25 marzo 2022

RECENSIONE: - "BELIEVE IN YOUR DREAM 4-EVER (IL NOSTRO SOGNO)" - di Laura Parise

 





Ci son sogni che restano tali, canzoni che ti entrano nel cuore e vivono con te la tua storia d’amore.
I sogni aiutano a rendere le difficoltà della vita più facili da accettare, e le canzoni ti riempiono la mente di ricordi.
… A volte i sogni si avverano, basta crederci fino in fondo e avere la costanza e la pazienza di aspettare…
Amanda e Mac avranno creduto nel loro sogno?
Il primo romanzo si era concluso con Mac che abbracciando Amanda le prometteva la conta di mille baci e mille abbracci… Ma quello era soltanto il sogno che Amanda aveva fatto quella notte, quello che lei sperava con tutto il suo cuore che accadesse.
Nella realtà Mac non aveva avuto il coraggio di mettersi in gioco e rischiare per lei, aveva preferito allontanarsi. Scioccata non le era restato altro che cercare inutilmente di dimenticarlo provando a portare avanti la sua storia con Paul.
Ma quando l´amore finisce e resta solo il bene fraterno, le relazioni non hanno futuro. Amanda resta così sola, con il suo amore per Mac e i tanti sogni fatti sia di giorno ad occhi aperti, che di notte, sogni nei quali lei vive la sua immaginaria storia d'amore. Alex, l'aitante proprietario alberghiero tenterà di distrarla dai suoi sogni, ci riuscirà o la passione che la lega a Mac è così forte da impedirle di guardare il mondo con occhi diversi?




Questo è il secondo volume della dilogia di Laura Parise (il primo volume è 4-you only the best).

Amanda e Mac separano le loro strade professionali: lei rimane a insegnare al liceo, lui si trasferisce all’Università. La loro situazione è un po’ cambiata: mentre Mac rimane statico nella sua lamentosa ambiguità (molto più statico rispetto al primo volume), Amanda risulta essere un personaggio più dinamico e, in realtà, è proprio il suo personaggio che porta avanti la narrazione; ormai conclusa la storia di diversi anni con il suo compagno Paul poiché “il sentimento d’amore che prima li univa (…) si era trasformato in un bene fraterno”, la donna, adesso libera, si lega alla speranza che l’uomo di cui si è innamorata non le risponda “picche”. Amanda sa che da Mac può aspettarsi solo briciole, ma è così follemente innamorata che è convinta che potranno bastarle, salvo poi ingelosirsi e arrabbiarsi perché, com’era naturale che accadesse, si rende conto di non poter continuare così per tutta la vita. Ecco che il suo personaggio inizia a fare un’altalena tra l’accettazione di questa condizione di sospensione e la ribellione alla stessa. Gli scrive messaggi ed e-mail infiniti, poi s’impone di non farlo; torna e ritorna (più volte) tenacemente e testardamente a scrivergli nonostante perduri in lei un’insicurezza nei riguardi del futuro. Vorrebbe legarlo a sé per sempre e indissolubilmente come accade nei suoi numerosissimi sogni. Troppi sogni a occhi aperti e chiusi: alcuni necessari, in gran parte ridondanti e che appesantiscono una narrazione già di per sé molto ricca. Alcuni errori grammaticali e alcuni refusi.





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