12 dicembre 2025

RECENSIONE - Dove cade la neve: novella di Natale - di Priscilla Plate

 



Titolo: Dove cade la neve: novella di Natale

Autore: Priscilla Plate

Editore: Self Publishing

Genere: Contemporary Romance, Novella di Natale

Trope Forced Proximity, Hate to love, Small town secrets,Christmas redemption

Autoconclusivo

Data pubblicazione: 9 novembre 2025




Diego non avrebbe mai voluto tornare tra quelle montagne, dove una valanga gli ha portato via tutto.
Eppure, la morte del nonno lo costringe a rientrare nello chalet di famiglia, nel paese che pensava di aver dimenticato insieme ai ricordi più dolorosi.
Ad attenderlo c'è Neige, la forestiera dai capelli rossi e dal nome che significa "neve", misteriosa e luminosa come un presagio.
Tra il gelo delle Alpi e il calore di un sentimento inatteso, Diego lotta per mantenere sepolto un segreto che lo tormenta, ma che, come la verità legata a quella ragazza sconosciuta, non può restare nascosto per sempre.

Dove cade la neve di Priscilla Plate è una piccola storia di Natale che profuma di legna bruciata, di silenzi montani, che sa di ricordi e dolore.

Diego deve affrontare la montagna che non sempre perdona, tornare nello chalet di famiglia dopo la morte del nonno, ed è come se ogni passo nella neve lo costringesse a riaprire porte della memoria che aveva sbarrato da anni.

Quel luogo appartato, immerso nel bianco totale, diventa un passaggio obbligato: è lì che si annidano i ricordi che ha evitato troppo a lungo.

Ad attenderlo c’è Neige una ragazza al quanto singolare ma che nasconde ferite forse ancora più profonde di Diego.

Mi sono molte emozionata con questa lettura di Priscilla, l’ho letta in niente affascinata da uno stile che regalava sensazioni contrastanti a ogni pagina.

Ma, in fondo, me lo aspettavo.

Amo la capacità dell’autrice di passare da storie più frivole a quelle che toccano davvero il cuore.

La Plate è riuscita a tratteggiare due personalità forti e lacerati allo stesso tempo, è stata capace di farli crescere insieme.

Non si cade mai nel melodramma; la novella ti lascia quella malinconia che nasce quando lasci qualcosa o qualcuno da cui non eri davvero a pronto a separarti.

L’ambientazione montana è resa con una semplicità che colpisce.

Lo chalet non è solo uno scenario, ma un nodo emotivo che Diego deve sciogliere pezzo per pezzo.

La forma breve fa sì che tutto resti essenziale, Priscilla non racconta solo un ritorno, ma un dolore da riconoscere, una pace da provare a recuperare.

Il Natale, in questo contesto, non è la festa fatta di luci e regali, ma un momento quasi sospeso, timido.

Una tregua che permette, a entrambi i protagonisti, di guardarsi indietro senza fuggire.

È una lettura che scalda e che lascia addosso sensazioni che, non nego, mi sono portata dietro per un po'.

Forse avrei voluto di più, ma non so se in tal caso il risultato ottenuto sarebbe stato uguale.

In fondo non servono libroni per mettere in evidenza la sostanza di qualcosa che magari potrebbe perdersi.

Complimenti davvero Pri hai saputo cogliere l’essenza del Natale, la festa per eccellenza che ti fa guardare dentro e tornare indietro in un passato che non distrugge ma crea solo una nuova persona.

A presto






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