30 gennaio 2026

RECENSIONE - "La Falena" - di Raffaella Ferrari





Pubblicato il 03/11/2025
pagine: 128
collana: LE OPERE E I GIORNI
genere: Narrativa


Prezzo di Copertina € 15.00

La Falena non è solo un night, è un'ossessione. E Lucio non è solo un barista, è un cinico alchimista che mescola cocktail e destini. Tra le pareti vellutate del locale, dove il fumo si fonde con l'aria densa di segreti e peccati, si muovono le ombre di una notte infinita. Cortigiane dagli sguardi taglienti, figure equivoche e persino un professore esperto di occulto alla ricerca di verità dimenticate. Al centro di questo inquietante universo c'è Nora, una donna misteriosa e pericolosa come una lama di rasoio. Intanto, lontano dai neon e dalla perdizione del night, un vecchio ex imbalsamatore, prigioniero di un corpo ormai stanco, consuma le sue giornate fra i ricordi di un lavoro ormai lontano e di un amore perduto. La sua unica compagnia è una badante devota. Due mondi apparentemente lontani, due storie che sembrano non avere nulla in comune, ma, in un labirinto di segreti, oscure sparizioni e passioni proibite, qualcosa li unisce nell'oscurità della Falena, e quando emergerà dall'ombra svelerà un disegno più spaventoso di qualsiasi incubo.




Il titolo stesso, La Falena, non è solo il nome del night club ma funge da perfetta metafora per l'intera narrazione: un volo incerto, notturno, spinto da un'attrazione irresistibile verso una luce che promette oblio e godimento ma che rischia di bruciare chi si avvicina.

Raffaella Ferrari costruisce un romanzo dove il confine tra realtà e ossessione si fa sottile, trascinando il lettore in un labirinto di specchi.

Al centro della storia troviamo una protagonista complessa: Nora. La sua doppia vita, ci mostra nella sua quotidianità, una donna fragile, curiosa con un aspetto angelico, ma quando arriva il venerdì si traveste, si trasforma e diventa la Cortigiana. Sensuale e diabolica, è l'ossessione degli uomini che frequentano la  Falena. Lei li sceglie li cattura con lo sguardo, chi entra nelle sue grazie, si volatizza senza lasciare traccia.

La trama si dipana attraverso i segreti del passato che riemergono come ombre lunghe sulla vita presente di alcuni personaggi che ruotano intorno a Nora. L'amore e la dipendenza psicologica si intrecciano in modo pericoloso, diventando tormento, quello che logora fino al centro del cuore. La ricerca continua di collezionare la bellezza rendendola immortale a tutti i costi.

 La scrittura della Ferrari si distingue per un'eleganza sobria, capace di evocare atmosfere cupe e cariche di tensione senza mai scadere nel melodramma, anzi tiene sempre il lettore in apprensione e curioso di sapere cosa accade andando avanti con la lettura.

 Consigliato a chi ama i noir psicologici, i colpi di scena e i personaggi femminili sfaccettati e lontani dagli stereotipi.

Buona Lettura!





 

27 gennaio 2026

RECENSIONE - "Perfect - L'altra parte di me" - di Nicky Scarlett

 




Titolo: Perfect - L’altra parte di me

Autrice: Nicky Scarlett

EditorePubMe – Collana Angels & Lovers

Genere: Contemporary Romance

Trope: Romanzo rosa - New Adult - Enemies to Lovers - Hate to Lovers - Friends to Lovers - Best friend’s sister - Second chance - Cliffhanger - Soft spicy -

Data pubblicazione: 15 gennaio 2026

Autoconclusivo

Lunghezza: 300 pagine circa

Formato: Ebook prezzo lancio € 0,99 poi € 2,99 - Copertina flessibile € 18,00 

Spin- off “Il legame”. Sebbene questo romanzo faccia parte di una serie, è una storia a sé stante e non richiede la conoscenza del precedente.

PERFECT – L’ALTRA PARTE DI ME” È UN RESTYILNG DEL ROMANZO PUBBLICATO NEL 2023- IL TESTO È STATO COMPLETAMENTE RIEDITATO E CONTIENE IL CAPITOLO EXTRA CHE ANTICIPA UNA NUOVA STORIA.



Jack Miller, meglio noto come il Vichingo.
Segni particolari: bellissimo.
Un uomo tutto d’un pezzo, difficile far perdere la pazienza a chi ha fatto del controllo il suo mantra.

Peccato che Lucy Owen abbatta ogni sua difesa.
La sorellina del suo migliore amico è sempre stata la sua personale spina nel fianco.

La vita è un grande cerchio e, prima o poi, tutto torna… anche lei.
Sono passati cinque anni da quando i loro respiri si sono fusi.
Cinque anni da quando Jack ha deciso di dirle addio.

Ma certe storie, anche quando finiscono, trovano sempre il modo di ricominciare.
Si apre così lo scenario sull’atto finale di un legame fatto di litigi, parole non dette e baci rubati.
Eppure, quando la principessa avrà bisogno di essere salvata, il suo Vichingo sarà lì, pronto a tenderle la mano… anche se questo dovesse voler dire perdere di nuovo se stesso.








Un amore iniziato in culla travestito dalla tenerezza che suscita un neonato; lo stesso amore coccolato dalla spensieratezza dell’infanzia, poi mascherato dal senso di protezione e dedizione negli anni difficili dell’adolescenza per non svelare il cuore che batte sempre più impazzito… questi sono, riassuntati in poche parole, Lucy e Jack, la Scheggia e il Vichingo, ma poche parole non bastano per parlarne, significherebbe fare un torto a due personaggi complessi e che, per continui fraintendimenti, celano i propri sentimenti reciproci dietro battute taglienti. Sono una frase di lei interpretata male da lui e la cocciutaggine di entrambi a portarli a continuare a soffrire e a farsi male per ben cinque anni senza soluzione di continuità. Nonostante siano intelligenti, il loro orgoglio è talmente tenace che si avvicenderebbero in un’altalena interminabile di odio-amore per tutta la vita se non venissero aiutati… “vai oltre le apparenze”, gli suggerisce la saggia Prudence, ma si sa che anche se gli aiuti e le frasi sibilline non mancano, occorrono anche i tempi di maturazione per comprendere i propri errori o per arrendersi, finalmente, all’evidenza che Lucy e Jack sono due esseri imperfetti che insieme raggiungono la perfezione.

Personaggi accattivanti, intensi… non puoi fare a meno di affezionartici. Jack è formidabile: il “gelido Vichingo” è saldo, forte, inscalfibile eppure ha il suo tallone d’Achille: Lucy che riesce a farlo arrabbiare sempre, vacillare, ma anche a farlo tornare sui suoi passi… da lei, nonostante tutto e nonostante la paura di non essere il suo “Principe Azzurro”; ho amato la figura di Thomas, il buon papà di Lucy, che osserva e vede tutto lasciando che i suoi figli imparino dai loro sbagli, ma che è sempre pronto, con un sorriso, a raddrizzare qualche stortura, per guidarli nel comprendere quel sentimento così bello ma difficile che è l’amore; Alex, con le sue battute frizzanti, ma all’occorrenza impeccabilmente “quadrato” è il migliore amico che tutte le donne vorrebbero, mi è davvero piaciuto molto il suo personaggio; Lucy è fantastica: è… una scheggia! Ma anche le schegge hanno un lato profondamente vulnerabile e lei ce ne mostra uno che, purtroppo, riguarda molte donne; ultimi non ultimi: Prudence, la saggia, “quella che sa”, la bussola in una gabbia di matti e Theodor, immenso, dolcissimo custode dei propri cari.

Lettura coinvolgente, profonda.

Ottimo.





23 gennaio 2026

REVIEW TOUR - L’angelo delle vergini - di Claudia Campanale

 




Titolo: L’angelo delle vergini

Autore: Claudia Campanale

Editore: O.D.E. Edizioni

Genere: Fantasy

Trope: #historicalfantasy #mistery #devilandangels

 Pov: terza persona

Prezzo ebook: € 3,49 Prezzo cartaceo: da definire

Data pubblicazione: 30/12

Pagine: 300 circa

Trilogia: No

Autoconclusivo: Sì


Shadowville, 1740

 

Nella piccola comunità di Shadowville iniziano a sparire le fanciulle vergini e voci nell’ombra sussurrano di un Male antico. Un uomo si leva da solo contro la minaccia, ponendo fine ai rapimenti.

Cento anni dopo, l’arrivo del tenebroso Duca Terence Stronghold al Castello delle Vergini riaccende racconti sopiti e nuovi e brutali accadimenti scuotono la cittadina.

Uomini sbranati da strani lupi, perpetue sotto l’effetto di malefici, preti assassinati nella casa di Dio.

Tra indagini e creature demoniache, i Soldati del Cielo dovranno intervenire per salvare le anime prima che il Maligno torni a reclamare ciò che gli è stato concesso.

 

Il Male non ha mai lasciato Shadowville.

È solo rimasto nell’ombra, ad aspettare.

L’angelo delle vergini di Claudia Campanale mi ha riportata in un mondo dove l’oscurità non è solo un colore, ma una presenza viva che respira tra le righe e ti osserva mentre leggi.

È un dark fantasy storico che non si limita a raccontare la lotta tra bene e male, ma trascina il lettore in una Shadowville inquietante, dove nulla è davvero come appare e ogni leggenda ha un prezzo da pagare.

La storia si apre con un senso di inquietudine sottile che cresce pagina dopo pagina.

In una comunità ottocentesca, alcune giovani vergini cominciano a scomparire. All’inizio sembra una serie di eventi isolati, ma presto emerge che dietro quelle sparizioni si cela qualcosa di antico e profondamente oscuro.

Qui il Male non è un concetto astratto: si manifesta attraverso lupi feroci, omicidi brutali, perpetue soggiogate da malefici.

Un crescendo di tensione che rende la narrazione dura, cupa, ma anche sorprendentemente fragile.

L’autrice costruisce un mondo che profuma di storia e superstizioni popolari.

La Shadowville del 1740 e i suoi abitanti hanno passato, desideri, paure, e ogni elemento si intreccia con il sovrannaturale in modo naturale e credibile.

Questa fusione tra realtà storica e oscurità rappresenta uno dei punti di forza del romanzo.

Ciò che colpisce non è solo l’ambientazione gotica o la presenza di creature demoniache, ma la voce con cui viene raccontata questa lotta.

Non c’è eroismo o redenzioni scontate, non ci sono scene spicy o l’amore nel senso in cui lo conosciamo attraverso gli altri romanzi.

Ma è stato un viaggio straordinario.

I Soldati del Cielo, le figure spirituali, il Duca Terence Stronghold, Gabriel: tutti si portano addosso una forte ambiguità morale.

Nessuno è del tutto puro, nessuno completamente malvagio.

Persino il Male, in alcuni momenti, sembra avere una logica tutta sua.

Come lettrice, mi sono sentita coinvolta perché la narrazione gioca costantemente con le aspettative.

Ciò che appare chiaro all’inizio può ribaltarsi più avanti, e ogni rivelazione aggiunge un nuovo strato di mistero alla psicologia dei personaggi.

La ricerca della verità diventa una caccia inquieta, immersa in presagi, inganni e mezze verità, dove ogni risposta apre nuove domande.

Dal punto di vista editoriale, la scrittura è evocativa e intensa, capace di restituire atmosfere gotiche e un forte senso del tempo storico.

In alcuni passaggi il ritmo si fa più denso, soprattutto quando il sovrannaturale prende il sopravvento.

I personaggi, complessi e stratificati, sono il vero motore emotivo della storia.

Le loro ambizioni, paure e contraddizioni rendono L’angelo delle vergini una lettura che va oltre l’azione e invita a riflettere sul confine sottile tra fede, colpa e redenzione.

È un dark fantasy che non lascia indifferenti. La fusione tra i vari elementi e personaggi dà vita a una storia intensa, tormentata e avvolgente.

Se amate le atmosfere cupe, i misteri profondi e i mondi in cui luce e tenebra si fronteggiano senza mai vincere davvero, Shadowville saprà catturarvi fino all’ultima pagina.

Una lettura che rimane impressa per un po' facendoti pensare a tante cose.

Complimenti alla O.D.E per la cura del romanzo e a Claudia Campanale una penna che sa regalare davvero emozioni forti.

A presto






RECENSIONE - Le verità nascoste - la farfalla, il corvo e la rosa - di Lena Crow

 




Tra le nebbie perenni di Loch Lomond si erge l'austera Ravenshade School, un istituto elitario che nasconde segreti antichi quanto le sue mura di pietra. È qui che Grace Miller decide di trasferirsi per frequentare l'ultimo anno, spinta da un unico obiettivo: scoprire la verità sulla morte della sua gemella, Eleanor.
Ben presto, però, le indagini di Grace disturbano qualcosa che doveva rimanere sepolto. Biglietti minacciosi firmati da un’entità che si fa chiamare "Il Corvo" iniziano ad apparire ovunque, intimandole di smettere di cercare.
Tra balli in maschera, scoperte inquietanti e un'attrazione proibita che rischia di farle perdere la lucidità, Grace dovrà capire di chi fidarsi prima che sia troppo tardi. Perché alla Ravenshade nessuno è davvero innocente, e il confine tra la verità e la menzogna è sottile come il ghiaccio che ricopre il lago scuro in attesa della prossima vittima.
Riuscirà Grace a far emergere le verità nascoste, o finirà per essere inghiottita dallo stesso buio che ha preso sua sorella?

 Un legame speciale ha sempre unito Eleanor e Grace.

Il filo invisibile che unisce i gemelli, la felicità di un’infanzia serena, poi il dolore per la perdita della madre.

Eleanor frequentava la Ravenshade School, un’immensa magione inserita fra le colline, e si è uccisa lasciando un biglietto “Non posso più continuare, mi dispiace.”

Grace non crede al suicidio e si iscrive anche lei alla scuola, decisa a scoprire cosa sia veramente accaduto alla gemella.

Evidentemente la presenza di Grace non è gradita e i dubbi aumentano.

Chi fra gli allievi della scuola mente?

Di chi si può fidare?

Ben presto Grace si rende conto che Eleanor aveva dei segreti e i timori si trasformano in terrore quando inizia a ricevere inquietanti messaggi firmati “Il Corvo” che la minacciano e le intimano di smettere di fare domande.

L’ambientazione di questo romanzo è piacevole, la tensione capitolo dopo capitolo si mantiene alta. 

Molte frasi ad effetto e tanti colpi di scena.

I personaggi però sono poco caratterizzati, non vengono ben definiti e la trama nel finale risulta un pochino affrettata, debole, i tanti indizi disseminati nel corso della lettura non vengono sufficientemente risolti.

Essendo un’opera prima giustifico le imperfezioni e mi piacerebbe leggere un nuovo lavoro di Lena Crow, magari un tantino più originale e lineare.






22 gennaio 2026

RECENSIONE - (Not) a Fairytale - di Rose May

 




Nel Mondo delle Fiabe, il "vissero felici e contenti" non è garantito per tutti. Anya, figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, è promessa in sposa a Bryce, il figlio della Regina Biancaneve.
 Agli occhi del regno, Bryce è il principe perfetto, ma Anya conosce la verità che si cela dietro il suo sorriso affascinante: un'anima oscura e crudele che la sta spegnendo giorno dopo giorno.
Dall'altra parte della barricata c'è Karan, figlio di Peter Pan e Wendy. 
Lungi dall'essere l'eroe dell'Isola che non c'è, Karan è un ragazzo tormentato che ha giurato di distruggere il Mondo delle Fiabe.
Quando le strade della principessa disillusa e del ribelle vendicativo si incrociano, quello che inizia come un rapporto di ostilità e sfida si trasforma presto in qualcosa di imprevisto. 
Mentre il giorno delle nozze si avvicina inesorabile, Anya e Karan dovranno decidere se arrendersi ai ruoli che sono stati scritti per loro o se avere il coraggio di riscrivere la propria storia, scoprendo che a volte il vero "cattivo" indossa una corona e il "mostro" è l'unico in grado di salvarti.

(Not) a Fairytale… Il titolo del romanzo parla già chiaro: (Non) una favola.

E, infatti, il romanzo non è un’altra storia luccicante dove il “vissero felici e contenti” è servito su un piatto d’argento.

Qui le fiabe vengono smontate e guardate dentro, e l’unica cosa che ti viene da dire è: “La realtà è un’altra cosa.”

La protagonista, Anya, è un personaggio che non si limita a esistere in una cornice romantica perfetta.

È figlia di Cenerentola e del Re Azzurro, promessa in sposa a Bryce, e la sua storia sembra uscita da un mondo di favole.

Lei cerca di ritagliarsi un posto nel mondo e affronta i propri demoni, compresi quelli che arrivano sotto forma di un uomo che dovrebbe amarla e invece… no.

E poi c’è Karan. Figlio di Wendy e Peter Pan, cresciuto col peso di un’eredità che è più leggenda che realtà.

Non è perfetto, non è la figura luminosa che ti aspetteresti da un retaggio così iconico, ma proprio per questo è interessante.

È sfaccettato, spigoloso, lento nel mostrare ciò che sente e incredibilmente umano nelle sue esitazioni.

Con Anya costruisce qualcosa che non è immediato né facile: un legame fatto di sguardi rubati e di parole non dette. Lui quel mondo che appare perfetto lo odia; le favole non risolvono tutto e non fanno miracoli. Sono un cartonato stucchevole di verità alle volte difficili da accettare.

Come Bryce, il figlio di Biancaneve: perfetto all’apparenza, ma… diventa una presenza che non serve solo a incrinare equilibri, ma a mettere in luce le ombre che tutti noi tentiamo di ignorare.

La sua figura è disturbante perché ti porta a riconoscere che, a volte, chi incanta può anche ferire, e che non tutte le cicatrici si vedono subito.

Karan e Anya non sono stereotipi.

Lui non è il principe che sa sempre cosa fare, e lei non è la damigella che aspetta salvataggi epici.

Sono due persone con dubbi e con quella tremenda capacità di essere fragili e ostinate allo stesso tempo.

Rose May porta il lettore dentro una trama che è più reale di molte storie d’amore contemporanee.

La sensazione predominante è che le relazioni non si firmino con un contratto di felicità, ma si costruiscano tra paura, desiderio, rimpianto e scelte ardue.

Il ritmo narrativo lascia spazio alle emozioni di emergere.

Dal punto di vista editoriale, la lettura scorre bene.

La narrazione è ben strutturata, i capitoli hanno un ritmo che tiene viva la curiosità e i dialoghi sono credibili.

Ci sono però momenti in cui la trama sembra girare attorno alle stesse riflessioni emotive.

Una limatura qua e là avrebbe reso certi passaggi più incisivi, senza togliere profondità alla psicologia dei personaggi.

Alcuni passaggi avrebbero forse meritato di più, soprattutto verso il finale, dove la tensione emotiva cresce e si allunga, ma poi, nell’epilogo, sembra quasi una chiusura forzata.

Come se l’autrice avesse voluto mettere un punto alla storia.

Quel che resta, però, è l’idea che questa non sia una fiaba perché tutti arrivano a un finale perfetto, ma perché ti ricorda che la vita vera è fatta di sfumature, di equilibri instabili e di momenti in cui il cuore e la ragione litigano tra loro fino all’ultimo secondo.

(Not) a Fairytale parla di crescita e di seconde possibilità, di scelte difficili e di momenti in cui devi decidere cosa sei disposta a tollerare e cosa no.

Non aspettatevi un lieto fine convenzionale, anche perché la vita reale è fatta di luci e ombre, di passi indietro e poi avanti.

Ma io lo consiglio proprio per questo.

A presto.










RECENSIONE - Questione di Sguardi - di Laura Licata



Titolo: QUESTIONE DI SGUARDI
Autore: Laura Licata
Prezzo: €15,00
Pagine: 200
Collana: Contemporary Romance
1^ Edizione novembre 2024
Età di lettura consigliata 14+



“Ti manifesti dal nulla ogni dannata volta. Quando ti cerco, non ti trovo. Quando smetto salti fuori all’improvviso.”
Anna e Giorgio si incontrano per caso in una libreria, proprio di fronte lo scaffale dei romanzi rosa. Che sia questo un segno del destino?
A quel primo incontro ne seguono altri, non del tutto casuali, e quell’imbattersi di continuo l’uno nell’altro li avvicina sempre più. Lui sembra l’unico in grado di aiutare Anna a liberarsi dalla fissazione per il suo ex. Lei è da sempre l’unica ossessione di Giorgio.
Contrasti familiari, conti in sospeso col passato e traumi mai superati ostacolano il sentimento che sta germogliando nei loro cuori.
Riusciranno a mettere da parte ciò che li divide, o avranno bisogno di una mano? 



Storia fresca, quella di Anna e Giorgio. È la storia della seconda possibilità, quella che deve essere concessa perché la prima volta “qualcuno (o qualcuna) era distratto”. Giorgio è tenerissimo, innamorato da sempre di Anna, in lui c’è una lotta continua per “essere all’altezza” delle continue frecciatine di lei, che comunque lo intrigano molto, e la consapevolezza di dover rispettare i suoi tempi perché, se è vero che fra loro l’attrazione c’è, è anche vero che Anna cerca di proteggere il cuore da una nuova delusione d’amore.

È una storia anche di amicizia, quella vera, disinteressata o interessata a operare per il bene esclusivo dei propri amici: Lorenzo e Cristina i futuri sposi e migliori amici dei protagonisti, tramatori di tranelli a fin di bene, ma anche gli antipatici Ottavio e Veronica, che poi alla fine ci stanno pure, giusto per dare un po’ di sale alla vicenda!

Non mancano i rapporti familiari complicati: Anna deve competere con un fratello che occupa gran parte del posto nel cuore dei genitori, ma anche gode di una straordinaria considerazione nel luogo di lavoro, nonostante sia un emerito incapace; Giorgio è da sempre in astio con il padre che si rivela un essere senza scrupoli e di dubbia moralità.

Lettura scorrevole.




 

19 gennaio 2026

RECENSIONE - Oniricom: Il Varco dei Sogni - di S. Scarabel

 



Questo è un romanzo che parla dei sogni come mai avete visto prima.
E se vi dicessero che la realtà attorno a noi non è quella che sembra e i sogni sono molto più reali di ciò che si creda?

Una storia di amore e avventura, di immortali e creature misteriose provenienti dall'antica Babilonia.
Eva conduce una vita silenziosa a New York, fatta di routine e sogni troppo vividi. Finché uno di quei sogni non la chiama… e nulla sarà più come prima. Scoprirà un mondo nascosto che non pensava potesse esistere: popolato da 
immortali, divinità, oracoli e visioni antiche come il tempo. Ed è così che conoscerà Sir Arthur, affascinante, leale custode del Varco dei Sogni e Matt, immortale ruvido e impulsivo, legato a un patto oscuro con l’Oracolo NiniveMa solo uno conquisterà il suo cuore.
Eva 
verrà catapultata in una corsa contro il tempo, tra sogni rivelatori, castelli inglesi, catacombe antiche, sirene ammaliatrici e uomini nati dagli incubi. Dovrà decidere di chi fidarsi e cosa è disposta a sacrificare, perché attraversare il varco significa affrontare la verità sul proprio destino…


Cosa succederebbe se scoprissimo che la solidità del mondo che ci circonda è solo un velo sottile, capace di svelare tra le sue pieghe i sentieri d'accesso al regno dove i sogni prendono vita? È proprio da questo confine incerto che prende vita il mondo creato da S. Scarabel.

Ho trovato "Oniricom: Il Varco dei Sogni"  un romanzo che colpisce immediatamente per la qualità della scrittura e la solidità della struttura narrativa. La trama è orchestrata con estrema intelligenza: il ritmo è serrato e ben calibrato, capace di alternare momenti di alta tensione a riflessioni più intime senza mai perdere l'equilibrio.

Eva è la protagonista, una giovane donna che vive una vita ordinaria nella caotica New York, tormentata però da sogni troppo vividi per essere ignorati. Quando uno strano ometto si presenta nel suo ufficio offrendole di partire per un affare da concludere nel Regno Unito, la routine di Eva va in frantumi.
 
La ragazza viene trascinata in una dimensione nascosta dove la storia babilonese non è un ricordo scolastico, ma una forza viva fatta di divinità, oracoli e creature leggendarie.

I personaggi, tra cui Sir Arthur e Matt, rappresentano uno dei punti di forza del romanzo: sono credibili, sfaccettati e dotati di una profondità psicologica che permette al lettore di immedesimarsi realmente nel loro viaggio. 

Anche i dialoghi riflettono questa cura, risultando sempre naturali, brillanti e funzionali allo sviluppo della storia, evitando i cliché tipici del genere.

Le descrizioni sono evocative e quasi sensoriali, capaci di trasportare chi legge oltre il "varco", in mondi onirici costruiti con una fantasia mai scontata. Si avverte chiaramente il meticoloso lavoro di ricerca dell'autrice: l'intreccio tra la realtà e la dimensione del sogno è arricchito da dettagli mitologici e simbolici inseriti con grande eleganza, che impreziosiscono il racconto senza mai rallentarne la fluidità.

L'autrice ha il merito di non attingere ai soliti stereotipi, preferendo l'esotismo e la profondità della mitologia babilonese con accenni anche ai Cavalieri Crociati. L'idea che entità millenarie influenzino ancora il nostro mondo attraverso i sogni è gestita con originalità e ritmo. Il viaggio di Eva e dei suoi compagni d'avventura è un tour de force visivo. Dalle pulsanti strade di New York alle ombre dei manieri inglesi, dai segreti sepolti nelle catacombe fino alle architetture impossibili del sogno, la penna dell'autrice dà vita a un immaginario vivido, pieno di colpi di scena.

 Il vero cuore del libro, a mio avviso, è il percorso interiore di Eva, chiamata a scegliere non solo di chi fidarsi, ma quale parte di sé accettare. Nel finale scopriremo che non sarà la sola a prendere delle decisioni che cambieranno per sempre la propria vita. Sogno o realtà, lascio a voi scoprirlo.

Buona Lettura!