Titolo: Asso di cuori
Autore: Patrizia Ines Roggero
Genere: Romance Storico
Western
Trope:
Second chance, forced
proximity
Numero
episodi: 37
Spicy: Soft Spice (qualche scena spicy)
Disponibile sull’app di web novel Narae
Nebraska, 1867. Nick è un randagio, giocatore d’azzardo senza radici che vive di carte truccate e sogni sfuggenti.
Hope è una ballerina in una casa di piacere, ma decisa a riscattarsi.
Quando le loro strade si incrociano, l’attrazione diventa irresistibile.
Tra bugie e passione,
gelosia e intrighi, Nick e Hope scopriranno che la vera sfida non è contro il
destino, ma contro i propri cuori.
Asso
di Cuori è un western ambientato nel 1867, tra rotaie in costruzioni, città
improvvisate e la disperazione di chi ancora non aveva un futuro in quelle
terre marchiate dal sole e dal sudore.
I
suoi paesaggi non si limitano a fare da sfondo, ma diventano un personaggio a
sé, capace di influenzare le scelte, i limiti e i sogni dei protagonisti.
Nick
è giocatore d’azzardo, vive seguendo l’odore del rischio: è un uomo che non si
concede legami perché ha imparato a sue spese che tutto ciò che si ama è
destinato a svanire.
Hope,
il cui nome racconta il suo mondo interiore, desidera stabilità, radici, una
casa reale e non immaginata.
Il
loro incontro crea una tensione sottile, non basata solo sull’attrazione ma
sulla collisione di due bisogni opposti: lei vuole fermarsi, lui non può.
Lei
costruisce, lui fugge.
Lei
cerca qualcosa di stabile, lui non crede in quella stabilità.
Tutto
nel romanzo porta a chiedersi se quella distanza sia destino o solo paura,
quella di legarsi a un’altra persona, di provare sentimenti che creano un
nucleo, un microcosmo dove mettere radici.
Le
scelte dipinte sui personaggi sono azzeccatissime, in linea con i tempi dove
nulla era semplice, dove una donna molte volte era costretta vendere il suo
corpo per sopravvivere diventando l’altra.
La
Roggero è bravissima nel gestire soprattutto quelli che io definisco silenzi
emotivi: ciò che i due non si dicono pesa più delle parole, ed è lì che la
storia cattura davvero.
Niente
è facile, niente è scontato, anzi ti arrabbi per le strade che si dividono, per
le menzogne mascherate di cose belle.
Il
cambiamento arriva a piccoli passi, dolorosi, confusi, incerti eppure ognuno di
essi si porta dietro il coraggio.
Perché
non è facile ricominciare quando tutto fa presagire che quello potrebbe essere
la fine e non l’inzio.
La
narrazione scorre pulita, avvolgente, con quel tocco evocativo tipico
dell’autrice, che riesce a rendere poetico persino il rumore dei dadi sul
tavolo da gioco.
L’evoluzione
di Nick è forse l’aspetto più riuscito perché è una redenzione non
spettacolare, non pomposa, ma umana, intima, fragile.
Non
diventa improvvisamente un uomo nuovo, impara che anche chi è abituato alla
solitudine può incontrare qualcuno capace di restare.
Un
romanzo che consiglio perché porta con sé sì il fascino del West, ma anche la
dolcezza di un amore difficile, costruito su strade impervie come quelle dei
tempi, dove nulla era certezza ma solo coraggio e speranza.
A presto






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