17 dicembre 2025

RECENSIONE - Asso di cuori - di Patrizia Ines Roggero

 



  

Titolo: Asso di cuori

Autore: Patrizia Ines Roggero

Genere: Romance Storico Western

Trope: Second chance, forced proximity

Numero episodi: 37

Spicy: Soft Spice (qualche scena spicy)

 Disponibile sull’app di web novel Narae


Nebraska, 1867. Nick è un randagio, giocatore d’azzardo senza radici che vive di carte truccate e sogni sfuggenti. 

Hope è una ballerina in una casa di piacere, ma decisa a riscattarsi. 

Quando le loro strade si incrociano, l’attrazione diventa irresistibile.

 Tra bugie e passione, gelosia e intrighi, Nick e Hope scopriranno che la vera sfida non è contro il destino, ma contro i propri cuori.


Asso di Cuori è un western ambientato nel 1867, tra rotaie in costruzioni, città improvvisate e la disperazione di chi ancora non aveva un futuro in quelle terre marchiate dal sole e dal sudore.

I suoi paesaggi non si limitano a fare da sfondo, ma diventano un personaggio a sé, capace di influenzare le scelte, i limiti e i sogni dei protagonisti.

Nick è giocatore d’azzardo, vive seguendo l’odore del rischio: è un uomo che non si concede legami perché ha imparato a sue spese che tutto ciò che si ama è destinato a svanire.

Hope, il cui nome racconta il suo mondo interiore, desidera stabilità, radici, una casa reale e non immaginata.

Il loro incontro crea una tensione sottile, non basata solo sull’attrazione ma sulla collisione di due bisogni opposti: lei vuole fermarsi, lui non può.

Lei costruisce, lui fugge.

Lei cerca qualcosa di stabile, lui non crede in quella stabilità.

Tutto nel romanzo porta a chiedersi se quella distanza sia destino o solo paura, quella di legarsi a un’altra persona, di provare sentimenti che creano un nucleo, un microcosmo dove mettere radici.

Le scelte dipinte sui personaggi sono azzeccatissime, in linea con i tempi dove nulla era semplice, dove una donna molte volte era costretta vendere il suo corpo per sopravvivere diventando l’altra.

La Roggero è bravissima nel gestire soprattutto quelli che io definisco silenzi emotivi: ciò che i due non si dicono pesa più delle parole, ed è lì che la storia cattura davvero.

Niente è facile, niente è scontato, anzi ti arrabbi per le strade che si dividono, per le menzogne mascherate di cose belle.

Il cambiamento arriva a piccoli passi, dolorosi, confusi, incerti eppure ognuno di essi si porta dietro il coraggio.

Perché non è facile ricominciare quando tutto fa presagire che quello potrebbe essere la fine e non l’inzio.

La narrazione scorre pulita, avvolgente, con quel tocco evocativo tipico dell’autrice, che riesce a rendere poetico persino il rumore dei dadi sul tavolo da gioco.

L’evoluzione di Nick è forse l’aspetto più riuscito perché è una redenzione non spettacolare, non pomposa, ma umana, intima, fragile.

Non diventa improvvisamente un uomo nuovo, impara che anche chi è abituato alla solitudine può incontrare qualcuno capace di restare.

Un romanzo che consiglio perché porta con sé sì il fascino del West, ma anche la dolcezza di un amore difficile, costruito su strade impervie come quelle dei tempi, dove nulla era certezza ma solo coraggio e speranza.

A presto 






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