È possibile scorgere il volto del terrore, o si può solo osservarne le
passeggere maschere che indossa mutandole di racconto in racconto? Con
questa raccolta, tra ignoto e tangibile, Nicola Catalano ci spinge a porci
diverse domande.
Può la realtà confondersi all'assurdo in una normale notte di fine estate in
spiaggia con gli amici? Cosa può accadere durante una spedizione
archeologica in Egitto alla ricerca di una piramide avvolta nella leggenda, la
gloria o... l'avverarsi di sussurrate superstizioni? Come può un'ombra
spingere le persone alla follia?
Il blues può nascondere un potere che va oltre le sensazioni? Può il guaito di
un cane oltrepassare il confine che ci separa dall'aldilà... e cos'avrà di così
importante da raccontare?
Preparati a immergerti in atmosfere inquietanti del recondito e a provare
emozioni intense, in un condensato letterario all'insegna della suspense!
Cinque appuntamenti col terrore che ricorderai per l'eternità!
Amici lettori, quella di cui vi parlerò oggi è una raccolta di racconti horror che ho letto davvero con molto entusiasmo.
Innanzitutto, desidero palesare la mia preferenza per la seconda storia riportata, quella dell’uomo che vedeva e inseguiva le ombre assassine, sebbene anche le altre hanno solleticato il mio interesse e attirato la mia attenzione sin dall’inizio.
Le pagine di questa raccolta brulicano di vicende inquietanti, che prendono forma perlopiù di notte. Nell’oscurità delle parole che scivolano davanti ai nostri occhi, si celano verità raccapriccianti, dove il male si manifesta nelle più svariate forme.
Altra cosa che ho apprezzato veramente tanto è la forma con cui quest’opera è stata scritta: è palese che le parole siano state scelte con cura; l’intero testo scorre fluente come un fiume, trasportando con sé il lettore in un viaggio dalle note angoscianti, riccamente intrise di sangue e morte.
A parer mio, indipendentemente dal genere, leggere un libro ben scritto è un balsamo per la mente, un’immersione totale e gratificante nella realtà che lo scrittore desidera presentare al lettore.
Non posso che fare i miei complimenti a Nicola Catalano. Consiglio la sua opera a chiunque desideri trascorrere qualche ora in compagnia di vicende raccapriccianti, le cui verità vengono svelate poco alla volta. Quando le ombre si allungano come artigli aguzzi tra le vittime inconsapevoli, allora la mente di chi legge comincia a elaborare il più raccapricciante degli epiloghi, in attesa che l’ignoto si manifesti in tutta la sua crudeltà.
“Cinque appuntamenti con il terrore” fa al caso vostro se amate le vicende macabre e misteriose, condite da un pizzico di suspence. Vi assicuro che rimarrete piacevolmente colpiti al termine di ogni singolo racconto.
Pennellate di bugie Pamela Luidelli romanzo contemporaneo Horti Di Giano 2023 cartaceo, ebook 247
La signora Müller è una nota scrittrice negli Stati Uniti. Ha vissuto diverse vite che l’hanno segnata, ognuna a proprio modo, sancendo comunque il suo successo, che però ha sempre voluto mantenere un po’ in sordina per proteggere la sua famiglia. Ma poi, si sa, arriva il giorno in cui tutto cambia, e bisogna fare i conti con la cruda realtà dei fatti. Abbandonati i panni dei suoi personaggi, ha dovuto vestire solo e soltanto i propri, intrisi di un tremendo dolore per la perdita improvvisa della persona che le ha trasformato la vita in meglio, regalandole un sogno: suo marito Robert. Ma spesso, la quotidianità supera la fantasia, e l’arrivo forzato della nipote Felicia per volere della madre Audrey, con cui non è mai andata d’accordo, costringe l’anziana donna a uscire dal torpore devastante della disperazione e riprendere in mano la sua esistenza, che stava lasciando andare definitivamente, per gestire i gravi problemi adolescenziali della ragazza. Tra segreti insvelabili, situazioni controverse e delinquenti di ogni tipo che minacciano la sua famiglia, deve scoprire in fretta il modo di sciogliere una matassa intricata, pur essendo “imprigionata” nella casa italiana in cui si era isolata per vivere il suo dolore. Pamela Luidelli ha dato forma e sostanza a un romanzo che accarezza il cuore, in cui l’intrigo e il mistero si fondono in un percorso a ritroso nel fulcro dell’animo umano, dove scavare è difficile e pericoloso, perché la sensibilità delle persone scorre spesso su un critico doppio binario; ma quando le emozioni deragliano e vengono liberate, allora tutto può accadere.
Dopo la morte del marito, la Signora Muller, affermata scrittrice, lascia Boston per ritornare in Italia. I giorni trascorrono lenti, solitudine e tristezza la fanno da padroni, minando la voglia di vivere.
Tutto cambia quando la nipote Felicia la raggiunge assieme ad una strana ragazza, Elly, ufficialmente presentata come collaboratrice domestica.
Le giornate della signora subiscono un’impennata: Felicia è in piena crisi adolescenziale, è arrabbiata con il mondo intero ed Elly non è ciò che dice di essere, nasconde segreti che la legano misteriosamente ad Audrey, la mamma di Felicia.
La Signora Muller, si trova costretta ad aprire il suo cuore, a rivivere il passato rivelando anche gli eventi più drammatici che le hanno segnato la vita.
Si immerge completamente nel ruolo di nonna, con la missione di trasmettere alla nipote il suo vissuto, nella sua totalità, senza nascondere nulla, errori e sventure compresi.
Alternando comprensione e dolcezza a polso fermo e regole severe, come solo una nonna sa fare, finalmente Felicia si confida, il peso che ha sul cuore si svela e finalmente la ragazza potrà guardare al futuro con ottimismo, ritrovando anche la passione per il suo talento naturale, la pittura e l’arte.
La bellissima casa sul Lago Maggiore diverrà teatro delle tante prove cui la vita ci sottopone, cadute e rinascite, sofferenze e felicità, in scena, abusi e soprusi, di cui le donne troppo spesso sono vittime, costrette a tacere per vergogna o per necessità.
Il libro è anche uno scorcio sui rapporti fra madre e figlia, non sempre facili. A volte si commette l’errore di non dire nel tentativo di proteggere, ma spesso il taciuto fa più male della verità perché genera rancori ed incomprensioni.
Infine, una riflessione su cosa significhi invecchiare, quanto è importante l’eredità che lasciamo, quel che tramandiamo alle nuove generazioni.
È compito degli adulti comprendere i giovani e saper far breccia nel loro cuore.
Alle porte del 2000, il detective dell’FBI Alex Reed viene invitato dal nobiluomo Auguste De Montadon a far visita al suo capezzale. L’agente è assegnato dal Federal Bureau ad una sorta di dipartimento in stile X-Files, che era gestito precedentemente da suo fratello, da poco scomparso. La morte di Candice — la figlia del magnate che Reed conosce da quando era bambino — e una serie di misteri inspiegabili che ruotano attorno alla donna, spingono l’anziano De Montadon a chiedere a Reed di indagare, come ultimo desiderio di un moribondo. Infatti, è convinto che dietro a tutto questo ci sia qualcuno di potente, in possesso di capacità sovrannaturali, i cui scopi sono collegati a un’antica profezia riportata nel Necronomicon, il terribile Libro del Morti di cui aveva parlato anche il Maestro di Providence. Un’indagine sulla linea di confine tra ufficiale e inammissibile, in una versione moderna dei Miti di Cthulhu, alla ricerca di una verità, in una lotta contro il tempo prima che la Profezia si manifesti con le sue terribili conseguenze, generando Qualcosa di Malvagio.
“Sette volte sette generazioni, la settima figlia avrà una settima figlia. Dopo sette volte sette generazioni, dalla settima figlia nascerà un figlio. Egli sarà l’eletto”
In punto di morte il Conte de Montadon manda a chiamare Alexander Reed.
Alexander e il fratello Chris erano amici d’infanzia della figlia del Conte, Candice, morta anni prima in un incidente stradale.
Oggi Alex è un Agente dell’FBI e de Montadon gli confessa di aver trascorso gli ultimi anni di vita alla spasmodica quanto inutile ricerca dei figli di Candice.
La vita della figlia è avvolta nel mistero, de Montadon è riuscito a scoprire solo pochi indizi, prima di venire fermato da un inquietante personaggio che, da lontano e con un solo gesto, gli ha causato un grave infarto.
Nonostante lo scetticismo iniziale, Alex non può fare altro che acconsentire alle volontà dell’amico di famiglia, supportato da un team di persone specializzate nello studio di sette e scienze occulte.
Antiche leggende e personaggi immortali, città magiche e riti propiziatori, fino alla scoperta di una maledizione che risale alla notte dei tempi: questo romanzo è avvincente, il ritmo è incalzante, l’occulto e il mistero ben definiti e narrati.
Chi scrive deve essere un lettore e lo stesso Mauro Mollo Garbero ammette di essere un cultore di King, di Tolkien, di Lovecraft.
E’ stato molto bravo a rievocare le atmosfere dei classici dell’horror e del mistero, scrivendo però un romanzo originale, dalla trama molto credibile e coinvolgente, assolutamente mai banale.
Flavia e Filippo sono due diciottenni innamorati che vivono in una
valle in mezzo ai monti dell’Appennino, attraversata da un gasdotto.
Lei è un’artista ribelle, lui ha un’impostazione più razionale e ama i
fumetti, tanto da aver scritto una sceneggiatura che Flavia gli sta
disegnando, dal titolo Rascal Circus.
Tommaso, il fratello di Flavia, è un giramondo che riporta dai suoi
viaggi degli strani manufatti di antichi popoli, legati a entità
mostruose. La ragazza, inoltre, non ha mai dimenticato le storie
misteriose che le raccontava suo nonno da piccola. Il folklore locale di
cui le parlava era composto di creature dei boschi ed esseri selvaggi di
ogni tipo. Ma quella più inquietante riguardava la Marangona, una
strega longeva che vive nei pressi del fiume e che rapisce le persone
uscendo dalla nebbia avvolta dalle tenebre.
Nella notte più corta dell’anno, quando il solstizio d’estate assurge il
suo potere, i due giovani decidono di attendere l’alba nel bosco nei
pressi del cantiere del gasdotto, ma il corso della loro vita cambierà per
sempre…
“Tu non sei una ribelle …… non basta non avere paura per esserlo. Il coraggio è nulla, senza il rispetto”
Flavia e Filippo, innamorati e con tanti sogni nel cassetto, la sera del solstizio d’estate si avventurano fra i boschi per assistere ad un fenomeno di luce suggestivo: i raggi del sole nascente colorano di rosa le cime dei monti dell’Appennino e il disco solare si staglia sopra una roccia a punta; sembra un delfino che gioca con una palla infuocata.
La magia scaturita da questo fenomeno si trasforma in incubo per i due ragazzi tanto che, nei giorni successivi, la loro vita viene messa più volte in pericolo, vengono attaccati da mostri e fantasmi ed assistono a trucidi fatti di sangue.
Flavia e Filippo, però, non serbano memoria di quanto accade loro, tranne brevi flashback e la consapevolezza che in paese succedono cose strane e, quindi, è per loro impossibile razionalizzare gli eventi di cui sono vittima e, soprattutto, chiedere aiuto.
I fatti strani rievocano alcune leggende locali che vedono protagonista la "Marangona", una creatura mitica generata dal fiume che scorre nella valle e sembrano coinvolgere l’area del gasdotto installato all’inizio del bosco.
Con tenacia, intelligenza e tanta, tanta incoscienza, Flavia e Filippo sveleranno il mistero sospeso fra realtà e fantasia.
La tradizione popolare italiana è ricca di leggende e miti che vengono tramandati di generazione in generazione, bellissime storie che non devono essere dimenticate perché ….va bene la logica e la spiegazione scientifica però … un fondo di verità c’è sempre!
Anna è una ex professoressa appena andata in pensione. Abita da
sola e questo cambiamento lo vive in modo alternato, passando dalla
malinconia per il lavoro che ha adorato a momenti di svago, cercando
continuamente di tenersi occupata con le attività più disparate.
La sua Pavia è una cittadina tranquilla che non offre molte notizie
clamorose, eppure un evento inatteso sconvolge la quiete: il marito
facoltoso di una sua compagna di corso Unitre viene trovato morto nel
suo studio. In Anna cresce pian piano l'impulso dell'avventura e del
mistero, e per soddisfare un sogno di gioventù, inizia a indagare a
modo suo sul caso, accompagnata sempre da Alan, il suo immancabile
setter, contravvenendo ai freni che le impone il vicino di casa, il
vicequestore Giacomo Baldi.
L'intuito e la curiosità la spingono spesso oltre il limite, rischiando e
comportandosi in modo avventato, ma le sensazioni che prova la fanno
agire d'istinto e questo, in un modo o nell'altro, riesce a guidarla.
Partendo dalle antiche vicende medievali pavesi attorno alla Santa
Inquisizione, che narrano storie di streghe condannate ingiustamente,
Annalisa Gimmi ci fa percorrere un viaggio nel tempo, attraverso
lettere e ricordi: sensazioni ovattate custodite nella "memoria dei
sassi".
Anna Corradi è una ex
insegnante in pensione che abita in compagnia dei suoi due gatti e
del suo cane, un setter irlandese. Il che non deve trarre in inganno,
perché la signora in questione è ben lontana dal farsi catalogare
come “una scopa spiumata da mettere in un ripostiglio, in attesa
della definitiva sparizione”! Piena di vita, si è iscritta al
corso di danza conoscendo nuove amiche e, spinta dalla sua voglia di
sapere, si è iscritta all’Unitre dove frequenta tre corsi fra i
quali uno in particolare: la storia di Pavia che le solletica la
naturale curiosità sul passato della sua città: “così avevo
scoperto una grande passione nel conoscere le vicende di chi mi aveva
preceduta in quelle vie. Chi aveva calpestato quegli stessi sassi”.
Questo suo interesse si accentua nel momento in cui alla sua amica
Agnese, viene assassinato il marito, Gianfranco Soleri. Il profumo
dell’intrigo è particolarmente invitante non solo perché Pavia è
sempre stata molto tranquilla e un omicidio desta tanto scalpore, ma
anche perché Anna, chiamata a sostenere l’amica, nota delle cose
che non vanno e che destano in lei l’istinto da detective. Inizia a
investigare e a trovare connessioni tra la nobile e antica famiglia
Soleri del presente e il suo capostipite medievale, il temutissimo
inquisitore Scipione Soleri. Le indagini della donna sembrano avere
dell’assurdo, sembrano i vaneggiamenti di una pensionata molto
fantasiosa, ma Anna dimostrerà a tutti di che tempra è fatta e i
sassi di Pavia, che conservano la memoria di secoli di impronte, le
daranno ragione.
Originale il tema del
giallo che congiunge i giorni nostri al remoto medioevo attraversando
i secoli di mezzo con dei salti temporali che ci aiutano a capire
cosa succede e nello stesso tempo intrecciano, nel corso di tutto il
romanzo, una sorta di omaggio alla città natale dell’autrice.
Interessante
anche notare come i personaggi importanti di questo romanzo siano
tutti femminili; sì ci sono anche gli uomini, ma hanno un aspetto
secondario e adeguato a metter in rilievo le donne, così se l’antico
inquisitore Soleri è una figura essenziale per l’avvio della
storia, resta comunque funzionale alla figura della strega che farà
condannare; allo stesso modo se i Soleri contemporanei sono gli
oggetti fondamentali delle indagini, restano tuttavia funzionali alla
figura dell’ ”investigatrice” Anna e anche a quella della
vedova. Poi, se vogliamo ampliare lo spettro, anche la figura del
vicequestore, nelle indagini, risulta smorzata rispetto a quella di
Anna e alle sue intuizioni vincenti; per ultima altresì la figura
del compagno di Anna, con il quale lei condivide qualche tenerezza,
ma per il quale non è disposta a rinunciare alla sua libertà
personale.
Ben scritto, attento agli
sviluppi storici dove la “licenza poetica” di spostare di un
secolo gli avvenimenti passati non sono una svista ma permettono
all’autrice di trattare l’argomento storico con più elasticità,
senza intaccare comunque la veridicità dei fatti.
Nel terzo capitolo del Ciclo delle Ali Oscure, il conflitto tra umani dei Paesi federati del Patto Meridionale e gli Alati di Azra prosegue senza sosta, fino all'invasione della città di Cartago, dove la giovane umana Lyan Alba si è rifugiata per combattere la Lungimiranza. Lì, durante il periodo di stallo che segue l'occupazione, ritrova diverse persone amiche, ma anche coloro da cui si stava nascondendo. Inoltre, la comparsa del Falco Nero le complica l'esistenza, costringendola a prendere una decisione dolorosa e sofferta. La sua è una lotta interiore tra istinto di sopravvivenza e abbandono alle emozioni, e la scelta che ha di fronte è difficilissima: votarsi all'amore, scendendo a patti con il male che la circonda, o fuggire da esso, destinandosi a una vita di solitudine? Il contrasto tra ciò che si vuole fare e quel che si deve fare è ingestibile: Lyan non vorrebbe vivere nei rimpianti per la rinuncia dettata da un senso di giustizia, ma neppure convivere con il rimorso per il dolore che provocherebbe agli innocenti, cedendo ai ricatti del nemico. Come se tutto questo non bastasse, si troverà a camminare sulla linea di confine tra due schieramenti di Alati: le Ali di Fuoco, a cui appartiene Azalel, il suo amore del presente, e le Ali Spezzate, che andranno a risvegliare sentimenti ormai sopiti.
Vi parlo oggi di Dark Wings-Ali spezzate di Krisha Skies terzo e ultimo volume della serie "Il ciclo delle Ali Oscure", la storia riprende dove l'avevamo lasciata.
Il generale ancora era via, la vita scorreva e Lyan e Azalel si compartavano come una coppia anche se lei doveva affrontare il disprezzo degli inservienti e altri uomini del centro che odiavano gli alati.
Tutto precipita appena il generale ritorna al centro, Lyan doveva affrontare l'inevitabile, con la paura nel cuore di perdere se stessa, risuonavano nella sua mente le parole di Cassandra, forse la sua premonizione stava per avverarsi. Aveva paura, si sarebbe sicuramente bruciata se non si fosse allontanata dalle fiamme dell'amore, da Azalel, dal Falco Nero e dalle ali di Fuoco.
Un amore tormentato, che li rendeva felici ma nello stesso tempo sofferenti, il loro non sarebbe mai stato un amore libero ma imprigionatoda un potere più grande. Una decisione drastica poteva salvarli oppure condannarli per sempre, sarà difficile decidere con il cuore a metà, con la mente offuscata da tanti dubbi.
Con il pov interamente di Lyan che ci narra tutto il tormento, tutte le sue indecisioni, tutto quello che succede intorno a lei. Bravissima l'autrice a tessere una trama piena di piccoli indizi e piccoli puntini che poi si uniranno quasi nel finale, per scoprire poi che le scelte fatte non erano tutte giuste, che gli amici diventeranno nemici e che alcuni nemici aiuteranno in modo inaspettato, ma questo il gran cuore di Lyan non poteva saperlo, lei è sempre pronta a trovare sempre il buono in tutto, la prima lungimirante era colei che poteva tutto, ma per la paura di perdersi non si fidava di se stessa e del suo potere.
Rivelazione del volume è stato per me, Seraphine, che ha sempre disprezzato Lyan ma scopriremo un lato diverso di lui, un vero amico fedele che farebbe tutto per chi ama, l'ho veramente riconsiderato in alcuni capitoli.
Con un finale tra le lacrime che mi ha fatto sentire peggio di Lyan e l'epilogo Narrato da Azalel (finalmente scopriamo il suoi sentimenti, il suo modo di pensare) diamo addio a questi ragazzi, anche se io mi sento che in futuro avremo altre notizie, sentiremo di nuovo parlare di loro e io sarò là, e mi farò prendere di nuovo per mano per immergermi nel loro mondo.
Ancora una volta ringrazio l'autrice di avermi dato l'opportunità di leggere la sua trilogia, di avermi fatto palpitare, sorridere, piangere...una bella altalena di emozioni, quelle che cerco e spero di trovare in ogni lettura.
Beatrice Testaccio si ritrova a vivere nel piccolo borgo di Castel Lassù, sul Lago Maggiore, dove tutti sanno di tutto e passano il tempo a spettegolare.
Intanto, gestisce il bar del paese con la zia Tina, si ritrova l'ex fidanzato che non sopporta per casa e deve combattere ogni giorno con il suo corpo un po' troppo "in carne", cosa che le genera insicurezza.
Nonostante questo, la nostra barista è un vulcano di energie e ha un carattere esplosivo, tanto da far scappare tutti quando sta per arrabbiarsi: sanno che è meglio starle alla larga.
Ma ciò che più la caratterizza è quell'inspiegabile rapporto che ha con la sfortuna, che la perseguita al punto da essere sospettata di omicidio visto che, guarda caso, si ritrova sul luogo del delitto.
L'arrivo nel piccolo centro di Ares Bacardi, noto cantante in decadenza, sconvolge gli equilibri al punto da portare Beatrice alla ricerca della soluzione del caso, facendolo a modo suo e scontrandosi con il maresciallo Domiziano De Gai, in quell'intricatissimo rapporto di amore e odio che ha con lui.
Attraverso l'umorismo giallo di Pamela Luidelli, questo cozy mystery ci catapulta nelle dinamiche che il destino ha simpaticamente ordito attorno all'improvvisata investigatrice pasticciona.
Un caffè
per l’assassino è il secondo romanzo
scritto da Pamela Luidelli con protagonista Beatrice Testaccio,
grassottella romana con una dote speciale: cacciarsi nei guai, o
attrarli come miele per api: “Da quando era
nata, la sfortuna la perseguitava senza mai abbandonarla, sembrava
che si divertisse a burlarsi di lei”.
Beatrice, perennemente a dieta e in lotta con la bilancia, è
l’antitesi della perfezione, ma per questo si fa amare subito anche
da chi, come me, non ha letto il primo libro e impara a conoscerla
con questo secondo lavoro.
La vicenda
parte dall’accesissima competizione culinaria tra il bar Nemesi
della zia di Beatrice e la pasticceria Albume che ingaggia uno chef e
un cantante famosi per battere la concorrenza e che innescherà il
meccanismo del giallo da risolvere. Ma oltre al giallo, c’è anche
il rosa: il sentimento fra la giovane protagonista e il maresciallo
De Gai, uomo tutto d’un pezzo “dallo
scarso senso dell’umorismo e incline all’ira” e
fiero della propria divisa! Le sue battute al veleno nei riguardi
dell’eccessivo peso della donna non sono altro che un modo per
mascherare i propri sentimenti, prima fra tutti a se stesso. Si
troverà a indagare insieme ai suoi sottoposti incompetenti e sarà,
volente o nolente, affiancato (a volte anche anticipato)
dall’intelligente barista.
Numerosi
sono i personaggi presenti nel libro, ognuno con una sua
identificazione precisa nel contesto per cui si possono in gran parte
definire co-protagonisti: c’è la famiglia strana detta “Addams”;
Annuccia, il “gazzettino padano del paese”;
Angela detta “la Contessa”
“per la sua aria da aristocratica”
inversamente proporzionale alla sua loquela “da
scaricatore di porto”; la specificazione di
ognuno risiede anche nella intelligente e umoristica scelta da parte
dell’autrice di assegnare loro dei cognomi “parlanti”,
pertinenti a vizi o virtù o caratteristiche che appartengono loro
per cui Beatrice, romana, di cognome non poteva che fare Testaccio,
il cantante ospite nel paesino, incline al bere (e non solo) non
poteva che chiamarsi Bacardi,
così la pasticceria rivale si chiama Albume,
il carabiniere, con le sue manie e i suoi sospetti, si chiama
“Bipolare”… e il
bar Nemesi che, in qualsivoglia modo interpretarlo, o “giustizia”
alla maniera classica o “vendetta”,
rientra sempre perfettamente nello spirito narrativo e tematico del
nostro romanzo.
Romanzo
esilarante, umoristico, divertente e dai risvolti non scontati!
Da secoli il mondo è infestato da creature mostruose: gli Speculi. Gli Emisferi che essi producono, vere e
proprie gabbie che impediscono qualsiasi spostamento o comunicazione con l’esterno, flagellano periodicamente i più disparati luoghi della Terra, dall’Europa all’Estremo Oriente. Solo convogli di messaggeri, incaricati di consegnare merci e generi alimentari nelle città e nei villaggi infestati, sono in grado di penetrare gli Emisferi e di distruggere gli Speculi. Tra loro, infatti, operano i Danzatori del Sangue, rarissimi individui in grado di evocare potenti giganti guerrieri conosciuti con il nome di “Golem”. Come ogni Danzatore che si rispetti, anche Shanti vive in simbiosi con un Animus, un essere artificiale antropomorfo in grado di diventare l’“anima” del Golem. Paradossalmente, gli Animus sono considerati alla stregua di oggetti o di intelligenze artificiali: non provano emozioni e obbediscono ciecamente ai loro proprietari. Ma le cose si complicano quando la ragazza comincia a sospettare che un Animus sia molto di più e una tragedia mai dimenticata riemerge dal passato con nuovi, inquietanti dettagli.
Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Krisha Skies, un urban fantasy, dalle mille sfumature, ambientato in un mondo dove i sentimenti sono solo per pochi e chi ne è privo si sente superiore, dove esistono Danzatori del sangue Animus e Creatori, dove si viaggia per missioni di soccorso e per portare notizie.
La protagonista è Shanti, una danzatrice del sangue, colei che nasce con il potere della danza che si attiva dal tatuaggio ad aspirale sul palmo della mano e lei è particolare e rara è ambi destra con doppio tatuaggio e doppio potere. Può evocare un golem nutrendo con il suo sangue un animus, a lei viene affidato un animus femmina. L'animus ha un viso inespressivo non ha sentimenti, un corpo senza anima, fantocci dalla forma umana, non si dovrebbe dare un nome al proprio animus ma lei lo fa e la chiama Clio.
Fa parte di una squadra in missione a Malta, capitanata da Lars e tra i due c'è una forte attrazione. Loro sono messaggeri, portano notizie nel mondo dove si formano gli emisferi, cupole energetiche create dagli Speculi creature malvagie che si nutrino di tutte le creature viventi che trovavano davanti.
Una sera dopo un tragico incidente Shali rimane sola perde tutti, i suoi compagni, Lars e la sua Clio. Ora è una ex messaggera e ex danzatrice del sangue, si stabilisce in Spagna....passano quattro anni lei ha sempre in mente il ricordo di quella maledetta sera nel cuore quel dolore sordo che non va via, gli mancano anche le sue missioni, ma fino a che non la riterranno in grado di riprendere dovrà essere una ragazza normale, poi un giorno incontra Blue, un animus maschio, molto diverso dagli altri, sembra quasi avere una sua coscienza. Dopo un po' viaggiano per andare in Giappone dove il loro futuro sarà deciso dal consiglio dei Creatori. Più stanno insieme e più il loro destino si unisce, "si può amare chi non dovrebbe avere nessuna emozione?"
Un'avventura che mi ha assorbito per un po', persa in quelle righe piene di colpi di scena, battibecchi divertenti, momenti di tensione e anche di tristezza. Quasi alla fine tutto quello che era sicuro si trasforma, si ribalta, tutte le sicurezze di Shanti ma anche le mie come lettrice si sono sgretolate, ho avuto un colpo al cuore, Krisha ha seminato indizi ma davvero non pensavo ad un epilogo del genere, lasciandomi all'inizio confusa, ma poi alla parola fine, con un sorriso sulle labbra.
Conoscevo lo stile dell'autrice avendo letto altri suoi urban fantasy e quindi sapevo che sarebbe stato tutto fantastico, con la sua geniale fantasia e la sua scrittura coinvolgente avrei vissuto una bella esperienza e così è stato.