11 dicembre 2025

RECENSIONE - May – Un'influencer sotto l'albero.. Family affairs (Vol.4) - di Cinnie Maybe

 



Titolo: May – Un'influencer sotto l'albero.

Serie: Family Affairs vol.4.

Autrice: Cinnie Maybe.

Genere: Commedia romantica / romance.

Formato cartaceo: copertina flessibile con alette e segnalibri, 14.8x21cm.

Prezzo cartaceo: 15,90 €.

Prezzo eBook: 4,99 €.

Disponibile in libreria e negli store online.



May Hastings ha 28 anni, vive a Parigi, gestisce una cucina da sogno e conquista migliaia di follower con le sue ricette perfette. Ma la vita on-line — quella da star dei social — nasconde insidie: quando uno scandalo la travolge, tutto ciò che ha costruito rischia di svanire.

 Per salvarsi, May torna a casa: la sua cittadina natale, un Festival di Natale che profuma di tradizione e quella che sembra un’occasione assurda... ma forse l’unica via d’uscita.

 Ad attenderla, però, c’è anche lui — Byron Peterson, l’ultimo uomo con cui May vorrebbe avere a che fare, eppure l’unico che potrebbe farle mettere da parte le luci dei riflettori. Tra soufflé falliti, dirette saltate e Natale alle porte, la scelta diventa difficile: ritornare la star che tutti conoscono … oppure trovare la donna che finalmente desidera essere.


Ci sono storie che arrivano leggere, quasi in punta di piedi, e poi ti sorprendono con più profondità di quella che ti aspettavi.

Il romanzo di Cinnie Maybe fa esattamente questo: parte con l’idea dell’influencer perfettina in crisi d’identità e finisce per raccontare un percorso che, dietro lustrini e selfie patinati, parla di fragilità, scelte sbagliate e seconde possibilità.

 May è brillante, ambiziosa, apparentemente impenetrabile, eppure basta poco per capire che quella sicurezza è carta fragile.

Lo si vede nelle sue esitazioni, nel modo in cui si rifugia nei contenuti programmati come fossero una protezione dal mondo reale.

Non cerca per forza l’amore, tantomeno una favola natalizia, ma una tregua o forse solo un modo per ripulirsi un’immagine che non sente più sua.

La favola però inizia quando torna a Strawberry, il posto che l’ha resa quella che è, formando una persona che cerca il riscatto da quelle prese in giro che hanno condizionato la sua adolescenza.

Il problema è che May non aveva considerato la variabile che porta il nome di Byron Peterson.

Colui che ha reso gli anni migliori impossibili.

 Una dinamica, la loro, che cresce nello scontro, nel non detto, in quel tipo di attrazione che non ha bisogno di dichiarazioni plateali.

C’è tensione, ci sono silenzi che parlano più delle parole e ci sono due mondi agli antipodi che si riconoscono prima ancora di piacersi.

 L’autrice non cerca una redenzione lampo per May, qui la rinascita è un processo lento, fatto di passi piccoli, di paura che torna quando meno te l’aspetti.

Mi diverto sempre a leggere Cinnie: non sono solo storie d’amore quelle che racconta, dentro ci trovi messaggi che fanno riflettere.

 Uno degli aspetti più importanti e delicati del romanzo è proprio quello che riguarda il passato della protagonista, segnata da episodi di bullismo e da una vicenda di revenge porn che le ha inciso la pelle più di qualsiasi delusione.

La ferita della protagonista non viene mai usata come “scusa” narrativa, né come colpo di scena; è una parte di lei, una cicatrice che parla piano, ma parla.

La storia ci mostra cosa significa essere esposti, derisi, sminuiti, ridotti a un’immagine contro la propria volontà.

Mostra quel mondo dove la rete diventa un’arma, dove la vergogna ti viene cucita addosso dagli altri, e tu passi anni a convincerti che non puoi più fidarti di nessuno.

Cinnie Maybe, nel tratteggiare il mondo social, non cade nella banalità: lo racconta per quello che è, un luogo meraviglioso e tossico allo stesso tempo.

E poi c’è l’atmosfera natalizia che fa da cornice alla storia.

Il Natale qui è un momento di resa dei conti.

Diventa l’attimo in cui May inizia a guardarsi allo specchio senza vergognarsi di qualcosa che non è mai stata colpa sua, il momento in cui trova il coraggio di non scappare più.

 Una storia che non inventa il Natale perfetto, ma il coraggio imperfetto di chi prova a rimettersi in piedi.

È una storia di seconde possibilità, non solo per l’amore, non perché il mondo è diventato più buono, ma perché lei è diventata più forte.

 Il romanzo ha un ritmo pulito, una sintassi che scivola con facilità e uno stile che alterna ironia a introspezione.

Ogni scena sembra lavorata per tirare fuori un’emozione precisa.

La cosa che mi è piaciuta di più è senza dubbio la crescita dei suoi protagonisti e l’alone di mistero che l’autrice sapientemente getta sugli altri membri della famiglia Hastings.

 Lascio un messaggio che è il sunto di questo splendido libro, insieme ai complimenti a Cinnie che sa sempre regalarmi emozioni:

nessuno ha il diritto di distruggerti, e ciò che ti è stato rubato non definisce chi sei.

 A presto.











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