05 dicembre 2025

RECENSIONE - Un'estate al Fragoline Selvatiche - di Norma Tarditi

 




Titolo: "Un'estate al Fragoline Selvatiche"

Autore: Norma Tarditi

Genere: contemporary romance

Trope: Single dad, Small town cottagecore

Uscita: 5 DICEMBRE

FORMATI DISPONIBILI E PREZZI eBook (incluso in KU) € 2,99 - cover flessibile € 13,50


“Mi bacia sulla fronte, e questo dovrebbe essere vietato nelle relazioni destinate a finire, perché il bacio sulla fronte vale sempre mille punti. Sempre.”

Quando Samanta si ritrova all’improvviso senza lavoro, senza fidanzato e senza casa, non esita a cogliere l’opportunità di lavorare per due mesi al Fragoline Selvatiche, una struttura ricettiva – molto – montana che le risolve in un colpo solo i problemi di casa e lavoro.

Di certo non aveva intenzione di trovare un rimedio anche a quelli di cuore, che potevano restare serenamente irrisolti, ma non aveva messo in conto di incontrare Sebastian, il tuttofare che su quei monti è nato e cresciuto ma che, a sua volta, è alle prese con un’estate insolita. Mia, infatti, la figlia appena adolescente che i casi della vita non gli hanno permesso di conoscere davvero, la trascorrerà tutta con lui.

L’attrazione, l’intesa e l’interesse reciproco fra Sam e Seb non mancano, ma entrambi sanno molto bene che qualunque cosa succeda, fra loro, in quei due mesi, sarà destinata a concludersi a fine stagione, e Seb ha già perso fin troppo per rischiare di mettere il proprio cuore in gioco ancora una volta.

Riuscirà quindi a resistere alla bella ragazza del mare? Difficile, soprattutto se Mia la adora e sembra decisa a renderla il più possibile parte della loro estate.

E Sam, alla fine della stagione, riuscirà a lasciare il “Fragoline”? Rischia di diventare difficile anche questo, se oltre a Seb e Mia aggiungiamo un cane enorme e fifone e due sorelle che sembrano il giorno e la notte, alle quali finisce per volere un sacco di bene.



Capita di innamorarsi dello stile di un’autrice, delle sue parole, delle storie raccontate con il cuore.

A me è successo parecchi anni fa quando ho letto, per caso, un libro della Tarditi.

Da quel momento non l’ho più lasciata, seguendola a ogni pubblicazione e imparando a conoscerla sempre di più.

Perché dietro un libro c’è sempre un pezzo dell’anima della sua creatrice.

Incontrarla di persona mi ha confermato ciò che già intuivo: Norma non è distante dai personaggi che noi lettrici abbiamo imparato ad amare.

È dolcezza e forza insieme, con quel pizzico di insicurezza che la assale a ogni nuova uscita.

E credo che questa volta, quella stessa ansia, sia persino più forte.

In fondo sta pubblicando un contemporary romance, un genere che non aveva mai affrontato.

Cara Norma, fai un bel respiro, perché anche stavolta sei stata splendida.

Io la chiamo versatilità: non tutte le scrittrici riescono a passare da un genere all’altro senza perdere qualcosa per strada.

Qui, invece, ho ritrovato Norma in tutto il suo splendore.

Me la immaginavo osservare i boschi mentre prendeva forma l’idea che avrebbe dato vita a Un’estate al Fragoline Selvatiche, a fissare un cielo che da chiaro si caricava dei colori della tempesta, ascoltando la montagna che non sempre perdona, guardando i boschi che proteggono e allo stesso tempo nascondono.

Norma mi ha fatto vivere ciò che vedeva e amare i suoi personaggi: Seb, Sam, Mia.

Il romanzo è un second chance, ma non nel senso classico del termine.

Non è la storia di due persone che si ritrovano dopo essersi lasciate.

Qui si parla delle seconde possibilità che ti dà la vita.

Quelle che ti sussurrano: forse non è tutto uno schifo.

Forse una donna delusa, che ha perso tutto, può ritrovare se stessa.

Forse un uomo con un cuore pieno di cicatrici può finalmente lenire le sue paure.

E forse un adolescente che non ha mai conosciuto davvero suo padre può, un giorno, chiamarlo papà.

È una storia d’amore dolce, dove la tensione cresce pagina dopo pagina.

Non c’è bisogno di volgarità quando due corpi e due anime si scelgono.

Norma lo fa sempre: tratta le donne con cura e le fa trattare con cura da quei personaggi maschili di cui finisci inevitabilmente per innamorarti.

Ho amato la determinazione di Sam e il suo voler ricominciare, ma ho adorato Seb: il suo sguardo chiaro, il sorriso che torna piano sulle sue labbra, la sua arte creata da mani esperte, il suo ruolo di padre non sempre semplice.

Le adolescenti sanno essere ingestibili, ma l’autrice riesce a cogliere l’essenza di quel caos con una naturalezza rara.

Lo stile è pulito, leggero ma solido, con un’ironia sottile che accompagna la lettura e ti lascia spesso con un sorriso.

Non ci sono frasi lasciate al caso.
La sintassi è costruita per accompagnare, non per impressionare: periodi che si incastrano, che funzionano, dialoghi che suonano veri senza il bisogno di artifici.
Ma, soprattutto, Norma lascia che i personaggi parlino attraverso le azioni prima che attraverso le parole.
È così che Seb rimane impresso, che Sam si riprende la sua vita, che Mia cresce.
Niente drammi eclatanti, ma tanto coraggio sì.

Servono forza e respiro per ricominciare da zero, per tornare a fidarsi, per assumere un ruolo, quello del padre, che non hai mai interpretato prima.

Bello sotto ogni punto di vista.

Lascio questa recensione con cinque piume meritatissime, ringraziando Norma per ciò che ha creato e per il coraggio di mettersi in gioco con un genere che le calza a pennello.

E grazie anche per quelle dediche che custodisco sempre con affetto.

A presto.






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