di una realtà diversa è un azienda, quindi ci stava bene l’idea di un capo che fosse odiato da tutti allora ho proposto, preferirei fare la storia nell'amministrazione.

Raffaella: Io ho attinto ai manuali a casa che avevo, quando studiavo all’università, e poi ho contattato una psicologa, per capire come funziona una clinica psichiatrica per non evitare errori. Quando ho fatto descrizione di momenti di visite, per esempio, ho dovuto fare attenzione anche ai piccoli dettagli, anche a livello emotivo c’è molto coinvolgimento quindi è difficile mantenere il giusto equilibrio. Trattandosi di tematiche pesanti ho cercato di mantenere la leggerezza del romance.




Il dettaglio nella terminologia medica scientifica è un elemento che ha fatto ancora di più apprezzare i vostri romanzi. So che avete avuto un supporto da professionisti del campo, com’è stato rapportavi con loro?


Chiara: Non ho avuto alcun pediatra. In tutti i romanzi il prima capitolo per me è un trauma, lo scrivo e riscrivo 8 mila volte questo l’ho preso in mano 50 mila volte, ogni riga comprendeva competenze mediche, c’era da conoscere la struttura com’era fatta, c’era da sapere come funziona la scuola in America. Quindi piantine di Baltimora, mappa del JH, le terminologie, le patologie. Ho chiesto aiuto ad un parente che abita li. I primi capitoli sono stati pesanti. Ho chiesto al mio ex medico, che è anche chirurgo e pediatra, per le terminologie tecniche. Mi piacciono i particolari, quando scrivo un romanzo mi piace essere realista, metterli in un ospedale è stato veramente difficile.

Giusy: La difficoltà del Medical è stata nel documentarmi. Comunque descrivere un intervento per intero compreso il pre e post operatorio, non è semplice. I dubbi sono stati tanti, ho avuto paura anche di impressionare qualcuno, non è facile parlare di interventi chirurgici. Il mio professionista è stato bravo, era il mio dottore che parlava non io. Era un suo intervento che era stato fatto a Catania, lui mi ha seguito tanto nella stesura delle parti che comprendevano gli interventi.

Sarah: Mi ha aiutato un neurochirurgo, mi ha supportata, avevo visto dei filmati, ma lui mi ha aiutato molto anche nei particolari. Anche il medico curante mi è stato di supporto quando ho parlato della patologia del figlio di Lea.

Cara: C’è sempre una terminologia, ma per me è stato più facile lavorando sempre negli uffici.

Raffaella: Come dicevo prima oltre ai manuali che avevo a casa mi è stata di supporto una psicologa, è stato necessario anche per una conferma dei termini usati. Tutto questo mi ha aiutato anche a creare alcune sfumature di Maxwell, a strutturare il personaggio, in ambito psicologico e psichiatrico c’è molto coinvolgimento dei medici, mi interessava mantenere l’equilibrio fra l’uomo risoluto e l’aspetto emotivo e la psicologa mi ha supportato onde evitare errori. E poi mi è stata di supporto anche una conferma sui termini.



Riuscite ad anticiparci quali sono i vostri progetti futuri? In un prossimo futuro, possiamo sperare in una nuova collaborazione fra di voi?


Chiara: Ho dovuto fermarmi perché stavo scrivendo una trilogia, ora sto scrivendo il terzo volume, preferisco farli uscire a distanza ravvicinata. Quindi spero ottobre novembre di iniziare a pubblicare il primo. Ho un sogno nel cassetto, scrivere un romanzo storico, la storia ce l’ho già in mente ma devo trovare il coraggio di buttarmi. Per la collaborazione, già in passato ho avuto modo di fare collaborazioni, mi sono divertita molto si imparando tante cose. È una cosa che mi piace molto, mettermi in gioco collaborando con altri. Quindi si, volentieri, dovesse presentarsi l’opportunità, si. Nelle collaborazioni si cresce, si impara tanto una delle altre. È stato un bel cammino fatto di alti e bassi, c’è tanto lavoro, una responsabilità.

Giusy: Tanti progetti. Anche io ho dovuto stoppare alcuni lavori per la serie. Inizio 2023 uscirà Velvet, c’è lo storico che aspetta da 12 anni (la donna di picche), ci sarà uno spin off di Reveal e c’è anche una collaborazione con altre autrici per una nuova serie di cui state vedendo le anteprime in questi giorni. Oltre che la riedizione di un mio primissimo romanzo, i primi di luglio, che pubblicherò con la Blueberry  Edizioni, con contenuti inediti.

Sarah: Stavo rieditando un romanzo quando ho iniziato il Medical, un romanzo già pubblicato, che ho ritirato, uscirà in autunno e ho deciso di fare anche due romanzi, legati a questo, su due personaggi che hanno attirato particolarmente l’attenzione.

Cara: Io devo scrivere l’ultimo volume de “Il tuo nome”, dedicato a Demiyen, probabilmente saranno due. E poi su consiglio di Giusy probabilmente tornerò sul mio primo romanzo parlerò di Steven, la sua storia, ci sono le mie lettrici che premono molto su questi personaggi.

Raffaella: Anche io ho messo da parte un romance che stavo scrivendo, il quarto spin off di quelli precedenti. Lo pubblicherò l’anno prossimo, anche perché la mia uscita è a luglio, poi ci sarà un romanzo di narrativa, una storia vera, sono stata contattata da una ragazza a cui è piaciuto il mio modo di scrivere che ha avuto un’esperienza di affido familiare diurno. Lei mi ha chiesto di scriverlo, ha scritto per cinque anni dei diari dove ha annotato tutto e mi ha affidato una parte della sua vita. È una grande sfida perché nella narrativa cambia anche la scrittura. Infine sto aspettando che scada il contratto con il mio primo romance con la ce, per ripubblicarlo perché penso di non aver avuta giustizia, essendo stato pubblicato solo in ebook.




La JH Medical Series si può davvero dire che è sulla bocca e soprattutto negli occhi di molte lettrici italiane. Come state vivendo la cosa? Mancano due libri al termine della serie sta conquistando tutti. Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi protagonisti?


Chiara: Io ero già inizialmente molto ottimista, anche perché fino ad ora non si era visto un progetto così. La famosa notte in cui Sarah aveva proposto di fare un’antologia, in cui abbiamo aderito noi cinque da una grande cerchia, io nella notte avevo pensato a un romance familiare, poi è venuta fuori l’idea della Medical. Ovviamente, il bacino di lettori è aumentata anche la loro portata perché si sono riunite quelle di tutte noi. Io sono stata ottimista, sempre. 5 storie diverse in qualche modo legate fra di loro, un gran marketing, non avevo dubbi circa il risultato. Non mi aspettavo tuttavia questo successo.

Giusy: Non mi aspettavo un successo simile, nonostante pubblichi da 12 anni mi sono ritrovata in qualcosa di inaspettato e più grande di me, speravo che la storia piacesse, non è tanto per vendere ma per fare capire che la disabilità non ci rende diversi, ma speciali, un arricchimento per ognuno di noi. Una rivincita sulla mia storia, ecco il perché della figura di Marianna. Ero agitatissima, perché soprattutto sulla cecità ancora non ci sono molti studi. Addirittura il Medical ha trascinato gli altri miei libri. È tutto nuovo per me. Sono contenta soprattutto perché ho trovato un gruppo che mi ha sostenuta, le mie colleghe sono state le mie rocce.

Sarah: Sono nuova del campo, sono da due anni in questo mondo e per me è stata un’occasione fantastica, aver avuto la fortuna di partecipare a questo progetto. Essendo il terzo libro il mio era un po' l’anello di congiunzione con gli altri e quindi li l’ansia aumenta perché è una grande responsabilità.

Cara: Come andrà non lo so, spero bene come quello delle altre. Non mi aspettavo tutto questo. Commenti, like,tutto inaspettato, mi sono sentita coccolata. Per ora non mi sento diversa, ancora non ci credo, non ho realizzato, per ora è tutto mio, dal 20 vedremo. Vediamo come andrà. Dopo il 20 vi saprò dire.

Raffaella: Per me questa avventura è stata piena di emozioni, avere una scadenza mi ha fatto accelerare i tempi e sono cresciuta molto anche come scrittura. Ora come ora, ansia, tanta. Ringrazio di cuore le ragazze per avermi dato fiducia e per avermi fatto vivere tutto questo. Approfitto di questa intervista per ringraziare le mie colleghe di cuore, credo molto nell’unione delle donne e questo è stata una conferma. Sto vivendo con molta ansia l’uscita del mio libro, avendo comunque 4 colossi davanti a me, ma anche con tantissime emozioni positive soprattutto per il rapporto con le ragazze. In merito a Maxwell, lui è tante cose, con Emanuel è più intimo, si fa vedere in modo diverso. Con gli altri è più riservato ha un rapporto più professionale, per certi versi mi ricorda Gabriel perché è severo e autoritario, ma ha anche dei lati nascosti. Con Emanuel viene fuori un Maxwell diverso, toglie la maschera solo con chi dice lui.




Se dovesse descrivere con un aggettivo il vostro personaggio quale sarebbe?

Chiara: Riassumere tutto in una parola è difficile: posso dire solitario. Non capito dalla famiglia dagli amici, capito un po' da Brad perché hanno convissuto in una struttura di cui non abbiamo parlato che li ha fatti rinascere. Si direi solitario, perché quando è solo riesce a essere sé stesso.

Giusy: Tormentato, come lo avete definito voi blogger si fa carico di sensi di colpe e di responsabilità che non sono sue.

Sarah: La prima cosa che è trapelata dalla figura di Emanuel è stata l’ambizione questo ha sviato un po' la cosa in realtà, si rivela dolce. Si direi dolce.

Cara: Gabriel in una parola sola pretenzioso.

Raffaella: Maxwell è complesso perché è tante cose, lo porta ad assumere tante maschere ha diverse sfumature. Quindi lo riassumo con questo aggettivo: complesso.




Bene, siamo giunti al termine di questa intervista che richiama un po’ i vecchi tempi, quando si incontrava l’autrice di persona. Noi l’abbiamo fatto tramite uno schermo e vi siamo veramente grate. Questa idea è nata soprattutto perché ci tenevamo a farla come gruppo, perché ognuna di voi avesse ugual spazio rispetto all’altra. Una delle cose che abbiamo apprezzato e il supporto e il rispetto che vi accomuna una con le atre. Un’ultima domanda e vi lasciamo libere. Cosa volete dire alle vostre lettrici?

Chiara: Grazie perché non mi aspettavo tanto successo, sono contenta che sia piaciuta l’idea. Mi piacerebbe che le lettrici capissero che è stato piacevole e bello collaborare con altre colleghe,  mettersi in gioco tra di noi, perché siamo unite nello scrivere storie che fanno bene a chi le legge. Una bella esperienza.

Giusy: Grazie perché non mi aspettavo nulla di tutto questo, alle mie lettrici che mi seguono sempre, per quello che mi stanno regalando. Ringrazio il gruppo che mi hanno supportato che mi hanno coccolato quando ne avevo bisogno, non sono colleghe, ma amiche per tutto quello che mi hanno dato, grazie perché mi hanno fatto crescere anche come persona.

Sarah: Un grazie sentito per tutto, dalle lettrici, alle mie colleghe, mi sono sentita coccolata. Per i messaggi delle lettrici, per tutto. Speriamo di trasmettere tante emozioni, di regalare un momento bello.

Cara: Io dico solo, spero di non deludervi.

Raffaella: Anche io come Cara spero di non deludere. L’ansia è tanta. Quando scriviamo facciamo il mestiere dove siamo più soli in assoluto, ma nello stesso tempo questo arriva a più persone. L’obbiettivo di tutte noi è arrivare al lettore soprattutto a livello emotivo. Ringrazio davvero tutte le lettrici e le mie colleghe. Con questa esperienza sono aumentate le mie lettrici grazie anche alle mie colleghe, se questo mi rende felice mi mette anche molta ansia, perché spero di non deluderle. Spero di arrivare a tutti.




È terminata cosi l’intervista con quelle che non sono solo 5 autrici, ma soprattutto 5 grandi donne di un’umiltà unica da cui prendere solo esempio. È stato bellissimo sapere che, il loro primo pensiero è di arrivare al cuore dei propri lettori, condividendo, come nel caso di Giusy, un po' della propria vita. 5 donne, ognuna con un proprio carattere, con un modo di vedere le cose, ma che si sono unite e hanno creato qualcosa che tutte voi state apprezzando. Da prendere come esempio, perché quando lo si vuole la collaborazione fra donne può esistere.

Ringraziamo di cuore Chiara, la cui simpatia unica ci ha dato un piccolo sprazzo del suo Noah.

A Giusy, dal profondo grazie. È stata l’Autrice che di più ha toccato le corde del nostro animo, il motivo, nobile, che l’ha spinta a parlare del suo passato per essere di conforto a chi vive questo stato di cose, è un motivo più che valido per apprezzarla oltre che come scrittrice anche come persona.

Grazie a Sarah, fiera e fine, esattamente come la sua Lea. Con un sorriso bello e contagioso. È impressionante come leggendo un libro ritrovi, tratti dei personaggi descritti nel tuo interlocutore.

All’emozione che traspariva dagli occhi di Cara, grazie anche per quella. Da qui capisci come un’autrice possa tenere a ciò che crea. La sua umiltà, ci ha colpite. 

E infine a Raffaella, bella e dolcissima, emozionatissima per il suo Maxwell e generosa nel voler aiutare chi vive le situazioni di cui parlerà nell’ultimo libro che concluderà la serie.

Di cuore grazie a tutte voi che ci avete regalato qualcosa in più, qualcosa con cui arricchire il nostro bagaglio. Ecco cos’è un gruppo, non dare solo come singolo ma pensare anche per le colleghe che vengono dopo.

"I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami"

In questo gruppo i ponti che collegano le autrici che vengono da tutte le parti d’Italia è ben visibile, cosi come lo è il legame saldo che le ha unite le una alle altre.

A presto Flavia e Nicky