02 agosto 2022

RECENSIONE: - "Sweetheart"- di Stefy Sciama

 



Titolo: Sweetheart

Autrice: Stefy Sciama

Genere: Contemporary romance - Music romance

Editore: Self Pubblishing

Data pubblicazione: 27 luglio 2022

Autoconclusivo: Si

Lunghezza: 341 pagine

Formato: Ebook € 0.99 - Cartaceo €  8.30


Lucifer Johnson è bello da togliere il fiato ed è uno dei migliori talenti del panorama rock mondiale.
Spregiudicato, poco incline alle conversazioni, cambia ragazze a velocità supersonica. Una delle sue regole di ferro prevede che non possa frequentare la stessa donna per più di tre sere. Concede poche interviste e il suo passato è avvolto nel mistero.
Annabelle Gauthier è una deliziosa ragazza parigina, ha ventiquattro anni e lavora come stagista presso un’importante testata della capitale francese. Adora l’arte, in particolar modo Salvador Dalì, e sogna di poter coniugare questa passione alla professione. È solare e positiva, nonostante la sua infanzia sia stata segnata da una terribile tragedia.
Lucifer e Annabelle non potrebbero essere più diversi: lui non crede nell’amore e ha innalzato un muro per difendersi; lei è sprovveduta, le poche esperienze che ha avuto non l’hanno appagata e preferisce le soddisfazioni lavorative a quelle sentimentali.
Il destino li fa incontrare e tra i due scatta un’intesa, una fiamma che non riescono a spegnere: Annabelle è luce, è diversa da ogni ragazza frequentata fino a quel momento e ha un’ingenuità che cattura il cinico cuore della rockstar. Lucifer non è solo oscurità, non è solo il bad boy inarrivabile bramato dalle donne; dietro la sua apparente freddezza nasconde una sensibilità che fa breccia nel cuore della giovane.
Sei giorni. Sei giorni è il tempo che il destino concede ai due ragazzi per scoprirsi: la fiamma, ora dopo ora, si trasforma in un sentimento intenso e sconosciuto, finché…
E se l’oscurità di Lucifer prendesse il sopravvento e togliesse luce ad Annabelle?
E se le ombre del passato, anziché allontanare, potessero ricucire due cuori strappati?
E se la chiave di tutto fosse racchiusa in una canzone?



La presenza di scene esplicite rende la lettura adatta a un pubblico adulto e consapevole.



Ciao a tutte amiche lettrici, oggi vado a parlarvi di un libro che ho divorato in nemmeno due giorni. Uno di quelli, che inizi a leggere e non riesci a staccarti, perché sono talmente tante le emozioni che ti avvolgono che ogni pagina chiama la successiva, ogni parola ne chiede un'altra. Fra le sue pagine mi sono imbattuta in Lucifer Johnson, bello quanto dannato. Lui che plasma la musica rock arrivando a sfiorare il cuore di chi l'ascolta, quello che suona il basso, la chitarra elettrica o un pianoforte passando da uno strumento all'altro con la stessa velocità con cui fa passare le donne nel suo letto. Tre notti, il limite che si pone, e solo per soddisfare la sua sete di lussuria o forse per imporre al suo cuore il veto di cedere al sentimento chiamato amore. I suoi meravigliosi occhi le cui iridi riportano il colore del ghiaccio, lo stesso che avvolge il suo cuore da anni ormai, incontrano quelli limpidi e innocenti di Annabelle Gauthier. Belle non ha nulla in comune con le modelle a cui Lucifer è abituato. Una ragazza comune, che viene da Parigi e che sbarca a Barcellona solo per accompagnare il suo capo che dovrà sostituire in un'intervista a una delle icone del rock, appunto Lucifer. 
Una star del rock e un aspirante giornalista, non hanno nulla in comune o forse si? Forse è qualcosa di non visibile, e un dolore che ognuno dei due porta dentro, dovuto a una perdita, di quelle che spezza il fiato, ma se Lucifer ha chiuso il suo cuore all'amore perché teme che possa distruggerlo, Annabelle lo ha abbracciato perché continua a vivere e ad amare nel ricordo di chi non c'è più. 
Oscurità e Luce, due facce della stessa medaglia, indissolubili , perché una non può esistere senza l'altra. Ma, l'oscurità è fatta di ombre che si insinuano nelle crepe di un cuore, quello di Belle, che rischia di soffocare soprattutto quando l'ostacolo peggiore è rappresentato da quella di sete di potere che non tiene conto dei sentimenti altrui.

Sweetheart, dall'inglese Tesoro, un titolo che racchiude il significato dell'intera storia, perché l'amore è sempre un tesoro, da custodire, da tenere stretto, da non far trafugare. L'amore, che può essere quello verso a famiglia, l'amore per la musica, per l'arte o l'amore che arriva come un colpo di fulmine, un incrocio di sguardi, un sorriso, una bevuta in riva al mare che da il via a quello scatenarsi di eventi che ti portano a perdere anima e cuore. Due personaggi che mi sono entrati sottopelle per le intensità di emozioni che hanno scaturito. Lucifer, nome d'arte, il cui vero nome è l'esatto contrario di quello che il cantante usa per celare la sua vera identità. Due nomi, che riflettono l'animo di chi li porta sempre in bilico fra la perdizione e la redenzione... una redenzione che può arrivare da un cuore puro come quello di Annabelle. Lei che ha deciso di vivere, a dispetto di quello che il destino gli ha servito in passato. Lei che esulta come una bambina davanti a un quadro del maestro Salvador Dalì. Esilaranti le scene in cui Belle, ne combina sempre una, accompagnando il tutto dalla sua ingenuità che conquista il lettore. Un romanzo che, nonostante sia un tripudio di emozioni che accompagna ogni singola parola, è di una leggerezza tale che lo inizi e senza rendertene conto lo termini. 
Ogni capitolo accompagnato dalla citazione di un pittore famoso, dalle strofe di una canzone che Stefy ha scelto sapientemente per racchiudere ciò che il capitolo stesso contiene. Un viaggio fra Spagna e Francia, descritte così bene che ti pare di vederle attraverso gli occhi dei protagonisti che ti fanno vivere quelle città a 360 gradi, ti fanno apprezzare l'arte, la musica , la cucina di un luogo. Ma Sweetheart non è solo questo è un crescendo, ti trovi come sulle montagne russe, divori le pagine perché hai sempre quell'ansia di scoprire cosa accadrà. Un linguaggio che scivola leggero, con PoV alternato, dove i tormenti di Lucifer diventano i tuoi, le speranze di Annabelle , il suo dolore, i suoi pensieri le senti addosso, fino all'epilogo che ti lascia la voglia di iniziare a rileggerlo da capo . Se ho adorato Anabelle ho amato Lucifer. Lui, con quegli occhi simili al cielo sereno, al ghiaccio per quanto sono chiari, impenetrabile e privo di sentimenti all'apparenza, ma con un cuore pieno di ferite che la musica solo in parte può lenire.

Un 'altro personaggio degno di menzione è Seb. L'amico che ti sta accanto, che conosce i tuoi tormenti, che passa dal sorriso al rimbeccarti per le cavolate che fai. 
 Come amante dell'arte non posso che apprezzare la parte dedicata a Salvator Dalì, le architetture che Stefy ha descritto, tutto nei particolari che trovi riflessi negli occhi stupiti della protagonista Annabelle. Ormai sapete che mi piace guardare sempre oltre le pagine di un libro, mi piace conoscere e capire chi c'è dietro una penna. L'amore dell'autrice per i due paesi è palese, si vede che è legata a quei luoghi. Tuttavia, è qualcos'altro che mi ha colpito, è quel dolore che i due protagonisti portano nel cuore così descritto bene che ho avuto come l'impressione che fosse un pezzo di vita di Stefy ad essere riportato. Non posso che dare 5 meritatissime piume a un romanzo che ho divorato. Come di mia consuetudine cerco in un libro sempre una sorta di parabola, qualche insegnamento da custodire, in Sweetheart la cosa palese è una: al cuore non si comanda. Perché tante volte basta un semplice scambio di sguardi per dar vita nuovamente a un organo che ha rallentato i suoi battiti dopo un grande dolore. Vi lascio con una delle citazioni più belle, di quelle che ti provocano la pelle d'oca se ne cogli il significato e rinnovo i miei complimenti a Stefy, ringraziandola per avermi accompagnata in questo viaggio.

"Anna, lo senti il mio cuore? Dimmi se si ferma…"



A presto




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