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01 agosto 2024

RECENSIONE: - "Dark Matter" - di Blake Crouch





Autore: Blake Crouch
Traduttore: Annalisa Garavaglia
Editore: Fanucci
Pagg : 336
Anno edizione:2024



 Jason Dessen, ex meccanico quantistico, è un professore universitario di Fisica che vive a Chicago con la moglie Daniela e il figlio Charlie. Un giorno viene rapito e drogato. «Sei soddisfatto della tua vita?» sono le ultime parole che sente pronunciare prima che il suo rapitore lo colpisca tanto forte da fargli perdere i sensi e di risvegliarsi legato a una barella. Si rende conto di essere circondato da persone che indossano tute di protezione chimica, e un uomo a lui sconosciuto gli sorride dicendo: «Bentornato, amico.» Nel mondo in cui si ritrova, la vita è diversa da quella che ha sempre conosciuto. Sua moglie non è sua moglie, suo figlio non è mai nato e lui non è un semplice professore di Fisica ma un genio ammirato da tutti perché ha realizzato qualcosa di grandioso. Qualcosa di impossibile. Tuttavia un atroce dubbio lo assale: quale dei due mondi è un sogno? E se la vita che ricorda è reale, come può tornare dalla sua famiglia? Per trovare le risposte dovrà intraprendere un viaggio straordinario e spaventoso, che lo costringerà ad affrontare la parte più oscura di sé stesso senza potersi fidare di niente e di nessuno, nemmeno della materia che lo circonda.


Dark Matter di Blake Crouch è un romanzo che mescola sapientemente il thriller con la fantascienza, creando una storia avvincente e piena di colpi di scena. 

La storia segue Jason Dessen, un professore di fisica che si ritrova catapultato in una realtà alternativa dopo essere stato rapito. Questo evento innesca una serie di avvenimenti che lo portano a confrontarsi con versioni alternative di se stesso e della sua vita.

 La scrittura di Crouch è incisiva e mantiene un ritmo serrato che mi ha reso difficile mettere giù il libro una volta iniziato. La sua capacità di fondere elementi scientifici con una narrazione emozionante è notevole, riuscendo così a mantenere il lettore costantemente sulle spine. Ci porta in un viaggio attraverso l'infinito labirinto di "cosa sarebbe potuto essere".

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è come riesce a rendere accessibili concetti complessi di fisica quantistica senza mai risultare pesante, anche per chi come me non sa nulla in materia. Dovendo essere sincera mi hanno incuriosito molto, alcune teorie che andrò ad approfondire. Altra nota positiva è la storia d’amore tra Jason e sua moglie Daniela che aggiunge un tocco emotivo che rende il viaggio di Jason ancora più coinvolgente.

È una lettura che consiglio agli amanti della fantascienza, del thriller e chiunque sia affascinato dalle misteriose profondità dell'esistenza umana e dell'universo stesso.





07 agosto 2023

RECENSIONE: - "La figlia dei due mondi" e "Onore & Fedeltà" - Di Ilaria Pernigotti , T'Ile cha Sarek

 



Titolo: La figlia dei due mondi
Autrice: T’Ile cha Sarek – Ilaria Pernigotti
Edizione: self publishing
1°ed. Originale: 2021
Lingua originale: Italiano
Classificazione: Fantascienza, young adult
Punto di vista: Terza persona
Pagine: 233


Lea ha tutto ciò che una bambina di cinque anni può desiderare: una famiglia, un cane, una bella casa, degli amici. Poi il destino si mette in mezzo e all’improvviso tutto cambia...
Dovrà partire alla volta di Keid, un pianeta torrido, lontano, arido di acqua e di emozioni.
Lea avrà paura, ma grazie alla sua indole determinata e irriverente saprà superare le avversità e coltivare un sogno: il suo Sogno.
Lea vivrà moltissime avventure, che la porteranno a scoprire sentimenti nuovi, cadrà e si rialzerà, ma non si arrenderà mai perché, nonostante tutto, “C’è sempre un’altra possibilità!”

E' la storia della nascita di Lea figlia di Keid e della Terra, infatti i suoi genitori non appartenevano allo stesso pianeta, la mamma era una terrestre e il padre un keidiano.
Lea era nata con le sopracciglia e le orecchie a punta come il padre e la costituzione fragile della madre.
Nelle prime pagine del libro, quindi nel prologo, l'autrice ci elenca e ci spiega tutto ciò che riguarda il pianeta Keid che è molto diverso dalla Terra, questa parte non mi è piaciuta molto, un elenco dettagliato che poteva non essere inserito, troppe informazioni tutte insieme che magari vengono scordate durante la lettura, mettendole invece nella trama sarebbero rimaste più impresse secondo me.
Lea era una bambina curiosa e cresciuta dai genitori con gli usi e costumi della Terra, pianeta in cui vivevano. Tutto scorreva felicemente, fino a che tutto cambia, dopo la tragica perdita dei genitori, viene adottata dagli zii e per questo dovette lasciare il pianeta di nascita per trasferirsi su Keid.
Inizia così il suo tormento non ce la faceva proprio a vivere come una keidiana, troppi vincoli, troppi divieti. Lei che amava esprimere i suoi sentimenti ed emozioni, era una ribelle agli occhi dello zio, amava essere una terrestre.
Non voleva essere imprigionata soffocata da degli usi che non sentiva suoi.
Crea un legame speciale con suo cugino, diventato fratello adottivo Ashtar, ma lui ogni tanto per far contento il padre l'allontana sul piano dei sentimenti, l'unico desiderio di Lea era quello di scappare lontano, e dopo un incontro inaspettato durante le sue scorribande decide di inseguire un sogno, volare tra le stelle dove sarebbe stata libera.

Ho trovato lo stile dell'autrice semplice a volte ponderato, un buon inizio per una storia fantascientifica dove emerge molto l'intensità dei sentimenti, soprattutto quelli di Lea che sono messi in evidenza, a volte volevo proteggere io questa ragazza che non voleva uccidere la sua anima, i sentimenti sono a volte la nostra debolezza, ma anche la nostra forza per sognare e andare avanti, la paura non si può annullare, fa parte di noi, appunto noi terrestri.










Titolo: Onore & Fedeltà
Autrice: T’Ile cha Sarek – Ilaria Pernigotti
Edizione: self publishing
1°ed originale: 2022
Lingua originale: italiano
Classificazione: fantascienza, young adult
Punto di vista: Terza persona
Pagine: 215

Lea è cresciuta e con lei i suoi compagni di avventura.
Adesso fa il lavoro dei suoi sogni, quello per cui ha lottato e sofferto…
ma non tutto è così semplice quando si tratta della sua vita. Nuovi intrighi e ostacoli la attendono, tradimenti da cui proteggersi e maschere da riconoscere.
La Flotta Galattica riserverà emozioni e un carico di suspense in continua crescita in questo secondo romanzo in cui si intrecciano i due principi cardine che danno il titolo all’opera: l’onore e la fedeltà.
Riuscirà Lea a rimanere se stessa in un mondo che si fa sempre più ostile?



In questo secondo e ultimo volume, la storia continua da dove avevamo lasciato Lea. In pena per lei a causa di un'esplosione che scopriremo essere un' attentato dei suoi cugini che rischiano grosso.
Ho trovato il secondo volume molto più movimentato, con una grinta in più anche nello stile dell'autrice che mi è sembrata più audace, più matura e anche più coinvolgente.
Lia cresce ancora con la voglia di libertà e qui la vediamo sbagliare ancora ed essere punita, ma la sua indole da bastian contrario non si quieta anzi più la umiliano e più cresce in lei quella scintilla di ribellione mai assopita.
Finalmente il suo sogno di entrare nella Flotta Galattica si avvera ma sarà molto duro stare agli ordini di chi giudica e sarà difficile tenere a bada la sua lingua e la sua mente in movimento che la mette nei guai in parecchie occasioni.
Ad un certo punto sarà costretta a spegnere i suoi sentimenti, sarà un'altra persona, dura, odiata e temuta. 
Risorge ogni volta dalle ceneri e finalmente troverà il modo di essere felice.
Tra avventure indietro nel tempo e scontri con le persone che ama, conosceremo le sue avventure tra le stelle.
Devo dire che questo volume mi ha emozionata di più, trovando anche alcuni colpi di scena che hanno reso più dinamica la lettura, che dire di più se vi piacciono le avventure tipo Star Strek vi consiglio la lettura, e prendendo anche una frase famosa dell'ufficiale Spok  "La missione è quella di esplorare strani nuovi mondi alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà per arrivare coraggiosamente là dove nessuno è mai giunto prima!"
 Un po' come farà la nostra Lea insieme ai suoi compagni di viaggi galattici







15 febbraio 2023

RECENSIONE: - "Le verità degli incubi" - di Davide Borgobello

 



Le verità degli incubi” di Davide Borgobello


Editore: WLM Edizioni

Genere: Thriller, Mistery, Avventura e Distopico

Pagine: 218

Formato: cartaceo

Prezzo: cartaceo €16.15


Trama

Ian Martina è un avvocato friulano trapiantato a Roma. Brillante ma apatico, misantropo e tendenzialmente pigro, svolge il suo lavoro senza entusiasmo, avendo da tempo abbandonato il suo sogno: aprire un’agenzia investigativa. Un giorno, recatosi per ripare un computer da Matteo Sermonti, geniale amico conosciuto ai tempi dell’Università, viene coinvolto nella folle idea di costruire una macchina in grado di registrare i sogni, diventando il primo a testarla. A marchingegno ormai completato, l’inventore muore in circostanze ambigue e l’avvocato friulano si ritrova coinvolto in un vortice di misteri e violenza. Braccato da inquietanti personaggi, tutti recanti uno strano simbolo sopra l’occhio sinistro, e perseguitato da incubi ricorrenti, sarà costretto a una corsa contro il tempo per scoprire cosa c’è dietro al progetto della macchina chiamata Atena. Aiutato dall’eccentrico Moses Macchiavelli, ex socio dell’amico defunto, Ian dovrà svelare le verità degli incubi, per non venirne travolto.


Recensione


Come reagireste se, un giorno come tanti altri nella vita, il vostro migliore amico vi confessasse di aver creato una macchina futuristica in grado di registrare i sogni di chiunque ci entri dentro? Sì, avete capito bene! Una macchina in grado di registrare ciò che sogniamo mentre siamo a letto. Atena, un marchingegno capace di dare una svolta all’intera umanità. Beh, probabilmente vi verrebbe, come minimo, il sospetto che il vostro amico sia uscito di testa.

È proprio questo che ha pensato il giovane avvocato Ian Martina, protagonista di questo romanzo, quando si è recato nel negozio dell’amico Matteo Sermonti per farsi riparare il computer. Seppur titubante e incerto sulla riuscita del progetto di Matteo, Ian accetta di collaborare con lui e di “fare da cavia” per la sperimentazione di Atena.

Fin dalle prime pagine del romanzo ho notato come la scrittura di Davide Borgobello sia molto chiara, pulita e precisa, senza l’uso di termini troppo complessi e di difficile comprensione. Il suo modo di scrivere e raccontare la storia mi ha permesso di capire fin da subito ciò che stava succedendo ai protagonisti che però, a mio avviso, né inizialmente né successivamente durante lo svolgimento dei fatti, sono stati presentati in maniera esaustiva al lettore; ho fatto fatica, durante la lettura, a immedesimarmi nei vari personaggi in quanto mi sono sembrati poco caratterizzati.

Ma andiamo avanti.

Con la morte improvvisa di Matteo Sermonti, ha inizio una sequenza di colpi di scena ben strutturata e in grado di stupire il lettore. Ho apprezzato molto questa capacità dell’autore, che ha saputo costruire una scaletta di eventi molto ben incastrati tra loro, e che hanno dato una piacevole sfumatura noir alla storia. Ciò che, però, secondo me stona e ho trovato superfluo, è stato l’uso di tanto in tanto di modi di dire in friulano nei dialoghi dell’avvocato, che mal si sono inseriti nell’intera narrazione, rendendola in alcuni casi un po’ pesante.

Nel complesso devo dire che questo romanzo mi è piaciuto molto, nonostante dei piccoli difetti che ho riscontrato durante la lettura, i quali però non hanno influito negativamente sul mio giudizio finale.

Molto buona la narrazione e altrettanto ben fatto l’epilogo, che mi ha fatto dire: “Caspita, non me lo aspettavo!” alla fine.

Consiglio quindi a tutti di leggere questo romanzo, che siate o meno amanti del genere, in quanto avrete il piacere di leggere un romanzo che saprà tenervi incollati alle pagine senza mai annoiarvi.

In attesa di poter leggere le vostre impressioni su “Le verità degli incubi”, vi do appuntamento alla prossima recensione!

Un grandissimo saluto,







30 dicembre 2022

RECENSIONE: "Serie La Torre Nera" - di Stephen King



La torre nera è una serie di otto romanzi di genere fantastico (una commistione di fantasyfantascienzahorror e western), scritta dall'autore statunitense Stephen King. Narra di un "pistolero" e del suo pellegrinaggio verso una torre, la cui natura è sia fisica che metaforica.

La serie è stata definita il magnum opus di King - oltre agli otto romanzi che compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in azione con il progressivo andamento della serie.


Oggi ve ne parlerà il nostro Simone Giordano!







 Sette romanzi e un racconto. Oltre quattromila pagine (ebook) scritte in un arco temporale di trent’anni. L'opus magnum di Stephen King. Un epica moderna dove fantascienza, fantasy, horror, ma soprattutto Western si fondono in un stile che non ha bisogno di presentazione. Un mondo complesso, quello di “La Torre nera” dove convoglia tutta l’opera letteraria di King, letteralmente. Infatti, non solo durante la lunga storia appaiono, con ruoli anche fondamentali, molti personaggi appartenenti ad altri romanzi, ma lo stesso autore ammette che ogni suo lavoro è servito a realizzare La Torre nera “Specialmente IT”  parole di King. 

Si potrebbe parlare a lungo della storia editoriale, in alcuni periodi travagliata, della serie La Torre nera. Servirebbero centinaia di pagine per sviscerare la lunga trama, commentarla, criticarla. Divertirsi qua e là ad ipotizzare cambiamenti potenzialmente (e umilmente) migliorativi. Forse servirebbero centinaia di pagine solo per descrivere al meglio ognuno dei personaggi principali. Così complessi e completi e maturi e realmente, letteralmente cresciuti, maturati, cambiati, evoluti, nell’arco di trent’anni. Un lungo periodo durante il quale ogni essere vivente cambia aspetto fisico e caratteriale, senza quasi accorgersene. Viene da domandarsi se S. King abbia programmato la crescita dei personaggi di La torre nera durante la loro lunga vita narrativa o invece, ad un certo punto, non se ne sia semplicemente accorto, meravigliandosi con una nota di malinconia magari, come succede quando ti rendi conto  che gli atteggiamenti infantili dei tuoi bambini stanno lasciando il posto a comportamenti più adulti. Ci vorrebbero centinaia di pagine, ma non dedicherò nemmeno una riga a parlare della storia, o dei personaggi, o dello stile, o del genere, così diverso dal King al quale siamo abituati. Neanche un accenno. Neanche il nome del protagonista. Quindi tranquilli, perché anche se questa recensione comprende tutta la serie, non c’è l’ombra di uno spoiler. 

Di ombre, però, c’è ne sono un bel po’. Alcune inquietanti, altre soavi e rigeneranti, ma tutte prodotte dalla schermatura di un corpo, la storia, nei confronti di una luce, l’ispirazione, abbagliante come il sole stesso, come mille soli, come gli infiniti soli del multi verso di “La Torre nera”.

Luce e ombra. Ispirazione e opera. Genio visionario e scoperta, in bilico tra la scienza e la fantascienza, tra l’intuizione e la logica, tra la verosimiglianza narrativa e la coerenza metafisica. Un inseguimento senza fine perché fatto dall’alternanza dei ruoli: la preda si scopre cacciatore ad ogni svolta e viceversa il cacciatore comprende di non aver nessun potere sulla preda che insegue, tutt’altro, meglio fuggire per non essere divorati.

È di questo che parla la Torre nera, del rapporto tra ispirazione e opera. Niente di nuovo, se non fosse per l'eretica insinuazione appena sussurrata prima e urlata poi, che tutto è maledettamente reale. Parlo della Torre nera, non avete capito male, parlo delle altre storie di King, e di quelle partorire dalla fantasia di tutti gli scrittori, e anche di quelli che non scrivono. Anche le storie raccontate per gioco attorno ad un falò sulla spiaggia. È tutto vero? La fantasia è una finestra aperta sugli universi paralleli?  Su altre dimensioni, o mondi, o realtà? L’ispirazione è un’antenna sensibile alle tracce lasciate dalla vita di altre persone, o creature che vivono o che sono vissute in altri mondi, galassie, universi, dimensioni? O forse nella fantasia si nasconde, come un bambino dispettoso e giocherellone, l’onnipotenza  di Dio che si diverte a creare tutto ciò che nasce per arte. Noi pensiamo di realizzare un opera, ma in realtà ad ogni parola, ad ogni pennellata, ogni volta che l’essere umano materializza la propria fantasia, eventi di portata inimmaginabile danno vita ad interi universi.

Non è facile, né sano crederci, è da pazzi! Ma un genio visionario come quello di Stephen King, come si spiega l’ispirazione? Come armonizza il concetto di creatività con quello di creazione? Qual è il suo pensiero universale?

Sto guardando questo punto della mia recensione da un po’. Ho un fiume di parole che vorrei scrivere, ispirate dalle tante vicende raccontate nei libri di “La Torre nera” che in qualche modo confermano la tesi di cui sopra. Non scriverò niente però, non potrei farlo senza fare spoiler. 

Concludo dicendo che non pretendo di aver compreso il pensiero universale di King, dico che la Torre nera è il viaggio nel suo pensiero universale. Il tentativo di un genio della fantasia di dare forma narrativa alla propria visione del tutto partendo dall’assoluto che dietro l’ispirazione si nasconde un qualche fottuto, enorme mistero.

“Che cosa c’era al centro dell’universo? Quale uomo (o ragazzo) poteva evitare di fare ipotesi, una volta che si fosse posto un tale interrogativo, e desiderare di vedere con i propri occhi? Anche se guardare lo avesse fatto impazzire...”




11 novembre 2022

RECENSIONE: - L'Equilibrio del tutto" - di Phedre Banshee



Titolo: L'Equilibrio del Tutto
Autore: Phedre Banshee 
Serie: Le Cronache della Lunga Strada - volume 1
Genere: Adult fantasy, con elementi di fantascienza, horror e romance.
Data uscita: 31 ottobre 2022
Formati: Rigida, flessibile ed ebook.


“Mi chiamo Nìgariel Gardell, sono stato uno scienziato, un soldato, un amico, un traditore, uno sciocco. Aggiungerei anche pazzo, ma quello lo sono tutt’ora. Ho amato, con tutte le mie forze, ma raramente l’amore è sufficiente. Ho visto il meglio e il peggio di ogni Razza dell’Ombra, ho visto le favole prendere vita, ho ingannato il tempo per assistere ad avvenimenti che giudicavo impossibili, e ora voglio raccontarveli.”

Dopo un’ibernazione di quasi cento anni, Nìgariel si risveglia in un mondo profondamente cambiato, dove gli Umani hanno perso il predominio e i Maghi, gli Elfi e i Nani possono finalmente vivere alla luce del sole. La Guerra dell’Ombra contro gli alieni Korg è alle porte e Nìgariel per sopravvivere dovrà trovare il suo posto e scendere a compromessi con i suoi lati più oscuri, che prenderanno sempre più di spazio.

“Affinché possiate capire, bisogna partire dal principio. Tutto è iniziato con una morte. Se vi hanno detto che la morte non è un inizio, credetemi, vi hanno mentito.”




Sullo sfondo di un mondo sottratto alla razza umana, elfi, nani, maghi, ma anche fantasmi, demoni e pericolose creature frutto di esperimenti alieni, intrecciano i loro destini sotto la minaccia dei temibili Korg, una razza aliena dotata di poteri magici e conoscenze tecnologiche illimitate, tra le quali una in particolare, forse la loro arma segreta, capace di conquistare e logorare, grazie ad un espediente che ho trovato geniale, complimenti all’autrice. I Korg, misteriosamente interessati alla razza umana, vivono sulla terra sin dall’alba dei tempi e… e ho già detto abbastanza.

La trama fantasy del primo volume di “Le cronache della lunga strada", "l’equilibrio del tutto” è complessa e si snocciola nelle vicende personali dei personaggi più importanti, come Lèhiron il gran maestro mago e la sua erede, la misteriosa Dherit. Quest’ultima è senza dubbio il personaggio più complesso, costretta ad affrontare stravolgenti cambiamenti nell’arco della sua vita. Il primato per la crescita personale durante l’arco narrativo, invece, va senza dubbio a Nigariel, giovane mente brillante che in un rocambolesco contesto si rifugia nella capsula criogenica ideata dal padre e messa a punto in modo funzionale solo da lui. Quando quasi un secolo dopo Nigariel viene svegliato, deve affrontare il futuro. Diventa una persona completamente nuova. Il personaggio più accattivante, quello con più spessore è il tenebroso cacciatore Alkon, potente essere mezzo elfo e mezzo mago.

Il mondo di “Le cronache della lunga strada” è caratterizzato da una curiosa assenza di musica, per come la intendiamo noi, e da una visione dell’amore marginale e scarna. Priva del protagonismo a cui siamo abituati. Assenza di musica e di amore quindi, come a dire che senza la fragilità tipica della razza umana le espressioni più nobili dell’animo sopiscono per effetto, forse, del potere e dell’evoluzione. Ho trovato molto interessante e originale questo aspetto della storia, un piacevole spunto di riflessione. L’amore però non manca, è Nigariel, essere umano dai sentimenti vecchio stampo, a riportarlo in auge. Lo instilla nella vita dei protagonisti tra i quali si crea presto un triangolo amoroso alla twilight. In effetti sono molte e palesi le contaminazioni dei classici fantasy contemporanei, affiorano facilmente durante la lettura. L’autrice è comunque riuscita a dare delle vesti originali alle popolari creature del genere. Ho apprezzato particolarmente l’omaggio ai Grimm.

Mi sono divertito a leggere L’equilibrio del tutto? Considerando che avrei qualche piccolo appunto sullo stile, che però tralascio in quanto trattasi di gusto personale, la risposta è sì, augurandomi che i prossimi volumi, perché li leggerò, mi convincano sempre di più in un crescendo composto dalla maturazione dell’autrice e lo sviluppo della storia.






10 agosto 2022

RECENSIONE: - "Sesso civile" - di Luca Franceschini

 



Sesso civile
di Luca Franceschini
Fantascienza - Romanzo breve

Data di uscita: 19 aprile 2022
Editore: Delos Digital srl
Collana: Futuro Presente n. 51
Pagine (stimate): 59
Prezzo: Euro 2,99
Demri si risveglia dal coma. Il mondo che si ritrova intorno è sconvolgente, almeno per lei: una società fatta di Centri d'Accoppiamento, iniezioni ormonali e rapporti umani ridotti a obblighi burocratici. Per fortuna sulla sua strada appare Christian, che a quel mondo appartiene suo malgrado, pur cogliendone le storture. Ma perché Demri si è risvegliata? Cosa c'è dietro il suo ritorno alla vita? 
Sarà Christian ad aiutare Demri quando alcuni loschi figuri inizieranno a minacciarla per i loro scopi.
Da Luca Franceschini, già autore di ABE e Conflitto di sistema, un racconto ritmato e appassionante con un finale sorprendente.

Il risveglio della “selvaggia” Demri nel reparto “dormienti” genera scompiglio nell’odierna società che si snoda tutta in sincrono al grido di “Ordine e civiltà!”.

Seguendo le vicende di Demri (stordita dal mondo sconosciuto che si ritrova a contemplare) aiutata dal “civilizzato” Christian, il romanzo breve di Franceschini, dall’impronta futuristica e fumettistica, fa riflettere su come l’ordine e la civiltà siano garantiti esclusivamente dalla somministrazione quotidiana di ormoni per mantenere l’equilibrio sociale e sessuale. “Non c’è dolore. Tutto garantito. Non c’è preoccupazione. Nessun rischio” grazie alle riforme delle Grandi e Piccole Civilizzazioni. Inoltre grazie alla regolamentazione del diritto all’accoppiamento, ognuno ha la propria soddisfazione sessuale quotidiana nei centri d’accoppiamento, così “nessuno importunava nessuno. Nessuno cercava più nessuno. Nessuno aveva un rapporto con nessuno (…)”.

Sembra l’età dell’oro, un’epoca perfetta, tutto è ben controllato e perfettamente in ordine e funzionante; si percepisce, dalla narrazione, un senso di “non rumore” dove tutto scorre e avviene in modo assolutamente etichettato. Tutti sembrano soddisfatti, incasellati nella routine: “Era tutto piacevolmente rassicurante. Perché uscirne? Era dall’abitudine statuaria che proveniva la serenità e la tranquillità (…)”; eppure dalle righe emana un senso di squallore: non esistono sentimenti né rapporti umani veri, tutto è piatto, asettico, non batte più l’emozione e a quelli, come Christian, che sono dei buoni cittadini ma hanno comunque un sentore delle storture di questo nuovo mondo, ci pensa l’Ordine con le sue indagini, con le sue punizioni inflitte ai sovversivi, con il suo controllo della cultura poiché bandisce in varie liste i libri proibiti: “per la maggior parte era materiale (…) riconducibile all’accoppiamento selvaggio (…). La quasi totalità delle opere dell’arte e dell’ingegno era stato messo all’indice, altro modificato e manipolato prima di reimmetterlo sul mercato”. Ciò mi suggerisce un ritorno all’epoca della Riforma Cattolica, con l’Indice dei libri proibiti, dove L’Ordine si identifica con la Santa Inquisizione. Corsi e ricorsi storici. In passato si “regolava” con il fuoco, cioè i roghi, nella nuova era si regola clinicamente con iniezioni di ormoni, senza omicidi e con “ordine”; l’elemento comune è uno: non permettere all’uomo di pensare con la propria testa e tenerlo soggiogato a un volere più alto. E per controllare che tutti si comportino bene, l’Ordine si serve dell’Occhio, paragonabile agli inquisitori della vecchia Riforma Cattolica.

Apparentemente sembra tutto perfetto, ma lo è se si temono i “selvaggi”, ossia i sovversivi o, meglio, quelli che usano ancora la loro testa per pensare? È davvero tutto così encomiabile se fra coloro che fanno parte dell’Ordine serpeggia il pensiero (non tanto civile) di sfruttare il caso per fare carriera politica? Ho più impressione di essere davanti alla solita oligarchia… della serie: tutto il mondo (civile o selvaggio, passato o futurista) è paese…

Il futuro è nelle mani dell’uomo e della sua intelligenza: si tratta di essere sereni o anestetizzati? O, peggio, annichiliti? “Placate le pulsioni di riflesso nessuno faceva del male a nessuno. E neanche del bene?”.

Romanzo breve, asciutto, essenziale, ma “ricco”.

Per riflettere.










19 luglio 2021

RECENSIONE: - "Cronache di un Mesotes - La guerra del portatore" - di Alberto Grandi


Genere: Fantasy/Fantascienza
Editore:  Bookabook

Link d'acquisto Amazon: Formato Kindle - Formato Cartaceo



Leon, un giovane praticante di arti marziali, viene scelto per unirsi a un grande esercito composto da diverse specie aliene, contro un nemico comune: il Portatore. Durante il suo viaggio conoscerà diverse figure importanti, dalle imponenti e guerriere Cheimatos, ai piccoli e ingegnosi Psykines, ognuna pronta ad insegnargli qualcosa. Dovrà addestrarsi ed essere pronto a combattere il famigerato esercito nemico mentre imparerà a confrontarsi con il più grande avversario della sua vita… Se stesso. Un viaggio avventuroso e introspettivo che lo porterà a visitare i più disparati mondi, da un morente imperialismo romano, al classicismo greco, passando per la libertà piratesca e la tecnologia psykines. In un percorso interiore verso la battaglia più difficile di tutte, quella per conoscere se stessi e migliorarsi.


"Non sono mai completamente riuscita ad appasionarmi alle saghe o ai racconti ambientati nello spazio, forse perché di solito hanno delle trame abbastanza lineari e quasi scontate.
Questo libro è stato l'ultimo del genere letto, visto che ultimamente sto cercando di riavvicinarmi a questo tipo di letture. Inizialmente la trama può essere considerata classica anche in questo scritto: varie razze della galassia, prima in rotta tra di loro, si ritrovano per necessità costrette a stringere un'alleanza che stà stretta a molti, per combattere e cacciare un invasore il cui unico scopo è predominare e conquistare tutte le razze senzienti dell'universo.
Tuttavia l'autore ha saputo differenziarsi e distinguersi in vari modi, che ho apprezzato molto e mi hanno sorpreso positivamente!
Ve li elenco qui sotto:
✨ L'incipit dei capitoli, tutti con lo stesse parole di apertura: "Ehi! Svegliati!";

✨ Alcune razze partecipano alla guerra schierando pochi individui per pianeta nel conflitto, quattro per la precisione, alcuni volontari, altri no..

✨ Ho apprezzato la varietà di razze create dall'autore e i rispettivi pianeti;

✨Ma soprattutto ho apprezzato la storia raccontata attraverso gli occhi di uno dei protagonisti provenienti dalla Terra, un giovane filoso: la sua voce narrante vi accompagnerà nella lettura e vi ritroverete insieme a lui ad analizzare accadimenti e situazioni. Da bravo filosofo approfondirà ogni argomento, rendendolo più vasto e interessante per il lettore.
Attenderò il seguito con molto piacere e sicuramente leggere questo libro mi ha aiutato a superare il mio "blocco" riguardo alle saghe spaziali.

L'unico appunto che personalmente mi permetto di fare è il seguente: avrei preferito un'introduzione un po' più corposa.
Mi spiego meglio: all'inizio della lettura ci si ritrova subito catapultati nel vivo della storia, senza inizialmente nessuna informazione per raccapezzarsi.
Successivamente questa sensazione è andata scemando, ma altre volte ho sentito la mancanza di descrizioni più corpose anche se forse con il senno di poi, ho valutato che probabilmente da parte dell'autore questa cosa era voluta visto che il protagonista stesso è all'oscuro di tutto e scopre le cose man mano, con l'evolversi della storia.
E poi ovviamente è soggettivo!