Titolo: "Un'estate al Fragoline Selvatiche"
Autore: Norma Tarditi
Genere:
Trope: Single dad, Small town cottagecore
Uscita: 5 DICEMBRE
FORMATI DISPONIBILI E PREZZI eBook (incluso in KU) € 2,99 - cover flessibile € 13,50
Capita
di innamorarsi dello stile di un’autrice, delle sue parole, delle storie
raccontate con il cuore.
A
me è successo parecchi anni fa quando ho letto, per caso, un libro della
Tarditi.
Da
quel momento non l’ho più lasciata, seguendola a ogni pubblicazione e imparando
a conoscerla sempre di più.
Perché
dietro un libro c’è sempre un pezzo dell’anima della sua creatrice.
Incontrarla
di persona mi ha confermato ciò che già intuivo: Norma non è distante dai
personaggi che noi lettrici abbiamo imparato ad amare.
È
dolcezza e forza insieme, con quel pizzico di insicurezza che la assale a ogni
nuova uscita.
E
credo che questa volta, quella stessa ansia, sia persino più forte.
In
fondo sta pubblicando un contemporary romance, un genere che non aveva mai
affrontato.
Cara
Norma, fai un bel respiro, perché anche stavolta sei stata splendida.
Io
la chiamo versatilità: non tutte le scrittrici riescono a passare da un genere
all’altro senza perdere qualcosa per strada.
Qui,
invece, ho ritrovato Norma in tutto il suo splendore.
Me
la immaginavo osservare i boschi mentre prendeva forma l’idea che avrebbe dato
vita a Un’estate al Fragoline Selvatiche, a fissare un cielo che da
chiaro si caricava dei colori della tempesta, ascoltando la montagna che non
sempre perdona, guardando i boschi che proteggono e allo stesso tempo
nascondono.
Norma
mi ha fatto vivere ciò che vedeva e amare i suoi personaggi: Seb, Sam, Mia.
Il
romanzo è un second chance, ma non nel senso classico del termine.
Non
è la storia di due persone che si ritrovano dopo essersi lasciate.
Qui
si parla delle seconde possibilità che ti dà la vita.
Quelle
che ti sussurrano: forse non è tutto uno schifo.
Forse
una donna delusa, che ha perso tutto, può ritrovare se stessa.
Forse
un uomo con un cuore pieno di cicatrici può finalmente lenire le sue paure.
E
forse un adolescente che non ha mai conosciuto davvero suo padre può, un
giorno, chiamarlo papà.
È
una storia d’amore dolce, dove la tensione cresce pagina dopo pagina.
Non
c’è bisogno di volgarità quando due corpi e due anime si scelgono.
Norma
lo fa sempre: tratta le donne con cura e le fa trattare con cura da quei
personaggi maschili di cui finisci inevitabilmente per innamorarti.
Ho
amato la determinazione di Sam e il suo voler ricominciare, ma ho adorato Seb:
il suo sguardo chiaro, il sorriso che torna piano sulle sue labbra, la sua arte
creata da mani esperte, il suo ruolo di padre non sempre semplice.
Le
adolescenti sanno essere ingestibili, ma l’autrice riesce a cogliere l’essenza
di quel caos con una naturalezza rara.
Lo
stile è pulito, leggero ma solido, con un’ironia sottile che accompagna la
lettura e ti lascia spesso con un sorriso.
Non
ci sono frasi lasciate al caso.
La sintassi è costruita per accompagnare, non per impressionare: periodi che si
incastrano, che funzionano, dialoghi che suonano veri senza il bisogno di
artifici.
Ma, soprattutto, Norma lascia che i personaggi parlino attraverso le azioni
prima che attraverso le parole.
È così che Seb rimane impresso, che Sam si riprende la sua vita, che Mia cresce.
Niente drammi eclatanti, ma tanto coraggio sì.
Servono
forza e respiro per ricominciare da zero, per tornare a fidarsi, per assumere
un ruolo, quello del padre, che non hai mai interpretato prima.
Bello
sotto ogni punto di vista.
Lascio
questa recensione con cinque piume meritatissime, ringraziando Norma per ciò
che ha creato e per il coraggio di mettersi in gioco con un genere che le calza
a pennello.
E
grazie anche per quelle dediche che custodisco sempre con affetto.
A
presto.



.jpg)


Nessun commento:
Posta un commento