23 dicembre 2025

RECENSIONE - IRRATIONALLY IN LOVE - di Nora June Peebles

 



Autore: Nora June Peebles

Titolo: Irrationally in love

Genere: STEM rom-com con un pizzico di sport romance, college romance

Trope principali: fake dating, opposites attract, two nerds in love, bet, found family, slowburn

Formato: ebook e cartaceo, anche in abbonamento Kindle Unlimited

Data di pubblicazione: 5 novembre 2025

Prezzo: ebook 0,99 euro al lancio, poi 2,69 euro

Puoi convincere l’uomo che sta fingendo di uscire con te a lasciarti?

Lei ha bisogno di un ragazzo che la scarichi.
Lui di una ragazza che non lo lasci.
L’equazione perfetta per una catastrofe annunciata.

Julia Ride non ha tempo per l’amore: deve sopravvivere al test di nuoto del MIT, trovare un relatore per la tesi e convincere la sua coinquilina che non è lei ad avere un problema con i primi appuntamenti… ma gli uomini con cui si ostina a obbligarla a uscire!
Il piano? Trovarne uno, frequentarlo e poi farsi scaricare. Facile, no?

Ex capitano della squadra di nuoto e dottorando in matematica, Blake Johnson ha tre certezze: ama nuotare, la matematica è il suo destino e non avrebbe mai (mai!) dovuto accettare quella terribile scommessa… Se non trova una ragazza per i prossimi due mesi dovrà presentarsi al matrimonio del fratello completamente rasato. Sopracciglia comprese.
Così, quando in piscina si ritrova a “salvare” una ragazza dall’annegamento, la soluzione gli appare a portata di bracciata: sedurla e convincerla a uscire con lui, almeno finché la scommessa sarà vinta.
Per restare con lei – e con i propri capelli – è disposto a tutto. TUTTO.

Tra lezioni di nuoto, magliette improbabili, due furetti vendicativi e una quantità indecente di cioccolato, sarà l’amore l'incognita che risolve l’equazione?

Irrationally in Love è una rom-com che unisce romanticismo, ironia e scienza in modo deliziosamente bilanciato.

Qui l’amore è complicato, pieno di equazioni emotive e situazioni imbarazzanti, e i protagonisti non smettono di farci ridere, sospirare e tifare per loro.

Julia Ride è perfetta per chi ama le eroine intelligenti e determinate.

È pragmatica, ironica e ha il cuore nascosto dietro una barriera fatta di tabelle e algoritmi.

Una donna che ha fatto della razionalità la sua casa sicura, che ha imparato a proteggersi affidandosi a ciò che può comprendere e controllare.

 I sentimenti complicati non fanno parte della sua agenda da anni, ma la vita, si sa, ha il brutto vizio di stravolgere anche i piani meglio organizzati.

Blake Johnson, di contro, non è di certo l’eroe che vuole salvare l’ingenua fanciulla; anzi, per lui Julia è solo uno “strumento” per non trovarsi al pari di una palla di biliardo ma, anche in questo caso, la variabile cuore altera la funzione.

D’altronde, quello che abbiamo al centro del petto è un muscolo involontario, non ascolta la ragione e, imperterrito, continua a battere furioso anche quando non si vorrebbe.

Blake vede Julia per ciò che è, non per ciò che potrebbe diventare, e questo non lo aveva previsto.

Il loro non è un colpo di fulmine spettacolare.

È qualcosa di più sottile e, proprio per questo, più potente.

È lo sguardo che resta un secondo di troppo.

È il dialogo che smette di essere solo brillante e diventa necessario.

È quella sensazione fastidiosa e bellissima di perdere l’equilibrio senza voler davvero tornare indietro.

La scrittura di Nora è elegante nella sua semplicità.

Ho apprezzato anche questo lato nelle descrizioni delle scene spicy, mai volgari ma cariche di quell’elettricità che solo due anime fuse possono sviluppare.

I dialoghi sono intelligenti e ironici.

Riescono a raccontare i personaggi anche quando tacciono, anche quando evitano di dire ciò che conta davvero.

 La scienza diventa specchio del modo di affrontare i sentimenti, con riflessioni argute, momenti comici e scenette nerd che rendono la storia unica.

Non mi sono mai annoiata, perché il romanzo è un equilibrio di concetti tecnici, umorismo e pathos emotivo.

I personaggi secondari, poi, non sono mai semplici comparse.

 Ognuno di loro arricchisce la storia e contribuisce alla crescita dei protagonisti, aggiungendo sfumature, complicità e qualche sorpresa esilarante che non vedo l’ora di scoprire.

C’è un messaggio delicato fra le pagine di questo romanzo: non tutto ciò che è illogico è sbagliato.

A volte è proprio ciò che sfugge al nostro controllo a rimetterci in equilibrio.

A presto









22 dicembre 2025

Review Party :- Una luna per innamorarsi - di LunAlissa

 



Titolo: Una luna per innamorarsi

Data di uscita: 10 dicembre 2025

Genere: Romance contemporaneo Young Adult

Pubblicazione: Self Publishing

Autoconclusivo: sì

Tropes: Love triangle, instalove, first love, highschool romance, family problems

Prezzo cartaceo: da definire

Prezzo e-book: 2,99


In una notte di luna piena di inizio estate, Chloé Blanc esegue un ridicolo incantesimo preso da un libro esoterico scovato in libreria con lo scopo di far innamorare di lei Gabriel Martin, la sua cotta epica. Quel folle gesto d’amore viene però dimenticato in fretta, poiché Chloé incontra Jason, che diventa il suo ragazzo rompendo la sua barriera d’insicurezze. Il nuovo anno scolastico arriva troppo presto. Ma cosa è cambiato in una sola estate? Gabriel si presenterà da Chloé con un’insolita proposta e lei si ritroverà senza volerlo in un fastidioso e complicato triangolo. Possibile che l’incantesimo abbia davvero funzionato?




Devo ammetterlo: ho avuto qualche difficoltà nello scrivere questa recensione.

La storia, per come viene presentata dalla trama, appare fin da subito più contorta di quanto ci si aspetterebbe.

 Partiamo dall’inizio, dal prologo. È una sezione che, a mio avviso, andrebbe rivista, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei tempi verbali, che non risultano sempre coerenti e finiscono per creare una leggera confusione nel lettore già nelle prime pagine.

 La protagonista è Chloé Blan, una ragazza che, innamorata del compagno Gabriel, decide di eseguire un rito di innamoramento. Fin qui tutto chiaro. Questo avviene prima dell’incontro con quello che lei stessa definirà il suo grande amore.

La storia prosegue poi attraverso una serie di vicissitudini che conducono a un triangolo amoroso fra Chloé, Gabriel e Jason, fino a un incidente che cambia completamente le carte in tavola e porta alla rivelazione finale: Gabriel arriva a percepirsi come vittima di un sentimento indotto dalla magia.

 Ed è qui che, da lettrice, ho iniziato a sentirmi perplessa.

Ciò che mi ha turbato non è tanto il tema in sé, quanto la gestione emotiva dei personaggi. Chloé e Jason oscillano in modo estremamente repentino: dichiarazioni che sfiorano l’amore eterno si alternano a ripensamenti improvvisi, con Chloé che sembra restare con “un piede in due scarpe” e Jason che, dopo scenate di gelosia e promesse, archivia il sentimento con una facilità disarmante, tornando addirittura con una ex.

 Capisco bene che si tratti di personaggi molto giovani e che l’età porti con sé impulsività e confusione emotiva. Tuttavia, anche all’interno di un contesto adolescenziale, credo sia necessaria una minima stabilità emotiva o quantomeno una progressione più graduale. Qui, invece, i sentimenti sembrano ondeggiare continuamente, come mossi da un vento che cambia direzione senza preavviso, rendendo difficile empatizzare davvero.

 Un’altra riflessione che mi ha accompagnata sul finale riguarda il messaggio che potrebbe arrivare al lettore: il rischio percepito è che passi l’idea che l’amore possa essere ottenuto o forzato attraverso la magia, senza una reale presa di distanza critica da questo concetto.

 Dal punto di vista tecnico, il testo scorre bene. La sintassi è corretta e la lettura non presenta particolari inciampi stilistici. Il nodo, per me, non sta tanto nella scrittura quanto nell’andamento narrativo complessivo, che risulta poco equilibrato nella gestione dei tempi emotivi e delle relazioni.

 Naturalmente il mio è il giudizio di una lettrice, e come tale resta soggettivo.

Per questi motivi non riesco ad assegnare più di tre stelle, attribuite soprattutto a un personaggio che ho trovato particolarmente riuscito: Aline, vera nota di spicco del romanzo, capace di portare freschezza e solidità in una storia che, nel complesso, mi ha lasciata incerta.






19 dicembre 2025

RECENSIONE - A Natale ricordati di odiarmi - di Veronica Guidi e Giulia Ungarelli

 



Titolo: A Natale ricordati di odiarmi

Autrice: Veronica Guidi e Giulia Ungarelli

Genere: Christmas Romance

Tropes: Hate to Love / Forced proximity / Spicy / Small Town

Pagine: Circa 320

Pov: Doppio Pov

Autoconclusivo: Sì

Editore: Self Published

Formato:

E-book  €2,99   

Cartaceo flessibile € 15,00

Disponibile su Amazon anche con Kindle Unlimited

DATA D'USCITA: 24 NOVEMBRE 2025


Elsy Ward e Axel Reynolds si odiano da sempre.

Lei è una studentessa modello, responsabile e con il timore di deludere il prossimo.

Lui è un playboy arrogante e vive secondo le sue regole.

 Li attende una vacanza a Miami, ma un piccolo incidente negli spogliatoi della scuola rovina i loro piani.

Saranno costretti a restare in città ad aiutare Beth a Grayson Farm.

Il Natale addolcirà i dissapori o la convivenza forzata si rivelerà un disastro?

Torniamo a Fredericksburg per un ultimo e scoppiettante capitolo.

Si torna a Fredericksburg per conoscere la nuova generazione.

Giulia e Veronica ci riportano lì dove abbiamo conosciuto gli Hangover, e sono scintille.

I protagonisti, Elsy e Axel, sono i figli di due membri della band.

Sto parlando del sexy pompiere Harvey e della meravigliosa batterista Ruby.

Bene, immaginate questi due figlioli costretti, praticamente, a vivere in simbiosi dai loro genitori.

Le opzioni sono due: o si odiano oppure, beh, si amano.

Ma, in fondo, l’odio è solo l’altra faccia di un amore che fa paura.

Devo essere sincera, sono un po’ restia quando si parla di nuove generazioni nei romanzi.

Le aspettative sono sempre alte e mantenerle è difficile, specie se chi li ha preceduti ha riscosso un discreto successo.

Quindi, prima di iniziare, ho preso un bel respiro e mi sono detta: Nicky, fai finta che non esistano i loro genitori e goditi la storia di questi due ragazzi.

E così ho fatto.

Ho vissuto Elsy e Axel per quelli che sono, non per la famiglia a cui appartengono.

Ho amato la loro età fatta di fragilità e paure, il loro essere diversi, l’odiarsi per poi capire di essere giusti l’una per l’altro.

Le schermaglie, il loro passato che si è sommato al presente e, solo infine, sono arrivati loro…

La famiglia un po’ ingombrante, quella della chat comune, gli impiccioni e risolutori di problemi.

Perché un genitore, naturale o no, deve sempre stare alle spalle dei propri figli, mai davanti.

Devono inciampare e cadere per rialzarsi e diventare più forti.

 Lo capirà Harvey stesso, il buon Benjamin.

I figli non sono le nostre copie, ma esseri a sé stanti.

Non è detto che debbano seguire le nostre orme, ma costruirsi una loro vita.

Uno dei punti di forza del romanzo è senza dubbio la gestione dei dialoghi: brillanti, serrati, ironici, capaci di reggere il peso della narrazione e di definire i personaggi più di qualsiasi descrizione.

Le battute non sono mai fini a se stesse, ma diventano strumenti di difesa, attacco e, a tratti, rivelazione.

Il lettore assiste così a un vero gioco di equilibri, in cui ogni parola detta nasconde qualcosa di non detto.

A Natale ricordati di odiarmi è una commedia romantica ambientata nel periodo più carico di aspettative dell’anno, quello in cui tutti fingono di essere migliori, più buoni e più innamorati.

Il romanzo prende proprio questa ipocrisia stagionale (concedetemelo, signore eh, ma non si aspetta Natale per fare i finti santi) e la usa come miccia narrativa, costruendo una storia che parte dall’odio dichiarato per scivolare verso qualcosa di molto più complesso.

I protagonisti, principali e secondari, risultano credibili proprio per la loro imperfezione.

Non sono eroi romantici, ma persone che sbagliano, si contraddicono e faticano ad ammettere ciò che provano.

È stato un bel romanzo, e soprattutto scritto bene.

Non è semplice scrivere a quattro mani: bisogna incastrarsi con l’altra autrice, seguire lo stesso stile affinché il lettore non noti la differenza fra una penna e l’altra.

Veronica e Giulia ci sono riuscite ampiamente: non so chi abbia scritto cosa, ma il risultato è stato bellissimo.

Hanno creato un romance che parla di sentimenti, di orgoglio e di seconde possibilità.

Quelle che un genitore concede a un figlio e viceversa, quelle che una ragazza dà a un ragazzo.

Una lettura ideale per chi cerca una storia natalizia con carattere, capace di divertire, emozionare e lasciare qualcosa anche dopo aver chiuso il libro.

A presto.








17 dicembre 2025

RECENSIONE - Asso di cuori - di Patrizia Ines Roggero

 



  

Titolo: Asso di cuori

Autore: Patrizia Ines Roggero

Genere: Romance Storico Western

Trope: Second chance, forced proximity

Numero episodi: 37

Spicy: Soft Spice (qualche scena spicy)

 Disponibile sull’app di web novel Narae


Nebraska, 1867. Nick è un randagio, giocatore d’azzardo senza radici che vive di carte truccate e sogni sfuggenti. 

Hope è una ballerina in una casa di piacere, ma decisa a riscattarsi. 

Quando le loro strade si incrociano, l’attrazione diventa irresistibile.

 Tra bugie e passione, gelosia e intrighi, Nick e Hope scopriranno che la vera sfida non è contro il destino, ma contro i propri cuori.


Asso di Cuori è un western ambientato nel 1867, tra rotaie in costruzioni, città improvvisate e la disperazione di chi ancora non aveva un futuro in quelle terre marchiate dal sole e dal sudore.

I suoi paesaggi non si limitano a fare da sfondo, ma diventano un personaggio a sé, capace di influenzare le scelte, i limiti e i sogni dei protagonisti.

Nick è giocatore d’azzardo, vive seguendo l’odore del rischio: è un uomo che non si concede legami perché ha imparato a sue spese che tutto ciò che si ama è destinato a svanire.

Hope, il cui nome racconta il suo mondo interiore, desidera stabilità, radici, una casa reale e non immaginata.

Il loro incontro crea una tensione sottile, non basata solo sull’attrazione ma sulla collisione di due bisogni opposti: lei vuole fermarsi, lui non può.

Lei costruisce, lui fugge.

Lei cerca qualcosa di stabile, lui non crede in quella stabilità.

Tutto nel romanzo porta a chiedersi se quella distanza sia destino o solo paura, quella di legarsi a un’altra persona, di provare sentimenti che creano un nucleo, un microcosmo dove mettere radici.

Le scelte dipinte sui personaggi sono azzeccatissime, in linea con i tempi dove nulla era semplice, dove una donna molte volte era costretta vendere il suo corpo per sopravvivere diventando l’altra.

La Roggero è bravissima nel gestire soprattutto quelli che io definisco silenzi emotivi: ciò che i due non si dicono pesa più delle parole, ed è lì che la storia cattura davvero.

Niente è facile, niente è scontato, anzi ti arrabbi per le strade che si dividono, per le menzogne mascherate di cose belle.

Il cambiamento arriva a piccoli passi, dolorosi, confusi, incerti eppure ognuno di essi si porta dietro il coraggio.

Perché non è facile ricominciare quando tutto fa presagire che quello potrebbe essere la fine e non l’inzio.

La narrazione scorre pulita, avvolgente, con quel tocco evocativo tipico dell’autrice, che riesce a rendere poetico persino il rumore dei dadi sul tavolo da gioco.

L’evoluzione di Nick è forse l’aspetto più riuscito perché è una redenzione non spettacolare, non pomposa, ma umana, intima, fragile.

Non diventa improvvisamente un uomo nuovo, impara che anche chi è abituato alla solitudine può incontrare qualcuno capace di restare.

Un romanzo che consiglio perché porta con sé sì il fascino del West, ma anche la dolcezza di un amore difficile, costruito su strade impervie come quelle dei tempi, dove nulla era certezza ma solo coraggio e speranza.

A presto 






16 dicembre 2025

RECENSIONE - Lo specchio di Isobel - di Francesco Agostini




È una fredda sera d’autunno quando Isobel, durante una passeggiata con la sua migliore amica, sviene improvvisamente. Al risveglio sembra stare bene, ma presto si accorge che, nella sua vita, qualcosa è cambiato: misteriose entità incorporee, di presunta origine demoniaca, sembrano perseguitarla e volerla possedere. Si ritrova presto in un incubo fatto di presenze inquietanti, vessanti e pericolose, sia per lei che per le persone che ama.

Sarà quindi costretta a intraprendere un cammino di acquisizione di consapevolezza che, passo dopo passo, la porterà a confrontarsi con le domande che più tormentano l’anima degli esseri umani:

chi siamo?

Da dove veniamo?

Esiste Dio?

Isobel troverà risposte sconvolgenti, destinate a cambiare per sempre la sua visione del mondo e di sé stessa.




E fu così che iniziò l’incubo per Isobel: un gelo improvviso, un terrore che paralizza, una presenza malvagia.
Da quel momento la paura è la sua compagna, le visioni la trascinano in un orrore pregno di dolore e di sangue.
La terribile consapevolezza che anche le persone a lei vicine vengono minacciate: il padre, il fidanzato Leonardo e l’amica Selena.
Li deve tutelare perché la loro vita è in pericolo e lei è la causa del male.

Questo romanzo scava nel nostro più profondo io e rivela la paura più grande: scoprire che il mostro è dentro di noi.
Impossibile quindi sfuggire al terrore e pensare di uscire dall’incubo più nero.
Tutto è il riflesso di qualcosa, la presenza maligna è il frutto delle menzogne che abbiamo costruito.
Incapaci di guardare in faccia la realtà, privi del coraggio necessario per affrontare la verità.

Chi ci può salvare?
Forse Dio, ma noi abbiamo perso la fede
Forse chi ci sta vicino, ma noi rifiutiamo la società
Forse noi stessi, se impariamo a guardare oltre il nostro limitato orizzonte.

Capitolo dopo capitolo questo romanzo horror/fantascientifico trascina in un crescendo di suspence, fino al colpo di scena finale, grazie al quale tutto si rivela.

I personaggi sono molto ben definiti, hanno carattere.
Isobel, lo specchio dell’autore, affronta un percorso di crescita e di conoscenza, per dare un senso al vissuto.
Selena e Leo sono antagonisti nell’affrontare le avversità: c’è chi lotta sempre e comunque al fianco di chi ama e chi invece si arrende.









 

RECENSIONE - Le Porte del Tempo - I figli del tempo - Eva e Jonathan - di Francesca Forlenza




Titolo Le Porte del Tempo - Serie I Figli del Tempo
Autrice Francesca Forlenza
Genere Fantasy - Avventura - Crime
Uscita 25.09.25

C’è una crepa nel tempo. Un’eco di sangue che ritorna. Nel cuore di un disegno antico quanto l’umanità, Eva e Jonathan si ritrovano pedine inconsapevoli, o forse necessarie, di un gioco divino e demoniaco, dove il libero arbitrio è solo un’illusione ben confezionata.
Eva è una ragazza che porta addosso la luce, senza sapere di essere uno strumento di una guerra più grande. Jonathan è l’agnello sacrificato da un padre assetato di potere, cresciuto nell’ombra, consumato da un destino che non ha scelto. Le loro vite si intrecciano in un incubo dove la redenzione è solo un’altra forma di condanna.
A osservarli, nascosti tra le pieghe del tempo e delle coscienze, ci sono due
entità: Estella e il Killer di Boston. Lei è una figura enigmatica, spietata, ironica, affilata come una lama e con un debole per il caos ben orchestrato. Sarà lei, con il suo umorismo nero e il suo sguardo impietoso a rivelare, e occultare, le verità più scomode.

Il Killer di Boston si muove nell’ombra. È spietato. È crudele. È il precursore della Fine.

Alleati e amici si confondono. Tra tradimenti di sangue, simboli arcani, salti temporali, città inghiottite dal peccato e visioni che sfiorano l’apocalisse, c’è una storia, anzi una maledizione. E chi crede di avere una scelta, è già stato scelto da tempo. Segreti sepolti riemergono, pronti a frantumare ogni certezza e a trasformare la salvezza in un gioco crudele di imbrogli. Ogni passo può essere l’ultimo, ogni sguardo può celare una pugnalata.
Eva è la scintilla. Jonathan è il combustibile. E il mondo? Solo un campo già arso, pronto a bruciare.
La
Morte non è l’unico male in agguato.
Un romanzo che intreccia fantasy soprannaturale e thriller metafisico, dove nulla è lasciato al caso, e ogni dettaglio è un’eco di qualcosa di più profondo. Una storia che taglia la carne, scruta nell’anima, e non offre alcuna salvezza. Solo specchi. E ognuno vede il proprio mostro.
Qui non ci sono eroi. Solo sopravvissuti. O pedine.
E voi? Siete spettatori o parte del gioco?







Ammetto di essermi innamorata da subito della cover, la trovo molto attraente…e di conseguenza non ho letto nessun rigo della sua trama…

Quando ho iniziato la lettura mi sono trovata delle pagine fantasy, che detto con estrema sincerità non è il mio genere preferito ma ho deciso già da un po' di cominciare ad allargare miei orizzonti e ho fatto bene… mi sono fatta catturare da una storia intensa avvolgente e misteriosa.

Eva e Jonathan i protagonisti, lei è luce, lui viene dal buio, il mondo intorno a loro è crudele, difatti abbiamo delle entità cattive e salti nel tempo e verità svelate che fanno del male.

Quando ti immergi in questa lettura, tutto sarà surreale, un mondo che non offre nessuna via di scampo…e i due protagonisti attraverso il loro legame cercano disperatamente di sopravvivere, lottando con tutte le loro forze.

Questo romanzo è adrenalinico è qualcosa che avvolge…senza che neanche te ne rendi davvero conto fin quando la lettura non termina…. E ciò mi ha portato a riflettere…perché nella vita non dobbiamo restare fermi in ciò che conosciamo, perché non scopriremo mai la bellezza dell’altrove.




 

REVIEW PARTY - Odio Babbo Natale… o forse no - di Manuela Chiarottino


 


Titolo: Odio Babbo Natale… o forse no

Genere: Romance (Comedy)

Casa Editrice: More Stories

In vendita dal 13 dicembre 2024

ebook €2,99 cartaceo €12,99

copertina rigida €18,99

North Pole è un piccolo paese che ha fatto del Natale la sua bandiera, e soprattutto nei mesi invernali si ricopre di scintillanti festoni e decorazioni, mentre per le sue strade si respira profumo di biscotti, si pattina sul ghiaccio e si ascoltano i canti natalizi. A North Pole tutti amano il Natale.
…o forse no.
David lo odia, il Natale. Lui a North Pole ci è nato e quell’atmosfera l’ha respirata sin da bambino. Ma se, da piccolo, come tutti gli altri abitanti, l’ha amata, appena maggiorenne è voluto scappare. Adesso vive in Florida, accanto al mare, dove si gode un’estate pressoché perenne e fa la bella vita.
Niente potrebbe convincerlo a rimetterebbe più piede a North Pole.
…o forse no.
Perché, quando sua sorella Beth lo invita al suo matrimonio e gli chiede di accompagnarla all’altare, David sa che non potrà rifiutare: Beth è la sola famiglia che gli resta, visto che sua madre è morta e, soprattutto, che ha chiuso malamente i rapporti con suo padre. Tornare a casa, però, non è affatto facile quando devi affrontare ricordi che avevi preferito dimenticare, situazioni lasciate irrisolte e… una rossa tutta fuoco, che emana profumo di dolci e biscotti, e che altri non è che la testimone e damigella della sposa.

Amber ha sempre amato il Natale e North Pole, anche se ha dovuto allontanarsene per un periodo. Per questo vi è tornata volentieri da qualche anno, per aprire la sua pasticceria. Con un’attività in proprio e una figlia piccola, però, non ha tempo per distrazioni o complicazioni. E non ha assolutamente tempo per l’amore…
…o forse no.

Perché con David, così diverso da lei, in assoluto l’uomo più sbagliato che il destino potesse mandarle, sembra scattare subito la scintilla.
Ma può un’attrazione trasformarsi in amore?

Probabilmente no.
…o forse sì.

Il romanzo della Chiarottino è una commedia romantica natalizia che punta dritta al cuore senza mai rinunciare a un pizzico di ironia.

La storia ruota intorno al ritorno a casa, al confronto con un passato che non smette di bussare e a quelle seconde possibilità che spesso temiamo ma che, quando arrivano, ci costringono a guardarci dentro.

I due protagonisti, David e Amber, sono costruiti con attenzione.

David rientra a North Pole con l’idea di restarci il meno possibile, trascinato dal senso del dovere verso la famiglia.

C’è un’inquietudine che lo accompagna, quella tipica di chi ha voltato pagina ma non l’ha mai fatto davvero fino in fondo.

Amber, invece, è una donna pratica e passionale, risollevata da una quotidianità costruita con fatica, madre affettuosa e indipendente, convinta di aver chiuso da tempo il capitolo che riguarda lui.

Nel loro incontro c’è scintilla, ma anche esitazione, nostalgia e ferite mai del tutto curate.

Il romanzo punta proprio su questo: sulla delicatezza con cui il passato continua a influenzare il presente, sul timore di rimettersi in gioco e sulla possibilità di perdonarsi.

Il paese di North Pole fa da cornice, vivo e caotico, con una comunità che si muove tra preparativi, feste e tradizioni.

L’autrice lo trasforma in uno spazio narrativo che non è solo sfondo ma parte integrante della storia, un luogo in cui i personaggi sono costretti a fermarsi, e affrontare ciò che hanno sempre rimandato.

Lo stile è scorrevole, piacevole, capace di passare dal sorriso alla riflessione con naturalezza.

Le scene più leggere non cancellano la profondità emotiva dei personaggi e non mancano momenti più intimi che rivelano il dolore, la mancanza, i dubbi e le speranze dei protagonisti.

È un equilibrio che funziona, rendendo la lettura fluida senza mai cadere nel banale.

La dimensione natalizia amplifica le emozioni, accompagnando il percorso dei protagonisti con calore e quel tocco di magia tipica delle feste.

Odio Babbo Natale… o forse racconta un amore adulto, segnato dalle scelte fatte e da quelle non fatte.

Una storia adatta a chi ama i romance che non si limitano alla superficie, ma fanno riflettere sulle seconde possibilità e sui legami che resistono al tempo.

Una lettura che consiglio a chi non cerca il Natale perfetto, ma quello capace di raccontare le fragilità e la crescita che ne deriva quando si accettano.