Titolo: La forma del delitto
Autore: Fulvio Di Chiara
Genere: Giallo
Collana: Tracce di sangue
Numero pagine: 226
Prezzi in continuativo Ebook: 3,90€ - Cartaceo: 15,90€
Editore: Blitos Edizioni
Pubblicazione: 14 Aprile 2023
Titolo: La forma del delitto
Autore: Fulvio Di Chiara
Genere: Giallo
Collana: Tracce di sangue
Numero pagine: 226
Prezzi in continuativo Ebook: 3,90€ - Cartaceo: 15,90€
Editore: Blitos Edizioni
Pubblicazione: 14 Aprile 2023
Titolo: TUTTO PER AMORE. Sempre e solo.
Autore: Giulia Riccardo
Genere: Romance – Amore Odio – Enemies to Lovers
Collana: Momenti Sospesi
Editore: Blitos Edizioni
Numero pagine: 135
Prezzi in continuativo Ebook: 0,99€ – Cartaceo: 9,90€
Pubblicazione: 27 novembre 2022
Si dice che il tempo
cambi ogni cosa.
Ma è possibile arrivare a perdonare una persona che ti ha reso la vita
impossibile?
"Quando
entrano in gioco i sentimenti, io, la bella Laura Scala, attraente, capace, in
carriera e con un acume fuori dal comune, perdo ogni capacità cognitiva. Avete
presente i classici occhi a forma di cuore? Sì, proprio quelli!"
Si dice che il tempo cambi ogni cosa. Ma di sicuro non è questo il primo
pensiero di Laura quando si rende conto che il nuovo, blasonato collega che sta
per entrare a far parte dello staff della sua agenzia pubblicitaria non è altri
che Lorenzo, il bello e maledetto dei tempi della scuola. Ricco, superficiale e
sicuro di sé, Lorenzo aveva reso la vita impossibile alla romantica e timida
Laura, che ricorda ancora con una stretta allo stomaco ogni presa in giro e
ogni frase sarcastica.
Come potrà lavorare con una persona del genere? Come farà a dimenticare le
angherie del passato e il suo modo di fare sempre troppo arrogante, fino a
trovare un punto di equilibrio professionale accettabile?
E soprattutto, cos’è questo nuovo lato gentile, empatico e sensuale che Lorenzo
mostra quando sono insieme e che manda in completa confusione tutte le sinapsi
di Laura?
Sì, si dice che il tempo cambi ogni cosa. Forse Lorenzo è già cambiato, forse
il ragazzino odioso che era, oggi non c’è più. E allora non è forse tempo anche
per Laura di abbracciare quel cambiamento che le farà finalmente trovare
l’amore?
Titolo: BROKEN TIME HOTEL
Autore: Ilaria Simonini
Genere: Narrativa contemporanea – Romanzo di formazione – Ambientazione Stati Uniti
Collana: I riflessi dell’anima
Numero pagine: 274
Prezzi in continuativo Ebook: 2,90€ - Cartaceo: 14,90€
Promo lancio Ebook: 0,99€ - Cartaceo: 12,90€
Editore: Blitos Edizioni
Pubblicazione: novembre 2022
Quando Nina trova per caso il biglietto da visita di un hotel dal nome particolare, le sembra solo una buona occasione per prendersi qualche giorno di relax tra un impegno lavorativo e l’altro, in attesa che il suo fidanzato torni da un lungo viaggio di lavoro. La sua vacanza si rivela però la più singolare delle esperienze, integrandola in un gruppo di personaggi assai diversi tra loro, ma con qualcosa in comune: una vita in sospeso. Insieme a Nina conosceremo il vecchio, saggio e scorbutico Joe, ospite fisso dell’hotel; il piccolo Colin che cerca di superare, insieme a suo padre, un lutto avvenuto nella sua famiglia; Mrs Wood, l’eccentrica proprietaria dell’hotel. Nina entra a far parte delle loro vite fino a quando scopre che il suo stesso passato è legato alla storia di quell’hotel così particolare, di cui fino a poche settimane prima non aveva mai sentito parlare.
Broken Time Hotel è una storia di magia vera. Quella potentissima che ognuno di noi anela ad avere in abbondanza. Quella magia che ha il potere di guarire tutti i malumori, aiutarti a sopportare tutti problemi. Quella magia dalla quale nascono le cose buone della vita. La magia del posto speciale, che non è semplicemente, o solamente casa. È qualcosa di più… sì ma cosa? Me lo sto chiedendo ora e l’unica risposta adeguata che mi viene in mente è ribadire che “Broken Time Hotel” è una storia di magia.
La coerenza mi dice di dare quattro stelle, quei dialoghi ne hanno rubato una, ma il mio cuore proprio non ci sta, infondo è solo tecnica.
Che personaggio quell’Hotel!
È l’autobiografia di Katia in un momento particolare della sua vita, che poi è anche la vita, purtroppo breve, della sua figlioletta Aurora, piccola combattente che ha fatto fronte al dolore e alla sofferenza per tredici mesi. È anche un atto d’accusa contro la malasanità e, di contro, un ringraziamento a chi invece l’ha sostenuta. È un grande grido di dolore che si libera dal cuore di una madre la quale, anche dopo diversi anni, sente forte il bisogno di chiedere: “Perché?”.
Katia è alla sua prima gravidanza, quella che si porta con un senso di gioia e dolcezza, non le stesse che si vivono nelle volte successive; sta attenta a tutto pur di non ledere alla piccola vita che cresce dentro di lei, eppure partorisce una bambina affetta da una sindrome che la porterà alla morte. Il responso immobilizza i neogenitori nel dolore. In questa sorta di limbo ospedaliero in cui tutto sembra avere ritmi, leggi e gestione diversi dal mondo esterno, cambia ogni prospettiva, tutto risulta estraniato e ovattato in modo quasi irreale… invece, è tutto troppo reale e Katia spera in un miracolo: “prego tutti i giorni e tutte le notti perché ciò avvenga, non so più a cosa attaccarmi, mi sembra di vivere in un incubo”; la disperazione di Katia è tangibile, come è tangibile la sua rabbia di madre impotente dinnanzi all’insensibilità e alla negligenza di certi mediconzoli (lasciatemi passare il termine perché i Medici , quelli con la “M” maiuscola, sono altri!) come quello che deve, prima di fare il suo dovere, finire di ingozzarsi di bignè o quello che si urta di dover andar in sala parto proprio mentre sta per finire il suo turno… però ci tengono a rimproverarla e a ricordarle per bene le gerarchie: “Signora sono io il medico non lei (…)”, poco importa se tutto ciò è infarcito di mancanza di tatto e di crudeltà : “(…) lo vuole capire che sua figlia non arriverà a domani mattina?”. Si rendono conto questi dottorucoli di aver a che fare con mamme che stanno cercando di accettare l’imminente morte del proprio figlio? Fortuna, non sono tutti così pessimi, ci sono anche dottori e infermieri comprensivi e umani che fanno il loro lavoro con coscienza; fortuna ci sono altre mamme, quelle che soffrono come Katia, che sanno offrirle quelle parole di conforto che vorrebbe sentirsi dire senza, per questo, alimentare false speranze… perché nasce la necessità di confrontarsi con persone che vivono un’esperienza analoga, solo per il semplice motivo che possono capire fino in fondo il dramma che lei sta attraversando…
“Bambini (…) tutti con il sorriso innocente che ti illumina il cuore e subito dopo ti sprofonda nella disperazione, quella che vedo negli occhi delle mamme (…)”: è quando vivi dolori come questo di Katia che tutto, alla fine, risulta irrilevante e inutile, “si accentuano i sentimenti veri, si annullano le banalità”.
All’inizio ho detto che Oltre l’impossibile è un’autobiografia e una denuncia della malasanità uniformandomi al genere del libro; con il cuore dico a voi lettori che è di più: è, dopo tutte quelle che questa mamma dolcissima ha cantato alla sua Aurora, l’ennesima ninna-nanna amorevole verso la propria creatura ormai non più sofferente, un ulteriore gesto d’amore oltre il dolore.
Titolo: "Perché no?”
Autrice: Lida Bram
Genere: Romanzo Rosa
Editore: BLITOS EDIZIONI
Data di pubblicazione: 6 giugno
2022
Autoconclusivo: Si
Lunghezza: 271 pagine
Formato: Ebook € 0,90 – Cartaceo 14.90
€
QUANTO È LABILE IL CONFINE TRA
AMICIZIA E AMORE?
Diana e Tiziano sono amici
inseparabili dalla nascita, vicini di casa, fratelli d’avventura. Sono giovani
adulti, ormai laureati, quando il loro legame viene messo in discussione da
Rebecca, la fidanzata di Tiziano che, con il suo sguardo gelido e i modi possessivi,
prova a tenerlo legato a sé riuscendo a far germogliare in Diana il seme
bruciante della gelosia.
Confusi e con gli animi in
subbuglio, spinti da una nuova, sconvolgente attrazione, Diana e Tiziano affrontano da
soli il viaggio in Messico che avevano programmato ormai da tempo, come regalo
di laurea. Dall’alto delle piramidi Maya o immersi nella rigogliosa vegetazione
messicana, hanno l’occasione di viversi e scoprirsi, studiarsi nel profondo,
crescere e scoprire quale sarà il futuro del loro rapporto.
Diana ha solo bisogno di certezze.
Ciao a tutte care amiche lettrici, vi parlo oggi di un romance che mi ha lasciato il sorriso sulle labbra dalla prima all’ultima pagina.
“Perché no?”, narra le vicende di due grandi amici, anzi migliori amici, cresciuti insieme, che hanno condiviso tutto. Diana e Tiziano, lui più grande di lei di appena un mese, vicini di casa dove a separarli è un vialetto con un cancellato perennemente aperto. Gli anni passano e Diana si ritrova a guardare Tiziano non più come il suo migliore amico o fratello che non ha mai avuto, essendo figlia unica, ma per il bellissimo ragazzo che è. Diana è confusa, non riesce a decifrare quel sentimento che l’attanaglia ogni qual volta che vede il suo migliore amico con quella “cozza” che le sta appiccicata. Quello che ignora, tuttavia, è che anche Tiziano è preda degli stessi sentimenti. Anche lui non è più indifferente a quelle forme che hanno sostituito il corpo di una bambina, a quegli occhi, a quelle labbra. I malintesi, la gelosia, le parole non dette, iniziano a gravare su quel rapporto che è nato con loro, ma che si è evoluto in qualcosa di ancora sconosciuto ai loro cuori.
Questo è un romance che merita di essere letto, scoperto come i nostri protagonisti che hanno messo a nudo ciò che nel cuore sentivano, in un linguaggio PoV che ha reso tutto più realistico. Per me è stato un po' come tornare indietro, a quei romanzi, quelli puliti dove a fare da padrone era un sentimento con la S maiuscola. Diana e Tiziano sono cresciuti fra le pagine del libro, ho assisto all’evoluzione del loro rapporto che è sbocciato quando sono arrivati all’età adulta. Il compagno di giochi, di studio, di confidenze si è trasformato in qualcosa di più e, quel qualcosa in più, ha scatenato sentimenti alle volte irrazionali, sia dall’una che dall’altra parte, che sono sfociati in litigi e incomprensioni. La gelosia poi è stata quell’input che ha reso le cose ancora più chiare. Mi sono molto immedesimata nella storia, ho viaggiato con i protagonisti per il Messico, mi sono arrabbiata con entrambi, due teste dure che non riuscivano ad ammettere i propri sentimenti. Non ho avuto difficoltà ad immaginare perfettamente le scene che si susseguivano perché il linguaggio con la quale l’autrice ha descritto dai paesaggi allo stato d’animo dei due ragazzi è stato impeccabile, senza refusi o ripetizioni. È stato un piacere leggerla. Mi ha fatto divertire la figura di Leo, fratello di Tiziano, con il suo ego smisurato a prendere in giro due muli che non riuscivano a vedere al di là del proprio naso, quando agli occhi degli altri era tutto chiaro. Bello davvero, e complimenti all’autrice anche per la minuzia dei particolari che ha usato per descrivere il meraviglioso Messico. Sapete, per chi mi conosce, che non sono solita leggere i ringraziamenti, preferisco confrontarmi con le autrici alla fine di ogni libro per capire se ciò che ho avvertito è reale. Dall’amore che traspare in queste pagine per quei luoghi credo che Lida Bram abbia realmente visto quelle terre bellissime, e in qualche modo abbia vissuto la storia della sua Diana e del suo Tiziano. Meritatissime le 5 piume per un romance che mi ha portato a viaggiare e sognare con due amici di sempre, nella speranza di leggere presto un altro bel libro di Lida Bram.
A presto
“La prigione di vetro- Il labirinto degli inganni” di Vasile è il sequel di “Ipnosi – Nei meandri della mente”, ma ha una sua trama che si può seguire facilmente anche se non si è letto il primo volume.
Il romanzo tratta le vicende di Dan e Dorothy, coppia affiatata che si è costruita una nuova vita a San Diego dopo aver lasciato la città natale Portland. Sembra una vita tranquilla e serena, ma attraverso salti temporali che fungono da spiegazione-intreccio tra passato e presente (debitamente segnalati dall’autore in ogni paragrafo), si avverte qualcosa di distorto: ricordi non piacevoli di Dan che oscurano il presente come una sorta di nuvola colma di temporale che si muove a inghiottire il cielo sereno. Attraverso la narrazione in prima persona di Dan, l’autore ci offre un libro ricco di mistero dalla prima all’ultima pagina; è una narrazione che fa uso di una buona descrizione: non eccessiva e funzionale a quanto raccontato.
È un thriller dalla struttura circolare: ciò che si apre all’inizio viene concluso alla fine. Vale anche per il titolo: man mano che leggevo mi sono chiesta più volte il perché di questo titolo, poiché mi sembrava di non trovare spiegazione… e anche qui, alla fine della mia lettura, la mia curiosità è stata soddisfatta: la prigione di vetro, una specie di “bolla” all’interno della quale viene costruito e intrecciato l’intero romanzo, oltre allo scioglimento degli intrecci narrativi e degli inganni mentali…
…Se pensate di aver capito qualcosa da queste parole, vi accorgerete che non è così, poiché la conclusione di questo thriller non è per nulla ovvia e vi disorienterà!
L’Atlantico non sarà l’unico oceano da attraversare. La vita è fatta di infinite onde, tempeste e cieli splendenti da sfidare, all’eterna ricerca di una destinazione, nascosta dentro ognuno di noi.
Il romanzo di cui vi parlo oggi ha come protagonista ognuna di noi, si avete capito bene, perché possiamo essere tutti Giulia, con i suoi sogni, le sue insicurezze e la voglia di realizzarsi nella vita. Giulia, una bambina di 6 anni che mette piede in una scuola di danza più per volere della madre che per una sua vera passione.
Il romanzo si snocciola tra passato e presente e nel racconto sono tornata indietro nel tempo, alla mia adolescenza, agli anni '90 quando tutto sembrava facile. Il periodo dell'adolescenza dovrebbe essere il più bello della vita di ognuno di noi e invece troppo spesso ci si ritrova in situazioni spiacevoli che ti fanno soffrire. È quello che accade a Giulia, non sta bene, una storia d'amore che la destabilizza, che diventa aggressione, violenza e morbosità. Un ragazzo che non la fa vivere e che prova in tutti i modi a farle abbandonare i suoi sogni!
Dopo tanto finalmente prende coraggio e lo lascia, la danza continua ad essere la sua vita e con tanto sacrificio inizia finalmente ad essere notata. A 21 anni decide però di fermarsi, decide che per il suo benessere psicologico deve trovare stabilità nella sua città, vicino i suoi affetti e costruire un futuro sicuro e 'semplice' . Ma la danza è la sua vita, non riesce più di tanto a star lontano dalle sale, Giulia non può annegare nella disperazione ed abbandonare tutto, deve sconfiggere i suoi demoni, avere più fiducia in se stessa e lasciarsi trasportare dalle note della musica e dalla magia della danza, solo così Giulia potrà dire di vivere davvero, ci riuscirà?
Purtroppo il mondo della danza è ostile, è duro, è privazione ma soprattutto se non si ha un carattere forte, vieni annientato da insegnanti e compagne, solo con tenacia e perseveranza si arriva lontano.
Un romanzo delicato, che fa riflettere ed apre cuore e mente 😍
Comprando questo libro sostieni l’associazione Libera di Vivere fondata da Barbara Bartolotti, scopri la sua storia sul sito www.liberadivivere.it
In seguito a un incidente molto grave, Christine ha perso la memoria. La sua mente è una tabula rasa, i suoi ricordi tutti da ricostruire e in lei c’è anche il presentimento che ci sia “altro”:
“Nella mia vita c’era qualcosa di profondamente sbagliato. Non sapevo dire cosa, ma lo sentivo. Era come guardare un quadro dipinto in modo impeccabile, ma incapace di trasmettere emozioni. Io ero questo, un bel quadro, ma scrostando la superficie cosa rimaneva? La perdita della memoria stava scrostando la superficie della mia vita”.
Dopo l’iniziale smarrimento decide di seguire il consiglio del suo medico di frequentare delle sedute di psicanalisi di gruppo.
Il suo gruppo è costituito da nove donne (compresa lei) che dovranno parlare di sé e di ciò che le fa soffrire. Christine inizia, così, a far luce nella sua vita scoprendo che in realtà è stata tutta una menzogna; il tentativo di ricostruirla si interseca con le sedute vissute in modo sempre più partecipe e man mano che Christine srotola la matassa del suo amaro passato, si rende conto che lei è sì “Christine”, ma potrebbe benissimo essere anche “Angela” (che vorrebbe avere il controllo della sua vita), “Caterina” (che delude il marito perché non resta incinta), ma anche “Eleonora”, “Giada”, “Ilaria”, “Rebecca”, “Gaia”, “Giovanna”, perché tutte hanno il comune denominatore di una violenza subita (qualunque essa sia), e ognuna di loro trova e prova gli stessi “frammenti di dolore delle altre, seppur con esperienze di vita diverse”.
Delicato e profondo nello stesso tempo, il libro dedica un capitolo a ogni donna che si trova in terapia e al suo specifico problema; la nona donna è Christine che chiude la struttura a cornice del racconto nel racconto e anche la narrazione generale del tema principale.
Un libro che fa riflettere sulle sofferenze e fragilità delle donne che subiscono violenze di ogni tipo, ma che sono anche estremamente forti nella sopportazione, quanto deboli nel non riuscire a uscire dal loro dolore.
Consiglierei la lettura anche all’altra metà del cielo.
Una moderna parabola dell’amore, in cui la protagonista compie un’evoluzione che la porta a prendere piena coscienza di sé e del suo valore.
Sotto il cielo trapunto per Stella è stata una scoperta da vivere pagina dopo pagina. Un viaggio
interiore dove la nostra protagonista, Stella, dopo l’ennesima delusione d’amore decide di chiudersi
tutto alle spalle. Si ritrova così a “emigrare” da una metropoli come Milano a Vialatte, un piccolo
borgo di duemila anime nella Valpolicella che sa di infanzia e ricordi, alla ricerca di una sé stessa
perduta da tempo.
Il coraggio della protagonista lo si nota già da questa sua prima scelta. Rimettersi in discussione
abbandonando la propria città e, soprattutto, la propria routine è da pochi, e ci vuole audacia a
ripartire da zero… aspettate forse da due dai! Il piccolo paese di Vialatte è descritto cosi
minuziosamente che ho avuto l’impressione di essere lì, con Stella, a camminare fra i vigneti e le
vie del paese. Qui entrano in gioco i protagonisti secondari (che poi tanto secondari non sono,
perché ogni loro figura è tracciata cosi bene da diventare palpabile per il lettore). In primis,
credetemi ho adorato questo personaggio, Carlotta. Carli, l’amica di infanzia che il tempo e la
lontananza non hanno cancellato, quella che usa vezzeggiativi sempre nuovi che ti strappano un
sorriso e tu non vedi l’ora di leggere il prossimo che affibbierà alla nostra Stella. Cito il testo, e
tenetelo bene a mente anime belle perché di amici ne possiamo avere finché vogliamo ma pochi
sanno essere veri.
“Solo le amiche vere hanno la capacità di dirti in faccia cose scomode”
E Carlotta lo fa, non ha remore quando deve far ragionare Stella, non si nasconde dietro un dito,
come la pensa la dice per intenderci, con amore la mette davanti a una realtà dove presente e
passato si scontrano irrimediabilmente. Ed è dal suo passato che emerge la figura di Achille.
Achille, l’amico gentile, la spalla su cui piangere, l’abbraccio in cui trovare conforto. Stella si
ritrova davanti a un uomo (e lasciatevelo dire che uomo non parlo solo di bellezza che è tanta roba
eh) che ha conservato gli occhi gentili del ragazzo che Stella si è lasciata alle spalle.
“Non gli hai mostrato chi eri, ma solo chi lui voleva che tu fossi”, ed è con tali parole che Achille
apre la coscienza e il cuore di Stella. La porta a riflettere su una cosa che tutti dovremmo tenere a
mente. Prima di amare gli altri è importante amare sé stessi. Uno scambio epistolare tra i due
definisce i contorni di questo romanzo che mi ha fatto emozionare, ma questo, diciamocelo pure, è
l’effetto che fanno tanti libri. La cosa che più mi è piaciuta e aver vissuto il viaggio interiore della
protagonista come se lo stessi vivendo io. Oh di certo non sono mancati i colpi di scena, che mi
hanno strappato un sorriso, con un ex (o forse due) ad animare il tranquillo paesello di Vialatte. Fra
tentazioni, sagre di paese, vino (tanto vino) e dialoghi mentali della protagonista, ho divorato questo
romanzo in due giorni. Non vi anticipo altro vi invito a leggere il libro, ma fatelo a mente vuota, in
silenzio, per poter assaporare meglio ogni singola parola.
Quante stell.., ops piume assegno a Francesca Broso? Cinque meritatissime piume, dal linguaggio
scorrevole alla morale di questa bella favola. Non conoscevo l’autrice e mi inchino alla sua bravura
e alla capacità che ha avuto di mettere in evidenza una cosa che tutte noi donne dovremmo
imparare:
Chi ti ama, ti aspetta e rispetta sempre.
Un abbraccio dalla vostra,