01 luglio 2022

RECENSIONE: - "Lasciati portare via" - di Lilian McRieve

 




Titolo: Lasciati portare via

Autore: Lilian McRieve

Editore: Self Publishing

Genere: Romance

Uscita: 30 Giugno 2022 (formato ebook e cartaceo)






Cassandra Semoni è su un volo per Milano, con un manufatto unico tra le mani e l’incarico di venderlo a Ryou Tokugawa, il cliente più difficile dai tempi di Napoleone.

Purtroppo, però, non ha alcuna conoscenza del prodotto, o della lingua, o di come gestire una trattativa. Possibilità di successo: non pervenute.

Cassandra sa che sta dicendo addio alla sua carriera prima ancora di averla conosciuta, ma è decisa a tentare il tutto per tutto. Anche se questo significa seguire il mercante d’arte fino in Giappone per far saltare i piani della rigidissima nonna di lui, che lo vorrebbe incastrare in un matrimonio combinato.

Ma se poi Cassandra scoprisse che sotto la maschera del ricco e spietato affarista c’è un uomo intrappolato nelle regole di una tradizione che non sente propria? Riuscirebbe ancora a stare al gioco?

Un incontro di cuori, uno scontro di culture, e, come sempre, in amore e in affari tutto è lecito.


Può una storia d’amore finita male spingere una donna a commettere una stupidaggine? A quanto pare sì se, per dimenticare la sua delusione Cassandra, archeologa rinunciataria, astemia ed esclusivamente italofona, accetta l’incarico di vendere una pregiata bottiglia di cognac a un navigato uomo d’affari giapponese, Ryou, con il quale dovrà dialogare in inglese! L’incipit del libro si mostra, così, assolutamente accattivante. L’incontro si prospetta disastroso, ma Ryou approfitta dell’italianità della ragazza per i suoi disegni: mettere a tacere la nonna Kimi, un vero generale, che lo vuole sposato, però, con una giapponese di alto rango come il loro. Ryou non è pronto, ma la profonda devozione verso la nonna che ha allevato lui e suo fratello Yuki rimasti orfani, gli impedisce di imporsi al suo volere malgrado lo desideri molto. Cerca un escamotage nel finto fidanzamento con Cassandra che accetta in cambio di un lauto compenso. Cassandra segue, così, Ryou in Giappone e la trama acquista più profondità e ci propone il confronto fra due culture diverse: quella occidentale espansiva ed emozionale e quella giapponese molto riservata e con un forte senso del dovere. L’autrice si è ben documentata e ci dipinge, con la terminologia adeguata (di cui, alla fine del libro ci offre un dizionario esplicativo), il Giappone in tutte le sue sfaccettature, dalle case tipiche ai piatti tradizionali, alle usanze, ai modi di fare… Cassandra capisce subito il contesto in cui è cresciuto Ryou: “un contesto dove c’era un enorme rispetto per tutto e tutti. Ma quel rispetto poteva essere facilmente minato. Una parola o un atteggiamento sbagliato e si poteva creare una frattura difficile da risanare”. Sembra che fra questi due mondi non ci sia alcun punto d’incontro, ma Cassandra e Ryou condividono una passione: l’amore per l’arte e poi… bisogna fare i conti con Cupido… non guarda mica le differenze sociali o etniche, lui! La storia d’amore dei due protagonisti è una storia delicata, che a tratti sembra non decollare perché trattenuta dal senso del dovere di Ryou.

I personaggi sono tratteggiati con attenzione; ho apprezzato anche quelli secondari: Kimi, la nonna-generale, che alla fine non è neanche antipatica, ma anche lei segue le “regole” di una tradizione centenaria ormai radicata in lei in modo rigido; Yuki, il fratello di Ryou, che inizialmente sembra un perdigiorno, in realtà è solo più sorridente del fratello, ma anche lui porta sulle spalle il peso di avere dei doveri in quanto appartenente all’importante casata dei Tokugawa e sembra destinato a farne gli stessi errori…; ultimo, non ultimo, Luca, l’amico di Cassandra, quello con la “A” maiuscola, quello che c’è sempre e comunque (e direi anche “ovunque”).

Piacevole e scorrevole.






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